LE RADICI PAGANE ED ESOTERICHE DEL FENOMENO HALLOWEEN

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Relazione di padre Francesco Bamonte, icms,

presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Roma, 31 ottobre 2019

 

Il mese di ottobre, da alcuni decenni è diventato un tempo di frenetica preparazione a un vero e proprio rito collettivo che prende il nome di halloween. All’avvicinarsi della notte tra il 31 ottobre il 1º novembre vetrine di negozi, bar, pasticcerie, ristoranti, vengono adornate con zucche, finte ragnatele, finti pipistrelli, scheletri e con raffigurazioni che richiamano alla morte in modo ironico e spaventoso. Gli asili, le aule delle scuole e i corridoi, dove vengono censurati simboli che richiamano la fede e la cultura cristiana, vengono in questi giorni addobbati con maschere mostruose che sono una vera e propria esaltazione del macabro e del mostruoso. Temi in classe o compiti a casa che hanno come argomento halloween, addirittura poesie e filastrocche orribili da imparare a memoria, come vedremo nella seconda parte di questa relazione.

I personaggi di halloween sono figure terrificanti di mostri, vampiri, dracula, fantasmi, licantropi, zombi, streghe, diavoli, pagliacci horror, teschi insanguinati, teste trapassate da pugnali o da asce e persino rappresentazioni raccapriccianti e oltremodo oltraggiose della dignità umana quali cadaveri deturpati o tagliati a pezzi.

Negozi di giocattoli, riviste per ragazzi, siti internet richiamano continuamente ad halloween con queste rappresentazioni e con questi simboli.

Bambini, adolescenti e adulti indossano maschere e costumi che richiamano a questi temi di orrore che nulla a che fare non solo con la festa di “Tutti i Santi” del 1° novembre e la Commemorazione dei Fedeli defunti il 2 novembre, ma neppure con la festa del carnevale caratterizzata dall’uso di costumi divertenti e colorati. Inoltre il nome carnevale è una contrazione di “carne−levare” (levare la carne, togliere la carne) che richiama a un momento giocoso e allegro trascorso prima del lungo periodo quaresimale di penitenza e di astensione dal mangiare la carne.

A differenza del carnevale, inoltre, halloween rende gli ambienti spettrali con decorazioni fatte di lampadari con simboli lugubri, tovaglie con teschi e raffigurazioni di ragnatele, alberi stregati, bare dalle quali escono esseri spaventosi, ecc.

Il tema delle maschere di halloween non è liberamente scelto come a carnevale, ma deve riprodurre qualcosa di macabro, che abbia a che fare con la morte in modo spaventoso e satirico.

L’inganno usato in un primo momento dalle grandi aziende e successivamente dai mass-media che a partire dagli anni 50 (come vedremo), ha favorito, sostenuto e diffuso in modo sempre più insistente il fenomeno halloween, è scherzare sulla paura, sugli spiriti, sulla violenza più disumana, sulla morte, sui demoni.

Come si può sorridere e festeggiare su tutto ciò? Ci troviamo davvero davanti a un fenomeno irrazionale che manifesta una drammatica perdita della capacità di discernimento tra il bene e il male. «Halloween -infatti- festeggia ciò che di più tragico si possa immaginare e cioè l’incombere sull’umanità delle forze del male che vogliono spegnere proprio quella luce che Cristo ha portato sulla terra»[1].

Come è stato possibile che la ricorrenza di Tutti i Santi in inglese chiamata “All Hallow(s)” e la sua vigilia “All Hallows’Even” (letteralmente “Vigilia di Tutti i Santi”) sia entrata in competizione con questa esaltazione insensata del macabro, dell’orrore e del demoniaco e abbia preso il nome di halloween? Il termine halloween è infatti la forma abbreviata dell’espressione “All Hallows’Even”.

A partire dal IV sec. d.C. era in uso nella Chiesa solo la Commemorazione dei Martiri, i cui primi riferimenti storici, rintracciati in Antiochia, danno come collocazione temporale la domenica successiva alla Pentecoste.

Sant’Efrem il Siro parla di questa festa, collocandola al 13 maggio.

La Commemorazione dei Martiri, nel 609, sotto il pontificato di Bonifacio IV divenne la festa di “Tutti i Santi” e fu fissata al 13 maggio (data in cui nel mondo pagano romano venivano festeggiati i Lemuria o i Parentalia, in onore dei defunti della famiglia).

Tre secoli dopo, nell’835, papa Gregorio IV decise di trasferire la festa di “Tutti i Santi” dal 13 maggio al 1° novembre e stabilì che fosse festa di precetto. Il motivo di tale decisione fu dovuto al fatto che tra il 31 ottobre e il 1° novembre in varie zone dell’Europa, soprattutto nel mondo anglosassone, era ancora molto viva la festa di Samahin (leggi: Soìn). Egli cercò in tal modo di soppiantare quella festa pagana.

Per comprendere il fenomeno di massa che ha preso il nome di halloween, bisogna pertanto conoscere meglio chi erano i Celti, perché la festa di Samahin era celebrata da quelle popolazioni di stirpe indoeuropea, chiamate appunto Celti, collocate inizialmente in una ristretta zona compresa tra l’alto Reno e le sorgenti del Danubio, pressappoco al confine tra le attuali Francia, Germania e Svizzera.

I primi segnali certi della loro presenza in Europa risalgono al V sec. a.C. e raggiunsero l’apice dell’espansione tra il IV e il III sec. a.C., periodo in cui si possono rilevare tracce della loro presenza in Irlanda, nella penisola anatolica (attuale Turchia), Spagna, Gran Bretagna Italia, Francia e in parte dell’Europa centrale.

I Celti erano divisi in grandi gruppi o clan ben distinti, ma che avevano molte cose in comune fra loro: l’essere inizialmente nomadi, avere una economia basata sulla pastorizia, sull’allevamento dei cavalli, e la divisione in precise classi sociali: guerrieri, nobili, contadini e druidi.

Questi ultimi, costituivano la casta più influente e potente. A loro erano riservati i compiti religiosi, giudiziari e culturali. Facevano rispettare le leggi e osservare le festività del calendario fondato su una visione religiosa caratterizzata essenzialmente dal politeismo naturalista per cui adoravano molte divinità legate alla natura e coltivavano la credenza della reincarnazione dopo la morte.

Il loro essere così divisi finì però per renderli strutturalmente deboli davanti alle pressioni esercitate da popolazioni ben più organizzate quali i Germani e i Romani, per cui furono facilmente soggiogati e poi assimilati, negli usi e costumi.

Solo nelle isole britanniche, in particolare in Irlanda, che non fu mai conquistata dall’impero romano, rimase traccia della loro religiosità, della loro cultura pagana e della loro lingua.

Le festività religiose erano legate al ciclo lunare e al ciclo solare.

Quelle legate al ciclo lunare si chiamavano: Imbolc, Beltane, Lughnasadh[2] e Samahin; quelle legate al ciclo solare si chiamavano: Yule, Ostara, Litha, Mabon. Come vedremo nella seconda parte di questa relazione, questo stesso calendario viene seguito puntualmente dall’antica stregoneria del mondo occidentale, dalla neostregoneria odierna che si è costituita addirittura in un movimento che prende il nome di Wicca e dai cultori di satana denominati anche satanisti.

