Linee guida per il ministero dell’esorcismo”, un vademecum di dottrina e prassi alla luce del nuovo Rituale

Copertina Linee Guida (aggiornata)

Da articolo di LA STAMPA: https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/libri/2020/07/14/news/linee-guida-per-il-ministero-dell-esorcismo-un-vademecum-di-dottrina-e-prassi-alla-luce-del-nuovo-rituale-1.39082435

Linee guida per il ministero dell’esorcismo”, un vademecum di dottrina e prassi alla luce del nuovo Rituale

Curato dall’Associazione Internazionale Esorcisti e pubblicato dalle Edizioni Messaggero Padova un testo fondamentale per far luce sull’azione del maligno.

 

TORINO. Negli ultimi anni, l’azione diabolica è oggetto di notevole interesse nel mondo occidentale, in particolare riguardo al fenomeno della possessione e al ruolo che svolgono gli esorcisti nel ministero di liberazione. Come ha rilevato il cardinale Bassetti, presidente della CEI, «esistono nel mondo delle periferie esistenziali dove è sempre inverno, dove l’aria è impregnata di paura. Il boss di queste periferie è il maligno che, come ricorda papa Francesco, non è “un mito, una rappresentazione, ma un essere personale che ci tormenta” e riguardo al quale Gesù ci ha insegnato a chiedere ogni giorno di essere liberati “perché il suo potere non ci domini”». Tuttavia, molto spesso la percezione dell’azione del maligno è distorta e l’esorcismo cattolico è visto come «una realtà scabrosa, violenta, oscura quasi quanto la pratica della magia, […] sullo stesso piano delle pratiche occulte».

Il libro “Linee guida per il ministero dell’esorcismo”, pubblicato inizialmente in forma riservata per i membri dell’Associazione Internazionale Esorcisti, è ora disponibile in un volume pubblicato dalle Edizioni Messaggero Padova (EMP). Il testo, curato dall’Associazione Internazionale Esorcisti, fornisce anzitutto ai sacerdoti esorcisti gli elementi fondamentali per esercitare il loro servizio. Si tratta di uno strumento prezioso, frutto dello studio e dell’esperienza di molti esorcisti, il quale, pur non essendo un documento magisteriale, è stato esaminato e corretto dai Dicasteri competenti della Santa Sede. La decisione di rendere il testo fruibile a tutti offre l’occasione di mettere ordine sulla questione dell’azione diabolica e della liberazione da essa, per evitare di cadere in pericolosi inganni e illusioni; questa trattazione è di particolare interesse e andrebbe raccomandata a tutti i sacerdoti che esercitano il servizio pastorale nelle comunità.

Il punto fondamentale dal quale parte l’attività esorcistica è la Divina Provvidenza: Dio si prende cura in modo concreto e immediato di tutte le sue creature. Tuttavia, il male è presente nel mondo, favorito e stimolato dall’azione diabolica che avviene in modo ordinario (attraverso la tentazione) e in modo straordinario (attraverso fenomeni come la possessione, l’ossessione, la vessazione e l’infestazione, di cui viene fatta un’adeguata trattazione). Questo non deve spaventare, perché Dio è il più forte; anche le azioni straordinarie del maligno sono da Dio permesse per manifestare la Sua misericordia, la quale, come ricorda san Giovanni Paolo II, «non consiste soltanto nello sguardo, fosse pure il più penetrante e compassionevole, rivolto verso il male morale, fisico o materiale: la misericordia si manifesta nel suo aspetto vero e proprio quando rivaluta, promuove e trae il bene da tutte le forme di male esistenti nel mondo e nell’uomo» (cfr. Dives in misericordia, n. 6).

Il testo si sofferma, con spiegazioni ed esempi, su alcuni comportamenti che possono diventare causa occasionale per l’azione straordinaria del maligno, in particolare la superstizione e i malefìci. Non sempre tale azione si verifica: spesso, però, di fronte ai guai della vita, alcuni concludono che “tutto va storto” perché “qualcuno ci sta facendo qualcosa”… ma questo può essere un alibi che distoglie dall’insegnamento più importante. Infatti, come sosteneva il famoso esorcista padre Gabriele Amorth, «il primo e autentico male per l’uomo è il peccato; salvaguardare e accrescere la propria comunione con Dio, per mezzo di una vita di fede, di preghiera, di sacramenti e di carità operosa, è la vittoria contro l’azione ordinaria del demonio ed è insieme la migliore prevenzione contro la sua azione straordinaria».

