Comunicato del Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti in riferimento alla lettera di Mons. Carlo Maria Viganò pubblicata sul blog del dott. Aldo Maria Valli in data 20 aprile 2020

Comunicato

del Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

in riferimento alla lettera di Mons. Carlo Maria Viganò pubblicata sul blog del dott. Aldo Maria Valli in data 20 aprile 2020

In ordine a ciò che Mons. Carlo Maria Viganò esprime, sul blog del dott. Aldo Maria Valli, in data 20 aprile 2020[1] riporto i seguenti rilievi.

1) Nella sua lettera, Mons. Viganò scrive che “chi ha voluto aggiungere ulteriori precisazioni al primo comunicato [dell’Associazione Internazionale Esorcisti] ha completamente travisato le mie intenzioni, poiché né ho mai voluto coinvolgere i laici in una preghiera pubblica, né chiedere ai Vescovi e ai sacerdoti di esorcizzare degli ossessi, né tantomeno voler in qualche modo «esorcizzare» il Coronavirus.”

Ebbene, il nostro comunicato del 9 aprile 2020 iniziava con le seguenti parole: In queste ultime settimane sono giunte alla nostra Presidenza numerose richieste di chiarimento circa la possibilità di impiegare l’esorcismo di Leone XIII per far fronte alla grave tribolazione in cui oggi versa l’intera umanità”[2]. Con questa premessa facevamo riferimento a quanto avevamo già pubblicato pressoché un mese prima sul nostro blog nel comunicato del 13 marzo 2020: “Circa qualche proposta di preghiera di liberazione o addirittura di esorcismo contro il coronavirus – che in questi giorni è circolata sul web – esortiamo a stare molto attenti. Tali proposte, se da una parte sembrano attribuire direttamente la situazione presente ad un’azione straordinaria del demonio – da affrontare perciò con gli esorcismi – dall’altra lasciano intravedere come sottofondo una mentalità magica della realtà, spingendo le persone a risolvere le loro difficoltà ricercando le formule «più potenti ed efficaci»”[3].

Chi segue il nostro blog non ha avuto difficoltà a comprendere questa connessione, mentre Mons. Viganò e gli altri, che al pari di lui interpretano come nostro travisamento la sua iniziativa, sembrano ignorare quel primo comunicato dell’Associazione Internazionale Esorcisti del 13 marzo. E siccome il comunicato del 13 marzo non è bastato a far desistere diversi sacerdoti dall’idea di ricorrere all’esorcismo per far fronte alla pandemia da Covid-19, ricorrendo alla nostra Associazione per sapere se a tale scopo era possibile utilizzare anche l’esorcismo di Leone XIII, il 9 aprile, quando abbiamo letto dell’invito di Mons. Viganò a Vescovi e Sacerdoti di fare un esorcismo collettivo alle ore 15.00 del Sabato Santo 11 aprile 2020, pur avendo compreso che il fine dell’esorcismo proposto da Mons. Viganò non era il coronavirus e pur non condividendo tale iniziativa per i suoi aspetti incongruenti con la normativa ecclesiale e anche perché nel frattempo eravamo venuti a conoscenza che alcuni Fedeli Laici intendevano unirsi ai Vescovi e ai Sacerdoti nella recita esplicita dell’esorcismo di Leone XIII, abbiamo prodotto un ulteriore comunicato, affinché l’iniziativa di Mons. Viganò non gettasse ulteriore confusione circa l’utilizzo di questo sacramentale, dando in esso alcuni chiarimenti sulla sua natura, su chi ne è il ministro e precisando: “nelle grandi pestilenze che in passato hanno afflitto larghi strati della società, la Chiesa in genere non si è mai impegnata in azioni esorcistiche, ma, insieme alla carità fattiva nei confronti delle persone bisognose, ha sempre ritenuto necessaria la preghiera di riparazione dei peccati, l’impegno per la conversione personale e comunitaria, la manifestazione pubblica del pentimento, la richiesta di perdono a Dio, la supplica per la fine delle epidemie, le preci per i medici, gli ammalati e i moribondi e il suffragio per i defunti”[4].

2) Mons. Viganò, che conclude la sua lettera dicendosi certo che “Padre Francesco Bamonte vorrà quindi prendere atto dello sconcerto e della confusione provocata nei laici e nei chierici dal gesto avventato dell’Associazione, provvedendo con spirito di cristiana umiltà a scusarmi pubblicamente con loro, così come pubblicamente non ha esitato a disorientarli”, fonda le sue affermazioni su una lettera del 3 dicembre 1987 firmata da Mons. Josef Clemens, a quel tempo segretario particolare del Cardinale Ratzinger, in cui si afferma, per incarico dello stesso Cardinale, che “nulla osta da parte del Magistero della Chiesa affinché i fedeli recitino privatamente l’Esorcismo di Leone XIII a proprio beneficio spirituale”.