Bisogna considerare che i Celti non seguivano il calendario solare, ma il calendario lunare diviso in 12 mesi composti da 28 giorni e da un 13º mese, che faceva coincidere il ciclo lunare con quello solare.

Le feste cominciavano al tramonto del giorno che le precedeva, in quanto il calendario celtico faceva iniziare il giorno successivo dal tramonto del sole e non come da noi dopo la mezzanotte.

Ci potremmo soffermare sul significato e sui riti di ognuna di queste feste, ma tratterò solo di quella che a noi interessa maggiormente per risalire alle radici del fenomeno halloween e comprenderlo: la festa di Samahin.

La parola Samhain significa fine estate, una festa che veniva celebrata tra fine ottobre e i primi di novembre.

I Celti non avevano l’autunno come nel nostro calendario, per cui il passaggio da ottobre a novembre era, da loro, considerato il passaggio dall’estate all’inverno e poiché in quel periodo dell’anno la luce solare va via via diminuendo, erano convinti che la divinità delle tenebre e della morte prevalesse sulla divinità della luce.

Durante la diminuzione delle ore di luce e l’aumento delle ore di buio, i Celti credevano inoltre che le porte tra il mondo dei vivi e quello dei morti si aprissero permettendo alle anime dei defunti di tornare sulla terra nei luoghi dove erano vissute, alcune anche con sembianze di animali.

Si aprivano però anche le porte agli spiriti maligni, per cui coloro che festeggiavano usavano indossare maschere e ricoprire il corpo con pelli di animali, credendo in tal modo di poter nascondere la propria identità agli spiriti maligni.

La festa aveva inizio tre giorni prima di Samhain e terminava tre giorni dopo, quindi le celebrazioni duravano una settimana.

La partecipazione alle celebrazioni era obbligatoria per tutto il popolo, dal re all’ultimo dei servi, pena una maledizione che si credeva conducesse alla pazzia e alla morte.

I festeggiamenti erano caratterizzati da riti in onore del dio delle tenebre e della morte e si concretizzavano in atti orgiastici con uso di alcolici e una sorte di possessione dei corpi dei festeggianti da parte di quelle che venivano considerate le anime vaganti. Molti trascorrevano le notti in stato di trance, privi della propria coscienza, alcuni però avevano il compito di rimanere estranei a questa sorta di possessione –  per garantire la sicurezza durante i riti –  limitandosi a partecipare dall’esterno senza lasciarsi possedere dalle anime vaganti.

Durante i momenti di possessione si svolgevano anche divinazioni, rituali magici e incantesimi. I sacerdoti druidi realizzavano anche speciali amuleti che la gente doveva porre fuori dalle abitazioni o indossare per proteggersi dagli influssi degli spiriti maligni.

Uno di questi amuleti era costituito da una lanterna che veniva ricavata svuotando una rapa, incidendo in essa la forma di un volto umano e ponendo al suo interno una candela accesa, realizzata con il grasso degli animali sacrificati.

Da questa usanza del mondo celtico deriverà, secoli dopo, per gli irlandesi immigrati in America, la sostituzione delle rape con le zucche, diffusissime sul suolo americano e molto più grandi e spaziose delle rape. La zucca, infatti, non esisteva in Europa. È un ortaggio che l’Europa ha importato dall’America.

Tornando alla descrizione dei giorni di festeggiamento di Samhain tra i Celti, nelle case si lasciava un posto a tavola apparecchiato per il defunto che, in quelle notti, si credeva avrebbe desinato con i propri cari.

In quelle stesse notti i sacerdoti druidi passavano di casa in casa e ognuno doveva consegnare loro qualcosa dei propri averi, altrimenti veniva maledetto.

Tutto quanto fin qui descritto, culminava con il propiziarsi una divinità della fertilità chiamata Crom Cruach, sacrificando non solo animali, ma anche esseri umani. Le parole Crom Cruach si presentano in varie forme e possono essere interpretate in vari modi. In lingua gaelica[3] Crom significa “curvo”, piegato”, mentre Cruach ha diversi significati: sanguinoso, massacro, ecatombe o mucchio. Quindi Crom Cruach potrebbe significare (pietra) curva e insanguinata, testa dell’ecatombe o testa del mucchio (di grano). In genere era coperta d’oro e d’argento e intorno ad essa venivano collocate circolarmente dodici piccole figure di bronzo o dodici pietre.

Le vittime sacrificali, in genere, erano criminali riconosciuti colpevoli oppure, se questi scarseggiavano, si rimpiazzavano con vittime innocenti o all’occorrenza i druidi sacrificavano i loro stessi colleghi, come dimostrano ritrovamenti di resti che hanno confermato queste orribili pratiche finalizzate alla propiziazione della divinità per ottenere in cambio l’aiuto per vincere le battaglie quando si andava in guerra, per ottenere abbondanza di latte e grano o la guarigione di un alto personaggio ammalato[4].

Si narra che San Patrizio, nella sua opera di evangelizzazione dell’Irlanda avvicinandosi a un idolo Crom Cruach, alzasse il bastone pastorale e immediatamente si manifestasse il demonio che abitava nell’idolo di pietra. San Patrizio gli ordinò di tornarsene all’inferno e subito l’idolo cadde faccia a terra mentre le dodici pietre che circondavano l’idolo affondarono nella terra.

Sotto la regia di un druido, poteva avere luogo anche il rito del paiolo, cioè di un pentolone chiamato Gundestrup sul quale gli addetti tagliavano la gola ai prigionieri. Secondo il modo in cui il sangue colava nel paiolo, i druidi traevano i loro presagi e le loro divinazioni.

Era molto diffusa nel mondo celtico anche la divinizzazione degli animali maschi dotati di corna, specialmente dei cervi. La sua rappresentazione prendeva il nome di Cernunno. Negli elementi archeologici giunti fino a noi lo troviamo scolpito anche sui grandi pentoloni di Gundestrup. Cernunno era considerato il dio della virilità, della fecondità, della caccia, della guerra, dell’abbondanza, degli animali, della natura selvaggia ed era particolarmente legato ai cicli della natura e anche della morte e dell’oltretomba.

Oltre a essere una festa principalmente religiosa che si svolgeva nelle modalità sin qui descritte, Samhain era anche un’importante occasione di incontro tra tutte le tribù per discutere su argomenti di interesse comune quali ad esempio, iniziare o non iniziare una guerra, organizzare matrimoni tra gruppi diversi, stilare contratti commerciali. Contemporaneamente si rimpinzavano con noci, carne di maiale, birra o bevande alcoliche.

Dopo aver conosciuto che cosa era e come si svolgeva la festa di Samhain, cerchiamo di capire come sia giunta ai nostri tempi riproposta sotto le mentite spoglie di festa innocente e divertente.

A seguito della scoperta dell’America i primi immigrati irlandesi vi giunsero nel 1621. Trovandosi davanti a un forte presenza di protestanti che li avevano preceduti, i quali avevano abolito molte delle ricorrenze cattoliche, la festa di “Tutti i Santi” per gli immigrati irlandesi si trasformò in una festa di paese, priva di ogni riferimento religioso cattolico, legandosi strettamente ai valori contadini del tempo e finendo per celebrare l’abbondanza dei raccolti.