La parte centrale è dedicata al discernimento dei segni dell’azione straordinaria del maligno; questo richiede una formazione specifica, in particolare per l’accertamento della presenza del maligno (azione preternaturale) e l’accompagnamento del paziente, soprattutto nel coltivare un’autentica vita spirituale. Infatti, come ha affermato Papa Francesco, il pericolo maggiore per il cristiano è la corruzione spirituale: «Coloro che non si accorgono di commettere gravi mancanze contro la Legge di Dio possono lasciarsi andare ad una specie di stordimento o torpore. Dato che non trovano niente di grave da rimproverarsi, non avvertono quella tiepidezza che a poco a poco si va impossessando della loro vita spirituale e finiscono per logorarsi e corrompersi. La corruzione spirituale è peggiore della caduta di un peccatore, perché si tratta di una cecità comoda e autosufficiente dove alla fine tutto sembra lecito: l’inganno, la calunnia, l’egoismo e tante sottili forme di autoreferenzialità, poiché “anche Satana si maschera da angelo della luce” (2 Cor 11,14)» (cfr. Gaudete et exultate, nn. 164-165).

Infine, nel libro viene anche spiegato il rito dell’esorcismo, di esclusiva competenza del sacerdote esorcista: evitando ogni genere di sensazionalismi, si mette in luce il fatto che l’agente principale è Cristo Dio, mentre l’esorcista è uno strumento che agisce secondo il rito stabilito dalla Chiesa. Non è la ricerca della formula esorcistica più potente, né particolari “poteri” del sacerdote che ne determinano l’efficacia, sulla quale vengono fornite rilevanti argomentazioni teologiche.

“Linee guida per il ministero dell’esorcismo. Alla luce del rituale vigente”, Associazione Internazionale Esorcisti (a cura), 1a edizione 2020, pagine 306, in Libreria da Maggio 2020.

Vai alle edizioni Messaggero Padova:

http://www.edizionimessaggero.it/ita/catalogo/scheda.asp?ISBN=978-88-250-5206-0

 

 

 

 

Circa la beatificazione del dott. José Gregorio Hernandez e la strumentalizzazione da parte della Santeria

CIRCA LA BEATIFICAZIONE

DEL DOTT. JOSÉ GREGORIO HERNANDEZ

E LA STRUMENTALIZZAZIONE DA PARTE DELLA SANTERIA

 

A cura dell’Associazione Internazionale Esorcisti

11 luglio 2020

È dello scorso mese di giugno 2020 la bella notizia della prossima beatificazione del grande medico venezuelano, il Venerabile José Gregorio Hernández Cisneros[1]. Tra coloro che più si sono rallegrati per questo gioioso evento figura, a buon diritto, il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Arcivescovo Metropolita emerito di Caracas (Venezuela)[2], il quale ha, con il futuro Beato, uno stretto legame: in primo luogo come venezuelano, ma soprattutto per aver lavorato come vice-postulatore della sua causa di canonizzazione, dal giugno 1984 al maggio 1990, e in seguito come attore principale di questa causa in qualità di arcivescovo di Caracas da novembre 2005 a luglio 2018.