Faccio notare che la lettera dattilografata del 3 dicembre 1987 non è protocollata, non si può leggere a chi è indirizzata e, soprattutto, non si comprende a quale quesito esattamente voglia rispondere.

Senza entrare in discussioni circa il valore giuridico di un documento del genere, che per sé rappresenta una risposta privata ad una persona privata e che dal 1987 ad oggi non è mai apparso in alcuna pubblicazione ufficiale della Chiesa, rilevo ancora una volta che l’esorcismo di Leone XIII non è una pia oratio, bensì un sacramentale vero e proprio, la cui finalità è quella di contrastare, impedire o attenuare l’azione di satana e degli altri angeli apostati, o in generale, quando questa azione si manifesta come persecuzione alla Chiesa (universale o in una delle sue espressioni locali), o in particolare, quando l’azione del maligno prende di mira, in forma straordinaria, cose date in uso all’uomo (infestazione di luoghi, abitazioni, animali, ecc.). Questo sacramentale, poi, è costituito da preci, in cui ci si rivolge direttamente a Dio o a San Michele Arcangelo invocando il loro intervento, e da comandi e obiurgationes (riprensioni) con cui si apostrofa direttamente il demonio.

Tenendo presente questo, se la lettera del 3 dicembre 1987 è autentica, ritengo che il Cardinale Ratzinger abbia voluto semplicemente affermare che i Fedeli possono recitare privatamente l’esorcismo di Leone XIII a proprio beneficio spirituale allo stesso modo con cui, ad esempio, un Fedele, stando a casa sua, può leggere e pregare per proprio conto i testi della Santa Messa (letture, orazioni, prefazio, canone, ecc.) a vantaggio della sua vita di fede, ma non certo con l’intenzione di celebrare il Sacrificio Eucaristico.

Non ritengo, invece, plausibile che il Cardinale Ratzinger abbia voluto affermare che i Fedeli (Laici e anche Sacerdoti, visto che il termine “Fedele” senza altra specificazione comprende entrambi) sono autorizzati a proferire l’esorcismo di Leone XIII in quanto sacramentale, ossia secondo le finalità che la Chiesa gli assegna e che sopra ho richiamato. Nessun sacramentale, infatti, può essere proferito in forma “privata”, in quanto per sua natura esso è sempre “pubblico”, ossia fatto a nome della Chiesa e il sacramentale in questione, fino a dichiarazione contraria dell’Autorità competente, è espressamente riservato solo ai Vescovi e ai Sacerdoti che ne hanno ricevuto facoltà dai loro Vescovi.

Diversamente il Cardinale Ratzinger si sarebbe messo in contraddizione con ciò che chiaramente affermavano e affermano le rubriche relative all’esorcismo di Leone XIII e ciò che lui stesso ha dichiarato e disposto, come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, nella “Lettera agli Ordinari” del 29 settembre 1985[5].

3) Tornando poi alla lettera di Mons. Viganò, leggendo attentamente la richiesta che egli aveva fatto a tutti i Vescovi e Sacerdoti per lo scorso Sabato Santo di recitare l’esorcismo di Leone XIII alle 15.00 del pomeriggio, faccio notare che egli lo ha proposto non come pia oratio, ma come sacramentale, per di più potente.

Queste le sue parole: «Chiedo a tutti i Confratelli nell’Episcopato e ai Sacerdoti di unirsi nella preghiera dell’Esorcismo, consapevoli che questo potente sacramentale – soprattutto se recitato con tutti gli altri Pastori – aiuterà la Chiesa e il mondo nella lotta contro Satana». Ebbene, solo i Vescovi ordinari di luogo possono chiedere una cosa simile ai Sacerdoti della propria Diocesi e non un Vescovo privo di giurisdizione nei loro confronti.

4) Resto, poi, molto perplesso quando nei siti che propugnano un uso privato dell’esorcismo di Leone XIII da parte di Sacerdoti sprovvisti di autorizzazione del proprio Vescovo e addirittura di Fedeli Laici, si argomenta che si tratta di una preghiera “molto efficace” contro il demonio. Da dove trarrebbe questa efficacia? Dalle parole di cui è composta? Se sì, non sarebbe questo superstizione? O l’esorcismo di Leone XIII è un vero sacramentale e, come tale, trae la sua efficacia dell’essere fatto in nomine Ecclesiae (ex opere operantis Ecclesiae), come del resto avviene per ogni altra preghiera pubblica della Chiesa, oppure non lo è, e allora la sua efficacia dipende esclusivamente dall’ex opere operantis. In quest’ultimo caso, perché la recita di detto esorcismo sarebbe “molto efficace” e da preferirsi ad altre semplici preghiere di uso comune, come il Santo Rosario, pronunciate con l’intenzione di essere liberati dal male diabolico?