Questo processo favorì tra gli irlandesi la ripresa dell’antico uso celtico della lanterna, cominciarono a utilizzare non più la rapa ma la zucca assai diffusa sul suolo americano e molto più grande della rapa.

Le diverse comunità irlandesi organizzavano nella festa di “Tutti i Santi” giochi ed eventi pubblici, durante i quali si raccontavano storie di fantasmi, si ballava e si cantava insieme.

Fino alla prima metà del XIX secolo, in America del nord, halloween conservò questa dimensione ludica e aggregativa.

La ritualità dei tempi odierni non era ancora celebrata.

A seguito di una grave carestia sopraggiunta nel 1845 che durò vari anni, dovuta alla distruzione dei raccolti di pomodori e di patate che era la coltivazione su cui allora si reggeva quasi completamente l’economia dell’Irlanda, vi fu intorno al 1850 un nuovo grande flusso migratorio di Irlandesi in America, e tra la fine del 1880 e inizio del 1900, il modo più comune per celebrare la festa di “Tutti i Santi” divenne quello di organizzare party.

«Privata o pubblica, questa festa era presentata come un innocuo momento di svago, anche se, con ingannevoli richiami a un mondo ultraterreno pauroso, la festa cominciò ad assumere una connotazione sempre più esoterica.

Tra le giovani donne in maniera subdola, apparentemente innocente, venne diffusa la credenza che in quella notte fosse possibile, attraverso strani incantesimi, conoscere il nome o l’aspetto del proprio futuro marito»[5].

Per la prima volta nel 1911, un giornale di Kingston (Ontario) pubblicò un articolo nel quale si parlava di alcuni bambini che, travestiti, avevano passeggiato per le vie della città.

A partire dagli anni 30 alcune aziende americane, cominciarono a produrre, su scala industriale, abiti e costumi per halloween, acquistati dai cittadini all’interno dei supermarket e dei negozi per bambini.

I personaggi più utilizzati erano (ma a tutt’oggi sono) vampiri, zombie, lupi mannari, fantasmi, scheletri e streghe.

«Negli anni tra il 1920 e il 1930, la festa divenne sempre più un intrattenimento per tutti; venivano organizzate parate cittadine e spettacoli nelle piazze.

Però mentre si svolgevano i festeggiamenti notturni, iniziarono a verificarsi atti vandalici e furti, che crearono allarme nell’intera comunità.

Per arginare questo fenomeno e far sì che halloween evolvesse in una festa rivolta soprattutto ai giovani passarono alcuni anni.

In seguito al forte incremento delle nascite, avvenuto negli anni 50, gli organizzatori fecero sì che i festeggiamenti si spostassero dalle piazze alle aule scolastiche e alle case private, perché anche i bambini potessero essere massicciamente coinvolti.

Proprio grazie a questa evoluzione della festività, si diffuse negli Stati Uniti l’usanza di mandare i bambini e i ragazzi di casa in casa coinvolgendo in tal modo tutte le famiglie e l’intera comunità alla festa, chiedendo semplicemente di regalare loro dolcetti o caramelle. Ai bambini fu insegnato che quando gli veniva aperta la porta avrebbero dovuto dire trick-or-treat.

Cosa significa trick-or-treat?  Tradotto letteralmente dall’inglese vuol dire “trucco o divertimento” e in italiano è espresso con i termini “dolcetto o scherzetto”: vi è nascosto il significato originario di “sacrificio o maledizione”,[6] che rievoca l’antico obbligo per i Celti di dover lasciare offerte ai sacerdoti druidi nelle notti di Samhain.

Lo “scherzetto”, per coloro che non volevano sacrificare niente dei propri averi, era appunto la maledizione. Alcuni fanno risalire l’espressione trick-or-treat a un’usanza del periodo medievale quando durante la notte di “Tutti i Santi”, i mendicanti, passavano di casa in casa chiedendo offerte. A chi faceva l’elemosina veniva fatta una promessa: “Pregherò per i tuoi defunti!”. Tuttavia l’indole ricattatoria dell’espressione usata: “dolcetto o scherzetto”, rende certo il legame con la prassi minacciosa dei sacerdoti druidi. Senza dubbio, quindi, per il mondo dell’occulto la reale domanda, da molti banalizzata o ignorata, è: “offerta o maledizione?”.

Questa mescolanza di folklore e credenze, religione e superstizione, negli anni è divenuta una delle principali festività statunitensi.

Nasce, così, la falsa “antica tradizione”, a marchio USA!

In realtà, stiamo parlando di una festa che nelle modalità in cui viene celebrata oggi, è abbastanza recente e che, nell’intenzione degli organizzatori, doveva divenire accattivante e coinvolgere il maggior numero di persone possibile.

Un’operazione “paganeggiante” perfettamente riuscita, grazie all’imponente impiego della pubblicità, dei mezzi di comunicazione di massa e alla spinta fornita dagli interessi finanziari di innumerevoli grandi aziende.

Proprio a causa dei crescenti interessi in ballo … i mass-media, ben preparati, sono stati attenti a presentarla come una ricorrenza laica, scevra da qualsiasi elemento religioso, ma non è così.

Il significato è religioso, ma di una religione pagana.

Se questo significato fosse conosciuto in modo chiaro –  essendo un’offerta di prodotti rivolta a bambini e adolescenti, veri protagonisti principali e consumatori finali – vi sarebbe il crollo degli introiti per molte multinazionali in quanto un genitore, se conoscesse tutti i riti sottaciuti, nascosti alla maggior parte della gente, difficilmente sarebbe disposto a regalare maschere orrifiche o mandare in giro di notte i propri figli.

Probabilmente si troverebbe ben poco da “festeggiare”, decretando la fine di questa illusoria celebrazione magico – commerciale»[7].

Ci chiediamo come sia stato possibile che, nel giro di quattro decenni, in un paese di tradizione cattolica come l’Italia, halloween abbia assunto le dimensioni e la popolarità attuali?

In Italia, come in molti altri paesi occidentali, halloween è stato proposto al vasto pubblico principalmente attraverso il cinema.

«Era il 1978 quando nelle sale cinematografiche fu proiettato il film “Halloween – La notte delle streghe”, diretto da John Carpenter.

La trama del film è di per sé paurosa e violenta, carica di una atmosfera cupa e angosciante, incentrata tutta sulla psiche malata di un serial killer, nella città di Haddonfiled, Illinois.

La scena iniziale si apre con una filastrocca che introduce alla macabra atmosfera di halloween:

Malocchio e gatti neri, malefici misteri

il grido di un bambino bruciato nel camino

nell’ occhio di una strega, il diavolo s’annega

e spunta fuori l’ombra: l’ombra della strega!

La vigilia d’Ognissanti han paura tutti quanti:

è la notte delle streghe!

(Chi non paga presto piange!).

Nelle strofe successive, un bambino di sei anni, Michael Myers, accoltella e uccide la sorella maggiore durante la notte di halloween.

Da allora, Michael viene internato in un ospedale psichiatrico sotto l’osservazione dello psicologo Samuel Loomis.

Trascorsi però 15 anni, di nuovo nella notte di halloween, Michael riesce a fuggire e ritorna nella sua città, dove in poco tempo uccide i tre amici di una baby-sitter di nome Laurie.

