ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ESORCISTI Riflessione e incoraggiamento su come affrontare spiritualmente la difficile e delicata situazione mondiale a seguito della diffusione del Covid-19, comunemente detto Coronavirus

ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ESORCISTI

Riflessione e incoraggiamento

su come affrontare spiritualmente la difficile e delicata situazione mondiale a seguito della diffusione del Covid-19, comunemente detto Coronavirus

 

Desideriamo offrire delle indicazioni affinché impostiamo in maniera corretta la nostra riflessione teologica e il nostro atteggiamento spirituale nei confronti del grave avvenimento della diffusione del Covid-19, comunemente detto Coronavirus, che sta affliggendo il mondo intero in questo momento.

Come ci insegna la sana teologia, tutte le volte che si ci si interroga sul perché una cosa succede (e quindi ci si interroga sulle sue cause), ogni discorso, per essere corretto, deve partire dalla Causa prima, cioè da Dio, il Quale le cose o le vuole in sé, agendo perché avvengano, oppure le vuole per accidens, cioè le permette. Non sempre è dato di cogliere le ragioni che giustificano l’agire provvidente di Dio (i cosiddetti “motivi di convenienza”); anzi, alla luce della Rivelazione e dell’esperienza possiamo affermare che la maggior parte di esse Dio le mantiene celate fino al giorno del Giudizio, bastandoci per ora la certezza di fede che la Provvidenza di Dio si estende da un confine all’altro con forza e governa con bontà eccellente ogni cosa (cfr. Sap 8,1), che di cinque passeri, che si vendono per due soldi, nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio (cfr. Lc 12,6); che anche i capelli del nostro capo sono tutti contati e che noi valiamo più di molti passeri (cfr. Lc, 12,7); che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio (cfr. Rm 8,28); e che Dio onnipotente, essendo supremamente buono, non permetterebbe mai che un qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se non fosse sufficientemente potente e buono da trarre dal male stesso il bene (cfr. Catechismo Chiesa Cattolica n. 311).

Dopo Dio, Causa prima, nell’interrogarsi sul perché una cosa succede, occorre prendere in considerazione le cause seconde, ossia le creature che Lui ha fatto, tra le quali va ricercata la causa efficiente, cioè quella che ha prodotto l’effetto sul quale stiamo indagando.

Sappiamo, per fede, che alcune volte dietro determinati avvenimenti c’è, come causa efficiente, Satana, il quale, comunque, si muove sempre e soltanto per permissione divina e, quando da Dio gli è concesso di agire, pur desiderando compiere il male, di fatto opera a suo dispetto il bene. Un esempio molto pregnante ci è offerto nella vicenda di Giobbe, le cui sventure hanno come causa efficiente Satana.

Che le sofferenze di Giobbe abbiano come causa immediata il Maligno, noi lo sappiamo solo per rivelazione, perché non è affatto evidente, all’osservatore esterno, che sia stato Satana a provocarle. Neanche allo stesso Giobbe questo era, per sé, evidente. Comunque che dietro l’immenso dolore di Giobbe ci fosse o non ci fosse come causa efficiente Satana, alla fine questo è irrilevante. E questo vale anche per noi, oggi, di fronte al Coronavirus.

In ordine al Coronavirus non abbiamo, infatti, una evidenza che il demonio ne sia la causa efficiente, o agendo sulle forze della natura per produrlo e per diffonderlo, o ispirando degli uomini a realizzarlo (qualora fosse vero, come alcuni sostengono, che esso sia stato prodotto in laboratorio e poi diffuso di proposito oppure sfuggito al controllo). In ogni caso, anche se un giorno dovessimo avere questa evidenza, essa sarebbe sempre di secondaria importanza, in quanto riguarderebbe solo la causa seconda del Coronavirus e non darebbe elementi sufficienti per rispondere ai perché relativi alla Causa prima. La domanda più importante infatti resterebbe: “Perché Dio lo ha permesso?”.

Se guardiamo a Giobbe, noi notiamo che egli non si interroga se uno spirito cattivo lo ha colpito e, se sì, perché lo abbia fatto. Questo a Giobbe non importa, mentre gli importa sapere perché Dio ha permesso tutto quel male nella sua vita. Tutto il dramma di Giobbe (la perdita dei beni, la morte dei figli, il mettersi contro di lui della moglie e dei suoi stessi amici e quella piaga che lo sconvolge nel corpo da cima a piedi) ruota attorno alla domanda: “Perché Dio ha permesso questo?”. Ed è soltanto quando, con il soccorso di Dio, Giobbe trova una risposta adeguata a questo interrogativo lancinante che il suo dramma si risolve: la sua giustizia è confermata, la sua fede diventa maggiore rispetto a quella che aveva prima e il suo amore per Dio e il suo abbandono in Lui diventano veramente totali.

Di conseguenza, scagliarsi sul demonio affermando, o anche solo ipotizzando, che sia lui la causa efficiente, immediata del Coronavirus, non centra l’obiettivo, anzi, sbaglia la mira, perché l’interrogativo più importante da porsi non è sulle cause seconde, ma sulla Causa prima: “Perché Dio lo ha voluto o lo ha permesso?”. A cui segue necessariamente l’altra domanda: “In questa situazione, cosa vuole Dio da me?”

E la risposta è quella che ci viene data dalla Chiesa in maniera, diremmo, autorevole, attraverso il recente Decreto della Penitenzieria Apostolica circa la concessione di speciali Indulgenze ai fedeli nell’attuale situazione di pandemia, ove siamo esortati a considerare con spirito di fede l’epidemia attualmente in corso, per viverla in chiave di conversione personale.

E non può che essere così. Gesù stesso (basta leggere i primi nove versetti di Lc 13), ci fa capire che di fronte a tutti i disastri causati da eventi naturali o dall’uomo, la cosa più importante da fare è convertirtici a Dio, tornare a Lui.

Tirare in ballo il diavolo in queste occasioni è sbagliare mira; è, soprattutto, mettersi e mettere in un atteggiamento spirituale molto pericoloso, perché provoca solo scoraggiamento e perdita di forze. Il diavolo esiste, certamente, ma è invisibile per natura e tende a nascondersi per scelta strategica. Abbiamo quindi a che fare con un nemico dal quale, umanamente parlando, non sappiamo difenderci, problema, tuttavia, risolto, se imparassimo a stare come bambini tra le braccia della Mamma, cioè della Madonna; come agnelli sulle spalle del Buon Pastore, cioè di Gesù; come figli, nel seno paterno di Dio. Quando stiamo lì, chi ci può toccare, chi ci può fare veramente del male? “Se il Signore è con noi, chi sarà contro di noi?” Non è forse vero che “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”?

La strategia vincente è, in tutti i casi, intendere il Coronavirus come un appello che il Signore ci sta facendo perché torniamo veramente a Lui con tutto il cuore, convertendoci alla vita buona del Vangelo. Quanti accoglieranno questo appello non riceveranno alcun danno da questo morbo, anche quelli che, per sua causa, dovessero morire. Del resto, è Gesù che lo dice: “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina sé stesso?” (cfr. Lc 9,25) “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (cfr. Mt 6,33).

Fissiamo dunque lo sguardo dove Dio vuole che in questo momento lo fissiamo e cioè su di Lui, sul volto di Gesù, sulla sua Croce, sul suo Vangelo.

Valgano anche per la presente situazione le parole messe da Guareschi sulla bocca di don Camillo nella predica fatta durante l’alluvione: “Le acque escono tumultuose dal letto del fiume e tutto travolgono: ma un giorno esse torneranno placate nel loro alveo e ritornerà a splendere il sole. E se, alla fine, voi avrete perso ogni cosa, sarete ancora ricchi se non avrete perso la fede in Dio. Ma chi avrà dubitato della bontà e della giustizia di Dio sarà povero e miserabile anche se avrà salvato ogni sua cosa”.

Cogliamo l’occasione per invitare a pregare in famiglia e singolarmente, tutti unanimi nell’implorare Gesù, affinché per intercessione di Maria Immacolata e di San Michele Arcangelo ci doni la luce e la forza della Fede e la Grazia della liberazione da ogni male.

 

Roma, 25 marzo 2020

Annunciazione del Signore

 

La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi

DEMONOLOGIA OGGI: 

FONDAMENTI TEOLOGICI E ASPETTI PRATICI  

Convegno Internazionale

 Blaj, Sede della Facoltà, Piața 1848, nr. 1

Venerdì 18 ottobre 2019

 

LA VERGINE MARIA E IL DIAVOLO NEGLI ESORCISMI

Relazione di padre Francesco Bamonte, esorcista nella diocesi di Roma e presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

 

Saluti

Porgo un caro e fraterno saluto agli organizzatori di questo Convegno sui fondamenti teologici e aspetti pratici di demonologia e li ringrazio di avermi invitato a offrirvi una relazione che, a motivo dei miei numerosi impegni di questi giorni, vi presenterò tramite questo collegamento via Skype.

Porgo un caro e fraterno saluto anche al Cardinale Lucian Muresan, al Vescovo Claudio Lucian Pop, ai relatori e a ciascuno di voi, che siete intervenuti a questo Convegno. Auspico che questo evento possa contribuire efficacemente a ripristinare un vero interesse per le tematiche proposte, la cui esclusione, dal programma degli studi teologici, ha provocato gravi ripercussioni anche sul piano pastorale.

Presentazione dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Come concordato con il professor Alberto Castaldini e il professor William Bleizzifer, prima di descrivere la mia esperienza mariana nel ministero degli esorcismi, vi presento l’Associazione Internazionale Esorcisti [A.I.E.] che è stata fondata a Roma il 30 giugno 1994 da don Gabriele Amorth in collaborazione con il Sacerdote esorcista francese padre René Chenessau. Configuratasi nella Chiesa come associazione di fatto sin dalla fondazione, dopo venti anni di cammino, il 13 giugno 2014, con Decreto della Congregazione per il Clero, l’Associazione Internazionale Esorcisti, ha ricevuto l’approvazione degli Statuti e il riconoscimento ufficiale da parte della Santa Sede come associazione privata internazionale di fedeli con personalità giuridica, a norma del can. 322 § 2 del Codice di Diritto Canonico.

Come riportato all’Art. 3 degli Statuti, gli obiettivi dell’Associazione Internazionale Esorcisti, sono:

  • 1 promuovere la prima formazione di base e la successiva formazione permanente degli esorcisti;
  • 2 favorire gli incontri tra gli esorcisti soprattutto a livello nazionale e internazionale, perché condividano le proprie esperienze e riflettano insieme sul ministero loro conferito;
  • 3 favorire l’inserimento del ministero dell’esorcista nella dimensione comunitaria e nella pastorale ordinaria della chiesa locale;
  • 4 promuovere la retta conoscenza di questo ministero nel popolo di Dio;
  • 5 promuovere studi sull’esorcismo nei suoi aspetti dogmatici, biblici, liturgici, storici, pastorali e spirituali;
  • 6 promuovere una collaborazione con persone esperte in medicina e psichiatria che siano competenti anche nelle realtà spirituali.

La formazione iniziale e permanente dei Sacerdoti esorcisti, viene realizzata dall’Associazione Internazionale Esorcisti, mediante:

  1. un «Corso fondamentale iniziale sul ministero dell’esorcismo»;
  2. un «Convegno» annuale (nazionale negli anni dispari e internazionale negli anni pari);
  3. un sussidio formativo quadrimestrale: “Quaderni AIE” che riporta approfondimenti, aggiornamenti, studi e articoli sul ministero degli esorcismi, nei suoi vari aspetti;
  4. una “Lettera Circolare” a cura del Presidente, trasmessa varie volte durante l’anno con informazioni e avvisi vari riguardanti la vita dell’Associazione;
  5. gli Atti dei Convegni annuali.

 

Circa la formazione iniziale per i nuovi Sacerdoti esorcisti e per i Sacerdoti candidati al ministero degli esorcismi, l’Associazione Internazionale Esorcisti organizza un Corso che ha lo scopo di:

  • offrire loro principi ben fondati e degli indirizzi sicuri di comportamento nell’esercizio del loro ministero preservandoli da errori di teoria e di prassi;
  • conseguire una capacità di discernimento accurato dei casi in esame;
  • imparare a soccorrere adeguatamente con il ministero dell’esorcistato, coloro che sono soggetti all’azione straordinaria del demonio e guidarli ad acquisire le disposizioni necessarie per conseguire la liberazione.

L’Associazione Internazionale Esorcisti ha concluso nell’aprile 2019 l’iter di preparazione di un importantissimo testo dal titolo «Linee Guida per il ministero dell’esorcismo». Data la vastità e la delicatezza della materia trattata, la redazione del testo ha richiesto molto tempo e parecchio lavoro.

Il Dicastero della Congregazione per il Clero, al quale avevamo sottoposto il testo, lo ha esaminato, avvalendosi anche dell’apporto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e della Congregazione per la Dottrina della Fede, sulla base delle rispettive competenze.

Le «Linee Guida» potranno contribuire alla formazione iniziale dei candidati al ministero di esorcista tutte le volte che i loro Ordinari riterranno bene servirsi della nostra Associazione per assicurare loro principi ben fondati e indirizzi sicuri di comportamento nell’attuazione di questo delicato e difficile servizio ecclesiale che non consiste solo nell’azione liturgica dell’esorcismo, ma anche nell’apprendere quei criteri di discernimento fondamentali, per capire se i disturbi, i fenomeni, i sintomi, le manifestazioni, i disagi e le sofferenze esposte da alcuni fedeli necessitano del ministero dell’esorcismo, sia per accompagnarli – qualora essi avessero effettivamente bisogno dell’intervento degli esorcismi – con i consigli necessari ad acquisire quelle disposizioni interiori necessarie per giungere alla liberazione.

L’Associazione Internazionale Esorcisti Durante organizza il «Convegno internazionale degli esorcisti» che si svolge ogni due anni in Italia, a Roma, negli anni pari. I sacerdoti esorcisti possono così approfondire la loro formazione personale ascoltando relatori di grande esperienza nel campo pastorale dell’esorcismo, condividere le proprie esperienze, chiedere consiglio ai più esperti fra di loro, scambiarsi notizie, stringere una più stretta fraternità sacerdotale nel loro specifico ministero e vivere momenti di preghiera in comune, tutto con il fine di aiutarsi e sostenersi l’un l’altro nel ministero esorcistico e per andare incontro in maniera adeguata ai fratelli e sorelle afflitti da una particolare azione del maligno.

Un aspetto rilevante che l’Associazione Internazionale Esorcisti si impegna a promuovere è il consolidamento e la crescita di un sano e doveroso rapporto di dipendenza dell’esorcista dal proprio Vescovo e dalla Gerarchia episcopale.

Nessun ministero, come quello dell’esorcistato, richiede di essere svolto nella piena comunione ecclesiale. Questa comunione si esprime soprattutto in un rapporto fiducioso e sereno con il proprio Vescovo diocesano.

Un altro ambito che l’Associazione Internazionale Esorcisti promuove è quello di favorire le condizioni necessarie affinché l’esorcista trovi nei propri confronti un Presbiterio solidale, amorevole e comprensivo, così che egli non si senta isolato e si possa realizzare una collaborazione fruttuosa tra lui e gli altri confratelli Sacerdoti della diocesi.

L’Associazione Internazionale Esorcisti ha tra i suoi scopi, secondo l’Art. 3 § 4, quello di promuovere la retta conoscenza del ministero dell’esorcismo nel popolo di Dio, curando un blog destinato sia ai comunicati ufficiali alla stampa sia a catechesi e articoli che -fra tante pubblicazioni dubbie e inattendibili presenti sull’argomento in internet- offrano ai fedeli cattolici riferimenti sicuri sui temi correlati al contenuto della Rivelazione e della dottrina della Chiesa riguardo il confronto tra la fede cristiana e il mistero del male nel mondo e nella vita dell’uomo. L’indirizzo è: aiepressoffice.com

Stiamo anche curando la realizzazione di un film-documentario che mostri il vero volto del ministero esorcistico, inteso e praticato nell’ambito della Chiesa Cattolica. Si tratta di un’opera che, contribuirà a restituire dignità al delicato e difficile servizio di esorcisti, fugando malintesi, preconcetti ed errori, che troppo spesso circolano su di esso perfino in campo ecclesiale, e, insieme, a mostrarne tutta la validità e necessità per il nostro tempo così tribolato.