Concludendo, visto che i nostri chiarimenti e le nostre argomentazioni non erano stati da alcuni ritenuti soddisfacenti, adducendo argomentazioni e finanche “prove” in contrario[6], al fine di essere certi, come Associazione Internazionale Esorcisti, di aver offerto un insegnamento sicuro e conforme al vero pensiero della Chiesa, come anche per il bene dei Fedeli (Sacerdoti e Laici) che ricorrono al nostro ministero, avevo già in data 20 aprile 2020 inviato alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti una lettera nella quale, chiedevo a quel Dicastero una risposta d’autorità che risolva definitivamente la questione.

Considerando l’intervento fatto il 21 aprile 2020 da Mons. Viganò sul blog di Aldo Maria Valli che ha affermato di perdonarmi, ma sollecita in qualche modo le mie pubbliche scuse per lo sconcerto e la confusione che a suo dire abbiamo provocato nei Laici e nei Chierici con i nostri comunicati, la richiesta precedentemente fatta alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti si è rivelata quanto mai opportuna.

Certamente Mons. Viganò ha ragione nel dire che la nostra Associazione non ha alcuna autorità né disciplinare né dottrinale delegatale dalla Sede Apostolica, ma prima di lui lo abbiamo sempre ribadito noi. Basta leggere al riguardo ciò che dichiarano circa il loro valore le stesse Linee guida per il ministero dell’esorcismo alle pp. 10-11, lettera b e c[7].

Ma se è verissimo che non abbiamo, né possiamo avere, alcuna autorità magisteriale e disciplinare da esercitare in nomine Ecclesiae, non ci si può negare di avere una competenza dottrinale, frutto di studio e di esperienza, quantomeno al pari di quella che può essere riconosciuta a tante altre realtà ecclesiali. Ne sono prova i non pochi biblisti, teologi, liturgisti e canonisti che sono membri dell’Associazione Internazionale Esorcisti; i nostri Convegni, che vedono la partecipazione anche di Vescovi e di Cardinali; i corsi di formazione che ci sono richiesti da singoli Vescovi e da Conferenze Episcopali; le Linee guida per il ministero dell’esorcismo, passate al vaglio e giudicate positivamente dalle Congregazioni vaticane per la Dottrina della Fede, per il Culto Divino e per il Clero e che a breve saranno pubblicate in seconda edizione.

Con questo, spero di essere stato chiaro nella mia esposizione e di aver aggiornato in modo esauriente su questa seria questione.

Concludo questa lettera con la serenità che attingiamo dalla consapevolezza di non aver detto nulla di nostro, ma di esserci basati nelle nostre considerazioni su testi ufficiali della Chiesa, e con la fiducia che ci viene dall’aver fatto quello che in coscienza era nostro dovere compiere dal momento che la nostra Associazione ha tra i suoi fini statutari anche quello di promuovere  la  prima formazione  di base  e  la  successiva  formazione permanente degli esorcisti, nonché  la  retta  conoscenza  di questo  ministero  nel popolo  di Dio (cfr. Statuto AIE, Art. 3 par. 1 e 4).

L’Immacolata Madre di Dio custodisca tutti nel suo Cuore materno.

Roma, 23 aprile 2020

Padre Francesco Bamonte, icms

Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

[1] https://www.aldomariavalli.it/2020/04/20/lesorcismo-di-leone-xiii-il-nulla-osta-del-cardinale-ratzinger-e-una-lettera-di-monsignor-vigano/amp/

[2] https://aiepressoffice.com/it/2020/04/09/comunicato-dellassociazione-internazionale-esorcisti-circa-lutilizzo-dellesorcismo-di-leone-xiii/

[3] https://aiepressoffice.com/it/2020/03/13/corona-virus-comunicazione-della-presidenza-dellassociazione-internazionale-esorcisti-a-i-e/

[4] https://aiepressoffice.com/it/2020/04/09/comunicato-dellassociazione-internazionale-esorcisti-circa-lutilizzo-dellesorcismo-di-leone-xiii/

[5] https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19850924_exorcism_lt.html

[6] https://cooperatores-veritatis.org/2020/04/18/mons-vigano-e-don-morselli-avevano-ragione-lesorcismo-di-leone-xiii-si-puo-fare/

[7] «b) Le Linee Guida sono e restano un documento privato, destinato all’uso interno della nostra Associazione. Esse non costituiscono un’interpretazione autentica della disciplina della Chiesa in materia di esorcismi, essendo essa riservata alla sola Autorità ecclesiastica competente. Alle Linee Guida va attribuito soltanto un valore dottrinale, aperto a possibili correzioni, miglioramenti ed integrazioni. c) La terza, conseguenza di quanto sopra detto, è che le Linee Guida cedono di fronte a eventuali disposizioni con le quali singoli Vescovi o Conferenze Episcopali intendessero regolare l’esercizio del ministero degli esorcisti nell’ambito del territorio di loro competenza. Questo significa, concretamente, che l’esorcista membro della nostra Associazione dovrà attenersi a quelle disposizioni qualora si differenziassero dalle indicazioni delle Linee Guida». [Associazione Internazionale Esorcisti, Linee guida per il ministero degli esorcismi, Edizioni Messaggero Padova, 2019, pp. 10-11].