Quest’ultima, quarta vittima designata, riesce a sfuggirgli grazie al dottor Loomis che dopo aver inseguito e rintracciato il suo ex paziente, riesce a impedire l’assassinio della ragazza, sparando sul folle numerosi colpi di pistola, in direzione del cuore e della testa. Il serial killer, appena colpito a morte, cade dal balcone, ma quando il dottore si affaccia a guardare, il suo cadavere è scomparso.

Quel film ebbe un così grande successo per cui dal 1978 ad oggi ne sono stati prodotti una decina tra sequel e prequel.

Unica costante, comune a tutti, è la descrizione della violenza e del terrore che si scatenano durante la notte di halloween.

Attraverso quel film scellerato, la conoscenza di halloween si è diffusa in modo inarrestabile in tanti Paesi, compresa l’Italia.

Negli anni seguenti l’uscita del film, le grandi multinazionali dell’intrattenimento hanno pensato di spingere ulteriormente l’evento…

I media e le testate giornalistiche hanno evidenziato, in modo martellante, con settimane di anticipo, l’arrivo del fatidico 31 ottobre, notte in cui si è quasi obbligati dall’insistente pubblicità, a dover festeggiare halloween.

Banale dirlo, ma grazie a questa strategia di marketing,  anche in Italia, in pochi anni, halloween si è traformato – da evento misconosciuto qual era  – ad uno degli appuntamenti più noti e seguiti dal pubblico giovanile.

Come, come si sa, i ragazzi – per lo più per inesperienza –  troppo facilmente si lasciano abbindolare, molto facilmente, da ciò che è di moda senza chiedersi se, sotto l’apparenza ludica, non si nasconda, purtroppo, qualcosa di pericoloso»[8].

Il fenomeno mostruoso di halloween a confronto con la bellezza di Dio

Noi sappiamo che Gesù è Dio, ed essendo Dio è la Verità, la Bontà, la Bellezza e la sua Mamma lo riflette pienamente! Guardando la loro bellezza e innamorandosene, non si riesce, se non con una grande difficoltà, a guardare anche per un solo istante halloween.

Halloween di fatto non propone niente di vero, niente di buono e non mostra niente di bello. Di conseguenza non mi sento aiutato ad essere più vero, più buono e a percorrere un cammino di bellezza e questo mi preoccupa dal momento che mi è stato insegnato che è la Bellezza che salverà il mondo. Il papa San Paolo VI quando intervenne al Congresso Mariologico del 1975, affermò, ripetendo quello che altri avevano già detto prima di lui: “Solo la bellezza salverà il mondo”, quindi è vero anche il contrario e cioè che la bruttezza manda il mondo in perdizione anche perché il bello è uno con il buono e con il vero e l’uno si risolve nell’altro. Halloween “imprime quanto meno la bruttezza. E imprimendo nei bambini la bruttezza, il gusto dell’orrido, del mostruoso, del macabro, del demoniaco messo allo stesso livello del bello, li orienta in qualche modo al male. Orientare alla bruttezza vuol dire infatti orientare in direzione opposta a ciò che è buono e a ciò che è vero e quindi orientare in opposizione a Dio perché in definitiva Dio, Gesù Cristo sono l’unico vero, l’unico buono e l’unico bello.

In Paradiso, dove regna la sola bontà, tutto è bello. All’Inferno, dove si respira solo odio, tutto è brutto. I bambini hanno bisogno di bellezza, non di bruttezza, perché hanno bisogno di bontà, non di cattiveria. Ed è quella bellezza che porta a Dio che li aiuta a discernere tra ciò che è buono e ciò che invece è cattivo e porta al nemico di Dio.

Questa è la pericolosità di halloween che mette veramente in una condizione disumana. Pensare di potersi illudere con ciò che è brutto, orrido, macabro, demoniaco e quindi con ciò che è orientato al cattivo e al falso è da folli, soprattutto se questo poi lo si fa nei confronti dei bambini che sono gli esseri umani più malleabili, più vulnerabili, più fragili.

L’atteggiamento nei confronti della festa di halloween per analogia che vale quello che vale, può essere paragonato all’atteggiamento in occasione della festa del Natale. A Natale c’è una minoranza, sempre in diminuzione, che lo festeggia in rapporto a Gesù Cristo, nel desiderio, nella fede, nella memoria e nell’amore per Gesù e c’è una maggioranza, sempre in crescendo che lo festeggia invece nell’aspetto meramente consumistico che con il Natale non c’entrano proprio niente.

Analogamente halloween è caratterizzato da una minoranza in crescendo che lo festeggia intenzionalmente in rapporto a Satana e c’è una maggioranza che lo vive invece come momento di diversione, di evasione, di divertimento. Questi ultimi possono benissimo obiettare: «Ma a me queste cose di occultismo, di satanismo, ecc. non interessano, io non festeggio per questo, lo faccio solo per divertirmi, per me è un carnevale e stop». Nonostante le tante (per così dire) “buone intenzioni” professate, è comunque innegabile che halloween celebri di fatto l’orrido e il macabro, componenti caratteristiche e proprie del mondo oscuro del satanismo e della stregoneria.

Ora questo elemento è tutt’altro che trascurabile perché va a toccare uno dei punti fondamentali dell’essere e del vivere dell’uomo predisponendolo, senza che egli se ne renda conto, all’accoglienza di proposte negative, occulte, esoteriche, favorendo questo indirizzo culturale.

Riporto alcune considerazioni e alcuni esempi pratici che dovrebbero far molto riflettere chi continua, non solo a sostenere che halloween è un gioco innocente, ma persino accusa di oscurantismo chi ne mette in rilievo la forte valenza negativa.

La stregoneria antica e la neostregoneria dei nostri tempi, che si è organizzata addirittura come movimento con il nome di Wicca, per le celebrazioni dei propri riti, segue le stesse date fondamentali che seguiva il mondo pagano celtico[9]. Tra di esse c’è appunto la ricorrenza di Samhain, nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, considerata la festa principale, quella che dà il via al calendario delle celebrazioni, al nuovo anno della magia. Inoltre questo stesso calendario è stato fatto proprio anche dai satanisti. Essi però aggiungono anche tutte le notti tra il sabato e la domenica –  per dissacrare la domenica considerata festa dei cristiani –, le vigilie di numerose feste e memorie cattoliche e le notti che precedono ogni festa, solennità o memoria in onore della Beata Vergine Maria. Sta di fatto comunque che anche per i cultori di satana, la principale festa nel calendario delle celebrazioni, quella che per loro è l’inizio dell’anno satanico, è halloween.

Bisogna poi tener ben presente che molte testimonianze attestano come la ricorrenza di halloween, incluso il periodo di tempo che la prepara, sia di fatto per alcuni giovani, un momento privilegiato di contatto con il mondo dell’occulto attraverso una massiccia propaganda mediatica, soprattutto in rete. Il rischio ulteriore è finire nel giro di realtà settarie o comunque legate al mondo dell’occultismo, con conseguenze anche gravi non solo sul piano spirituale, ma anche sul piano dell’integrità psicofisica.

Che halloween sia un mezzo attraverso il quale viene promossa la conoscenza e la pratica dell’esoterismo tra i piccoli, potremmo portare molti esempi.