Aprendo il link, https://www.sinesolecinema.com/portfolio-item/libera-nos/

oltre a una descrizione del progetto, si può anche prendere visione del Trailer ufficiale del film-documentario.

La mia esperienza mariana di esorcista

Secondo l’elenco del programma di questo Convegno che mi è stato inviato, dopo la mia relazione don Matteo De Meo parlerà dell’esorcismo nel rito latino e don William Bleizferr parlerà dell’esorcista e dell’esorcismo nella disciplina canonica della Chiesa. A me è stato chiesto di parlarvi invece di quel particolare e affascinante aspetto dell’esorcismo che è la presenza e l’intervento materno della Vergine Maria durante il ministero degli esorcismi.

La prima cosa che mi colpisce, nell’esercizio del ministero dell’esorcismo, è il confronto tra l’azione del demonio, da una parte e quella di Dio dall’altra. Il demonio è prepotente, la sua furia distruttiva lo rende appariscente e sembra assorbire tutta la nostra attenzione; l’azione di Dio, invece, è nascosta, silenziosa, risanante, ma è quella che, alla fine, se si persevera, risulta efficace e vigorosa, imponendosi in modo invincibile. Mi consola grandemente, all’interno di questa esperienza, toccare quasi con mano l’intervento e l’azione materna della Madonna, la sua incessante e quasi tangibile presenza e protezione, ulteriore prova dell’insanabile conflitto tra Lei e le forze avverse del male. Gli atteggiamenti  e le reazioni dei demoni attestano la verità delle parole che Dio rivolse a Satana: «Porrò inimicizia tra te e la Donna tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gen 3,15) e confermano la materna intercessione  della Vergine, che, con amorevole e speciale sollecitudine e con immensa tenerezza di Madre, interviene accanto ai suoi figli sofferenti, lottando per essi e con essi contro Satana[1].

Preservata da ogni macchia di peccato sin dal primo momento della sua esistenza, la Vergine Maria è stata, è e sarà sino alla fine dei tempi la prima alleata di Dio e dell’uomo contro Satana e il male, coinvolta come nessun’altra creatura umana e angelica in tale lotta. Il suo è un ruolo unico, singolare e speciale.

Questo ruolo emerge in tutta la sua portata proprio durante il ministero degli esorcismi quando i demoni, urlando, si rivolgono a Lei con odio indicibile e, senza osare chiamarla per nome, se non rarissime volte, la apostrofano con tono sprezzante, dicendo: «quella», oppure «lei» aggiungendo un cumulo di volgarità e d’ingiurie contro la sua persona. Ma la santità e lo splendore di Maria la pongono così in alto tra tutte le creature, umane e angeliche, che spesso i demoni sono costretti a elogiarla per la grandezza, la potenza e il fulgore divino che splende in Lei. Questi momenti sono straordinariamente toccanti, perché i demoni, trovandosi accecati da così tanto splendore, che per essi è dolorosissimo, sono obbligati a testimoniare la dignità straordinaria della Madre di Dio tra tutte le creature umane e angeliche, ad affermare tutta la verità su di Lei e ad ammettere la loro completa impotenza di fronte ai voleri di Colei che, Dio, onnipotente per natura, avendola proclamata Regina dell’universo, ha reso onnipotente per grazia. C’è allora un curioso alternarsi di espressioni sprezzanti e volgari e di catechesi e lodi, che loro malgrado, i demoni sono costretti a pronunciare sulla Vergine Maria, con grandissimo disgusto.

Naturalmente, questo non aggiunge nulla a quello che già sappiamo e crediamo; tuttavia, per noi è estremamente consolante ed edificante constatare, in maniera così evidente, la validità e la forza delle verità della nostra fede a proposito della Vergine Maria, della sua santità incommensurabile e dei dogmi che la riguardano e riconoscere come Ella vince i demoni non con la violenza, né con discorsi persuasivi, ma con la sua umiltà e santità, con il suo essere tutta di Dio, e quindi in netto e assoluto contrasto al loro essere e al loro agire malefico.

Un giorno, durante un esorcismo il demonio disse urlando: «Io odio l’umiltà e odio tutti coloro che lo sono, Lei per prima! La sua umiltà mi umilia più che la potenza di Lui» (dicendo “Lui” si riferiva a Dio e dicendo “Lei” si riferiva alla Madonna). E aggiunse: «Lei non ha smesso un attimo di essere così stupidamente umile. Quanto non la sopporto! Quanto non la sopporto! Anche ora che è stata incoronata, che è la regina e ha intorno a sé angeli, arcangeli, serafini, è tra tutti sempre la più umile!».

Molti santi c’insegnano che la preghiera mariana è un’arma potente contro il demonio. Anche la nostra esperienza di esorcisti testimonia ad esempio che quando tra un esorcismo e l’altro preghiamo il Santo Rosario, il demonio inveisce violentemente persino contro la corona che abbiamo fra le mani, che definisce «catena maledetta, con la Croce in fondo» e io invece ripeto ogni volta la bella espressione del beato Bartolo Longo: «O catena dolce che ci unisci a Dio». Una volta, mentre il demonio -tramite la persona da lui posseduta- cercava di strapparmi dalle mani la corona del Rosario, esclamò con rabbia: “Chi si aggrappa a questa catena non si perderà mai”. Il demonio sa benissimo che il Rosario è una efficace pregheria che ci affida all’intercessione potente di Maria e ottiene la grazia che ci salva.

Un’altra volta, mentre stavo mettendo la corona del Rosario al collo di una persona posseduta, il demonio gridò, tentando di fermarmi: «Togli quelle rose: puzzano, puzzano quelle rose!». E io istintivamente ho detto: «Dove sono quelle rose?». E il demonio: «Le hai buttate sopra di lei! (si riferiva alla persona posseduta)». Quella persona, dopo l’esorcismo, mi ha riferito di non ricordare nulla di quello che le era accaduto, eccetto che, a un certo momento, si era sentita come avvolta da una corona di rose.

Un altro aspetto mariano che mi colpisce, durante gli esorcismi, negli atteggiamenti e nelle espressioni dei demoni, è il loro temere e odiare terribilmente l’offerta che facciamo di tutto noi stessi a Dio, per amore, in particolare se fatta in spirito di riparazione dei nostri peccati e dei peccati degli altri, porgendo previamente questa offerta nelle mani di Maria, affinché sia Lei stessa a presentarla a Dio. Ho sperimentato frequentemente la forza di tale offerta. Mi è capitato spesso, infatti, sia nel corso degli esorcismi, sia nel mio ministero sacerdotale, mentre ero a colloquio con la persona posseduta e le insegnavo come si vive l’offerta di sé a Dio, che il demonio, fino a quel momento nascosto, all’improvviso si manifestasse infuriato, poiché non sopportava che facessi tale catechesi. La stessa cosa accade quando, durante l’esorcismo, invito la persona – se è in grado di sentirmi – di offrire nel suo cuore a Dio, per le mani della Vergine, ciò che sta soffrendo: sempre, il demonio, a questo punto, s’infuria grandemente. Non sopporta questa offerta, che è per lui una grande sconfitta, perché quel male che lui ha fatto si trasforma in un bene per quella persona e per tante altre. Questa esperienza conferma dunque, con chiarezza, che tale offerta a Dio è un mezzo efficacissimo, non solo per sottrarre ai demoni i corpi da loro posseduti, ma anche – e soprattutto – per strappare ai loro artigli tante anime che vivono nel peccato.

Ho descritto diffusamente la mia esperienza personale sull’aspetto mariano degli esorcismi nel volume: “La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi” che ho pubblicato nel 2010 ed è stato successivamente tradotto in varie lingue tra cui il rumeno. Quindi rimando alla lettura di quel volume chi vorrà conoscere più ampiamente questa mia esperienza che in questa sede del Convegno, per motivi di tempo ho potuto descrivervi brevemente.

Con questo libro ho voluto unirmi al corteo delle anime di ogni tempo, innamorate della Vergine Maria, e spronare tutti a ricorrere con grande fiducia alla sua intercessione materna, in particolare mediante la conoscenza e l’esperienza dell’affidamento al suo Cuore Immacolato, al fine di cooperare con Lei, nella lotta che conduce con Cristo suo Figlio contro Satana e gli angeli ribelli, per il trionfo del Regno di Dio.

Ho inteso, inoltre, contribuire con questo testo a promuovere nei credenti una sempre più viva devozione mariana, animata dalla consapevolezza dell’inscindibile legame tra Cristo e la sua Madre Santissima nell’opera della Redenzione e ho cercato di favorire una esperienza personale sempre più viva della maternità della Madonna nei nostri confronti, incoraggiando ciascuno a rafforzare il proprio rapporto filiale verso di Lei chiedendo a Gesù di renderlo partecipe del suo stesso amore filiale per la Madre.

Auguro a tutti un buon proseguimento del Convegno. Dio vi benedica e la Vergine Maria vi custodisca sempre nel suo Cuore Materno.

[1] Ho riportato ampiamente la mia testimonianza su questo particolare e affascinante aspetto degli esorcismi in un volume, pubblicato con le Paoline Editoriali Libri, dal titolo: «La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi».

CORONA VIRUS. COMUNICAZIONE DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ESORCISTI (A.I.E)

Roma, 13 marzo 2020

 COMUNICAZIONE DELLA PRESIDENZA

DELL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ESORCISTI (A.I.E)

 

In un momento di particolare prova ormai per il mondo intero, a causa del cosiddetto “coronavirus”, che tra le molte e dolorose conseguenze ha impedito in Italia anche la partecipazione alla Santa Messa – per cui i fedeli possono seguirla solo per radio o per la televisione – da più parti anche all’Associazione Internazionale Esorcisti è stato richiesto un intervento orientativo, per sollevare gli animi e offrire motivi di speranza.

In questa grave situazione, dovremmo tutti intensificare i momenti di lettura e di meditazione della Sacra Scrittura nelle nostre case, in particolare dei Vangeli; pregare quotidianamente – se possibile riunendo tutta la famiglia – la Liturgia delle Ore; fare la “Comunione spirituale”; pregare il Santo Rosario e la Coroncina della Divina Misericordia. Sarebbe opportuno anche consacrare le nostre famiglie all’Immacolata Madre di Dio, pregando la Madonna con quella che è la più antica preghiera mariana: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta», come anche meditare e offrire la Passione del Signore, attraverso il pio esercizio della Via Crucis, particolarmente adatto al tempo quaresimale.

Circa qualche proposta di preghiera di liberazione o addirittura di esorcismo contro il coronavirus – che in questi giorni è circolata sul web – esortiamo a stare molto attenti. Tali proposte, se da una parte sembrano attribuire direttamente la situazione presente ad un’azione straordinaria del demonio – da affrontare perciò con gli esorcismi – dall’altra lasciano intravedere come sottofondo una mentalità magica della realtà, spingendo le persone a risolvere le loro difficoltà ricercando le formule “più potenti ed efficaci”. Da parte nostra, siamo convinti che i gravi problemi dell’ora presente si possono risolvere innanzitutto volgendosi a Dio con il cuore, perché ci sostenga nel cammino di un’autentica conversione a Lui, cosa per la quale sono più che sufficienti i mezzi ordinari della Grazia, cui si aggiunge la responsabilità e l’impegno civile di tutti nel seguire le indicazioni igienico-sanitarie che ci sono state date dalle autorità preposte alla salvaguardia della salute dei cittadini.

Ricordiamo, inoltre, che in Italia l’Ufficio Liturgico della Conferenza Episcopale Italiana ha prodotto un sussidio: «Pregare e celebrare in tempo di epidemia». In esso, oltre a suggerire anche la preghiera della Liturgia delle Ore, usufruendo – se lo si ritiene opportuno – dell’App Liturgia delle Ore della CEI, scaricabile gratuitamente, si propongono testi con riflessioni e preghiere da vivere in famiglia, in comunione con tutta la Chiesa, non potendo i fedeli partecipare alla Celebrazione eucaristica.

Accogliamo, poi, con soddisfazione l’iniziativa della CEI -fissata per giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia- che ha promosso alle ore 21.00 di quella sera un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora. TV2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera in diretta.

Ci permettiamo, infine, di esortare a non dimenticare di pregare, soprattutto in questo periodo, anche per i nostri governanti, perché Dio li sostenga nel difficilissimo compito di prendere le decisioni migliori per il bene comune e perché abbiano il coraggio di chiedere umilmente e pubblicamente non solo l’appello alla responsabilità di ogni cittadino, ma anche l’aiuto di Dio nell’emergenza del momento presente. Fino ad oggi sembra che nessuno di loro abbia rivolto pubblicamente questa richiesta a Dio, richiesta che non è un’esclusiva dei Vescovi e dei Sacerdoti, ma anche di coloro che governano le nazioni. Preghiamo ancora per i medici, gli infermieri e i volontari, che con tanta generosità, sacrificio, fatica e rischio assistono i malati. Preghiamo per i nostri fratelli contagiati, perché trovino nella nostra e nella loro preghiera personale la forza per affrontare la malattia, valutando dove sia possibile con le dovute precauzioni, come ha indicato papa Francesco, l’eventualità di accostarli per offrire loro il conforto dei Sacramenti.  Preghiamo, infine, anche perché questo momento di prova sia, per tanti fratelli e sorelle lontani da Dio, tempo propizio di riscoperta di Cristo nella propria vita.

 

Il Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Padre Francesco Bamonte, icms

Il Vicepresidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Mons. Larry Hogan

Collaborazione dell’AIE con il GRIS e l’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in Roma

Collaborazione con il GRIS e l’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in Roma

Vi informiamo che a seguito di un incontro chiarificatore del presidente dell’AIE padre Francesco Bamonte con padre François M. Dermine, presidente del GRIS nazionale e del Segretario Giuseppe Ferrari, padre Bamonte ha deciso di ristabilire la collaborazione dell’AIE per il Corso annuale sul Ministero dell’esorcismo organizzato dal GRIS e dall’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in Roma. Alcuni Soci dell’AIE, previa consultazione di padre Bamonte con i responsabili del GRIS e dell’Istituto Sacerdos, potranno pertanto ricevere la richiesta di offrire a nome dell’AIE una relazione o una testimonianza, al suddetto Corso. La collaborazione tra l’AIE e il GRIS si potrà stabilire anche in occasione di altre iniziative dell’uno o dell’altro ente.

(Lettera Circolare n. 84 gennaio 2020)

Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.) Note relative al testo: “A Children’s Book of Demons”, recentemente divulgato negli Stati Uniti.

3-logo-aie
International Association of Exorcists

Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.)

Casella Postale 212

00120 Città del Vaticano SCV

  

Note relative al testo:

“A Children’s Book of Demons”,

recentemente divulgato negli Stati Uniti.

Roma, 11 dicembre 2019

“Kαὶ ἔθυσαν τοὺς υἱοὺς αὐτῶν καὶ τὰς θυγατέρας αὐτῶν τοῖς δαιμονίοις (Sacrificarono i propri figli e le proprie figlie ai demoni).” Sal 105,37 Versione LXX (cfr. Nuova Riveduta e Nuova Diodati Sal 106,37).

Al tempo odierno è palesemente in atto il tentativo di proporre alle nuove generazioni il satanismo come una normale alternativa agli altri culti, agli svariati percorsi iniziatici, alle diverse filosofie di vita. Si giunge persino ad affermare che se il culto al demonio si limita alla semplice celebrazione del demonio e chi lo pratica non commette dei reati, non c’è nulla di male. Questa affermazione denota mancanza di discernimento tra bene e male, perché il satanismo ha dei principi che affermano la sopraffazione della persona nella sua dignità e autonomia e quindi chi rende culto al demonio, prima o poi sarà certamente soggetto a un coinvolgimento interno che originerà un comportamento secondo principi lesivi e distruttivi della dignità umana.

Un ulteriore apporto dato al nefasto progetto di normalizzare il contatto con i demoni e presentare la pratica del satanismo come cosa buona e positiva, è la notizia giunta in questi giorni della pubblicazione, negli Stati Uniti, di un volume dal titolo “A Children’s Book of Demons”. Quel che, però, è ancor più tragico è che l’autore, Aaron Leighton, si rivolge apertamente a bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni, quindi a un pubblico particolarmente indifeso e condizionabile.

Nel volume “A Children’s Book of Demons” l’autore, interpellando i fanciulli, afferma: “Evocare i demoni non è mai stato così divertente.”. Questo è il riassunto che egli ne dà: “Non vuoi portare fuori la spazzatura stasera? Forse stai nuotando nei compiti? Forse quel grosso prepotente è un vero fastidio? Bene, prendi le tue matite colorate, e usando le abilità contenute nel disegno dei sigilli chiama alcuni demoni! Ma fai attenzione, anche se questi spiriti sono più sciocchi che spaventosi, sono sempre demoni”.