A.I.E. ITALIA Segreteria – Come ricevere la comunione spirituale

Pace e bene.

            Stiamo attraversando un delicato tempo di sofferenza fisica e spirituale causata dall’epidemia che attanaglia l’umanità. Non poter essere insieme ad altri per non favorire il contagio, ci impedisce anche di poter ricevere i Sacramenti necessari alla nostra vita di cristiani. Essi infatti ci permettono di incontrare l’azione di Dio ed avere conforto spirituale.

           La Segreteria Italiana dell’Associazione Internazionale Esorcisti, per rispondere alla richiesta di poter incontrare il Signore Gesù, desidera offrire un piccolo aiuto ai fratelli e sorelle laici, rammentando loro la preghiera per la comunione spirituale assunta dalla tradizione della Chiesa e formulata da Sant’ Alfonso Maria de Liguori.

Possiamo ricevere Gesù spiritualmente nella comunione di desiderio, una volta veramente pentiti dei peccati (se si può dopo essersi confessati, altrimenti col deciso proposito di confessarsi appena possibile).

Sant’Alfonso spesso ricorreva alla comunione spirituale, al pari di tanti altri Santi come Tommaso d’Aquino, Francesco di Sales, Caterina da Siena, Josemaría Escrivá e Margherita Maria Alacoque. Secondo lo stesso San Tommaso, questa pratica, autorevolmente confermata dal Concilio di Trento, consiste in un desiderio ardente di ricevere Gesù sacramentato e in un abbraccio amoroso, come già fosse ricevuto. «Non posso ricevere la Santa Comunione così spesso come lo desidero – ripeteva Santa Teresa di Gesù Bambino – ma, Signore, tu non sei l’Onnipotente? Rimani in me, come nel tabernacolo, non allontanarti mai dalla tua piccola ostia».

In comunione con Gesù e uniti alla Chiesa preghiamo:

“Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento.

Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia.

Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,

vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.

(piccola pausa di silenzio e raccoglimento)

Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te;

non permettere che mi abbia mai a separare da te”. Amen.

Sant’ Alfonso Maria de Liguori

Chiarimenti sull’esorcismo di Leone XIII

Comunicato dell’Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.)

Roma, 14 aprile 2020

 

In questi ultimi giorni la nostra Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.) è stata oggetto di diversi attacchi mediatici da parte di soggetti che, senza averne l’autorità, senza godere di alcuna competenza in materia e, soprattutto, senza avere l’onestà di chiederci dei chiarimenti o, quanto meno, di pubblicare per intero le nostre affermazioni, hanno mosso accuse, fatto illazioni, pronunciato offese e offerto giudizi inaccettabili sul piano dottrinale e disciplinare. Per questa ragione riteniamo opportuno porgere a tutti i Soci dell’A.I.E. e a quanti ne vorranno trarre profitto, i seguenti chiarimenti.

[A] Quando si parla di “esorcismo di Leone XIII” a cosa ci si può riferire?

Quando si parla di “esorcismo di Leone XIII” ci si può riferire:

  • sia al testo originale Exorcismus in satanam et angelos apostaticos iussu Leonis XIII P. M. editus, pubblicato in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), pp. 743-746;
  • sia al successivo adattamento operato dal Rituale Romano nelle diverse edizioni tipiche pubblicate nel corso del secolo XX. Nell’ultima di esse, pubblicata nel 1952 sotto il pontificato di Papa Pio XII e in uso comune fino al 1998, esso occupa il Caput III col titolo Exorcismus in satanam et angelos apostaticos;
  • sia all’ulteriore elaborazione operata nel nuovo Rituale del 1998, De exorcismis et supplicationibus quibusdam (DESQ), ove occupa l’Appendice I col titolo Supplicatio et exorcismus qui adhiberi possunt in peculiaribus adiunctis Ecclesiae.

[B] Qual è la natura dell’esorcismo di Leone XIII considerato in ognuna delle tre versioni suddette?

L’esorcismo di Leone XIII, in tutte e tre le versioni suddette appartiene al genere dei sacramentali, ossia a quei segni sacri mediante i quali, come si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1667, “in aliquam sacramentorum imitationem, effectus praesertim spirituales significantur et ex Ecclesiae impetratione obtinentur”[1]. Questa peculiare natura dell’esorcismo di Leone XIII la si evince soprattutto da ciò che per tutte e tre le sue versioni l’Autorità ecclesiastica afferma circa i suoi ministri legittimamente deputati ad usarlo (vedi più sotto paragrafo D).

[C] Qual è la finalità dell’esorcismo di Leone XIII?