Uno fra i tanti è quello che è accaduto lo scorso anno in varie scuole italiane nelle quali è stato proposto questo “gioco” nei giorni che hanno preceduto il 31 ottobre: «Disegnare (con pennarelli cancellabili) un cerchio sul pavimento; disegnare una stella a cinque punte nel cerchio; chiudere le finestre perché non vi sia luce e fare il girotondo con i propri compagni di classe. A chi gira la testa perde. Quando uno si ferma, prima di rigiocare deve ripetere in coro la filastrocca: Periculum in mora, periculum in mora”». Il cerchio con la stella a cinque punte, il gesto di girare intorno al cerchio tenendosi per mano, pronunciare determinate parole in una lingua sconosciuta (certamente il latino per i bambini delle scuole elementari è sconosciuto), sono tutti elementi tipici dei rituali della stregoneria. In particolare le parole: “Periculum in mora, periculum in mora” vogliono significare: “pericolo/danno da ritardo” come a dire: “C’è un danno, ci sia un male se non riprendiamo a fare il girotondo”. E da chi dovrebbe venire questo danno? Dalle “entità evocate”. I bambini sono quindi iniziati inconsapevolmente a un rito di stregoneria.

Mentre assistiamo – in varie nazioni di antica cristianità, tra cui l’Italia – al tentativo ricorrente di eliminare i Crocifissi dai luoghi pubblici e, in prossimità del Natale, addirittura al divieto di allestire nelle scuole il Presepe e di rappresentare il messaggio spirituale del Natale (o comunque alla proibizione di nominare il nome di Gesù durante le recite natalizie, quasi fosse una bestemmia), nelle medesime strutture scolastiche spesso si promuove o più precisamente si impone e si celebra halloween che, come abbiamo dimostrato, ha le sue radici in una religione pagana, con una componente altamente nefasta e funesta. Nella sua ritualità, infatti, erano introdotti non solo sacrifici di animali, ma anche di esseri umani.

Un altro esempio che vi porto è dei giorni scorsi. In una scuola di prima elementare, la maestra di italiano ha consegnato a tutti i bambini un foglio sul quale ha stampato una poesia. Ha invitato i bambini a incollare sul quaderno quel foglio e poi a imparare a memoria la poesia. La mamma di uno di quei bambini, che fa un cammino di fede, quando si è visto arrivare a casa suo figlio con quella poesia sul foglio incollato sul quaderno, ha deciso di non mandare il bambino a scuola il 31 ottobre, giorno in cui la maestra di italiano avrebbe chiesto ai bambini di declamare la poesia. Il testo è il seguente:

Filastrocca della paura

Nel bel mezzo della notte oscura

Ecco senti arrivare la paura.

Le ombre sulle pareti sono mostri orribili.

Sotto le coperte vedi figure terribili.

Alla porta del tuo cuore comincia a bussare.

Forza, chiudi gli occhi e lasciala andare.

Lasciati guidare dai pensieri vellutati.

Fatti cullare dai sogni zuccherati.

Inclina poi la testa di qua e di là.

Vedrai che la paura presto svanirà.

Passiamo a Foggia. Sentite che annuncio alcuni giorni fa è stato dato circa un nuovo spettacolo teatrale de “Il Teatro della Polvere”.

«Invitiamo voi, anime sensibili, coraggiose e vicine all’occulto a partecipare al nostro rituale (nella speranza che tutto vada per il meglio). Lo spettacolo va in scena il 31 ottobre e il 1° novembre ed è riservato a 15 spettatori alla volta. Tre repliche previste, con ingressi alle ore 20.00, 21.00 e 22.00. Così viene descritto dagli organizzatori: una presenza infesta il Teatro di via Nicola Parisi. Ha una storia da raccontare. In cerchio, dita contro dita, si cercherà di rievocare lo spirito per conoscere la sua storia. Quale terribile segreto nasconde? Ma le cose prendono un’altra piega e, insieme a lui, altre anime inquiete si manifesteranno, ognuno con la propria verità, per dare voce e corpo alla storia della protagonista di una antica leggenda foggiana.

“La seduta spiritica nasce da due desideri: il primo è d’interagire col pubblico e dar loro modo di modificare e partecipare direttamente alla storia; il secondo è quello di diffondere un po’ della nostra cultura popolare antica” spiega la regista Anna Laura d’Ecclesia. Una storia orrorifica inedita, ma con qualche traccia del passato, che possa lasciare nei cuori dei nostri spettatori un’impronta di quello che siamo e che siamo stati, e che, seppur morti, hanno ancora molto da dire, da rimpiangere e da sognare. I deboli di cuore e di spirito si tengano lontani, per la loro tranquillità: invitiamo solo anime forti e rispettose”, conclude. “Gli spiriti non vanno mai disturbati, bensì aiutati a trovare la pace. E il nostro pubblico li condurrà verso la luce, in un modo o nell’altro”. Gli spettacoli saranno riservati ai soli soci del Teatro della Polvere (per partecipare è necessario tesserarsi). Prenotazione obbligatoria».

Per i cultori del maligno è motivo di grandissimo compiacimento che le menti e i cuori di tanti bambini, adolescenti, giovani e di non pochi adulti, anche se per gioco e divertimento, nei giorni e nelle settimane di ottobre che precedono il 31 ottobre, siano messi in collegamento con questa religione pagana senza che ne siano consapevoli e che quindi siano messi in comunione nel medesimo tempo con l’irrisione beffarda che il nemico del genere umano ispira alle menti degli uomini nei confronti del momento più importante e decisivo dell’esistenza di un essere umano che è quello del suo trapasso.

Pochi sanno, inoltre, che i cultori di Satana, nei perversi riti da essi realizzati in suo onore, in tutto il mese di ottobre e nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, considerano donate a loro le “energie” di tutti coloro che, sia pure per gioco, stanno evocando il mondo delle tenebre. Per i seguaci del maligno è motivo di grande soddisfazione che tanti bambini, adolescenti, giovani e adulti, nel mese di ottobre e nella notte tra il 31 e il 1° novembre siano orientati non alla meravigliosa luce e bellezza di Dio, ma in qualche maniera al mondo del male. I seguaci del maligno sono convinti che in tal modo si rafforza il potere di satana nella società e in essi stessi.

Questo non vuol dire che quelli che festeggiano halloween avranno certamente tutti delle esperienze di particolare disturbo da parte del demonio, ma potrebbe renderli più vulnerabili nei confronti della sua attività straordinaria qualora fossero coinvolti in autentici rituali come sedute spiritiche o il “gioco” del girotondo intorno a un cerchio e una stella tracciati sul pavimento al buio e dicendo nel medesimo tempo determinate parole in latino come precedentemente descritto. Circa questi rischi, uno psicoterapeuta cattolico con il quale ho condiviso alcune considerazioni su halloween, mi ha scritto: «Grazie, carissimo padre Francesco, delle condivisioni, che personalmente vorrei portare nelle scuole (primarie e secondarie) dove, sicuramente, c’è più bisogno di sensibilizzare gli insegnanti/educatori e gli stessi genitori, i quali a volte sottovalutano tale fenomeno addirittura minimizzandolo. Sono convinto che ci dobbiamo spendere di più per contrastare questa pericolosissima deriva, che miete molte vittime, soprattutto tra i giovani. Io stesso come medico ho visto dei disturbi psichici, anche gravi, insorti dopo la partecipazione a festicciole, dove per superficialità (dabbenaggine!) e ignoranza si incorre in pratiche di divinazione, aprendo la strada all’attività demoniaca straordinaria. In alcuni casi particolari, avvenuti nelle scuole pubbliche durante l’orario di lezione (incredibile dictu) ho sollecitato i genitori a sporgere denuncia al Provveditorato».