Il sito della Conferenza Episcopale Venezuelana ha riportato una sua recente intervista in cui, tra l’altro, in relazione al dottor Hernández Cisneros ha affermato: «La sua condotta può essere classificata come un’esperienza eroica delle virtù proprio perché ha vissuto intensamente unito a Dio. Questo è importante che lo sottolineiamo, poiché molte volte ci soffermiamo a sottolineare l’esatto adempimento dei suoi compiti professionali e dei suoi doveri civici, e non evidenziamo sufficientemente ciò che costituisce l’essenza della santità: la viva unione con Dio, il seguire e imitare Gesù Cristo intensamente nell’adempimento della volontà divina. In una parola, essere una donna o un uomo di Dio. Così è stato José Gregorio. Senza dubbio è stato un cittadino esemplare, un grande professore, un eccellente ricercatore, un medico accurato e generoso, pieno di carità. Ma anche molto di più di questo: un uomo di Dio. Prepariamoci, quindi, nei prossimi mesi a celebrare la sua beatificazione. Sentiamo il desiderio di imitarlo nell’esperienza dell’amore per Dio, della nostra fede cristiana e cattolica, con una intensa pietà, con la pratica religiosa, con l’esperienza dei 10 comandamenti, con l’ascolto e il compimento della Parola di Dio. È questo il percorso verso la santità e la felicità. José Gregorio è stato, tra altre cose, un uomo di Dio. Imitiamolo!»[3].

Anche se la beatificazione di un Servo o di una Serva di Dio interessa, per sé, l’ambito di una Chiesa particolare o di un Istituto di vita consacrata, non ci meraviglieremmo se in un futuro, che speriamo vicino, il culto del dottor José Gregorio Hernández Cisneros venisse esteso all’intera Chiesa Cattolica attraverso la sua canonizzazione, come è avvenuto per altri suoi illustri colleghi, quali Giuseppe Moscati o Riccardo Pampuri. Il prossimo Beato José Gregorio Hernández Cisneros ha infatti, a nostro parere, tutti i requisiti per essere proposto a tutti i fedeli come modello da seguire e come intercessore da invocare.

C’è però un aspetto che riguarda il culto di quest’uomo di Dio che, a nostro parere, deve essere preso in considerazione per evitare che ne soffra la sua vera immagine e, insieme, ne patisca la fede delle persone umili e semplici, oggetto particolare delle sue cure e della sua carità ed è l’uso che è stato fatto sino ad oggi della figura di questo grande medico cristiano da parte della Santeria (una forma di stregoneria, molto diffusa in Sudamerica, che richiede il sacrificio di animali e, in casi estremi, anche mutilazioni umane e “donazioni” da parte di chi presiede il rito).

Il dottor José Gregorio Hernandez è considerato infatti, dai cultori della Santeria, capo della “Corte medica”. Ciò ha generato grave confusione intorno alla figura di questo medico e ancor più ne produrrà nel popolo latinoamericano, se non verrà chiarita l’appropriazione indebita che essi hanno fatto della sua figura.

Per inquadrare meglio la questione, riteniamo opportuno dare un rapido sguardo alla gerarchia dello spiritismo venezuelano.

La Santeria ha ventuno “Corti spiritiche”, con a capo le tre grandi “potenze” dello spiritismo: Reina Maria Lionza, considerata a capo di tutte le Corti spiritiche e affiancata da Negro Felipe e Guaicaipuro.

santeria potenze spiritiche

Le statue delle tre “potenze spiritiche”.

Tra le ventuno Corti troviamo anche una “Corte medica” in cui la Santeria ha messo a capo abusivamente, dissacrandone la figura il dottor José Gregorio Hernandez. Per ottenere guarigioni e interventi, sia a livello fisico che spirituale, gli spiriti di questa Corte vengono invocati dalle sciamane, dai medium e dai maghi tramite sedute spiritiche e con dei rituali, nel corso dei quali vengono usate candele sia di colore bianco che verde (da essi precedentemente “consacrate” agli spiriti).  La sciamana o il medium o il mago chiede alla persona ammalata di portarle una bottiglia d’acqua, una di alcool, cotone, garze, la statua o l’immagine dello stesso dottore, lenzuola bianche, fiori (alcuni chiedono anche tabacco). Questi oggetti verranno da essi sottoposti a dei rituali nel corso dei quali li consacreranno agli spiriti e poi saranno riconsegnati alla persona ammalata con le seguenti istruzioni: preparare nella propria casa un altare in onore del dottor José Gregorio Hernandez sul quale depositare questi oggetti, eccetto le lenzuola che, invece, dovrà porre nel letto nel quale dormirà quella notte, che sarà la notte dell’“intervento”.  L’acqua e l’alcool dovrà depositarli sull’altare in un bicchiere. La mattina seguente, la persona che nella notte sarà stata “operata” dal dottor Gregorio, dovrà bere l’acqua che era nel bicchiere sull’altare.