La finalità dell’esorcismo di Leone XIII, che tra l’altro giustifica il suo legittimo impiego è la seguente:

  • in generale, contrastare, impedire o attenuare l’azione di satana e degli altri angeli apostati quando questa azione si manifesta come persecuzione alla Chiesa (universale o in una delle sue espressioni locali);
  • in particolare, quando l’azione del maligno prende di mira, in forma straordinaria, cose date in uso all’uomo (infestazione di luoghi, abitazioni, animali, ecc.).

[D] Chi è il ministro di questo sacramentale, ossia chi può lecitamente usarlo?

L’utilizzo di questo sacramentale è, fin dall’inizio, riservato ai singoli Vescovi e ai soli Sacerdoti che abbiano ricevuto il permesso di usarlo. Su questo non esistono dubia iuris (dubbi di diritto), essendo assai chiare le indicazioni date a riguardo dall’Autorità ecclesiastica.

  • In ordine all’Exorcismus in satanam et angelos apostaticos iussu Leonis XIII P. M. editus[2], pubblicato in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), pp. 743-746, anzitutto si ricava chiaramente dal testo che si tratta di qualcosa riservato a chi è insignito dell’Ordine sacro. Lo dimostrano le parole della prece “Hinc tuo confisi præsidio ac tutela, sacri ministerii nostri auctoritate, ad infestationes diabolicæ fraudis repellendas in nomine Iesu Christi Dei et Domini nostri fidentes et securi aggredimur”[3] e la formula liturgica Dominus vobiscum. Et cum spiritu tuo[4] impiegata nel responsorio che la segue. Inoltre, dalla nota Ex audientia Sanctissimi. Die 18 Maii 1890, posta a pag. 747 in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), a proposito delle indulgenze annesse all’impiego del sopraddetto esorcismo, si evince in modo incontestabile che esso è riservato esclusivamente ai Vescovi e ai Sacerdoti che legittimamente hanno ricevuto dai propri Ordinari l’autorità per proferirlo (Santissimus D.N. LEO divina providentia PP. XIII omnibus Reverendissimis Episcopis, nec non Sacerdotibus ab Ordinariis suis legitime ad id auctoritatem habentibus[5]).
  • In ordine all’Exorcismus in satanam et angelos apostaticos del Caput III del titolo dedicato agli esorcismi del Rituale Romano fino all’ultima edizione tipica del 1952, impiegata nella Chiesa latina fino al 1998, nella rubrica posta a sua premessa si legge: “Sequens exorcismus recitari potest ab Episcopis, nec non a Sacerdotibus, qui ab Ordinariis suis ad id auctoritatem habeant”[6].
  • Quanto alla Supplicatio et exorcismus qui adhiberi possunt in peculiaribus adiunctis Ecclesiae[7] dell’Appendice I del nuovo Rituale, la rubrica posta a sua premessa dice espressamente: “Si Episcopus dioecesanus, in peculiaribus rerum adiunctis, opportunum iudicat indicere adunationes fidelium ad orandum, sub ductu et moderamine sacerdotis …”[8].

Per le ragioni sopra esposte e salvo diverso giudizio dato dall’Autorità competente (che in merito a questa questione è la sola Sede Apostolica), è da ritenersi privo di legittimità fare uso dell’esorcismo di Leone XIII senza essere insigniti dell’Ordine sacro nel grado del presbiterato e senza godere del debito permesso dell’Ordinario.

[E] Gli esorcisti necessitano di un permesso da parte del loro Vescovo per usare questo esorcismo?

No, in quanto è per sé incluso nella licenza che viene loro conferita. Ciò lo si giustifica dal fatto che l’esorcismo di Leone XIII era incluso nel Titolo del Rituale Romano relativo agli esorcismi e continua ad esserlo nel nuovo Rituale De exorcismis et supplicationibus quibusdam (DESQ). Si tenga presente che nessun fine è raggiungibile senza i mezzi adeguati e che le finalità particolari di cui sopra al punto C, l’esorcista le consegue grazie all’impiego di questo esorcismo, al cui utilizzo viene perciò necessariamente deputato con il conferimento della licenza di esorcizzare.

[F] Esistono abusi nell’impiego di questo esorcismo?

Ne esistono parecchi. Tra questi il reiterato invito fatto ai laici di usarlo come “preghiera privata”[9].

In alcuni casi, poi, si ricorre addirittura ad una falsificazione dell’esorcismo di Leone XIII, introducendo una falsa rubrica (si fuerit clericus), assente nel testo originale, e dando quindi ad intendere che anche un laico lo può usare, essendogli sufficiente omettere le parti riservate ai chierici, come si può vedere dagli esempi sotto riportati.

[G] Ma dal momento che Papa Leone XIII prescrisse al termine della S. Messa la recita della preghiera a San Michele, non aveva con questo già conferito ai laici la possibilità di recitare l’esorcismo da lui composto?