Don Aldo Buonaiuto, animatore generale del Servizio Anti Sette dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, da anni schierato con decisione nel combattere il fenomeno halloween, in un articolo sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019 dal titolo: “Halloween attenzione alle zucche vuote”, ha dichiarato:

«… Per gli operatori delle tenebre non importa la consapevolezza di chi si presta a questa mascherata. Per loro, cosciente o no, chiunque partecipi direttamente o indirettamente alle celebrazioni di oscure presenze, minimizzate sotto mentite spoglie, corrisponde pur sempre a una vittoria del maligno al quale si rende onore pur senza (spesso) saperlo. …

Facciano attenzione i genitori a quale porta bussano i loro figli. E i mass media riflettano su quali messaggi diffondere prima di dover piangere vittime e feriti di rituali satanici e di giochi horror come quello giustamente sventato dalle forze dell’ordine alla periferia di Milano. … Nelle città da secoli si prega nei Santuari per la “buona morte”, al contrario halloween si fa gioco (con la scusa di esorcizzarlo) del senso sacro e del passaggio alla vita eterna.

E così è tutto un rimbalzare multi-mediatico di vampiri, zombi, pipistrelli, mostri e fantasmi, come se tra il mondo e l’aldilà esistessero e andassero omaggiate delle figure a loro modo metafisiche che, sotto sembianze di spiriti, turbano i sogni e la vita delle “persone perbene”. Insomma per duemila anni sono bastati i Santi e gli Angeli custodi, adesso c’è bisogno, per qualcuno ben informato, delle banalità volgari e diaboliche di una falsa ricorrenza creata e propagandata a uso e consumo del più squallido consumismo di riporto.

Quando si parla di crisi educativa, si immaginano edifici scolastici fatiscenti e abbandono delle aule. Eppure a forza di rendere liquido il pensiero corrente, si finisce per trasformare le nuove generazioni in spugne che assorbono tutto il veleno prodotto dagli adulti. La zucca va bene per cucinare il risotto, per favore in testa mettiamo le buone idee»[10].

In un altro articolo su halloween, pubblicato il 30 ottobre 2019 dall’Agenzia SIR della Conferenza Episcopale Italiana, don Paolo Morocutti, docente di psicologia generale e di teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore ed esorcista ha tra l’altro dichiarato: «Del resto, è tipicamente diabolico minimizzare, declassare e ridicolizzare un fenomeno additandolo come innocuo quando invece non lo è affatto. Tutto ciò richiama la comunità cristiana ad affrontare un serio allarme educativo, una vera e propria battaglia, e l’arma principale è l’evangelizzazione delle coscienze per ripristinare, soprattutto nei giovani, un umanesimo cristiano votato alla cultura del bello e del vero»[11].

Si consideri poi il fatto assai inquietante registrato in alcune zone del mondo dove all’avvicinarsi di halloween vengono costantemente segnalate misteriose scomparse nel nulla di bambini, segno evidente che vengono rapiti per essere poi sacrificati nei riti satanici della notte di halloween da parte di alcuni che vogliono imitare, replicare e continuare i sacrifici umani del mondo pagano celtico per ingraziarsi gli spiriti maligni nei propri affari. Attenzione: non sono solo satanisti a realizzare tali nefandi riti, ma anche persone che non sono direttamente coinvolte nel giro del satanismo. E tali infami ed efferati delitti sono “protetti”, per così dire, da grandissime misure precauzionali, tanto che la possibilità, per coloro che li mettono in atto, di essere colti in flagrante sono molto ridotte. Essi infatti si sentono salvaguardati dalla copertura scrupolosissima di persone situate in posizioni di altissima autorità e potere nella società. Questo è il motivo per cui tali atroci delitti, a differenza di quelli commessi dal satanismo improvvisato giovanile, non vengono mai scoperti e non giungono mai alla ribalta dei mass-media.

Senza dire poi delle gravidanze nascoste e preordinate in modo che il parto avvenga proprio quella notte. In alcune sette i bambini nel grembo materno, con il consenso della mamma da tempo preparata dai capi e da altri membri della setta, vengono tirati fuori con taglio cesareo e offerti al demonio durante il rito in suo onore.

In occasione di halloween sono inoltre sempre più segnalate manifestazioni volutamente e gravemente offensive nei confronti della fede cristiana, come ad esempio quel che è avvenuto in una grande discoteca di Roma dove è stato esibito per tutta la notte di halloween un fantoccio che rappresentava un sacerdote con clergyman e colletto bianco, appeso per i piedi, con la testa in giù. Su internet inoltre si possono acquistare – in prossimità della festa di halloween – vestiti di suora macchiati di sangue e corredati da crocifissi, stole, casule e abiti sacerdotali strappati, associati a maschere di volti di sacerdoti simili a quelli di zombi.

Lo scorso anno su un quotidiano laico, che è il più venduto in Italia, un sacerdote aveva scritto un lungo articolo nel quale attaccava in un modo virulento e ingiusto i sacerdoti che mettono in evidenza la valenza negativa della festa di halloween accusandoli di oscurantismo e addirittura di essere fomentatori della religione della paura. Alla luce di quanto abbiamo sin qui illustrato, la religione della paura non è certamente identificabile in chi mette in rilievo la valenza negativa di halloween, ma nell’esoterismo e in tante religioni pagane che oggi tornano in auge, mascherate –  come nel caso del fenomeno halloween – da una «malefica alleanza tra consumismo e fascinazione dell’occulto»[12].

Ebbene il giorno dopo la pubblicazione di quell’articolo si venne a sapere che nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre in una chiesa della stessa città dove risiedeva proprio quel sacerdote, era accaduto un fatto gravissimo, documentato con tanto di foto scattate durante la serata.

La Curia di quella città aveva affidato a un’associazione alcune chiese cosiddette museali, cioè chiese aperte al culto solo la domenica, e che negli altri giorni della settimana sono aperte a visite culturali. Quell’associazione aveva il compito di organizzare le visite.  Ebbene i responsabili di quell’associazione, senza ovviamente preavvisare né la Curia né il rettore di quella chiesa, organizzarono la festa di Halloween in una di quelle chiese. Le immagini che vi sto per mostrare sono eloquentissime, parlano da sole. Lo stesso quotidiano che aveva riportato l’articolo del sacerdote favorevole ad Halloween, non fece parola alcuna della dissacrazione e profanazione di quella chiesa e il sacerdote si guardò dal bene dal commentare nei giorni seguenti il fatto sui giornali.

Ci chiediamo davanti a queste manifestazioni della festa di halloween in cui si giunge a profanare e dissacrare una chiesa aperta al culto, chi sono i veri oscurantisti? Quelli che mettono in comunione i bambini e le nuove generazioni con la bellezza, la bontà e la verità di Dio che si contempla nei Santi oppure piuttosto coloro che insegnano loro, sotto forma di gioco, le oscure pratiche del rinascente mondo celtico pagano e del mondo dell’esoterismo e della stregoneria e giungono persino a farlo profanando le chiese cattoliche?