La gente bisognosa, pensa che sia intervenuto veramente il dottore, esistito storicamente, che per permissione di Dio opera miracoli, ma in realtà sono intervenuti gli spiriti della Corte che operano pseudo guarigioni, chiedendo però allo sciamano, al medium o al mago di dare loro in cambio l’anima del “paziente”, senza che egli ne sappia nulla. Più precisamente la sciamana, il medium o il mago offrono e consacrano agli spiriti non solo gli oggetti che avevano chiesto di portare, ma anche la persona che si è rivolta a loro. E ciò a insaputa della persona stessa.

dottor José Gregorio Hernandez

Una immagine del dottor José Gregorio Hernandez

Come sappiamo, gli schiavi africani, al tempo della loro deportazione in Sudamerica, camuffarono gli spiriti in cui credevano con le immagini dei santi cristiani per poter proseguire le loro invocazioni e i loro riti agli spiriti. Un fatto analogo accade ora con la persona del dottor Josè Gregorio da parte di sciamani, maghi e medium.

Nelle immagini che riportiamo di seguito, apparentemente cristiane, sono rappresentate in realtà gli spiriti della Santeria africana, sotto forma di Santi e anche di Gesù.

santeria olofi

Anche quella che segue, apparentemente sembra una immagine sacra cattolica, perché sono rappresentati: Sant’Anna, la Vergine Maria, il Bambino Gesù, San Giuseppe, San Gioacchino. Sotto di essi è rappresentata una mano. Alla gente viene detto che è la mano di Cristo: in realtà è la mano delle cinque “potenze” dello spiritismo, ovvero di “cinque spiriti”. Si noti come l’agnello immolato è per terra, sottomesso a questa mano misteriosa; inoltre quasi tutti gli altri agnelli sono rivolti non verso Cristo ma verso la mano “miracolosa”.

santeria mano di dio

Davanti a questa immagine vengono proferite delle formule, che hanno come scopo di ottenere abbondanza di beni e anche protezione da ogni tipo di magia.

Quella che riportiamo, nell’immagine di seguito, è invece la stessa mano a forma di candela da usare nei diversi rituali di stregoneria. Alla gente viene però falsamente detto che è la mano di Cristo o di Dio.

santeria mano di dio rito

Le seguenti immagini sono presenti su internet e ci aiutano a comprendere come gli operatori dell’occulto usano la figura del dottor Josè Gregorio per circuire le persone umili e semplici.

santeria operatore

santeria potenze spiritiche 2

santeria potenze spiritiche 3

Servendosi di queste immagini, sciamane, medium e maghi ingannano il popolo dicendo di operare magia bianca o addirittura dicendo che Dio ha permesso che essi fossero mediatori tra il santo e le persone che si sono rivolte a loro. Sappiamo bene, però, che la magia è in assoluta antitesi con la fede cristiana e non esiste una “magia buona”.

Molte persone sono state irretite da questo mondo di stregoneria e spiritismo senza accorgersene.  In modo speciale descriviamo brevemente il caso di una suora che soffriva di diversi problemi di salute. Giacché sua madre era una sciamana e praticava la magia nera della Santeria venezuelana e tante altre forme di magia, invitò l’altra figlia a portarla in una “farmacia” per essere curata da un uomo che diceva essere un “fratello mediatore” tra il santo dottor Gregorio Hernandez e gli ammalati. Ella ricorda che, arrivando in quella presunta farmacia, c’erano tante statue e immagini come quelle che sono state riportate nelle immagini precedenti. Venne quindi invitata da quell’uomo a mettersi su un lettino ospedaliero e chiudere gli occhi, perché avrebbe pregato su di lei per ottenerle la guarigione.  La suora, non solo non è guarita, ma ha subito ulteriori danni sia a livello di salute fisica che spirituale, che ancora oggi le provocano grandi sofferenze.

Si consideri che quando la gente soffre e non ha le idee chiare e non ha una fede cristiana ben formata (e questo può incredibilmente accadere anche a una suora che ha un genitore sciamano), si fida di chiunque promette di ottenerle la salute e la guarigione e non si accorge che sta cadendo in una trappola del maligno.