Assolutamente no, in quanto si tratta di atti totalmente differenti. Nel 1884 Papa Leone XIII decretò che le preghiere, che già dal 1859 il Beato Papa Pio IX aveva stabilito fossero recitate in Italia dopo la S. Messa a motivo degli attacchi a cui lo Stato Pontificio era sottoposto, venissero recitate da tutti i cattolici del mondo, sempre dopo la S. Messa, per difendere la Chiesa nella crisi apertasi dopo la caduta di Roma nel 1870 e l’aprirsi della “Questione Romana”. Dette preci, note come “Preci leonine”, comprendono tre Ave Maria, una Salve Regina seguita da un versetto e un responsorio, e una colletta che, dal 1886, chiede la conversione dei peccatori e “la libertà e l’esaltazione della santa Madre Chiesa”. Sempre nel 1886 da Papa Leone XIII fu introdotta la preghiera a San Michele e nel 1904 papa Pio X aggiunse “Cuore santissimo di Gesù. Abbi pietà di noi” da recitare tre volte facoltativamente. La preghiera a San Michele introdotta da Papa Leone XIII nel 1886 e che in tutta la Chiesa tutti hanno recitato fino al 1964 (quando con la riforma della liturgia romana le Preci leonine vennero eliminate), non è quindi da confondersi con l’esorcismo da lui composto, riservato ai Vescovi e ai Sacerdoti forniti di facoltà e pubblicato in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), pp. 743-746.

[H] Ci sono altre voci a proposito del ministro dell’esorcismo di Leone XIII in linea con quanto scritto sopra, specie su chi è il ministro di questo esorcismo?

Sì, tra questi si veda:

  • Ciò che esprime la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, nella pagina dedicata all’esorcismo http://www.usccb.org/prayer-and-worship/sacraments-and-sacramentals/sacramentals-blessings/exorcism.cfm alla domanda: When would the rites contained in the appendices be used, and by whom? risponde in ordine all’Appendice I: «The prayers of supplication and exorcism found in Appendix I (“A Supplication and Exorcism which May be Used in Particular Circumstances of the Church”) may be likened to the prayers that Pope Leo XIII appended to the previous rite of exorcism in 1890. The focus of these prayers is to address and remedy any demonic influence on places and things in particular, as well as to remedy attacks against the Church in a more general way. As in the case of a “major exorcism,” the ordinary minister of these prayers would be a priest appointed for this purpose or the bishop himself.» (Come nel caso dell’“esorcismo maggiore”, il ministro ordinario di queste preghiere dovrà essere un sacerdote nominato a questo scopo o lo stesso vescovo).
  • https://www.amicidomenicani.it/se-si-possa-recitare-privatamente-l-esorcismo-di-leone-xiii/

 

NOTA CONCLUSIVA

La proibizione per i fedeli cristiani dell’uso dell’esorcismo di Leone XIII, implicita nelle rubriche che lo accompagnano e ribadita dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nella Lettera agli Ordinari riguardante le norme sugli esorcismi del 29 settembre 1985, non li priva in alcun modo di un’arma di difesa di cui servirsi nella lotta contro il maligno perché sin dall’inizio il suddetto esorcismo fu pensato e pubblicato dalla Santa Sede come destinato esclusivamente al ministero dei Vescovi e dei Sacerdoti aventi facoltà di impiegarlo. Esso quindi non è mai stata un’“arma” protettiva utilizzabile dai fedeli cristiani che, tuttavia, come si legge nella suddetta Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede, sono sempre tenuti «a pregare affinché, come ci ha insegnato Gesù, siano liberati dal male (cf. Mt 6,13)», nella quale si rammenta inoltre ai Pastori il dovere di aiutarli in questa lotta «richiamando quanto la tradizione della Chiesa insegna circa la funzione che hanno propriamente i sacramenti e l’intercessione della B.V. Maria, degli angeli e dei santi circa la lotta spirituale dei cristiani contro gli spiriti maligni».

Ribadiamo che quanto sopra esposto sulla questione del cosiddetto esorcismo di Leone XIII costituisce un giudizio dottrinale, i cui elementi sono in sé così chiari da non permettere che si sollevi un dubium iuris (dubbio di diritto). Nel caso si persistesse a pensare il contrario di quanto qui è stato esposto, l’unica strada onesta per risolvere definitivamente il problema è rivolgersi alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Facciamo, infine, presente, sulla base della comune esperienza esorcistica, che l’uso illegittimo e improprio da parte di Sacerdoti e fedeli laici di ogni formula esorcistica riservata all’ambito liturgico, incluso l’esorcismo di Leone XIII, può avere conseguenze spirituali più o meno gravi, compreso il divenire causa occasionale di disturbi diabolici straordinari.

 

[1] “con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati soprattutto effetti spirituali e, per impetrazione della Chiesa, ottenuti” [la traduzione è nostra].

[2]     Esorcismo contro Satana e gli angeli apostati, pubblicato per ordine di Papa Leone XIII [la traduzione è nostra].