L’autore, senza alcun ritegno, presenta ai bambini l’evocazione dei demoni come qualche cosa di ordinario e di raccomandabile, invitandoli ad allearsi con loro, per trarne qualche vantaggio. In che modo insegna a evocare i demoni? Disegnando i sigilli demoniaci, cioè i simboli che li rappresentano. Vengono così riproposti ai bambini simboli molto simili a quelli riprodotti nei grimori, che nel mondo della magia sono dei manuali, nei quali vengono insegnate, con minuziosi dettagli, le procedure necessarie per contattare spiriti buoni o presunti tali e spiriti cattivi. Anche i satanisti si servono dei grimori, ovviamente rivolgendosi solo agli spiriti cattivi. Nel volume: “A Children’s Book of Demons”, l’autore, semplificando al massimo un grimorio, lo adatta ai bambini, lo trasforma cioè in un gioco divertente: i sigilli demoniaci fungono infatti da “numero di telefono”, per contattare gli spiriti del male.

Ma con i demoni non si scherza. Chi invita un bambino a evocare i demoni è come una persona che mettesse tra le mani di un fanciullo una bomba a mano, per giocare. Prima o poi il bambino tirerà via la spoletta e la bomba gli esploderà tra le mani.

Chi invita un bambino a evocare i demoni è come se gli dicesse che è possibile farsi aiutare da un criminale, per ottenere qualcosa.

Chi invita un bambino a evocare i demoni lo sta inducendo a perdere la sua identità, la sua personalità e ad essere distrutto moralmente, psicologicamente e spiritualmente.

Chi invita un bambino a evocare i demoni è già lui stesso un “alleato” dei demoni.

Chi invita un bambino a evocare i demoni lo sta ingannando e lo sta preparando ad essere un infelice, perché non li presenta quali essi sono realmente: angeli buoni, ma diventati volontariamente malvagi, nemici di Dio e dell’umanità; esseri pieni di odio verso ogni uomo, intenzionati a suggerirci ogni male e ogni perversità, con il solo fine di metterci l’uno contro l’altro e infine di separarci definitivamente da Dio e di condurci alla perdizione eterna, in una sofferenza senza fine. Sono presentati, invece, come esseri da poter facilmente evocare, con i quali è possibile allearsi, per ottenere qualche vantaggio.

“A Children’s Book of Demons” rappresenta, dunque, una ulteriore tappa di quell’oscuro progetto che, iniziato negli anni ‘70, si propone, partendo da un primo approccio generico all’esoterismo delle nuove generazioni, di scendere -gradino dopo gradino- sino alla esplicita proposta di rendere culto al demonio. Tale tenebrosa pratica viene presentata, alle nuove generazioni, come un atteggiamento buono e conveniente, sovvertendo totalmente il discernimento tra ciò che è bene e ciò che è male.

Si rifletta su ciò che Gesù afferma nel Vangelo riguardo agli scandali, e in particolare alle parole: «Chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare» (Mt 18,6).

Il Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Padre Francesco Bamonte, icms

SULLO SPETTACOLO TEATRALE L’ ESORCISTA

A cura del dott. Valter Cascioli

Medico Psichiatra e Psicoterapeuta

 

Lo spettacolo intitolato L’esorcista, vietato ai minori di anni 16, ha debuttato in Italia al Teatro Nuovo di Milano, è andato in scena a Roma, martedì 12 novembre 2019 al Teatro Olimpico, replicando per altre tre serate. È liberamente tratto dal celeberrimo film del regista statunitense William Friedkin, The Exorcist del 1973 e dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty, autore anche della sceneggiatura cinematografica.

L’adattamento teatrale dello spettacolo è dello statunitense John Pielmeier, la regia è del milanese Alberto Ferrari. I protagonisti sono gli attori Gianni Garko, nel ruolo di padre Merrin, Viola Graziosi, nel ruolo di Chris (la madre di Regan MacNail) e l’attrice Claudia Campolongo, nella parte di Regan, la ragazza dodicenne posseduta dal demonio.

Dopo aver fatto tappa a Roma, la stessa compagnia teatrale proseguirà il tour italiano a Verona e a Torino. Per la cronaca, questa stessa opera teatrale venne presentata, in prima mondiale, al Gil Gates Theater di Los Angeles nel 2012.

Lo spettacolo messo in scena a Roma vuole, a tutti i costi coinvolgere emotivamente lo spettatore, avvalendosi di un’esperienza immersiva multimediale, con luci intermittenti stroboscopiche, suoni bassi esaltati da potenti subwoofer, musica inquietante ed effetti speciali a iosa (lampi, tuoni, “levitazione” sul palco, ecc.), proiezioni e scenografia multipla (sul palcoscenico si assiste, simultaneamente, a scene diverse).

Il regista, Alberto Ferrari, in una sua dichiarazione programmatica, afferma testualmente: “quello che verrà realmente messo in scena sarà la natura umana… messa a nudo, indifesa e piena di tremori”. Così, analogamente, nella stessa presentazione dell’opera si enfatizza questo aspetto emblematico e tragicamente equivocato riguardo alla fede religiosa: “la prova di fede più agghiacciante ed estrema prende  vita  sul  palco,  trasformando  le

inquietanti battaglie del bene contro il male, della fede contro il dubbio e dell’ego contro l’ethos”.

 

Anche in quest’opera teatrale si è voluto cavalcare, in modo sensazionalistico e spettacolare, quell’immaginario collettivo, frutto di luoghi comuni e pregiudizi sul Ministero ecclesiale dell’Esorcismo, al quale si rifà la letteratura e la cinematografia che tratta l’argomento. Gli ingredienti base della ricetta sono, purtroppo, come sempre, la paura e l’horror, che in modo irriverente sembra investire la figura stessa del fantomatico sacerdote-psichiatra, chiamato a liberare la ragazza posseduta.

Padre Damien – il sacerdote nella duplice veste di esorcista e di psichiatra- viene, infatti, presentato come una figura anodina di  sacerdote in crisi – come un po’ tutti i personaggi – per quanto riguarda la sua fede e le convinzioni personali di fronte alle manifestazioni dell’attività demoniaca straordinaria (manifestazioni alle quali chi ha realizzato quest’opera teatrale sembra non credere affatto).

Come se non bastasse, il regista teatrale, rincalza la dose, affermando in maniera quasi apodittica, nel corso di una recente intervista: “i preti sono sempre in un momento delicato della loro fede, perché mantenerla a lungo e con convinzione è un esercizio molto faticoso”. Bontà sua. Al di là delle facili generalizzazioni e dei luoghi comuni, c’è da sperare che parli con cognizione di causa, almeno quando tratta di cose che conosce per esperienza diretta.

Ma torniamo a considerare l’opera teatrale. Ancora una volta la trama gioca sul tragico ed inquietante equivoco col quale l’autore sembra volutamente confondere la possessione diabolica – che non riconosce come tale – con la malattia mentale. Uno dei protagonisti recita, infatti, come da copione: “Gli unici veri demoni sono quelli nella nostra mente”.

Lo spettacolo, tra colpi di scena e nonsense, raggiunge il climax voluto dal suo autore quando in modo irriverente e blasfemo, l’attore che impersonifica l’esorcista, rivolgendosi provocatoriamente alla madre della posseduta, che lo implora in modo accorato di liberare la figlia, dice di tutta risposta: “Se Gesù avesse parlato di schizofrenia ai suoi tempi, forse l’avrebbero crocifisso con tre anni di anticipo”.

Al di là della pessima boutade, allo spettatore attento viene spontaneo chiedersi se l’autore del testo abbia mai letto i Vangeli e sia a conoscenza delle guarigioni e delle liberazioni operate da Gesù nei tre anni della sua vita pubblica. Oltretutto, dall’analisi del testo comprenderebbe, intelligenti pauca, che gli stessi atteggiamenti, i comportamenti e le parole di Cristo, sono diversi a seconda che si tratti di una malattia da guarire o di una persona posseduta. Ma tutto questo pare sfuggire ai nostri baldanzosi teatranti, che sembrano a loro agio nel mettere in scena una paradossale e tragica commedia degli errori ante litteram.

In conclusione, al di là delle trovate sceniche, usate per tenere desta l’attenzione dello spettatore e che giungono fino a violentarlo emotivamente, è l’incubo kafkiano a farla da padrone, rasentando la dimensione onirica di un incubo notturno. La trama e i dialoghi restano, comunque, particolarmente dissacratori e blasfemi nei confronti dei sacerdoti, della fede cristiana e della figura del Cristo: Gesù sarebbe morto sulla croce, a detta dello spirito che possiede Regan, unicamente per la sua gloria personale. Tale, dunque, la cifra caratteristica di quest’opera che, del resto, già conoscevamo dai tempi del film L’Esorcista. In ultimo, nella scena finale, si raggiunge l’apoteosi della dissacrazione, quando uno dei due sacerdoti decide di consegnarsi al demonio, in cambio della liberazione della ragazza posseduta. Incredibile dictu!

Va da sé che la realtà è tutt’altra cosa. Basta chiederlo ad un sacerdote esorcista, che spende la propria vita per amore del prossimo, esercitando un ministero di consolazione e di misericordia a favore dell’uomo colpito dal male. Basta domandarlo ad una delle tante persone che soffrono a causa dell’attività demoniaca straordinaria che, come ricorda papa Francesco, appartengono alle periferie esistenziali dell’umanità. Quelle stesse persone che la Conferenza Episcopale Italiana, nelle Premesse al rituale degli esorcismi chiama “i più poveri dei poveri”!

A noi il dovere di riconoscerle come tali, rispettarle, accoglierle, consolarle, accompagnandole verso la liberazione dal mysterium iniquitatis.

Halloween: vescovi Romania, “è l’anticamera dell’esoterismo e dell’occultismo e distrugge le nostre tradizioni”

Agenzia SIR della Conferenza Episcopale Italiana

Giovedì 30 ottobre 2019

 

“Questa festa è stata concertata per distruggere la solennità di Ognissanti”. Lo ha affermato mons. Virgil Bercea, vescovo greco-cattolico di Oradea, città nel nord della Romania prossima al confine con l’Ungheria, a proposito della festa di Halloween, veicolata dai modelli consumistici occidentali e diffusa anche in Romania, una nazione che conserva, soprattutto nelle zone rurali, le tradizioni religiose della ritualità agraria: nulla a che vedere con la celebrazione dell’orrido e del malefico di provenienza anglosassone.

“Da noi in passato, in tutta la Transilvania – prosegue il presule –, con l’arrivo dell’autunno si celebravano le feste del raccolto e i ragazzi si mascheravano girando la sera per i villaggi, ma con gioia, non certo con il gusto del macabro”.

Il vescovo lamenta che in questi trent’anni seguiti alla fine del regime comunista si sia verificata una profonda americanizzazione delle abitudini della popolazione e non ha dubbi:

“Si tratta di un grande affare economico. Nelle mie lettere pastorali ho richiamato la centralità della festa di Tutti i Santi. Nelle scuole non dovrebbero aderire a queste mode. A mio avviso, occorrerebbe uno sforzo pastorale congiunto dell’episcopato su questo tema”.

Il vescovo spiega inoltre che in alcune zone della Romania le Chiese di rito orientale osservano sempre più di frequente le pratiche di suffragio dei defunti per Ognissanti, tradizionalmente svolte l’8 novembre, festa dei tre Arcangeli.

“Questo avviene – conclude mons. Bercea – anche da parte degli ortodossi. Un elemento questo che speriamo favorisca finalmente la celebrazione congiunta della Pasqua”.

Quattro anni fa, il 30 ottobre 2015, le cronache romene furono segnate dalla tragedia del Club Colectiv, discoteca di Bucarest in cui morirono 64 persone in seguito allo scoppio di un incendio e al mancato funzionamento delle misure di sicurezza. La concomitanza dell’incidente con la ricorrenza di Halloween generò dubbi e interrogativi in seno agli ambienti ecclesiastici romeni e presso l’opinione pubblica. Ma già allora i vescovi cattolici romeni avevano preso una posizione netta contro il “fenomeno Halloween”, con precise raccomandazioni pastorali dirette a un corretto discernimento nei confronti di una pratica ritenuta l’anticamera all’ingresso in circoli occulti ed esoterici. E non per caso gli utenti romeni di Facebook, in questi giorni che precedono il 31 ottobre, sono regolarmente martellati dagli annunci pubblicitari di fattucchiere e cartomanti. Malgrado ciò, proprio in vista di Halloween, dall’Italia si organizzano viaggi in Transilvania (pure da circoli ricreativi di enti pubblici). Sul web si segnalano mete ben precise: il castello di Bran (che non ha niente a che vedere con Dracula), nei pressi della città di Brasov, dove trascorrere la notte del 31 ottobre o, sempre in Transilvania, la foresta di Hoia Baciu, alla periferia di Cluj-Napoca.

LE RADICI PAGANE ED ESOTERICHE DEL FENOMENO HALLOWEEN

Relazione di padre Francesco Bamonte, icms,

presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Roma, 31 ottobre 2019

 

Il mese di ottobre, da alcuni decenni è diventato un tempo di frenetica preparazione a un vero e proprio rito collettivo che prende il nome di halloween. All’avvicinarsi della notte tra il 31 ottobre il 1º novembre vetrine di negozi, bar, pasticcerie, ristoranti, vengono adornate con zucche, finte ragnatele, finti pipistrelli, scheletri e con raffigurazioni che richiamano alla morte in modo ironico e spaventoso. Gli asili, le aule delle scuole e i corridoi, dove vengono censurati simboli che richiamano la fede e la cultura cristiana, vengono in questi giorni addobbati con maschere mostruose che sono una vera e propria esaltazione del macabro e del mostruoso. Temi in classe o compiti a casa che hanno come argomento halloween, addirittura poesie e filastrocche orribili da imparare a memoria, come vedremo nella seconda parte di questa relazione.

I personaggi di halloween sono figure terrificanti di mostri, vampiri, dracula, fantasmi, licantropi, zombi, streghe, diavoli, pagliacci horror, teschi insanguinati, teste trapassate da pugnali o da asce e persino rappresentazioni raccapriccianti e oltremodo oltraggiose della dignità umana quali cadaveri deturpati o tagliati a pezzi.

Negozi di giocattoli, riviste per ragazzi, siti internet richiamano continuamente ad halloween con queste rappresentazioni e con questi simboli.

Bambini, adolescenti e adulti indossano maschere e costumi che richiamano a questi temi di orrore che nulla a che fare non solo con la festa di “Tutti i Santi” del 1° novembre e la Commemorazione dei Fedeli defunti il 2 novembre, ma neppure con la festa del carnevale caratterizzata dall’uso di costumi divertenti e colorati. Inoltre il nome carnevale è una contrazione di “carne−levare” (levare la carne, togliere la carne) che richiama a un momento giocoso e allegro trascorso prima del lungo periodo quaresimale di penitenza e di astensione dal mangiare la carne.

A differenza del carnevale, inoltre, halloween rende gli ambienti spettrali con decorazioni fatte di lampadari con simboli lugubri, tovaglie con teschi e raffigurazioni di ragnatele, alberi stregati, bare dalle quali escono esseri spaventosi, ecc.

Il tema delle maschere di halloween non è liberamente scelto come a carnevale, ma deve riprodurre qualcosa di macabro, che abbia a che fare con la morte in modo spaventoso e satirico.

L’inganno usato in un primo momento dalle grandi aziende e successivamente dai mass-media che a partire dagli anni 50 (come vedremo), ha favorito, sostenuto e diffuso in modo sempre più insistente il fenomeno halloween, è scherzare sulla paura, sugli spiriti, sulla violenza più disumana, sulla morte, sui demoni.

Come si può sorridere e festeggiare su tutto ciò? Ci troviamo davvero davanti a un fenomeno irrazionale che manifesta una drammatica perdita della capacità di discernimento tra il bene e il male. «Halloween -infatti- festeggia ciò che di più tragico si possa immaginare e cioè l’incombere sull’umanità delle forze del male che vogliono spegnere proprio quella luce che Cristo ha portato sulla terra»[1].

