Halloween, attenzione alle zucche vuote

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di don Aldo Bonaiuto

C’è la malefica alleanza tra consumismo e fascinazione dell’occulto dietro il fenomeno sempre più irrazionale e dilagante di halloween. Persino negli ambienti più insospettabili alligna la tentazione di legittimare una usanza pagana e contraria alle nostre radici storico-religiose con una sbrigativa equazione: “halloween uguale Ognissanti”. In realtà basta risalire alle sue origini celtiche per sgomberare il campo dagli equivoci: halloween non ha proprio nulla di cristiano, (anche se qualche finto sapiente equivoca, forse volutamente, persino l’etimologia confondendola con il reale significato), anzi la sua radice rimanda alle festività demoniache celebrate in varie parti del mondo da entità occulte che ne hanno fatto il loro “capodanno” blasfemo. Invece di accendere una candela come si fa nella festa dei Santi, halloween festeggia ciò che di più tragico si possa immaginare e cioè l’incombere sull’umanità delle forze del male che vogliono spegnere proprio quella luce che Cristo ha portato sulla terra.

Vetrine, finestre degli asili e delle scuole, sono ricolme in questi giorni di raffigurazioni fintamente innocue di cadaveri deturpati, pagliacci horror, persino teschi insanguinati, in una macabra esaltazione della civiltà di morte. Addirittura, forse per sembrare al passo con i tempi, arrivano via whatsapp gli inviti per festicciole in istituti, palestre, fast food nei quali si mette “scherzosamente” in preventivo che possano accadere imprevisti, fuoriprogramma, visite di entità sovrannaturali. Ma cosa ci è successo? Invece di valorizzare ciò che di meglio la nostra cultura, la nostra fede e anche la nostra storia dell’arte hanno prodotto in duemila anni al cospetto e su ispirazione della santità, ci siamo ridotti a scimmiottare una pessima versione del paganesimo che mescola fantasy, new age, satanismo, spiritismo e la più volgare ricerca di guadagno consumistico. Come dire, tutto va bene purché si riempiano i negozi di gadget, dolciumi e regali per una festa che tale non è. Altro che “dolcetto o scherzetto”, di fatto per il mondo dell’occulto la reale domanda, da molti banalizzata o ignorata, è: offerta o maledizione?

Per gli operatori delle tenebre non importa la consapevolezza di chi si presta a questa mascherata. Per loro, cosciente o no, chiunque partecipi direttamente o indirettamente alle celebrazioni di oscure presenze, minimizzate sotto mentite spoglie, corrisponde pur sempre a una vittoria del maligno al quale si rende onore pur senza (spesso) saperlo.

C’è poi una tentazione snobistica di derubricare tutto a innocente trasgressione. Si, va bene, qualche ragazzo tirerà uova o pietre contro la casa di un anziano, qualcun altro si vestirà in modo kitsch per scopiazzare i telefilm americani o al cinema proietteranno l’ennesimo film che si burlerà delle anime dei defunti. Ecco, è proprio questa sottovalutazione che fa il gioco delle forze del male.

Facciano attenzione i genitori a quale porta bussano i loro figli. E i mass media riflettano su quali messaggi diffondere prima di dover piangere vittime e feriti di rituali satanici e di giochi horror come quello giustamente sventato dalle forze dell’ordine alla periferia di Milano.

Nelle città da secoli si prega nei Santuari per la “buona morte”, al contrario halloween si fa gioco (con la scusa di esorcizzarlo) del senso sacro del passaggio alla vita eterna.

E così è tutto un rimbalzare multi-mediatico di vampiri, zombi, pipistrelli, mostri e fantasmi, come se tra il mondo e l’aldilà esistessero e andassero omaggiate delle figure a loro modo metafisiche che, sotto sembianze di spiriti, turbano i sogni e la vita delle “persone perbene”. Insomma per duemila anni sono bastati i Santi e gli Angeli custodi, adesso c’è bisogno, per qualcuno ben informato, delle banalità volgari e diaboliche di una falsa ricorrenza creata e propagandata a uso e consumo del più squallido consumismo di riporto.

Quando si parla di crisi educativa, si immaginano edifici scolastici fatiscenti e abbandono delle aule. Eppure a forza di rendere liquido il pensiero corrente, si finisce per trasformare le nuove generazioni in spugne che assorbono tutto il veleno prodotto dagli adulti. La zucca va bene per cucinare il risotto, per favore in testa mettiamo le buone idee.

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