È certo, pertanto, che gli operatori dell’occulto strumentalizzeranno enormemente la beatificazione del dottor José Gregorio per confondere ancora di più quei cristiani cattolici del Sudamerica, quasi analfabeti nella propria fede. E molti di essi, ingannati da sciamani, medium e maghi, faranno spiritismo senza saperlo, credendo di pregare un nuovo santo cattolico.

Sarebbe cosa molto conveniente che la Chiesa latinoamericana si preparasse a questo importante evento della beatificazione del dottor José Gregorio con una grande opera di purificazione dell’immagine della sua persona presentata dagli operatori dell’occulto, smascherando le loro falsità … solo così questa beatificazione sarà davvero un momento di grazia per tutta la Chiesa e non di ulteriore inciampo e confusione per le persone semplici.

Segnaliamo alcuni siti internet sui quali si possono trovare video con finte preghiere e rituali spiritici che vengono indirizzati al falso dottore:

https://www.youtube.com/watch?v=MkqgECHII7o

https://youtu.be/-tEDDIujRxg

https://youtu.be/_RfP5CTB26g

https://youtu.be/j4Vhbguhojw

Circa il culto di Maria Lionza, regina di tutte le Corti spiritiche, si può vedere invece:

https://youtu.be/lNafMgt9QLM

https://youtu.be/rWXv44h0tyY

Davanti alle agghiaccianti immagini delle automutilazioni del culto a Maria Lionza che sono una gravissima violazione della dignità umana e che si possono vedere in questi ultimi due link segnalati e davanti alla distorsione del vero culto al nostro prossimo beato, il Venerabile dottor José Gregorio Hernández Cisneros, non ci resta che affidare pertanto la Chiesa del continente latinoamericano allo Spirito Santo, perché la guidi e illumini in questo momento di preparazione e attesa…

[1] Si veda, al riguardo, l’intervista al Card. Becciu in http://www.causesanti.va/it/notizie/notizie-2020/intervista-al-card-becciu-sulla-beatificazione-di-jose-cisneros.html

[2] https://press.vatican.va/content/salastampa/it/documentation/cardinali_biografie/cardinali_bio_urosa-savino_jl.html

[3] «Su conducta se puede catalogar de vivencia heroica de las virtudes precisamente porque vivió intensamente unido a Dios. Esto es importante que lo destaquemos, pues muchas veces nos quedamos en señalar el exacto cumplimiento de sus tareas profesionales y sus deberes cívicos, y no destacamos suficientemente lo que constituye la esencia de la santidad: la viva unión con Dios, el seguir e imitar a Jesucristo intensamente en el cumplimiento de la divina voluntad. En una palabra, ser una mujer o un hombre de Dios. Así fue José Gregorio. Sin duda él fue un ciudadano ejemplar, un gran profesor, excelente investigador, médico certero y generoso, lleno de caridad. Pero también mucho más que eso: un hombre de Dios. Preparémonos, pues, en los próximos meses para celebrar su beatificación. Sintamos el deseo de imitarlo en la vivencia del amor a Dios, de nuestra fe cristiana y católica, con una intensa piedad, con la práctica religiosa, con la vivencia de los 10 mandamientos, con la escucha y cumplimiento de la Palabra de Dios. Ese es el camino hacia la santidad y la felicidad. José Gregorio fue, entre otras cosas, un hombre de Dios. ¡Imitémoslo!» https://conferenciaepiscopalvenezolana.com/cardenal-urosa-jose-gregorio-hernandez-fue-realmente-un-hombre-de-dios

Testimonianze circa l’uso dell’esorcismo di Leone XIII da parte di chi non ne ha ricevuto facoltà dalla Chiesa

Testimonianze circa l’uso dell’esorcismo di Leone XIII

da parte di chi non ne ha ricevuto facolta’ dalla Chiesa.

 

Testimonianza n. 1

Una volta venne da me una donna che sembrava soffrire di violenti attacchi demoniaci. Le preghiere di liberazione non le recavano alcun sollievo. Nel colloquio mi raccontò che, esortata da un sacerdote, recitava ogni giorno l’esorcismo di Leone XIII per perorare la liberazione della sua nazione dalle forze del male.