Come è stato possibile che la ricorrenza di Tutti i Santi in inglese chiamata “All Hallow(s)” e la sua vigilia “All Hallows’Even” (letteralmente “Vigilia di Tutti i Santi”) sia entrata in competizione con questa esaltazione insensata del macabro, dell’orrore e del demoniaco e abbia preso il nome di halloween? Il termine halloween è infatti la forma abbreviata dell’espressione “All Hallows’Even”.

A partire dal IV sec. d.C. era in uso nella Chiesa solo la Commemorazione dei Martiri, i cui primi riferimenti storici, rintracciati in Antiochia, danno come collocazione temporale la domenica successiva alla Pentecoste.

Sant’Efrem il Siro parla di questa festa, collocandola al 13 maggio.

La Commemorazione dei Martiri, nel 609, sotto il pontificato di Bonifacio IV divenne la festa di “Tutti i Santi” e fu fissata al 13 maggio (data in cui nel mondo pagano romano venivano festeggiati i Lemuria o i Parentalia, in onore dei defunti della famiglia).

Tre secoli dopo, nell’835, papa Gregorio IV decise di trasferire la festa di “Tutti i Santi” dal 13 maggio al 1° novembre e stabilì che fosse festa di precetto. Il motivo di tale decisione fu dovuto al fatto che tra il 31 ottobre e il 1° novembre in varie zone dell’Europa, soprattutto nel mondo anglosassone, era ancora molto viva la festa di Samahin (leggi: Soìn). Egli cercò in tal modo di soppiantare quella festa pagana.

Per comprendere il fenomeno di massa che ha preso il nome di halloween, bisogna pertanto conoscere meglio chi erano i Celti, perché la festa di Samahin era celebrata da quelle popolazioni di stirpe indoeuropea, chiamate appunto Celti, collocate inizialmente in una ristretta zona compresa tra l’alto Reno e le sorgenti del Danubio, pressappoco al confine tra le attuali Francia, Germania e Svizzera.

I primi segnali certi della loro presenza in Europa risalgono al V sec. a.C. e raggiunsero l’apice dell’espansione tra il IV e il III sec. a.C., periodo in cui si possono rilevare tracce della loro presenza in Irlanda, nella penisola anatolica (attuale Turchia), Spagna, Gran Bretagna Italia, Francia e in parte dell’Europa centrale.

I Celti erano divisi in grandi gruppi o clan ben distinti, ma che avevano molte cose in comune fra loro: l’essere inizialmente nomadi, avere una economia basata sulla pastorizia, sull’allevamento dei cavalli, e la divisione in precise classi sociali: guerrieri, nobili, contadini e druidi.

Questi ultimi, costituivano la casta più influente e potente. A loro erano riservati i compiti religiosi, giudiziari e culturali. Facevano rispettare le leggi e osservare le festività del calendario fondato su una visione religiosa caratterizzata essenzialmente dal politeismo naturalista per cui adoravano molte divinità legate alla natura e coltivavano la credenza della reincarnazione dopo la morte.

Il loro essere così divisi finì però per renderli strutturalmente deboli davanti alle pressioni esercitate da popolazioni ben più organizzate quali i Germani e i Romani, per cui furono facilmente soggiogati e poi assimilati, negli usi e costumi.

Solo nelle isole britanniche, in particolare in Irlanda, che non fu mai conquistata dall’impero romano, rimase traccia della loro religiosità, della loro cultura pagana e della loro lingua.

Le festività religiose erano legate al ciclo lunare e al ciclo solare.

Quelle legate al ciclo lunare si chiamavano: Imbolc, Beltane, Lughnasadh[2] e Samahin; quelle legate al ciclo solare si chiamavano: Yule, Ostara, Litha, Mabon. Come vedremo nella seconda parte di questa relazione, questo stesso calendario viene seguito puntualmente dall’antica stregoneria del mondo occidentale, dalla neostregoneria odierna che si è costituita addirittura in un movimento che prende il nome di Wicca e dai cultori di satana denominati anche satanisti.

Bisogna considerare che i Celti non seguivano il calendario solare, ma il calendario lunare diviso in 12 mesi composti da 28 giorni e da un 13º mese, che faceva coincidere il ciclo lunare con quello solare.

Le feste cominciavano al tramonto del giorno che le precedeva, in quanto il calendario celtico faceva iniziare il giorno successivo dal tramonto del sole e non come da noi dopo la mezzanotte.

Ci potremmo soffermare sul significato e sui riti di ognuna di queste feste, ma tratterò solo di quella che a noi interessa maggiormente per risalire alle radici del fenomeno halloween e comprenderlo: la festa di Samahin.

La parola Samhain significa fine estate, una festa che veniva celebrata tra fine ottobre e i primi di novembre.

I Celti non avevano l’autunno come nel nostro calendario, per cui il passaggio da ottobre a novembre era, da loro, considerato il passaggio dall’estate all’inverno e poiché in quel periodo dell’anno la luce solare va via via diminuendo, erano convinti che la divinità delle tenebre e della morte prevalesse sulla divinità della luce.

Durante la diminuzione delle ore di luce e l’aumento delle ore di buio, i Celti credevano inoltre che le porte tra il mondo dei vivi e quello dei morti si aprissero permettendo alle anime dei defunti di tornare sulla terra nei luoghi dove erano vissute, alcune anche con sembianze di animali.

Si aprivano però anche le porte agli spiriti maligni, per cui coloro che festeggiavano usavano indossare maschere e ricoprire il corpo con pelli di animali, credendo in tal modo di poter nascondere la propria identità agli spiriti maligni.

La festa aveva inizio tre giorni prima di Samhain e terminava tre giorni dopo, quindi le celebrazioni duravano una settimana.

La partecipazione alle celebrazioni era obbligatoria per tutto il popolo, dal re all’ultimo dei servi, pena una maledizione che si credeva conducesse alla pazzia e alla morte.

I festeggiamenti erano caratterizzati da riti in onore del dio delle tenebre e della morte e si concretizzavano in atti orgiastici con uso di alcolici e una sorte di possessione dei corpi dei festeggianti da parte di quelle che venivano considerate le anime vaganti. Molti trascorrevano le notti in stato di trance, privi della propria coscienza, alcuni però avevano il compito di rimanere estranei a questa sorta di possessione –  per garantire la sicurezza durante i riti –  limitandosi a partecipare dall’esterno senza lasciarsi possedere dalle anime vaganti.

Durante i momenti di possessione si svolgevano anche divinazioni, rituali magici e incantesimi. I sacerdoti druidi realizzavano anche speciali amuleti che la gente doveva porre fuori dalle abitazioni o indossare per proteggersi dagli influssi degli spiriti maligni.

Uno di questi amuleti era costituito da una lanterna che veniva ricavata svuotando una rapa, incidendo in essa la forma di un volto umano e ponendo al suo interno una candela accesa, realizzata con il grasso degli animali sacrificati.

Da questa usanza del mondo celtico deriverà, secoli dopo, per gli irlandesi immigrati in America, la sostituzione delle rape con le zucche, diffusissime sul suolo americano e molto più grandi e spaziose delle rape. La zucca, infatti, non esisteva in Europa. È un ortaggio che l’Europa ha importato dall’America.

Tornando alla descrizione dei giorni di festeggiamento di Samhain tra i Celti, nelle case si lasciava un posto a tavola apparecchiato per il defunto che, in quelle notti, si credeva avrebbe desinato con i propri cari.

In quelle stesse notti i sacerdoti druidi passavano di casa in casa e ognuno doveva consegnare loro qualcosa dei propri averi, altrimenti veniva maledetto.

Tutto quanto fin qui descritto, culminava con il propiziarsi una divinità della fertilità chiamata Crom Cruach, sacrificando non solo animali, ma anche esseri umani. Le parole Crom Cruach si presentano in varie forme e possono essere interpretate in vari modi. In lingua gaelica[3] Crom significa “curvo”, piegato”, mentre Cruach ha diversi significati: sanguinoso, massacro, ecatombe o mucchio. Quindi Crom Cruach potrebbe significare (pietra) curva e insanguinata, testa dell’ecatombe o testa del mucchio (di grano). In genere era coperta d’oro e d’argento e intorno ad essa venivano collocate circolarmente dodici piccole figure di bronzo o dodici pietre.

Le vittime sacrificali, in genere, erano criminali riconosciuti colpevoli oppure, se questi scarseggiavano, si rimpiazzavano con vittime innocenti o all’occorrenza i druidi sacrificavano i loro stessi colleghi, come dimostrano ritrovamenti di resti che hanno confermato queste orribili pratiche finalizzate alla propiziazione della divinità per ottenere in cambio l’aiuto per vincere le battaglie quando si andava in guerra, per ottenere abbondanza di latte e grano o la guarigione di un alto personaggio ammalato[4].

Si narra che San Patrizio, nella sua opera di evangelizzazione dell’Irlanda avvicinandosi a un idolo Crom Cruach, alzasse il bastone pastorale e immediatamente si manifestasse il demonio che abitava nell’idolo di pietra. San Patrizio gli ordinò di tornarsene all’inferno e subito l’idolo cadde faccia a terra mentre le dodici pietre che circondavano l’idolo affondarono nella terra.

Sotto la regia di un druido, poteva avere luogo anche il rito del paiolo, cioè di un pentolone chiamato Gundestrup sul quale gli addetti tagliavano la gola ai prigionieri. Secondo il modo in cui il sangue colava nel paiolo, i druidi traevano i loro presagi e le loro divinazioni.

Era molto diffusa nel mondo celtico anche la divinizzazione degli animali maschi dotati di corna, specialmente dei cervi. La sua rappresentazione prendeva il nome di Cernunno. Negli elementi archeologici giunti fino a noi lo troviamo scolpito anche sui grandi pentoloni di Gundestrup. Cernunno era considerato il dio della virilità, della fecondità, della caccia, della guerra, dell’abbondanza, degli animali, della natura selvaggia ed era particolarmente legato ai cicli della natura e anche della morte e dell’oltretomba.

Oltre a essere una festa principalmente religiosa che si svolgeva nelle modalità sin qui descritte, Samhain era anche un’importante occasione di incontro tra tutte le tribù per discutere su argomenti di interesse comune quali ad esempio, iniziare o non iniziare una guerra, organizzare matrimoni tra gruppi diversi, stilare contratti commerciali. Contemporaneamente si rimpinzavano con noci, carne di maiale, birra o bevande alcoliche.

Dopo aver conosciuto che cosa era e come si svolgeva la festa di Samhain, cerchiamo di capire come sia giunta ai nostri tempi riproposta sotto le mentite spoglie di festa innocente e divertente.

A seguito della scoperta dell’America i primi immigrati irlandesi vi giunsero nel 1621. Trovandosi davanti a un forte presenza di protestanti che li avevano preceduti, i quali avevano abolito molte delle ricorrenze cattoliche, la festa di “Tutti i Santi” per gli immigrati irlandesi si trasformò in una festa di paese, priva di ogni riferimento religioso cattolico, legandosi strettamente ai valori contadini del tempo e finendo per celebrare l’abbondanza dei raccolti.

Questo processo favorì tra gli irlandesi la ripresa dell’antico uso celtico della lanterna, cominciarono a utilizzare non più la rapa ma la zucca assai diffusa sul suolo americano e molto più grande della rapa.

Le diverse comunità irlandesi organizzavano nella festa di “Tutti i Santi” giochi ed eventi pubblici, durante i quali si raccontavano storie di fantasmi, si ballava e si cantava insieme.

Fino alla prima metà del XIX secolo, in America del nord, halloween conservò questa dimensione ludica e aggregativa.

La ritualità dei tempi odierni non era ancora celebrata.

A seguito di una grave carestia sopraggiunta nel 1845 che durò vari anni, dovuta alla distruzione dei raccolti di pomodori e di patate che era la coltivazione su cui allora si reggeva quasi completamente l’economia dell’Irlanda, vi fu intorno al 1850 un nuovo grande flusso migratorio di Irlandesi in America, e tra la fine del 1880 e inizio del 1900, il modo più comune per celebrare la festa di “Tutti i Santi” divenne quello di organizzare party.

«Privata o pubblica, questa festa era presentata come un innocuo momento di svago, anche se, con ingannevoli richiami a un mondo ultraterreno pauroso, la festa cominciò ad assumere una connotazione sempre più esoterica.

Tra le giovani donne in maniera subdola, apparentemente innocente, venne diffusa la credenza che in quella notte fosse possibile, attraverso strani incantesimi, conoscere il nome o l’aspetto del proprio futuro marito»[5].

Per la prima volta nel 1911, un giornale di Kingston (Ontario) pubblicò un articolo nel quale si parlava di alcuni bambini che, travestiti, avevano passeggiato per le vie della città.

A partire dagli anni 30 alcune aziende americane, cominciarono a produrre, su scala industriale, abiti e costumi per halloween, acquistati dai cittadini all’interno dei supermarket e dei negozi per bambini.

I personaggi più utilizzati erano (ma a tutt’oggi sono) vampiri, zombie, lupi mannari, fantasmi, scheletri e streghe.

«Negli anni tra il 1920 e il 1930, la festa divenne sempre più un intrattenimento per tutti; venivano organizzate parate cittadine e spettacoli nelle piazze.

Però mentre si svolgevano i festeggiamenti notturni, iniziarono a verificarsi atti vandalici e furti, che crearono allarme nell’intera comunità.

Per arginare questo fenomeno e far sì che halloween evolvesse in una festa rivolta soprattutto ai giovani passarono alcuni anni.

In seguito al forte incremento delle nascite, avvenuto negli anni 50, gli organizzatori fecero sì che i festeggiamenti si spostassero dalle piazze alle aule scolastiche e alle case private, perché anche i bambini potessero essere massicciamente coinvolti.

Proprio grazie a questa evoluzione della festività, si diffuse negli Stati Uniti l’usanza di mandare i bambini e i ragazzi di casa in casa coinvolgendo in tal modo tutte le famiglie e l’intera comunità alla festa, chiedendo semplicemente di regalare loro dolcetti o caramelle. Ai bambini fu insegnato che quando gli veniva aperta la porta avrebbero dovuto dire trick-or-treat.

Cosa significa trick-or-treat?  Tradotto letteralmente dall’inglese vuol dire “trucco o divertimento” e in italiano è espresso con i termini “dolcetto o scherzetto”: vi è nascosto il significato originario di “sacrificio o maledizione”,[6] che rievoca l’antico obbligo per i Celti di dover lasciare offerte ai sacerdoti druidi nelle notti di Samhain.

Lo “scherzetto”, per coloro che non volevano sacrificare niente dei propri averi, era appunto la maledizione. Alcuni fanno risalire l’espressione trick-or-treat a un’usanza del periodo medievale quando durante la notte di “Tutti i Santi”, i mendicanti, passavano di casa in casa chiedendo offerte. A chi faceva l’elemosina veniva fatta una promessa: “Pregherò per i tuoi defunti!”. Tuttavia l’indole ricattatoria dell’espressione usata: “dolcetto o scherzetto”, rende certo il legame con la prassi minacciosa dei sacerdoti druidi. Senza dubbio, quindi, per il mondo dell’occulto la reale domanda, da molti banalizzata o ignorata, è: “offerta o maledizione?”.

Questa mescolanza di folklore e credenze, religione e superstizione, negli anni è divenuta una delle principali festività statunitensi.

Nasce, così, la falsa “antica tradizione”, a marchio USA!

In realtà, stiamo parlando di una festa che nelle modalità in cui viene celebrata oggi, è abbastanza recente e che, nell’intenzione degli organizzatori, doveva divenire accattivante e coinvolgere il maggior numero di persone possibile.

Un’operazione “paganeggiante” perfettamente riuscita, grazie all’imponente impiego della pubblicità, dei mezzi di comunicazione di massa e alla spinta fornita dagli interessi finanziari di innumerevoli grandi aziende.

Proprio a causa dei crescenti interessi in ballo … i mass-media, ben preparati, sono stati attenti a presentarla come una ricorrenza laica, scevra da qualsiasi elemento religioso, ma non è così.

Il significato è religioso, ma di una religione pagana.

Se questo significato fosse conosciuto in modo chiaro –  essendo un’offerta di prodotti rivolta a bambini e adolescenti, veri protagonisti principali e consumatori finali – vi sarebbe il crollo degli introiti per molte multinazionali in quanto un genitore, se conoscesse tutti i riti sottaciuti, nascosti alla maggior parte della gente, difficilmente sarebbe disposto a regalare maschere orrifiche o mandare in giro di notte i propri figli.