Chi sono i veri oscurantisti: coloro che preferiscono investire sulla bellezza del messaggio cristiano, degli eroi di Dio e fanno conoscere alle nuove generazioni i grandi benefattori dell’umanità che sono i Santi, la vita e le opere meravigliose da essi compiute, oppure coloro che addestrano le nuove generazioni alla cultura della morte, dissacrano i simboli della fede cristiana, esaltano le tenebre e il male?

Chi sono i veri oscurantisti? Quelli che invitano a ispirarsi agli esempi dei Santi, ad affidarsi alla loro fraterna e amorevolissima intercessione presso Dio, conducono i ragazzi e i giovani nei luoghi dove quei Santi sono vissuti o dove sono custoditi i loro resti mortali oppure coloro che offuscano le menti delle nuove generazioni con un grigio che fa sembrare tutto innocuo?

Il dovere dei genitori, degli educatori, dei mass media cristiani e di noi sacerdoti è quello di impegnarci intensamente nelle parrocchie e nelle scuole affinché emerga l’evidente componente anticristiana di questo fenomeno, senza il timore di essere etichettati come bigotti ma avendo sempre come bussola del proprio agire quotidiano il radicamento nella Verità. E nel medesimo tempo valorizzare la festa di Tutti i Santi, così come la luce è la bella alternativa al buio: rilanciare tra le nuove generazioni gli splendidi volti dei Santi invece delle orride maschere degli zombie.

E’ consolante e riempie il cuore di gioia il fatto che nella sera e nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre in alternativa ad halloween, sempre più parroci organizzino iniziative varie, quali veglie di preghiera nelle chiese, processioni dei Santi, rappresentazioni della vita dei Santi nelle sale parrocchiali, ore di adorazione del Santissimo Sacramento in riparazione e varie altre proposte orientate alla sensibilizzazione cristiana della celebrazione della festa di Tutti i Santi in particolare tra i bambini e i giovani, riparando e sostituendo l’aberrante esaltazione e celebrazione dell’occultismo e del demoniaco proposto da halloween.

La storiella di Jach o’lantern

L’usanza di tagliare una zucca a forma di faccia spaventevole lungo il tempo si è legata anche a una storiella, quella di Jack o’lantern, detto anche Jack il tirchio. Questi era un fabbro irlandese imbroglione che passava le giornate al pub a giocare a dadi, senza mai impegnarsi in qualcosa, nella vita, che fosse a fin di bene. Un giorno giunse persino a vendere l’anima al diavolo per pagare i suoi debiti di gioco.

Quando, tempo dopo, venne il diavolo a reclamare quanto gli spettava di diritto, Jack chiese al diavolo di poter bere un ultimo bicchiere, e poiché, come sempre, non aveva soldi, il diavolo accettò di trasformarsi in una moneta per permettergli di pagare. Jack, anziché ordinare da bere, ripose velocemente la moneta nel borsello, insieme ad una croce d’argento che impediva al demonio di ritrasformarsi. Fu con questo astuto trabocchetto che riuscì ad ingannarlo e costringerlo a scendere a patti. Ottenne di poter vivere per altri 10 anni. Sprecò, però, tutto il suo tempo nella solita dissoluta vita, e quando, trascorsi due lustri, il diavolo venne di nuovo, Jack gli chiese di salire per lui su un albero e raccogliergli un’ultima mela da mangiare prima di morire, poi lo bloccò sulla pianta incidendo una croce nella corteccia. Con questa ulteriore astuzia ottenne di essere lasciato in pace dal diavolo, che promise di rinunciare per sempre alla sua anima. Alla morte naturale, che inevitabilmente sopraggiunse, si presentò alle porte del paradiso, ma San Pietro non poté lasciarlo entrare, perché in tutta la vita non aveva mai fatto una sola cosa onesta o caritatevole. Venne, di conseguenza, spedito all’inferno, dove il diavolo, tenendo fede al patto con lui stipulato tempo addietro e risentito degli inganni subiti, non volle accettarlo dicendogli di tornarsene da dove era venuto.

Jack sarebbe stato costretto a vagare per sempre alla ricerca di un luogo che lo ospitasse per l’eternità, ma la strada era buia quindi chiese almeno una luce per vedere il proprio cammino Il diavolo gli gettò un tizzone ardente. Jack lo infilò in una rapa per farne una lanterna. Da allora egli vaga per il mondo con quella lanterna ricavata da una rapa.

Da tale storiella risale la tradizione di costruire lanterne ricavate inizialmente dalle rape successivamente sostituite da zucche. Come accennato in precedenza, dopo l’immigrazione negli anni seguenti al 1846 degli irlandesi in America a seguito della gravissima carestia del 1845-1846, essi cominciarono a usare zucche che sul suolo americano – oltre che più facile da reperire rispetto alle rape – sono anche più morbide e comode da intagliare.

La leggenda di Jack ò lantern si pensa sia nata a seguito dell’antica usanza sull’isola irlandese di porre sulla soglia delle case rape illuminate a mo’ di faccia orribile per non far avvicinare le anime erranti cattive e gli spiriti maligni.  Esse sarebbero quindi servite anche per incutere timore e cacciare via l’anima vagante di Jack o lantern che in quella notte si avvicinava alle case.

 

La commemorazione di Tutti i Defunti il 2 novembre

La commemorazione di “Tutti i Defunti” –  il giorno dopo la festa di “Tutti i Santi”  –   si impose da sé, quando il popolo di Dio, spontaneamente iniziò a ricordare i propri defunti il giorno seguente quello di “Tutti i Santi”.

L’istituzione ufficiale della Commemorazione dei Defunti è dovuta all’abate di Cluny, San Odilone, verso la fine del secolo X, dapprima nei monasteri francesi cluniacensi e in seguito in tutta l’Europa cattolica. Secondo lo storico Bérault Bercastel[13], il Santo fu spinto da una rivelazione:

«Ecco come la cosa è riferita dagli storici: mentre il santo abate governava il suo monastero in Francia, viveva un pio eremita in una piccola isola sulle coste della Sicilia. Un pellegrino francese che ritornava da Gerusalemme, da una tempesta fu gettato su quello scoglio. L’eremita che andò a visitarlo, gli domandò se conosceva l’abbazia di Cluny e l’abate Odilone. “Certamente, rispose il pellegrino, li conosco e mi glorio di conoscerli; ma voi, come li conoscete? E perché mi fate questa domanda?”. “Odo spesso, replicò il solitario, gli spiriti maligni lamentarsi delle pie persone che, con le loro preghiere ed elemosine, liberano le anime dalle pene che soffrono nell’altra vita; ma particolarmente si lamentano di Odilone, abate di Cluny, e dei suoi religiosi. Quando dunque sarete arrivato nella vostra patria, in nome di Dio vi prego a esortare quel santo abate e i suoi monaci a raddoppiare le loro buone opere in favore delle povere anime”.

Il pellegrino si recò all’abbazia di Cluny e fece la sua commissione. Perciò sant’Odilone ordinò che in tutti monasteri del suo istituto, ogni anno si facesse, il giorno dopo “Tutti i Santi”, la commemorazione di “Tutti i Fedeli Defunti”, sin dalla vigilia recitando i Vespri dei Defunti e l’indomani il Mattutino, suonando tutte le campane e celebrando per i Defunti una Messa solenne. Si conserva ancora il decreto che, nell’anno 998, fu fatto a Cluny, tanto per quel monastero quanto per tutti gli altri (monasteri) dipendenti»[14].