Le risposi che recitando quell’esorcismo aveva ingaggiato una lotta spirituale più grande di lei. Se lei attaccava il nemico, senza il mandato della Chiesa, doveva anche aspettarsi che il nemico «rispondesse al fuoco».

Ho usato un esempio per illustrare questo concetto.

Immagini di essere un soldato davanti al fronte nemico. Si trova senza alcuna protezione in pieno campo di battaglia. Ha lasciato la trincea e per sua iniziativa personale corre da sola con una mitragliatrice incontro al fronte nemico che avanza verso di lei con diversi carri armati. Pensa di poter abbattere i carri armati nemici con la sola mitragliatrice?

Cosa pensa che accadrà a lei? I carri armati nemici prenderanno la mira e la abbatteranno.

In che modo avrebbe dovuto quindi reagire? Il suo posto non è in prima linea. A lei spetta un altro compito: da un terreno sicuro, deve sostenere a modo suo i combattenti di prima linea. Se lei lavora lì, i combattenti di prima linea, che hanno una maggiore esperienza, saranno più forti, più protetti e con una maggior capacità offensiva da dispiegare al fronte.

Esprimo ora il concetto in modo analogo: se lei recita l’esorcismo di Leone XIII, si schiera sul fronte di battaglia e ingaggia una lotta solitaria contro le forze del demonio. Ma questa lotta non è un gioco: il nemico è reale e al tempo stesso non innocuo, come scrive l’apostolo Paolo: «Poiché non abbiamo a combattere contro carne e sangue, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti maligni che sono nei luoghi celesti» (Ef 6,12). Lei combattendo nel posto che non le compete, rischia grandemente perché affronta un nemico che è più forte di lei da una posizione in cui può essere facilmente sconfitta.

Quindi, cosa deve fare?

«Nella battaglia spirituale dobbiamo applicare gli stessi principi di una guerra terrena. I combattenti di prima linea nell’esercito di Dio, sono i Vescovi e i Sacerdoti esorcisti. Hanno un equipaggiamento diverso e godono di una speciale di protezione di tutta la Chiesa.

Lei è una semplice fedele e non può attaccare direttamente e personalmente il nemico con armi che non sono destinate a lei. Non può recitare quindi l’esorcismo di Leone XIII che è un sacramentale della Chiesa e nel quale si usa una forma imperativa nei confronti del demonio che solo i Vescovi e i Sacerdoti che ne hanno ricevuto autorizzazione dai propri Vescovi Ordinari possono usare.

Sostenga i combattenti di prima linea con le sue preghiere. Preghi Dio perché sconfigga il nemico. Si accontenti di recitare la preghiera a san Michele Arcangelo e lo supplichi di lottare per noi contro il nemico. E preghi la Beata Vergine Maria, vincitrice di tutte le battaglie di Dio, che porterà alla vittoria. Reciti il Rosario. Si confessi e partecipi alla Santa Messa regolarmente, e cerchi di vivere la sua vita cristiana mantenendosi salda nella fermezza della fede. Questo è il suo posto nella lotta spirituale».

Di lì a poco, questa donna tornò da me per raccontarmi che stava già molto meglio e non molto tempo più tardi mi riferì che i fenomeni di cui mi aveva parlato erano scomparsi.

Ho così imparato che il documento del 29 settembre 1985 redatto dal Cardinale Ratzinger, rappresenta un grande aiuto per alcuni credenti per evitare che si espongano con negligenza o incautamente agli attacchi del demonio ritenendo erroneamente, anche se con le migliori intenzioni, che usando l’esorcismo di Leone XIII possano liberare il mondo dalle potenze del male. Quando il Cardinale Ratzinger vieta ai fedeli di recitarlo, intende quindi proteggerli e difenderli dagli attacchi del nemico, per loro imprevedibili.

Nei casi summenzionati, è stato per me un valido aiuto porre la seguente domanda: «A chi volete obbedire: a un Sacerdote che vi dice che potete usare l’esorcismo di Leone XIII per combattere il demonio o all’Autorità della Chiesa che ve lo vieta?». Questa domanda ha aiutato numerose persone a liberarsi da un grande peso.