Probabilmente si troverebbe ben poco da “festeggiare”, decretando la fine di questa illusoria celebrazione magico – commerciale»[7].

Ci chiediamo come sia stato possibile che, nel giro di quattro decenni, in un paese di tradizione cattolica come l’Italia, halloween abbia assunto le dimensioni e la popolarità attuali?

In Italia, come in molti altri paesi occidentali, halloween è stato proposto al vasto pubblico principalmente attraverso il cinema.

«Era il 1978 quando nelle sale cinematografiche fu proiettato il film “Halloween – La notte delle streghe”, diretto da John Carpenter.

La trama del film è di per sé paurosa e violenta, carica di una atmosfera cupa e angosciante, incentrata tutta sulla psiche malata di un serial killer, nella città di Haddonfiled, Illinois.

La scena iniziale si apre con una filastrocca che introduce alla macabra atmosfera di halloween:

Malocchio e gatti neri, malefici misteri

il grido di un bambino bruciato nel camino

nell’ occhio di una strega, il diavolo s’annega

e spunta fuori l’ombra: l’ombra della strega!

La vigilia d’Ognissanti han paura tutti quanti:

è la notte delle streghe!

(Chi non paga presto piange!).

Nelle strofe successive, un bambino di sei anni, Michael Myers, accoltella e uccide la sorella maggiore durante la notte di halloween.

Da allora, Michael viene internato in un ospedale psichiatrico sotto l’osservazione dello psicologo Samuel Loomis.

Trascorsi però 15 anni, di nuovo nella notte di halloween, Michael riesce a fuggire e ritorna nella sua città, dove in poco tempo uccide i tre amici di una baby-sitter di nome Laurie.

Quest’ultima, quarta vittima designata, riesce a sfuggirgli grazie al dottor Loomis che dopo aver inseguito e rintracciato il suo ex paziente, riesce a impedire l’assassinio della ragazza, sparando sul folle numerosi colpi di pistola, in direzione del cuore e della testa. Il serial killer, appena colpito a morte, cade dal balcone, ma quando il dottore si affaccia a guardare, il suo cadavere è scomparso.

Quel film ebbe un così grande successo per cui dal 1978 ad oggi ne sono stati prodotti una decina tra sequel e prequel.

Unica costante, comune a tutti, è la descrizione della violenza e del terrore che si scatenano durante la notte di halloween.

Attraverso quel film scellerato, la conoscenza di halloween si è diffusa in modo inarrestabile in tanti Paesi, compresa l’Italia.

Negli anni seguenti l’uscita del film, le grandi multinazionali dell’intrattenimento hanno pensato di spingere ulteriormente l’evento…

I media e le testate giornalistiche hanno evidenziato, in modo martellante, con settimane di anticipo, l’arrivo del fatidico 31 ottobre, notte in cui si è quasi obbligati dall’insistente pubblicità, a dover festeggiare halloween.

Banale dirlo, ma grazie a questa strategia di marketing,  anche in Italia, in pochi anni, halloween si è traformato – da evento misconosciuto qual era  – ad uno degli appuntamenti più noti e seguiti dal pubblico giovanile.

Come, come si sa, i ragazzi – per lo più per inesperienza –  troppo facilmente si lasciano abbindolare, molto facilmente, da ciò che è di moda senza chiedersi se, sotto l’apparenza ludica, non si nasconda, purtroppo, qualcosa di pericoloso»[8].

Il fenomeno mostruoso di halloween a confronto con la bellezza di Dio

Noi sappiamo che Gesù è Dio, ed essendo Dio è la Verità, la Bontà, la Bellezza e la sua Mamma lo riflette pienamente! Guardando la loro bellezza e innamorandosene, non si riesce, se non con una grande difficoltà, a guardare anche per un solo istante halloween.

Halloween di fatto non propone niente di vero, niente di buono e non mostra niente di bello. Di conseguenza non mi sento aiutato ad essere più vero, più buono e a percorrere un cammino di bellezza e questo mi preoccupa dal momento che mi è stato insegnato che è la Bellezza che salverà il mondo. Il papa San Paolo VI quando intervenne al Congresso Mariologico del 1975, affermò, ripetendo quello che altri avevano già detto prima di lui: “Solo la bellezza salverà il mondo”, quindi è vero anche il contrario e cioè che la bruttezza manda il mondo in perdizione anche perché il bello è uno con il buono e con il vero e l’uno si risolve nell’altro. Halloween “imprime quanto meno la bruttezza. E imprimendo nei bambini la bruttezza, il gusto dell’orrido, del mostruoso, del macabro, del demoniaco messo allo stesso livello del bello, li orienta in qualche modo al male. Orientare alla bruttezza vuol dire infatti orientare in direzione opposta a ciò che è buono e a ciò che è vero e quindi orientare in opposizione a Dio perché in definitiva Dio, Gesù Cristo sono l’unico vero, l’unico buono e l’unico bello.

In Paradiso, dove regna la sola bontà, tutto è bello. All’Inferno, dove si respira solo odio, tutto è brutto. I bambini hanno bisogno di bellezza, non di bruttezza, perché hanno bisogno di bontà, non di cattiveria. Ed è quella bellezza che porta a Dio che li aiuta a discernere tra ciò che è buono e ciò che invece è cattivo e porta al nemico di Dio.

Questa è la pericolosità di halloween che mette veramente in una condizione disumana. Pensare di potersi illudere con ciò che è brutto, orrido, macabro, demoniaco e quindi con ciò che è orientato al cattivo e al falso è da folli, soprattutto se questo poi lo si fa nei confronti dei bambini che sono gli esseri umani più malleabili, più vulnerabili, più fragili.

L’atteggiamento nei confronti della festa di halloween per analogia che vale quello che vale, può essere paragonato all’atteggiamento in occasione della festa del Natale. A Natale c’è una minoranza, sempre in diminuzione, che lo festeggia in rapporto a Gesù Cristo, nel desiderio, nella fede, nella memoria e nell’amore per Gesù e c’è una maggioranza, sempre in crescendo che lo festeggia invece nell’aspetto meramente consumistico che con il Natale non c’entrano proprio niente.

Analogamente halloween è caratterizzato da una minoranza in crescendo che lo festeggia intenzionalmente in rapporto a Satana e c’è una maggioranza che lo vive invece come momento di diversione, di evasione, di divertimento. Questi ultimi possono benissimo obiettare: «Ma a me queste cose di occultismo, di satanismo, ecc. non interessano, io non festeggio per questo, lo faccio solo per divertirmi, per me è un carnevale e stop». Nonostante le tante (per così dire) “buone intenzioni” professate, è comunque innegabile che halloween celebri di fatto l’orrido e il macabro, componenti caratteristiche e proprie del mondo oscuro del satanismo e della stregoneria.

Ora questo elemento è tutt’altro che trascurabile perché va a toccare uno dei punti fondamentali dell’essere e del vivere dell’uomo predisponendolo, senza che egli se ne renda conto, all’accoglienza di proposte negative, occulte, esoteriche, favorendo questo indirizzo culturale.

Riporto alcune considerazioni e alcuni esempi pratici che dovrebbero far molto riflettere chi continua, non solo a sostenere che halloween è un gioco innocente, ma persino accusa di oscurantismo chi ne mette in rilievo la forte valenza negativa.

La stregoneria antica e la neostregoneria dei nostri tempi, che si è organizzata addirittura come movimento con il nome di Wicca, per le celebrazioni dei propri riti, segue le stesse date fondamentali che seguiva il mondo pagano celtico[9]. Tra di esse c’è appunto la ricorrenza di Samhain, nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, considerata la festa principale, quella che dà il via al calendario delle celebrazioni, al nuovo anno della magia. Inoltre questo stesso calendario è stato fatto proprio anche dai satanisti. Essi però aggiungono anche tutte le notti tra il sabato e la domenica –  per dissacrare la domenica considerata festa dei cristiani –, le vigilie di numerose feste e memorie cattoliche e le notti che precedono ogni festa, solennità o memoria in onore della Beata Vergine Maria. Sta di fatto comunque che anche per i cultori di satana, la principale festa nel calendario delle celebrazioni, quella che per loro è l’inizio dell’anno satanico, è halloween.

Bisogna poi tener ben presente che molte testimonianze attestano come la ricorrenza di halloween, incluso il periodo di tempo che la prepara, sia di fatto per alcuni giovani, un momento privilegiato di contatto con il mondo dell’occulto attraverso una massiccia propaganda mediatica, soprattutto in rete. Il rischio ulteriore è finire nel giro di realtà settarie o comunque legate al mondo dell’occultismo, con conseguenze anche gravi non solo sul piano spirituale, ma anche sul piano dell’integrità psicofisica.

Che halloween sia un mezzo attraverso il quale viene promossa la conoscenza e la pratica dell’esoterismo tra i piccoli, potremmo portare molti esempi.

Uno fra i tanti è quello che è accaduto lo scorso anno in varie scuole italiane nelle quali è stato proposto questo “gioco” nei giorni che hanno preceduto il 31 ottobre: «Disegnare (con pennarelli cancellabili) un cerchio sul pavimento; disegnare una stella a cinque punte nel cerchio; chiudere le finestre perché non vi sia luce e fare il girotondo con i propri compagni di classe. A chi gira la testa perde. Quando uno si ferma, prima di rigiocare deve ripetere in coro la filastrocca: Periculum in mora, periculum in mora”». Il cerchio con la stella a cinque punte, il gesto di girare intorno al cerchio tenendosi per mano, pronunciare determinate parole in una lingua sconosciuta (certamente il latino per i bambini delle scuole elementari è sconosciuto), sono tutti elementi tipici dei rituali della stregoneria. In particolare le parole: “Periculum in mora, periculum in mora” vogliono significare: “pericolo/danno da ritardo” come a dire: “C’è un danno, ci sia un male se non riprendiamo a fare il girotondo”. E da chi dovrebbe venire questo danno? Dalle “entità evocate”. I bambini sono quindi iniziati inconsapevolmente a un rito di stregoneria.

Mentre assistiamo – in varie nazioni di antica cristianità, tra cui l’Italia – al tentativo ricorrente di eliminare i Crocifissi dai luoghi pubblici e, in prossimità del Natale, addirittura al divieto di allestire nelle scuole il Presepe e di rappresentare il messaggio spirituale del Natale (o comunque alla proibizione di nominare il nome di Gesù durante le recite natalizie, quasi fosse una bestemmia), nelle medesime strutture scolastiche spesso si promuove o più precisamente si impone e si celebra halloween che, come abbiamo dimostrato, ha le sue radici in una religione pagana, con una componente altamente nefasta e funesta. Nella sua ritualità, infatti, erano introdotti non solo sacrifici di animali, ma anche di esseri umani.

Un altro esempio che vi porto è dei giorni scorsi. In una scuola di prima elementare, la maestra di italiano ha consegnato a tutti i bambini un foglio sul quale ha stampato una poesia. Ha invitato i bambini a incollare sul quaderno quel foglio e poi a imparare a memoria la poesia. La mamma di uno di quei bambini, che fa un cammino di fede, quando si è visto arrivare a casa suo figlio con quella poesia sul foglio incollato sul quaderno, ha deciso di non mandare il bambino a scuola il 31 ottobre, giorno in cui la maestra di italiano avrebbe chiesto ai bambini di declamare la poesia. Il testo è il seguente:

Filastrocca della paura

Nel bel mezzo della notte oscura

Ecco senti arrivare la paura.

Le ombre sulle pareti sono mostri orribili.

Sotto le coperte vedi figure terribili.

Alla porta del tuo cuore comincia a bussare.

Forza, chiudi gli occhi e lasciala andare.

Lasciati guidare dai pensieri vellutati.

Fatti cullare dai sogni zuccherati.

Inclina poi la testa di qua e di là.

Vedrai che la paura presto svanirà.

Passiamo a Foggia. Sentite che annuncio alcuni giorni fa è stato dato circa un nuovo spettacolo teatrale de “Il Teatro della Polvere”.

«Invitiamo voi, anime sensibili, coraggiose e vicine all’occulto a partecipare al nostro rituale (nella speranza che tutto vada per il meglio). Lo spettacolo va in scena il 31 ottobre e il 1° novembre ed è riservato a 15 spettatori alla volta. Tre repliche previste, con ingressi alle ore 20.00, 21.00 e 22.00. Così viene descritto dagli organizzatori: una presenza infesta il Teatro di via Nicola Parisi. Ha una storia da raccontare. In cerchio, dita contro dita, si cercherà di rievocare lo spirito per conoscere la sua storia. Quale terribile segreto nasconde? Ma le cose prendono un’altra piega e, insieme a lui, altre anime inquiete si manifesteranno, ognuno con la propria verità, per dare voce e corpo alla storia della protagonista di una antica leggenda foggiana.

“La seduta spiritica nasce da due desideri: il primo è d’interagire col pubblico e dar loro modo di modificare e partecipare direttamente alla storia; il secondo è quello di diffondere un po’ della nostra cultura popolare antica” spiega la regista Anna Laura d’Ecclesia. Una storia orrorifica inedita, ma con qualche traccia del passato, che possa lasciare nei cuori dei nostri spettatori un’impronta di quello che siamo e che siamo stati, e che, seppur morti, hanno ancora molto da dire, da rimpiangere e da sognare. I deboli di cuore e di spirito si tengano lontani, per la loro tranquillità: invitiamo solo anime forti e rispettose”, conclude. “Gli spiriti non vanno mai disturbati, bensì aiutati a trovare la pace. E il nostro pubblico li condurrà verso la luce, in un modo o nell’altro”. Gli spettacoli saranno riservati ai soli soci del Teatro della Polvere (per partecipare è necessario tesserarsi). Prenotazione obbligatoria».

Per i cultori del maligno è motivo di grandissimo compiacimento che le menti e i cuori di tanti bambini, adolescenti, giovani e di non pochi adulti, anche se per gioco e divertimento, nei giorni e nelle settimane di ottobre che precedono il 31 ottobre, siano messi in collegamento con questa religione pagana senza che ne siano consapevoli e che quindi siano messi in comunione nel medesimo tempo con l’irrisione beffarda che il nemico del genere umano ispira alle menti degli uomini nei confronti del momento più importante e decisivo dell’esistenza di un essere umano che è quello del suo trapasso.

Pochi sanno, inoltre, che i cultori di Satana, nei perversi riti da essi realizzati in suo onore, in tutto il mese di ottobre e nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, considerano donate a loro le “energie” di tutti coloro che, sia pure per gioco, stanno evocando il mondo delle tenebre. Per i seguaci del maligno è motivo di grande soddisfazione che tanti bambini, adolescenti, giovani e adulti, nel mese di ottobre e nella notte tra il 31 e il 1° novembre siano orientati non alla meravigliosa luce e bellezza di Dio, ma in qualche maniera al mondo del male. I seguaci del maligno sono convinti che in tal modo si rafforza il potere di satana nella società e in essi stessi.

Questo non vuol dire che quelli che festeggiano halloween avranno certamente tutti delle esperienze di particolare disturbo da parte del demonio, ma potrebbe renderli più vulnerabili nei confronti della sua attività straordinaria qualora fossero coinvolti in autentici rituali come sedute spiritiche o il “gioco” del girotondo intorno a un cerchio e una stella tracciati sul pavimento al buio e dicendo nel medesimo tempo determinate parole in latino come precedentemente descritto. Circa questi rischi, uno psicoterapeuta cattolico con il quale ho condiviso alcune considerazioni su halloween, mi ha scritto: «Grazie, carissimo padre Francesco, delle condivisioni, che personalmente vorrei portare nelle scuole (primarie e secondarie) dove, sicuramente, c’è più bisogno di sensibilizzare gli insegnanti/educatori e gli stessi genitori, i quali a volte sottovalutano tale fenomeno addirittura minimizzandolo. Sono convinto che ci dobbiamo spendere di più per contrastare questa pericolosissima deriva, che miete molte vittime, soprattutto tra i giovani. Io stesso come medico ho visto dei disturbi psichici, anche gravi, insorti dopo la partecipazione a festicciole, dove per superficialità (dabbenaggine!) e ignoranza si incorre in pratiche di divinazione, aprendo la strada all’attività demoniaca straordinaria. In alcuni casi particolari, avvenuti nelle scuole pubbliche durante l’orario di lezione (incredibile dictu) ho sollecitato i genitori a sporgere denuncia al Provveditorato».