La missione assunta da Odilone nella Chiesa venne specificata da papa Benedetto VIII che, nella Bolla papale del 1° settembre 1016, così la descrive: «Servire Iddio, permettere di aderire a Dio, pregare, celebrare la Messa per i vivi e defunti, prender cura degli ospiti e dei poveri, fare l’elemosina»[15].

La festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, apparve per la prima volta, nell’Ordo Romanus[16] del XIV secolo; venne poi definitivamente rinominata: Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum (Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti) solo qualche secolo più tardi.

[1] “Halloween attenzione alle zucche vuote”, articolo di don Aldo Buonaiuto sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019.

[2] La festa di Imbolc che significa in grembo, riferito alla gravidanza delle pecore, si celebrava l’1 febbraio. Imbolc era una festa legata alle pecore da latte e all’allungamento della durata della luce del giorno e per indicare tale allungamento della luce era tradizione accendere lumini e candele. In quella festa veniva celebrata anche una dea chiamata Brigid. La festa di Beltane, il fuoco luminoso, associato alla divinità, Belenus, dio del sole e della guarigione, celebrava il momento della semina tra fine aprile e i primi di maggio. La festa del dio Lugh detto anche Lughnasadh o Lammas si celebrava tra fine luglio e i primi di agosto corrispondeva al momento del raccolto (leggi anche la nota n. 9).

[3] Lingue celtiche parlate nelle isole britanniche.

[4] Il 1° agosto 1984 a Lindow Moss, nella contea di Cheshire (pronuncia: Cesciair) venne ritrovato il corpo mummificato di un uomo. Gli studi scientifici hanno stabilito che quell’uomo era morto intorno al II secolo a.C. e che all’epoca della morte doveva avere tra i venticinque e i trent’anni. Di peso medio e dotato di una corporatura massiccia, sebbene priva della muscolatura accentuata tipica dei guerrieri, aveva le mani lisce, non callose, di chi apparteneva ad un’alta classe sociale. Se il corpo offriva vari indizi riguardo alla vita di quell’uomo, straordinaria fu la prova delle modalità della sua morte. Portava infatti evidenti i segni di un assassinio rituale. Sul suo corpo non vi erano tracce di lotta, e gli studiosi conclusero che era stato tramortito con due colpi in testa ed in seguito dissanguato con un’incisione alla carotide. Sino al momento della sua orribile morte, aveva goduto di perfetta salute. In base allo studio dei suoi resti si ritiene che sia un druido, quindi un membro della casta sacerdotale pagana dei Celti, la quale presiedeva alla vita spirituale, intellettuale e rituale del popolo, praticava sacrifici umani durante le cerimonie religiose. I resti di cibo rinvenuti nello stomaco di quell’uomo hanno con grande probabilità a che fare con tali cerimonie. Gli scienziati hanno infatti verificato che l’ultimo pasto di quell’uomo fu un pezzo carbonizzato di focaccia d’orzo, il cibo tradizionalmente consumato durante le feste celtiche in onore dell’avvento della primavera (Beltane). Secondo un’antica usanza celtica, a tutti i presenti veniva distribuita una porzione di una speciale focaccia d’orzo; una di queste porzioni era carbonizzata, e chi la riceveva era destinato ad essere sacrificato agli dei.

[5] Cfr. Aldo Buonaiuto, Halloween. Lo scherzetto del diavolo, Ed. Sempre, 2015, pag. 48.

[6] Qualche variante di traduzione per i termini Trick e Treat sono i seguenti: «Trick: inganno, stratagemma, trucchetto, raggiro, trappola, segreto». «Treat: piacere, delizia, offerta, trattamento, regalo, cura».

[7] Il lungo testo, riportato tra le virgolette, è desunto con alcuni liberi adattamenti dal volume: Aldo Buonaiuto, Halloween. Lo scherzetto del diavolo, Ed. Sempre, 2015, pag. 48-50».

[8] Il lungo testo, riportato tra le virgolette, circa il film “Halloween – La notte delle streghe”, è desunto con alcuni liberi adattamenti e alcuni tagli dal volume: Aldo Buonaiuto, Halloween. Lo scherzetto del diavolo, Ed. Sempre, 2015, pag. 52-55».

[9] Nella stregoneria antica e odierna si segue il calendario celtico. Le feste vengono però distinte in sabbat ed esbat. I sabbat sono dedicati al principio maschile della divinità e si svolgono in tempi diversi secondo la posizione del sole rispetto alla terra. Anche se legati alle fasi solari si svolgono di notte e raccontano la vita della dea e del dio secondo il seguente ordine: Samhain (notte tra il 31 ottobre e il primo novembre); Yule (notte tra il 20 e il 21 dicembre, solstizio d’inverno); Imbolc (notte tra l’1 e il 2 febbraio); Ostara (notte tra il 20 e il 21 marzo, solstizio di primavera); Beltane (notte tra il 30 aprile l’1 maggio); Litha (notte tra il 20 e il 21 giugno, solstizio d’estate;  altri preferiscono la notte tra il 23 e il 24 giugno detta anche notte di San Giovanni); Lughnasadh (notte tra il 31 luglio e il 1° agosto); Mabon (notte tra il 20 e il 21 settembre). I riti svolti nei solstizi sono considerati sabbat maggiori, gli altri minori. Gli esbat sono dedicati al principio femminile della divinità e si svolgono quando c’è la luna piena, ogni 28 giorni. Secondo le fasi lunari dell’anno possono essere quindi dodici o tredici. Viene festeggiata la dea di cui la luna è un simbolo. Il mese lunare è composto di 28 giorni, durante i quali la luna assume quattro fasi: luna nuova, luna crescente, luna piena, luna calante. Vi sono riti legati a ogni fase lunare, tuttavia si ritiene che nelle notti di luna piena l’“energia” emanata dalla luna sia maggiore ed in genere si svolgono i riti magici per ottenere cose considerate più urgenti o importanti.

[10] “Halloween attenzione alle zucche vuote”, articolo di don Aldo Buonaiuto sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019. Per leggere l’intero articolo vai sul link: https://www.interris.it/editoriale/halloween–attenzione-alla-zucche-vuote

[11] https://www.agensir.it/chiesa/2019/10/30/halloween-don-morocutti-esorcista-fenomeno-culturale-ambiguo-al-servizio-del-male/

[12] “Halloween attenzione alle zucche vuote”, articolo di don Aldo Buonaiuto sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019.

[13] Antoine-Henri Bérault Bercastel, nato a Briey (Meurthe-et Moselle) il 20 novembre 1722 e morto a Noyon (Oise) nel 1795, è un religioso, storico della chiesa e poeta francese.

[14] M. Abbè Berault-Bercastel, Histoire de l’Eglise, Toulouse, 1809, J.B. Broulhiet éditeur.

[15] L. Tomassetti et Collegii adlecti Romae virorum s. theologiae et ss. canonum peritorum, Bullarium Romanum (Tomi XXIV), Augustae Taurinorum: Seb. Franco, H. Fory et Henrico Dalmazzo editoribus: [poi] A. Vecco et sociis, 1857-1872.

[16] L’insieme dei vari riti e cerimonie papali della Chiesa Cattolica.

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