[3]     “Da ciò, contando sulla tua protezione e la tua tutela, per l’autorità del nostro sacro ministero, al fine di respingere gli assalti dell’inganno diabolico, nel nome del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, fiduciosi e sicuri muoviamo all’attacco” [la traduzione è nostra].

[4]       Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.

[5]       “Il Santissimo Signore Nostro LEONE, per divina provvidenza Papa XIII, a tutti i Reverendissimi Vescovi, e così pure ai Sacerdoti che, a questo fine, hanno legittimamente ricevuto dai loro Ordinari l’autorità…” [la traduzione è nostra].

[6]     “Il seguente esorcismo può essere recitato dai Vescovi, e così pure dai Sacerdoti che, a questo fine, abbiano ricevuto dai loro Ordinari l’autorità” [la traduzione è nostra].

[7]    Supplica ed esorcismo che possono essere usati in particolari circostanze della Chiesa [la traduzione è nostra].

[8]      “Se il Vescovo diocesano, in particolari circostanze giudica opportuno indire riunioni di fedeli per pregare sotto la guida e la direzione del sacerdote …” [la traduzione è nostra].

[9]     L’esorcismo privato è lecito a tutti e specialmente ai ministri della Chiesa. La sua efficacia non deriva dall’impetrazione della Chiesa, ma unicamente dal beneplacito di Dio, in considerazione delle promesse di Cristo e dei meriti di chi lo proferisce. È lecito usarlo quando il demonio tormenta con tentazioni o causa vessazioni. Non esistono formule “ufficiali” di esorcismo privato. Non rientra tra gli esorcismi privati la formula dell’esorcismo contro satana e gli angeli ribelli, estratta da quella pubblicata per ordine del sommo pontefice Leone XIII. Ai fedeli non è pertanto lecito usare tale formula «e molto meno è lecito ad essi usare il testo integrale di questo esorcismo» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera agli Ordinari riguardante le norme sugli esorcismi, 29 settembre 1985), in https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19850924_exorcism_it.html) .

Circa l’utilizzo dell’esorcismo di Leone XIII.

Comunicato dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Roma, 9 aprile 2020

 

In queste ultime settimane sono giunte alla nostra Presidenza numerose richieste di chiarimento circa la possibilità di impiegare l’esorcismo di Leone XIII per far fronte alla grave tribolazione in cui oggi versa l’intera umanità.

Come Associazione Internazionale Esorcisti facciamo anzitutto notare che l’esorcismo di Leone XIII, sia nella versione originale [cfr. Exorcismus in satanam et angelos apostaticos iussu Leonis XIII P. M. editus, in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), pp. 743-746], sia nei successivi adattamenti operati dal Rituale Romano (cfr. Caput III dell’ultima edizione tipica del 1952) e dal nuovo Rituale del 1998, De exorcismis et supplicationibus quibusdam (cfr. Appendice I), è un vero e proprio sacramentale, la cui finalità è quella di contrastare, impedire o attenuare l’azione di satana e degli altri angeli apostati: o in generale, quando essa si manifesta come persecuzione alla Chiesa (universale o in una delle sue espressioni locali), o in particolare, quando essa prende di mira, in forma straordinaria, cose date in uso all’uomo (infestazione di luoghi, abitazioni, animali, ecc.).

In secondo luogo, come Associazione Internazionale Esorcisti, poniamo in rilievo che l’utilizzo di questo sacramentale è, fin dall’inizio, riservato ai singoli Vescovi e ai soli sacerdoti che abbiano ricevuto il permesso di usarlo.

Si evince, infatti, dalla nota Ex audientia Sanctissimi. Die 18 Maii 1890, posta a pag. 747 in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), a proposito delle indulgenze annesse all’impiego del sopraddetto esorcismo, che esso è riservato esclusivamente ai Vescovi e ai sacerdoti che legittimamente hanno ricevuto dai propri Ordinari l’autorità per proferirlo (Santissimus D.N. LEO divina providentia PP. XIII omnibus Reverendissimis Episcopis, nec non Sacerdotibus ab Ordinariis suis legitime ad id auctoritatem habentibus …).

Non diversamente si esprimono le rubriche del Caput III del titolo dedicato agli esorcismi del Rituale Romano fino all’ultima edizione tipica del 1952, impiegata nella Chiesa latina fino al 1998, ove si legge: “Sequens exorcismus recitari potest ab Episcopis, nec non a Sacerdotibus, qui ab Ordinariis suis ad id auctoritatem habeant” (Il seguente esorcismo può essere recitato dai Vescovi, e così pure dai Sacerdoti che dai loro Ordinari ne abbiano l’autorizzazione).

Anche le rubriche dell’Appendice I del nuovo Rituale, Supplicatio et exorcismus qui adhiberi possunt in peculiaribus adiunctis Ecclesiae, rimandano al giudizio del Vescovo diocesano l’utilizzo, quantomeno pubblico, dell’esorcismo di cui ivi si tratta da parte di sacerdoti all’interno del territorio sottoposto alla sua giurisdizione.