Don Aldo Buonaiuto, animatore generale del Servizio Anti Sette dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, da anni schierato con decisione nel combattere il fenomeno halloween, in un articolo sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019 dal titolo: “Halloween attenzione alle zucche vuote”, ha dichiarato:

«… Per gli operatori delle tenebre non importa la consapevolezza di chi si presta a questa mascherata. Per loro, cosciente o no, chiunque partecipi direttamente o indirettamente alle celebrazioni di oscure presenze, minimizzate sotto mentite spoglie, corrisponde pur sempre a una vittoria del maligno al quale si rende onore pur senza (spesso) saperlo. …

Facciano attenzione i genitori a quale porta bussano i loro figli. E i mass media riflettano su quali messaggi diffondere prima di dover piangere vittime e feriti di rituali satanici e di giochi horror come quello giustamente sventato dalle forze dell’ordine alla periferia di Milano. … Nelle città da secoli si prega nei Santuari per la “buona morte”, al contrario halloween si fa gioco (con la scusa di esorcizzarlo) del senso sacro e del passaggio alla vita eterna.

E così è tutto un rimbalzare multi-mediatico di vampiri, zombi, pipistrelli, mostri e fantasmi, come se tra il mondo e l’aldilà esistessero e andassero omaggiate delle figure a loro modo metafisiche che, sotto sembianze di spiriti, turbano i sogni e la vita delle “persone perbene”. Insomma per duemila anni sono bastati i Santi e gli Angeli custodi, adesso c’è bisogno, per qualcuno ben informato, delle banalità volgari e diaboliche di una falsa ricorrenza creata e propagandata a uso e consumo del più squallido consumismo di riporto.

Quando si parla di crisi educativa, si immaginano edifici scolastici fatiscenti e abbandono delle aule. Eppure a forza di rendere liquido il pensiero corrente, si finisce per trasformare le nuove generazioni in spugne che assorbono tutto il veleno prodotto dagli adulti. La zucca va bene per cucinare il risotto, per favore in testa mettiamo le buone idee»[10].

In un altro articolo su halloween, pubblicato il 30 ottobre 2019 dall’Agenzia SIR della Conferenza Episcopale Italiana, don Paolo Morocutti, docente di psicologia generale e di teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore ed esorcista ha tra l’altro dichiarato: «Del resto, è tipicamente diabolico minimizzare, declassare e ridicolizzare un fenomeno additandolo come innocuo quando invece non lo è affatto. Tutto ciò richiama la comunità cristiana ad affrontare un serio allarme educativo, una vera e propria battaglia, e l’arma principale è l’evangelizzazione delle coscienze per ripristinare, soprattutto nei giovani, un umanesimo cristiano votato alla cultura del bello e del vero»[11].

Si consideri poi il fatto assai inquietante registrato in alcune zone del mondo dove all’avvicinarsi di halloween vengono costantemente segnalate misteriose scomparse nel nulla di bambini, segno evidente che vengono rapiti per essere poi sacrificati nei riti satanici della notte di halloween da parte di alcuni che vogliono imitare, replicare e continuare i sacrifici umani del mondo pagano celtico per ingraziarsi gli spiriti maligni nei propri affari. Attenzione: non sono solo satanisti a realizzare tali nefandi riti, ma anche persone che non sono direttamente coinvolte nel giro del satanismo. E tali infami ed efferati delitti sono “protetti”, per così dire, da grandissime misure precauzionali, tanto che la possibilità, per coloro che li mettono in atto, di essere colti in flagrante sono molto ridotte. Essi infatti si sentono salvaguardati dalla copertura scrupolosissima di persone situate in posizioni di altissima autorità e potere nella società. Questo è il motivo per cui tali atroci delitti, a differenza di quelli commessi dal satanismo improvvisato giovanile, non vengono mai scoperti e non giungono mai alla ribalta dei mass-media.

Senza dire poi delle gravidanze nascoste e preordinate in modo che il parto avvenga proprio quella notte. In alcune sette i bambini nel grembo materno, con il consenso della mamma da tempo preparata dai capi e da altri membri della setta, vengono tirati fuori con taglio cesareo e offerti al demonio durante il rito in suo onore.

In occasione di halloween sono inoltre sempre più segnalate manifestazioni volutamente e gravemente offensive nei confronti della fede cristiana, come ad esempio quel che è avvenuto in una grande discoteca di Roma dove è stato esibito per tutta la notte di halloween un fantoccio che rappresentava un sacerdote con clergyman e colletto bianco, appeso per i piedi, con la testa in giù. Su internet inoltre si possono acquistare – in prossimità della festa di halloween – vestiti di suora macchiati di sangue e corredati da crocifissi, stole, casule e abiti sacerdotali strappati, associati a maschere di volti di sacerdoti simili a quelli di zombi.

Lo scorso anno su un quotidiano laico, che è il più venduto in Italia, un sacerdote aveva scritto un lungo articolo nel quale attaccava in un modo virulento e ingiusto i sacerdoti che mettono in evidenza la valenza negativa della festa di halloween accusandoli di oscurantismo e addirittura di essere fomentatori della religione della paura. Alla luce di quanto abbiamo sin qui illustrato, la religione della paura non è certamente identificabile in chi mette in rilievo la valenza negativa di halloween, ma nell’esoterismo e in tante religioni pagane che oggi tornano in auge, mascherate –  come nel caso del fenomeno halloween – da una «malefica alleanza tra consumismo e fascinazione dell’occulto»[12].

Ebbene il giorno dopo la pubblicazione di quell’articolo si venne a sapere che nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre in una chiesa della stessa città dove risiedeva proprio quel sacerdote, era accaduto un fatto gravissimo, documentato con tanto di foto scattate durante la serata.

La Curia di quella città aveva affidato a un’associazione alcune chiese cosiddette museali, cioè chiese aperte al culto solo la domenica, e che negli altri giorni della settimana sono aperte a visite culturali. Quell’associazione aveva il compito di organizzare le visite.  Ebbene i responsabili di quell’associazione, senza ovviamente preavvisare né la Curia né il rettore di quella chiesa, organizzarono la festa di Halloween in una di quelle chiese. Le immagini che vi sto per mostrare sono eloquentissime, parlano da sole. Lo stesso quotidiano che aveva riportato l’articolo del sacerdote favorevole ad Halloween, non fece parola alcuna della dissacrazione e profanazione di quella chiesa e il sacerdote si guardò dal bene dal commentare nei giorni seguenti il fatto sui giornali.

Ci chiediamo davanti a queste manifestazioni della festa di halloween in cui si giunge a profanare e dissacrare una chiesa aperta al culto, chi sono i veri oscurantisti? Quelli che mettono in comunione i bambini e le nuove generazioni con la bellezza, la bontà e la verità di Dio che si contempla nei Santi oppure piuttosto coloro che insegnano loro, sotto forma di gioco, le oscure pratiche del rinascente mondo celtico pagano e del mondo dell’esoterismo e della stregoneria e giungono persino a farlo profanando le chiese cattoliche?

Chi sono i veri oscurantisti: coloro che preferiscono investire sulla bellezza del messaggio cristiano, degli eroi di Dio e fanno conoscere alle nuove generazioni i grandi benefattori dell’umanità che sono i Santi, la vita e le opere meravigliose da essi compiute, oppure coloro che addestrano le nuove generazioni alla cultura della morte, dissacrano i simboli della fede cristiana, esaltano le tenebre e il male?

Chi sono i veri oscurantisti? Quelli che invitano a ispirarsi agli esempi dei Santi, ad affidarsi alla loro fraterna e amorevolissima intercessione presso Dio, conducono i ragazzi e i giovani nei luoghi dove quei Santi sono vissuti o dove sono custoditi i loro resti mortali oppure coloro che offuscano le menti delle nuove generazioni con un grigio che fa sembrare tutto innocuo?

Il dovere dei genitori, degli educatori, dei mass media cristiani e di noi sacerdoti è quello di impegnarci intensamente nelle parrocchie e nelle scuole affinché emerga l’evidente componente anticristiana di questo fenomeno, senza il timore di essere etichettati come bigotti ma avendo sempre come bussola del proprio agire quotidiano il radicamento nella Verità. E nel medesimo tempo valorizzare la festa di Tutti i Santi, così come la luce è la bella alternativa al buio: rilanciare tra le nuove generazioni gli splendidi volti dei Santi invece delle orride maschere degli zombie.

E’ consolante e riempie il cuore di gioia il fatto che nella sera e nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre in alternativa ad halloween, sempre più parroci organizzino iniziative varie, quali veglie di preghiera nelle chiese, processioni dei Santi, rappresentazioni della vita dei Santi nelle sale parrocchiali, ore di adorazione del Santissimo Sacramento in riparazione e varie altre proposte orientate alla sensibilizzazione cristiana della celebrazione della festa di Tutti i Santi in particolare tra i bambini e i giovani, riparando e sostituendo l’aberrante esaltazione e celebrazione dell’occultismo e del demoniaco proposto da halloween.

La storiella di Jach o’lantern

L’usanza di tagliare una zucca a forma di faccia spaventevole lungo il tempo si è legata anche a una storiella, quella di Jack o’lantern, detto anche Jack il tirchio. Questi era un fabbro irlandese imbroglione che passava le giornate al pub a giocare a dadi, senza mai impegnarsi in qualcosa, nella vita, che fosse a fin di bene. Un giorno giunse persino a vendere l’anima al diavolo per pagare i suoi debiti di gioco.

Quando, tempo dopo, venne il diavolo a reclamare quanto gli spettava di diritto, Jack chiese al diavolo di poter bere un ultimo bicchiere, e poiché, come sempre, non aveva soldi, il diavolo accettò di trasformarsi in una moneta per permettergli di pagare. Jack, anziché ordinare da bere, ripose velocemente la moneta nel borsello, insieme ad una croce d’argento che impediva al demonio di ritrasformarsi. Fu con questo astuto trabocchetto che riuscì ad ingannarlo e costringerlo a scendere a patti. Ottenne di poter vivere per altri 10 anni. Sprecò, però, tutto il suo tempo nella solita dissoluta vita, e quando, trascorsi due lustri, il diavolo venne di nuovo, Jack gli chiese di salire per lui su un albero e raccogliergli un’ultima mela da mangiare prima di morire, poi lo bloccò sulla pianta incidendo una croce nella corteccia. Con questa ulteriore astuzia ottenne di essere lasciato in pace dal diavolo, che promise di rinunciare per sempre alla sua anima. Alla morte naturale, che inevitabilmente sopraggiunse, si presentò alle porte del paradiso, ma San Pietro non poté lasciarlo entrare, perché in tutta la vita non aveva mai fatto una sola cosa onesta o caritatevole. Venne, di conseguenza, spedito all’inferno, dove il diavolo, tenendo fede al patto con lui stipulato tempo addietro e risentito degli inganni subiti, non volle accettarlo dicendogli di tornarsene da dove era venuto.

Jack sarebbe stato costretto a vagare per sempre alla ricerca di un luogo che lo ospitasse per l’eternità, ma la strada era buia quindi chiese almeno una luce per vedere il proprio cammino Il diavolo gli gettò un tizzone ardente. Jack lo infilò in una rapa per farne una lanterna. Da allora egli vaga per il mondo con quella lanterna ricavata da una rapa.

Da tale storiella risale la tradizione di costruire lanterne ricavate inizialmente dalle rape successivamente sostituite da zucche. Come accennato in precedenza, dopo l’immigrazione negli anni seguenti al 1846 degli irlandesi in America a seguito della gravissima carestia del 1845-1846, essi cominciarono a usare zucche che sul suolo americano – oltre che più facile da reperire rispetto alle rape – sono anche più morbide e comode da intagliare.

La leggenda di Jack ò lantern si pensa sia nata a seguito dell’antica usanza sull’isola irlandese di porre sulla soglia delle case rape illuminate a mo’ di faccia orribile per non far avvicinare le anime erranti cattive e gli spiriti maligni.  Esse sarebbero quindi servite anche per incutere timore e cacciare via l’anima vagante di Jack o lantern che in quella notte si avvicinava alle case.

 

La commemorazione di Tutti i Defunti il 2 novembre

La commemorazione di “Tutti i Defunti” –  il giorno dopo la festa di “Tutti i Santi”  –   si impose da sé, quando il popolo di Dio, spontaneamente iniziò a ricordare i propri defunti il giorno seguente quello di “Tutti i Santi”.

L’istituzione ufficiale della Commemorazione dei Defunti è dovuta all’abate di Cluny, San Odilone, verso la fine del secolo X, dapprima nei monasteri francesi cluniacensi e in seguito in tutta l’Europa cattolica. Secondo lo storico Bérault Bercastel[13], il Santo fu spinto da una rivelazione:

«Ecco come la cosa è riferita dagli storici: mentre il santo abate governava il suo monastero in Francia, viveva un pio eremita in una piccola isola sulle coste della Sicilia. Un pellegrino francese che ritornava da Gerusalemme, da una tempesta fu gettato su quello scoglio. L’eremita che andò a visitarlo, gli domandò se conosceva l’abbazia di Cluny e l’abate Odilone. “Certamente, rispose il pellegrino, li conosco e mi glorio di conoscerli; ma voi, come li conoscete? E perché mi fate questa domanda?”. “Odo spesso, replicò il solitario, gli spiriti maligni lamentarsi delle pie persone che, con le loro preghiere ed elemosine, liberano le anime dalle pene che soffrono nell’altra vita; ma particolarmente si lamentano di Odilone, abate di Cluny, e dei suoi religiosi. Quando dunque sarete arrivato nella vostra patria, in nome di Dio vi prego a esortare quel santo abate e i suoi monaci a raddoppiare le loro buone opere in favore delle povere anime”.

Il pellegrino si recò all’abbazia di Cluny e fece la sua commissione. Perciò sant’Odilone ordinò che in tutti monasteri del suo istituto, ogni anno si facesse, il giorno dopo “Tutti i Santi”, la commemorazione di “Tutti i Fedeli Defunti”, sin dalla vigilia recitando i Vespri dei Defunti e l’indomani il Mattutino, suonando tutte le campane e celebrando per i Defunti una Messa solenne. Si conserva ancora il decreto che, nell’anno 998, fu fatto a Cluny, tanto per quel monastero quanto per tutti gli altri (monasteri) dipendenti»[14].

La missione assunta da Odilone nella Chiesa venne specificata da papa Benedetto VIII che, nella Bolla papale del 1° settembre 1016, così la descrive: «Servire Iddio, permettere di aderire a Dio, pregare, celebrare la Messa per i vivi e defunti, prender cura degli ospiti e dei poveri, fare l’elemosina»[15].

La festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, apparve per la prima volta, nell’Ordo Romanus[16] del XIV secolo; venne poi definitivamente rinominata: Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum (Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti) solo qualche secolo più tardi.

[1] “Halloween attenzione alle zucche vuote”, articolo di don Aldo Buonaiuto sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019.

[2] La festa di Imbolc che significa in grembo, riferito alla gravidanza delle pecore, si celebrava l’1 febbraio. Imbolc era una festa legata alle pecore da latte e all’allungamento della durata della luce del giorno e per indicare tale allungamento della luce era tradizione accendere lumini e candele. In quella festa veniva celebrata anche una dea chiamata Brigid. La festa di Beltane, il fuoco luminoso, associato alla divinità, Belenus, dio del sole e della guarigione, celebrava il momento della semina tra fine aprile e i primi di maggio. La festa del dio Lugh detto anche Lughnasadh o Lammas si celebrava tra fine luglio e i primi di agosto corrispondeva al momento del raccolto (leggi anche la nota n. 9).

[3] Lingue celtiche parlate nelle isole britanniche.

[4] Il 1° agosto 1984 a Lindow Moss, nella contea di Cheshire (pronuncia: Cesciair) venne ritrovato il corpo mummificato di un uomo. Gli studi scientifici hanno stabilito che quell’uomo era morto intorno al II secolo a.C. e che all’epoca della morte doveva avere tra i venticinque e i trent’anni. Di peso medio e dotato di una corporatura massiccia, sebbene priva della muscolatura accentuata tipica dei guerrieri, aveva le mani lisce, non callose, di chi apparteneva ad un’alta classe sociale. Se il corpo offriva vari indizi riguardo alla vita di quell’uomo, straordinaria fu la prova delle modalità della sua morte. Portava infatti evidenti i segni di un assassinio rituale. Sul suo corpo non vi erano tracce di lotta, e gli studiosi conclusero che era stato tramortito con due colpi in testa ed in seguito dissanguato con un’incisione alla carotide. Sino al momento della sua orribile morte, aveva goduto di perfetta salute. In base allo studio dei suoi resti si ritiene che sia un druido, quindi un membro della casta sacerdotale pagana dei Celti, la quale presiedeva alla vita spirituale, intellettuale e rituale del popolo, praticava sacrifici umani durante le cerimonie religiose. I resti di cibo rinvenuti nello stomaco di quell’uomo hanno con grande probabilità a che fare con tali cerimonie. Gli scienziati hanno infatti verificato che l’ultimo pasto di quell’uomo fu un pezzo carbonizzato di focaccia d’orzo, il cibo tradizionalmente consumato durante le feste celtiche in onore dell’avvento della primavera (Beltane). Secondo un’antica usanza celtica, a tutti i presenti veniva distribuita una porzione di una speciale focaccia d’orzo; una di queste porzioni era carbonizzata, e chi la riceveva era destinato ad essere sacrificato agli dei.

[5] Cfr. Aldo Buonaiuto, Halloween. Lo scherzetto del diavolo, Ed. Sempre, 2015, pag. 48.

[6] Qualche variante di traduzione per i termini Trick e Treat sono i seguenti: «Trick: inganno, stratagemma, trucchetto, raggiro, trappola, segreto». «Treat: piacere, delizia, offerta, trattamento, regalo, cura».

[7] Il lungo testo, riportato tra le virgolette, è desunto con alcuni liberi adattamenti dal volume: Aldo Buonaiuto, Halloween. Lo scherzetto del diavolo, Ed. Sempre, 2015, pag. 48-50».

[8] Il lungo testo, riportato tra le virgolette, circa il film “Halloween – La notte delle streghe”, è desunto con alcuni liberi adattamenti e alcuni tagli dal volume: Aldo Buonaiuto, Halloween. Lo scherzetto del diavolo, Ed. Sempre, 2015, pag. 52-55».

[9] Nella stregoneria antica e odierna si segue il calendario celtico. Le feste vengono però distinte in sabbat ed esbat. I sabbat sono dedicati al principio maschile della divinità e si svolgono in tempi diversi secondo la posizione del sole rispetto alla terra. Anche se legati alle fasi solari si svolgono di notte e raccontano la vita della dea e del dio secondo il seguente ordine: Samhain (notte tra il 31 ottobre e il primo novembre); Yule (notte tra il 20 e il 21 dicembre, solstizio d’inverno); Imbolc (notte tra l’1 e il 2 febbraio); Ostara (notte tra il 20 e il 21 marzo, solstizio di primavera); Beltane (notte tra il 30 aprile l’1 maggio); Litha (notte tra il 20 e il 21 giugno, solstizio d’estate;  altri preferiscono la notte tra il 23 e il 24 giugno detta anche notte di San Giovanni); Lughnasadh (notte tra il 31 luglio e il 1° agosto); Mabon (notte tra il 20 e il 21 settembre). I riti svolti nei solstizi sono considerati sabbat maggiori, gli altri minori. Gli esbat sono dedicati al principio femminile della divinità e si svolgono quando c’è la luna piena, ogni 28 giorni. Secondo le fasi lunari dell’anno possono essere quindi dodici o tredici. Viene festeggiata la dea di cui la luna è un simbolo. Il mese lunare è composto di 28 giorni, durante i quali la luna assume quattro fasi: luna nuova, luna crescente, luna piena, luna calante. Vi sono riti legati a ogni fase lunare, tuttavia si ritiene che nelle notti di luna piena l’“energia” emanata dalla luna sia maggiore ed in genere si svolgono i riti magici per ottenere cose considerate più urgenti o importanti.

[10] “Halloween attenzione alle zucche vuote”, articolo di don Aldo Buonaiuto sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019. Per leggere l’intero articolo vai sul link: https://www.interris.it/editoriale/halloween–attenzione-alla-zucche-vuote

[11] https://www.agensir.it/chiesa/2019/10/30/halloween-don-morocutti-esorcista-fenomeno-culturale-ambiguo-al-servizio-del-male/

[12] “Halloween attenzione alle zucche vuote”, articolo di don Aldo Buonaiuto sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019.

[13] Antoine-Henri Bérault Bercastel, nato a Briey (Meurthe-et Moselle) il 20 novembre 1722 e morto a Noyon (Oise) nel 1795, è un religioso, storico della chiesa e poeta francese.

[14] M. Abbè Berault-Bercastel, Histoire de l’Eglise, Toulouse, 1809, J.B. Broulhiet éditeur.

[15] L. Tomassetti et Collegii adlecti Romae virorum s. theologiae et ss. canonum peritorum, Bullarium Romanum (Tomi XXIV), Augustae Taurinorum: Seb. Franco, H. Fory et Henrico Dalmazzo editoribus: [poi] A. Vecco et sociis, 1857-1872.

[16] L’insieme dei vari riti e cerimonie papali della Chiesa Cattolica.

Halloween. Don Morocutti (esorcista): “Fenomeno culturale ambiguo al servizio del male”

da Agenzia SIR  (Fonte)

Intervista di Giovanna Pasqualin Traversa

Torna la notte delle zucche e delle streghe, ma l’esorcista don Paolo Morocutti mette in guardia dalla sua apparente innocuità: “È un inno al macabro legato ad un movimento esoterico e anticristiano”. Per i satanisti “è la notte con il più alto tasso di profanazione dell’Eucaristia”. Di qui il monito: “Ascoltate gli esorcisti”.

Come ogni anno, torna puntuale Halloween e mentre molti negozi si addobbano di zucche, nelle vetrine delle pasticcerie appaiono dolcetti a forma di zucca, piccole tombe, streghe e scheletrini dondolanti, mentre ristoranti e locali offrono cene e serate a tema. Solo un formidabile fenomeno commerciale – secondo Confesercenti sono oltre 17 milioni gli italiani coinvolti in un business che sfiora i 260 milioni di euro – o dietro la notte delle zucche e delle streghe si nasconde qualcos’altro? Lo abbiamo chiesto a don Paolo Morocutti, docente di psicologia generale e di teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore ed esorcista della diocesi suburbicaria di Palestrina, che premette: “Ogni modello culturale scaturisce da un dato antropologico concreto e trova applicazione nella vita degli individui determinando stili di vita e comportamento. Un modello culturale che inneggia alla morte e alla bruttezza non può che essere nocivo perché

l’animo umano è per sua natura votato alla bellezza”.

Ma questa vocazione al bello è esclusivamente prerogativa del pensiero cristiano?

No, fa parte da sempre del patrimonio del pensiero antropologico universale. Dalla cultura classica all’esistenzialismo di Jean-Paul Sartre fino al pensiero del filosofo ebreo Levinas – per citare alcuni grandi filosofi del ‘900 – troviamo sottinteso questo costitutivo bisogno di bellezza. E se il bello giova all’animo umano, ciò che è tenebroso lo distoglie dalla sua vocazione.

Halloween è un inno al macabro e alla dissacrazione del senso della vita.

Qual è l’errore che si compie nella comprensione di questo fenomeno?

Quello di contrapporre la realtà culturale a quella spirituale; ed è un errore gravissimo perché sono due rovesci della stessa medaglia. Per condurre la sua opera di seduttore delle coscienze, il maligno deve trovare uno spazio antropologico attraverso il quale agire sull’uomo e sui suoi comportamenti. Per lui la via migliore è agire sui modelli culturali, facendo sembrare buono ciò che non lo è e facendo sembrare cattivo ciò che in realtà è buono.

Il fenomeno “Halloween” non deve essere un pretesto per contrapporre cultura e fede, ma deve piuttosto aiutare a ripristinare il necessario dialogo fede-cultura per fare luce su ciò che è veramente utile allo sviluppo di un umanesimo integrale e combattere questa cultura malata. Occorre vigilare seriamente sui modelli culturali perché siano per l’uomo e non contro di lui.

don Paolo Morocutti

In concreto, dunque, che cosa fare?

Nello specifico, i cristiani e la Chiesa si devono mettere in serio ascolto soprattutto di coloro che sono chiamati dalla Chiesa stessa, con un mandato e una preparazione specifica, ad approfondire e interpretare questi fenomeni. Mi riferisco ai presbiteri esorcisti che hanno ricevuto dai propri vescovi questo mandato. L’Associazione internazionale esorcisti alla quale appartengo è più volte intervenuta in questi ultimi anni per spiegare che a questo fenomeno è legato un vero e proprio movimento esoterico e anticristiano.

Occorre ovviamente fare le opportune distinzioni. Un conto è l’adolescente che inconsapevolmente si presta ad un modello culturale sbagliato che veicola messaggi subliminali incompatibili con la fede cristiana; un conto sono le organizzazioni esoteriche o addirittura legate al culto di satana che in questi giorni operano ogni genere di blasfemia e profanazioni. Evidentemente in entrambi i casi si deve intervenire con decisione, ma è chiaro che si tratta di situazioni diverse, seppur collegate tra loro dal sottile filo che il maligno tesse instancabilmente per veicolare messaggi sbagliati e contrari alla fede cristiana.

Sembra che qualche parrocchia metta a disposizione i propri locali: che ne pensa?

Lo trovo irragionevole, incomprensibile e profondamente sbagliato. Si tratta di una festa che in realtà festa non è e non ha nessun messaggio neutrale o innocuo. La solennità di Tutti i Santi è stata quasi del tutto soppiantata da questa nuova festività del macabro e quello che è più triste è vedere come alcune delle nostre comunità cristiane si prestino a questo degrado culturale e spirituale. Come cristiani siamo chiamati ad annunciare il bello e il buono della vita che per noi si è fatta pienamente visibile in Gesù di Nazareth, non ad aprire le porte alla cultura e all’esaltazione del macabro e della morte.

Come comprendere se una cultura è al servizio del male?

Per poter emettere un giudizio positivo ed equilibrato su questo fenomeno occorre saperlo interpretare e per fare questo si devono ascoltare coloro che hanno gli strumenti per farlo. Ancora una volta vorrei tornare sull’importanza del ruolo pedagogico ed educativo degli esorcisti i quali sono concordi nel rilevare come questo fenomeno sia strettamente legato al mondo dell’occulto e dell’adorazione a satana. I dati forniti dal ministero dell’Interno sulla presenza di sette di ispirazione satanica nel nostro Paese sono impressionanti. Culmine poi di questo fenomeno legato al culto di satana è la profanazione delle specie eucaristiche che trova nella notte di Ognissanti un vero e proprio apice rituale. Ogni esorcista sa bene per esperienza che questa è la notte della profanazione.

Inoltre, non solo la notte di Ognissanti, ma l’intero periodo che la precede costituisce un tempo privilegiato nel quale molti giovani entrano in relazione con il mondo dell’occulto attraverso una massiccia propaganda mediatica, soprattutto in rete. Un “bombardamento” tale che non si è più in grado di discernere ciò che è solamente di cattivo gusto da ciò che può essere davvero pericoloso. Del resto, è tipicamente diabolico minimizzare, declassare e ridicolizzare un fenomeno additandolo come innocuo quando invece non lo è affatto. Tutto ciò richiama la comunità cristiana ad affrontare un serio allarme educativo, una vera e propria battaglia, e l’arma principale è l’evangelizzazione delle coscienze per ripristinare, soprattutto nei giovani, un umanesimo cristiano votato alla cultura del bello e del vero.

Halloween, attenzione alle zucche vuote

di don Aldo Bonaiuto

C’è la malefica alleanza tra consumismo e fascinazione dell’occulto dietro il fenomeno sempre più irrazionale e dilagante di halloween. Persino negli ambienti più insospettabili alligna la tentazione di legittimare una usanza pagana e contraria alle nostre radici storico-religiose con una sbrigativa equazione: “halloween uguale Ognissanti”. In realtà basta risalire alle sue origini celtiche per sgomberare il campo dagli equivoci: halloween non ha proprio nulla di cristiano, (anche se qualche finto sapiente equivoca, forse volutamente, persino l’etimologia confondendola con il reale significato), anzi la sua radice rimanda alle festività demoniache celebrate in varie parti del mondo da entità occulte che ne hanno fatto il loro “capodanno” blasfemo. Invece di accendere una candela come si fa nella festa dei Santi, halloween festeggia ciò che di più tragico si possa immaginare e cioè l’incombere sull’umanità delle forze del male che vogliono spegnere proprio quella luce che Cristo ha portato sulla terra.

Vetrine, finestre degli asili e delle scuole, sono ricolme in questi giorni di raffigurazioni fintamente innocue di cadaveri deturpati, pagliacci horror, persino teschi insanguinati, in una macabra esaltazione della civiltà di morte. Addirittura, forse per sembrare al passo con i tempi, arrivano via whatsapp gli inviti per festicciole in istituti, palestre, fast food nei quali si mette “scherzosamente” in preventivo che possano accadere imprevisti, fuoriprogramma, visite di entità sovrannaturali. Ma cosa ci è successo? Invece di valorizzare ciò che di meglio la nostra cultura, la nostra fede e anche la nostra storia dell’arte hanno prodotto in duemila anni al cospetto e su ispirazione della santità, ci siamo ridotti a scimmiottare una pessima versione del paganesimo che mescola fantasy, new age, satanismo, spiritismo e la più volgare ricerca di guadagno consumistico. Come dire, tutto va bene purché si riempiano i negozi di gadget, dolciumi e regali per una festa che tale non è. Altro che “dolcetto o scherzetto”, di fatto per il mondo dell’occulto la reale domanda, da molti banalizzata o ignorata, è: offerta o maledizione?

Per gli operatori delle tenebre non importa la consapevolezza di chi si presta a questa mascherata. Per loro, cosciente o no, chiunque partecipi direttamente o indirettamente alle celebrazioni di oscure presenze, minimizzate sotto mentite spoglie, corrisponde pur sempre a una vittoria del maligno al quale si rende onore pur senza (spesso) saperlo.

C’è poi una tentazione snobistica di derubricare tutto a innocente trasgressione. Si, va bene, qualche ragazzo tirerà uova o pietre contro la casa di un anziano, qualcun altro si vestirà in modo kitsch per scopiazzare i telefilm americani o al cinema proietteranno l’ennesimo film che si burlerà delle anime dei defunti. Ecco, è proprio questa sottovalutazione che fa il gioco delle forze del male.

Facciano attenzione i genitori a quale porta bussano i loro figli. E i mass media riflettano su quali messaggi diffondere prima di dover piangere vittime e feriti di rituali satanici e di giochi horror come quello giustamente sventato dalle forze dell’ordine alla periferia di Milano.

Nelle città da secoli si prega nei Santuari per la “buona morte”, al contrario halloween si fa gioco (con la scusa di esorcizzarlo) del senso sacro del passaggio alla vita eterna.

E così è tutto un rimbalzare multi-mediatico di vampiri, zombi, pipistrelli, mostri e fantasmi, come se tra il mondo e l’aldilà esistessero e andassero omaggiate delle figure a loro modo metafisiche che, sotto sembianze di spiriti, turbano i sogni e la vita delle “persone perbene”. Insomma per duemila anni sono bastati i Santi e gli Angeli custodi, adesso c’è bisogno, per qualcuno ben informato, delle banalità volgari e diaboliche di una falsa ricorrenza creata e propagandata a uso e consumo del più squallido consumismo di riporto.

Quando si parla di crisi educativa, si immaginano edifici scolastici fatiscenti e abbandono delle aule. Eppure a forza di rendere liquido il pensiero corrente, si finisce per trasformare le nuove generazioni in spugne che assorbono tutto il veleno prodotto dagli adulti. La zucca va bene per cucinare il risotto, per favore in testa mettiamo le buone idee.

CURSO SOBRE EL MINISTERIO DEL EXORCISMO – ESPAÑA 2019

NOTA DE PRENSA

Asociación Internacional de Exorcistas

CURSO SOBRE EL MINISTERIO DEL EXORCISMO – ESPAÑA 2019

Del 22 al 28 de septiembre de 2019, en Guardamar del Segura (Alicante), se ha desarrollado un Curso Fundamental sobre el Ministerio del Exorcismo, organizado por la Asociación Internacional de Exorcistas, trámite la comunicación de la Conferencia Episcopal Española informando a todos los Obispos.

En el Curso participaron sacerdotes venidos de diversas diócesis españolas y de América que desempeñan el Ministerio del Exorcismo o se preparan para realizarlo.