Per le ragioni sopra esposte e salvo diverso giudizio dato dall’Autorità competente, riteniamo perciò che i sacerdoti, possano usare l’esorcismo di Leone XIII solo dietro autorizzazione dell’Ordinario del luogo.

Infine, ricordiamo ancora una volta che nelle grandi pestilenze che in passato hanno afflitto larghi strati della società, la Chiesa in genere non si è mai impegnata in azioni esorcistiche, ma, insieme alla carità fattiva nei confronti delle persone bisognose, ha sempre ritenuto necessaria la preghiera di riparazione dei peccati, l’impegno per la conversione personale e comunitaria, la manifestazione pubblica del pentimento, la richiesta di perdono a Dio, la supplica per la fine delle epidemie, le preci per i medici, gli ammalati e i moribondi e il suffragio per i defunti.

 

L’esorcista contro la t-shirt con satana di madonna: “Insulto blasfemo a ciò che hanno di più sacro migliaia di malati”

Pubblicato su «La Stampa» l’8 aprile 2020 [1].

Intervista di Giacomo Galeazzi a don Aldo Buonaiuto.

La cantante Madonna indossa una maglietta con il diavolo in croce al posto di Gesù mentre lancia una raccolta fondi per la pandemia. «Strumentalizza e offende la fede», stigmatizza don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Nell’appello della raccolta fondi per la pandemia, Madonna indossa nella settimana santa una maglia con Satana in croce al posto di Gesù, suscitando proteste nel mondo cattolico. “Un gesto offensivo e irridente compiuto a Pasqua e con migliaia di innocenti crocifissi dal coronavirus”, afferma l’esorcista don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Satana al posto di Gesù. Qual è il significato di questa provocazione di Madonna?

“Sono tentativi di strumentalizzare la fede per attirare l’attenzione mediatica. È la stessa cantante che si è fatta crocifiggere sul palco dello stadio Olimpico durante un concerto a Roma. Stamattina poi ha invocato Dio di proteggere l’Italia, mentre da Youtube rimbalza in tutto il mondo la sua immagine con la t-shirt blasfema. Ancora una volta questa signora offende e insulta il sentimento religioso di miliardi di cristiani e in più lo fa in un momento tragico nel quale l’unità e la condivisione dei valori devono avere un ruolo fondamentale nella resistenza all’emergenza sanitaria”.

A quale messaggio si riferisce?

“In una situazione difficilissima nella quale c’è bisogno di testimoni credibili proprio oggi il Papa ha richiamato la figura eroica di Enea per esortare l’umanità a prendere le proprie radici culturali e religiose per andare oltre la pandemia superando insieme l’emergenza. Tutto il contrario di quanto fanno coloro che strumentalizzano la fede per scandalizzare e umiliare il sentimento religioso individuale e collettivo, come è nell’etimologia stessa della parola “diavolo”, cioè il separatore, colui che provoca divisione”.

Perché ora ritiene più grave il gesto di Madonna?

“In questo momento sulla croce ci sono molte migliaia di ammalati a causa del coronavirus. È in atto una strage degli innocenti che fino all’ultimo respiro hanno accanto il volto luminoso e autentico di Gesù, rimasto accanto a loro mentre l’emergenza sanitaria tiene lontani i loro affetti più cari. Morire senza la vicinanza e il sostegno della propria famiglia è atroce. Sfregiare addirittura nella settimana santa il simbolo fondante del cristianesimo e del bimillenario umanesimo che ne è scaturito è tanto più deprecabile quando lo si fa ancora una volta per incassare un attimo di visibilità beffandosi di quanto c’è di più sacro nel cuore della gente”.

Nel videomessaggio, però, Madonna raccoglie fondi per la pandemia…

“Come ci insegna la sociologia della comunicazione, il mezzo è il messaggio. Se si promuovere una condivisibile campagna ma lo si fa calpestando l’altrui sensibilità religiosa si contraddice la finalità stessa dell’iniziativa. E ciò smaschera le reali intenzioni che hanno nell’animo coloro che fomentano in questo modo le divisioni. Al contrario sono la condivisione, l’amore e il rispetto le vere testimonianze di chi credibilmente può far sentire tutta la propria vicinanza alle persone più esposte a questa tremenda prova collettiva che stiamo vivendo nel mondo intero. Sono i più fragili ad essere crocefissi dalla pandemia e loro meritano la nostra attenzione non le solite velleità mediatiche di incalliti provocatori al servizio del dio denaro e dell’ossessiva bulimia di celebrità”.

[1] https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/04/08/news/coronavirus-l-esorcista-contro-la-t-shirt-con-satana-di-madonna-insulto-blasfemo-a-cio-che-hanno-di-piu-sacro-migliaia-di-malati-1.38694443