En un ambiente de fraternidad y oración, la finalidad del Curso ha sido proporcionar una adecuada formación católica en los aspectos doctrinales, litúrgicos y pastorales de este «delicado y necesario ministerio» (Papa Francisco, 17 de maro de 2017), siguiendo las orientaciones aprobadas por la Congregación para el Clero y revisadas por las Congregaciones para la Doctrina de la Fe y para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos.

Se iniciaron los trabajos confiando el Curso a la Virgen María y a San Miguel Arcángel. La Santa Misa inaugural fue presidida por Mons. Jesús Murgui, Obispo de Orihuela-Alicante, quien alentó a «mostrar el rostro materno de la Iglesia que sabe acoger y defender a sus hijos llevándolos al encuentro con Jesús».

La formación fue impartida por el P. Francesco Bamonte, presidente de la Asociación Internacional de Exorcistas, y dos sacerdotes exorcistas, el P. Piermario Burgo y el P. José María Moriano, además del mutuo compartir de experiencias entre los exorcistas presentes en el Curso.

En la situación actual de creciente difusión del esoterismo, ocultismo y satanismo, los sacerdotes exorcistas son llamados por el Papa Francisco «buenos samaritanos para aliviar y curar las heridas causadas por la obra del Maligno, el cual presente de diversas formas en la vida de tantas personas, les hace dramática y más fatigosa la existencia cotidiana» (20 de septiembre de 2018).

Los participantes agradecieron este Curso y manifestaron el ánimo y la sólida formación recibida para continuar su servicio, en plena comunión eclesial, llevando la alegría de la esperanza en Jesucristo que «se manifestó para deshacer las obras del diablo» (1 Jn 3,8) y traer la paz de su misericordia.

 

Asociación Internacional de Exorcistas

Secretaría de habla hispana

Oficina de Prensa: aie.segr.esp@gmail.com

 

Messaggio di S. Em. Gualtiero Bassetti Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

IL CARDINALE ARCIVESCOVO DI PERUGIA – CITTA DELLA PIEVE PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Il vostro annuale convegno è sicuramente un’altra  bella occasione per riflettere sul tema del male e del maligno che fa parte del credo cristiano. Tanti infatti sono i riferimenti biblici e della tradizione su questo tema, come voi ben sapete. Ne cito due.

Primo: la preghiera di Gesù. Si apre con le parole: “Padre nostro che sei nei cieli… ” E si chiude con l’invocazione: “ma liberaci dal male”  che può essere perfettamente tradotta con: “liberaci dal maligno”.  Dunque  la preghiera  cristiana  che riassume  tutto  il Vangelo  si apre con il Padre e si chiude con il maligno.    Il Signore ci insegna a chiedere ogni giorno questa liberazione perché il potere del maligno non ci domini.   Gli uomini sono chiamati a scegliere con molta attenzione chi segmre.

Secondo. Il magistero di Papa Francesco.

Nella  Gaudete  et  exultate,  enciclica  apostolica  sulla  chiamata  alla  santità  nel mondo contemporaneo, un testo magisteriale che vi invito a tener presente nella vostra riflessione, l’ultimo capitolo  porta questo titolo: “combattimento,  vigilanza  e discernimento”.  Il Papa specifica che la lotta del cristiano  è contro la mondanità  che “ci inganna,  ci intontisce e ci rende mediocri, senza impegno senza gioia”, ma è anche una lotta contro la fragilità e le proprie inclinazioni ed infine una lotta costante contro il diavolo che è il principe del male.  Gesù si rallegrava con i suoi discepoli che ritornavano dalla loro prima esperienza missionaria dicendo: “Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore”  (Lc 10,18).  La missione  della Chiesa è anche questa,  perché è stata la missione di Gesù. Il potere maligno del principe di questo mondo è presente anche oggi.

Precisa ancora Papa Francesco: “Non pensiamo dunque che sia un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea. Tale inganno ci porta ad abbassare la guardia”, e lui, leone ruggente, ne  approfitta  per  distruggere  la  nostra  vita,  le  nostre  famiglie  e  le  nostre  comunità  (GE  n. 161).  L’esperienza di Giuda e dell’apostolo Pietro insegnano.

Mi permetto di raccomandarvi di tener presenti le Premesse generali del Rito degli esorcismi: sono indicazioni  molto  preziose,  sono  una  sorta  di  linee  guida  che  il  vostro  presidente  richiamerà certamente, come leggo nel programma.

Mentre vi ringrazio di cuore per il vostro servizio alla Chiesa, oggi particolarmente  necessario, vi ringrazio per quello che state facendo e vi benedico con affetto sincero.

Perugia, 14 settembre 2019

Festa dell‘Esaltazione  della Santa Croce

Testo originale:

Saluto Card. Gualtiero Bassetti al Conv Naz AIE ITALIA 2019

 

Comunicato Stampa Convegno Nazionale esorcisti italiani 2019

Associazione  Internazionale Esorcisti (A.I.E.)

Ufficio Stampa

Email:  aie.pressoffice@gmail.com

 

Comunicato stampa

Oggetto: Convegno Nazionale Esorcisti Italiani dell’Associazione Internazionale Esorcisti 2019.

 

Dal 16 al 20 settembre 2019, si sono svolti i lavori del Convegno Nazionale degli Esorcisti italiani organizzato dalla Segreteria Italiana dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE) e ospitato presso le strutture della “Fraterna Domus” di Sacrofano (Roma).

Il Convegno ha visto la partecipazione di un folto numero di sacerdoti esorcisti iscritti all’AIE provenienti dalle Diocesi di tutta Italia e di alcuni giunti anche dall’estero. L’articolato programma degli interventi ha visto  la trattazione di temi dottrinali e aspetti pastorali, l’approfondimento del dato liturgico e di quello spirituale, la presentazione di testimonianze legate al ministero dell’esorcistato e l’analisi dei fenomeni sotto il profilo psichiatrico e psicologico allo scopo di tracciare un corretto discernimento fra i disturbi del comportamento e l’azione straordinaria del Maligno.

I lavori si sono aperti con l’affidamento del Convegno a Maria Santissima e a san Michele Arcangelo, seguita dalla presentazione da parte del presidente AIE, padre Francesco Bamonte, delle Linee guida per il ministero dell’esorcismo, recentemente redatte. Era presente alla sessione inaugurale Sua Eccellenza Rev.ma Monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che ha poi presieduto la celebrazione eucaristica, votiva allo Spirito Santo.

Il presidente della CEI, Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale Gualtiero Bassetti, ha fatto pervenire un messaggio di saluto ai partecipanti al Convegno, sottolineando l’importanza dell’evento quale significativa occasione per riflettere sull’insegnamento della sacra scrittura e del magistero della Chiesa sulla reale esistenza e attività del maligno come parte del credo cristiano. Il Cardinale Bassetti nel suo messaggio ha operato un duplice riferimento. Il primo contenuto nel vangelo, nella preghiera rivolta al Padre che Gesù ci ha insegnato e, in particolare, in quella invocazione conclusiva nella quale il Signore ci esorta a chiedere ogni giorno, nel Suo nome, la liberazione affinché il potere del diavolo non ci domini. Da qui il bisogno di un costante discernimento. Proprio la necessità di discernere, vigilare e combattere sul piano spirituale è al centro del rinvio al magistero di Papa Francesco, in particolare all’enciclica apostolica Gaudete et exultate, dove il Papa espressamente richiama la necessità di non credere che il diavolo sia “un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea” (GE n.161). Tale inganno, purtroppo ricorrente, porta infatti ad “abbassare la guardia” e ci espone, sul piano individuale, famigliare e comunitario, al progetto di distruzione del Nemico. La narrazione evangelica come la quotidianità del ministero esorcistico ce lo attestano con evidenza.

I lavori, con le dodici relazioni seguite da un attento e partecipato dibattito, si sono svolti in un clima di condivisione fraterna e di proficuo stimolo spirituale e intellettuale, a conferma della grande attualità pastorale delle problematiche affrontate, trattate alla luce della dottrina e della tradizione millenaria della Chiesa. Mai come oggi l’azione del demonio, nella sua azione, conferma quanto sia necessario il ministero dell’esorcismo a beneficio della salvezza del popolo di Dio che viene attaccato in modo straordinario dal demonio.

p. Paolo Carlin OFMCap

Associazione Internazionale Esorcisti

Ufficio Stampa

Comunicato alla Stampa dell A.I.E. sulla dichiarazione di padre Arturo Sosa Abascal al meeting di Rimini

Associazione Internazionale Esorcisti [A.I.E.]

Casella Postale 212

00120 Città del Vaticano SCV

Roma, 22 agosto 2019

 

Comunicato Stampa dell’Associazione Internazionale Esorcisti

L’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE) con il presente comunicato fa seguito alle dichiarazioni rese dal Preposito generale della Compagnia di Gesù padre Arturo Sosa Abascal nel corso di un’intervista apparsa sul periodico online “Tempi.it” (Meeting. «Il diavolo esiste solo come realtà simbolica», 21 agosto 2019).

Una delle domande rivolte nell’intervista al religioso, invitato a Rimini al Meeting di Comunione e Liberazione per tenere un incontro sul tema “Imparare a guardare il mondo con gli occhi di Papa Francesco”, ha avuto per oggetto l’esistenza del diavolo.

Padre Sosa Abascal ha fra l’altro così dichiarato: “Esiste come il male personificato in diverse strutture ma non nelle persone, perché non è una persona, è una maniera di attuare il male. Non è una persona come lo è una persona umana. È una maniera del male di essere presente nella vita umana. Il bene e il male sono in lotta permanente nella coscienza umana, e abbiamo dei modi per indicarli. Riconosciamo Dio come buono, interamente buono. I simboli sono parte della realtà, e il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale”.

Di fronte a queste gravi e disorientanti affermazioni, peraltro già espresse in passato da padre Sosa Abascal al supplemento di El Mundo, è doverosa qualche puntualizzazione dottrinale alla luce del magistero, anche dell’attuale Pontefice.

Se è vero che nei confronti del magistero ordinario bisogna rapportarsi con “ossequio di intelletto e volontà”, bisogna considerare, infatti, che il magistero solenne espresso nel Concilio Lateranense IV su angeli e demoni implica una vincolante adesione di fede. La posizione di Abascal, pertanto, si pone all’infuori del magistero ordinario e straordinario-solenne.

L’esistenza reale del diavolo, quale soggetto personale che pensa e agisce e che ha fatto la scelta di ribellione a Dio, è una verità di fede che fa parte da sempre della dottrina cristiana. Tale verità viene ribadita da un documento della Congregazione della fede, pubblicato da «L’Osservatore Romano» il 26 giugno 1975. Il testo esamina in maniera circostanziata la dichiarazione del concilio Lateranense IV, di cui riconosce l’importanza teologica, in relazione anche al diavolo e ai demoni: «L’enunciato che li concerne si presenta come un’affermazione indiscussa della coscienza cristiana». Esso, infatti, è inserito nel simbolo di fede, che il concilio ha riproposto a tutta la Chiesa, e, pertanto, appartiene alla regola universale della fede. Del resto tale insegnamento corrisponde a tutta la tradizione dei Padri della Chiesa e dei Papi.

In precedenza Paolo VI, il 15 novembre 1972, durante l’udienza generale del mercoledì, affronta il tema in questione. Partendo dal male esistente nel mondo, egli dichiara che esso è «occasione ed effetto di un intervento in noi e nel nostro mondo di un agente oscuro e nemico, il demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa». Prosegue affermando decisamente la necessità di credere che il diavolo è un essere creato da Dio (che successivamente con libera scelta, ha radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno) e non come un principio assoluto indipendente o come semplice simbolo del male: «Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscere» la realtà del demonio. A sostegno di questa tesi sono riportate numerose citazioni bibliche, dopo le quali il Papa ribadisce che il diavolo «è il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo così che questo essere oscuro e conturbante esiste davvero».

Papa Francesco, dopo la sua elezione al soglio pontificio (2013), in diverse circostanze ha ribadito con insistenza e fortemente la realtà del demonio. Nella sua Esortazione Apostolica Gaudete et exultate (19 marzo 2018) si è soffermato a lungo sulla tematica demoniaca, puntualizzando nel cap. 5 alcune brevi ma incisive delucidazioni. Il pontefice prende l’avvio dal fatto che la vita cristiana, nel suo cammino verso la santità, è un combattimento permanente (n.158), in cui occorre forza e coraggio per resistere alle tentazioni del diavolo. Ciò costituisce il dato concreto che non si può trascurare, anzi forma le condizioni per rafforzare la propria configurazione spirituale (n.159). Il Papa precisa che quando si parla della lotta contro il demonio, non si tratta di un contrasto con la mentalità mondana né con le inclinazioni personali verso il male, ma più puntualmente ci si riferisce a una lotta contro un essere reale, «che è il principe del male». Con questa espressione viene sottolineata la dimensione di soggetto o persona nella sua concretezza, cioè una entità sussistente reale, che si chiama ed è il Maligno. Gesù stesso lo ha sconfitto e se ne rallegra (Lc 10,18).

Il Papa spiega che ai tempi di Gesù si poteva intendere una malattia, quale l’epilessia, come un’azione demoniaca, tuttavia bisogna riconoscere che Gesù ha compiuto molteplici liberazioni di ossessi. L’azione diabolica conferma la reale esistenza del diavolo e la sua costante presenza, fin dall’inizio della creazione, come risulta dalle prime pagine delle Scritture, in riferimento al racconto genesiaco della seduzione del serpente verso la prima coppia umana, Adamo ed Eva. Quindi non si può sostenere che «il demonio non esiste o non agisce». Il pontefice dice che Gesù stesso, quando ha insegnato ai discepoli la preghiera del Padrenostro, ha posto come ultima richiesta di essere liberati dal male: «L’espressione che lì si utilizza non si riferisce al male in astratto», ma propriamente e concretamente si indica il Maligno, che è un essere personale, il tentatore.

Il Papa fa un accenno agli errori che si diffondono attorno alla figura di Satana (n.161): «Non pensiamo dunque che sia un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea. Tale inganno ci porta ad abbassare la guardia, a trascurarci e a rimanere più esposti». L’affermazione è chiara e non ammette dubbi o discussioni sull’esistenza reale di Satana. Rientra nella dottrina della Chiesa che va accettata e creduta. Se si nega tale verità, prosegue il papa, si cade facilmente sotto le grinfie del diavolo, che «come leone ruggente va in giro cercando chi divorare» (1 Pt 5,8).

Quindi la Chiesa fondandosi sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione Apostolica ufficialmente insegna che il demonio è una creatura e un essere personale, e mette in guardia da coloro che, come il padre Sosa lo ritengono solo un simbolo.

Come Associazione Internazionale Esorcisti, ci piace terminare riportando quanto affermato dalla Conferenza Episcopale Italiana al n. 5 della Presentazione della versione italiana nuovo Rito degli Esorcismi, promulgato dalla Santa Sede il 22 novembre 1998 (De exorcismis et supplicationibus quibusdam):

«Il discepolo di Cristo, alla luce del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa, crede che il Maligno e i demoni esistono e agiscono nella storia personale e comunitaria degli uomini. Il Vangelo, infatti, descrive l’opera di Gesù come una lotta contro Satana (cf. Mc 1, 23-28; 32-34; 39; 3, 22-30 e passim). Anche la vita dei suoi discepoli comporta una battaglia che “non è contro creature fatte di carne e di sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male (Ef 6, 12)».

Infine, oltre a prendere atto della chiara posizione di Papa Francesco espressa nei saluti inviati ai partecipanti ai Convegni Internazionali degli Esorcisti, per approfondire la conoscenza dell’insegnamento della Sacra Scrittura e del Magistero della Chiesa circa la reale esistenza e attività del mondo demoniaco, consigliamo la lettura delle seguenti relazioni riportate nel blog dell’Associazione Internazionale Esorcisti: aiepressoffice.com

  1. L’insegnamento sul diavolo nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC)

Relazione del Vescovo Mons. Raffaello Martinello.

  1. L’azione straordinaria di Satana nel mondo: aspetti teologici e magisteriali

Relazione del Vescovo Mons. Giovanni Rinaldi.

  1. L’esorcismo nella Pastorale ordinaria della Chiesa

Relazione del Cardinale Salvatore De Giorgi.

  1. L’origine del male nell’universo creato buono da Dio

Studio a cura dell’Associazione Internazionale Esorcista.

  1. San Martino Di Tours, Vescovo esorcista

Articolo a cura dell’Associazione Internazionale Esorcista.