(Don Martin Ramoser)

 

Testimonianza n. 2

Per motivi di riservatezza manteniamo l’anonimato dell’autrice della presente testimonianza e omettiamo quei riferimenti che permetterebbero di identificarla.

 

Reverendo Padre Francesco Bamonte, ho seguito la vicenda circa l’uso dell’esorcismo di Leone XIII e spero con queste poche righe di aiutare tutti a riflettere.

Vorrei con molta semplicità e umiltà, ma soprattutto nella verità, condividere la mia esperienza di vita.

Il dono della vita mi è stato dato da Dio in un paese dell’America Latina e oggi sono una Consacrata nella Vita Religiosa. Come è ben risaputo, in tante zone di questo bellissimo continente si pratica largamente la stregoneria, la magia nera, la santeria, lo spiritismo e tante altre pratiche esoteriche.

Sono nata in una famiglia nella quale si esercitava tranquillamente la magia nera, lo spiritismo e addirittura erano stati realizzati patti con il demonio: uno lo aveva fatto la mia nonna materna, un altro mio padre. Sono nata e cresciuta in questa realtà aberrante, come se fosse la cosa più normale del mondo. All’età di 5 anni ho subito la prima violenza sessuale, in un rituale di iniziazione -con profanazione dell’Eucaristia- al quale fui costretta a partecipare e a cui ne seguirono molti altri per 5-6 anni.

Sin dall’inizio fui considerata la prescelta, l’ “eletta”, colei che alla morte della nonna avrebbe dovuto continuare le sue opere di stregoneria. Dato l’ambiente familiare nel quale vivevo imparai gradualmente, come se fosse un fatto del tutto normale l’uso del pendolino, della tavola ouija per evocare i defunti, la consacrazione dei bambini agli spiriti nel ventre delle donne in gravidanza, come fare malefici e tante altre cose di questo genere.

Nella mia classe ero l’unica bambina a non aver ricevuto il Battesimo e questo, spesso, diventava per me motivo di disagio, perché mi sentivo diversa dagli altri alunni. Cominciai a desiderare di ricevere il Battesimo, ma senza manifestarlo ai miei genitori. Il desiderio del Battesimo, però, era motivato anche da un sincero sentimento d’amore che stava crescendo nel mio cuore nei confronti di Gesù e dal desiderio di diventare cristiana, entrando a far parte della Chiesa.

Un giorno -avevo 6 anni- seppi di un grande raduno organizzato da un sacerdote in una parrocchia, un po’ distante dalla mia. In quella occasione sarebbero state battezzate tante persone, bambini e adulti.

Celebrazioni collettive di Battesimi, amministrati ad adulti e a bambini, circa 40 anni fa erano molto usuali in alcune zone del Sud America, da parte di sacerdoti missionari, proprio perché il Sud America era considerata da loro “terra di missione”.

All’insaputa dei miei genitori e di mia nonna, riuscii a convincere il cugino di mio padre e sua moglie ad accompagnarmi a quel raduno, dove chiunque, non battezzato (sia i bambini portati dai genitori, sia gli adulti), poteva ricevere questo sacramento, senza alcuna preparazione previa e senza nemmeno che il parroco lo conoscesse.

Al momento del Battesimo, che si svolse in una cattedrale (che era anche chiesa parrocchiale), mi confusi con tutti gli altri battezzandi e ricevetti anch’io, con grande gioia, il sacramento. Mio cugino e la moglie mi fecero da padrino e madrina.

Al termine della celebrazione tutti i battezzati venivano censiti nel registro parrocchiale dei Battesimi.

Dopo il Battesimo, cominciai a frequentare spontaneamente la Santa Messa festiva nella mia parrocchia, ma vi andavo da sola, perché i miei genitori non vi partecipavano. Dopo un anno circa volli iniziare il cammino di preparazione alla Prima Confessione e alla Prima Comunione, che ho ricevuto all’età di 9 anni. I miei genitori non parteciparono alla Messa in cui ricevetti la Prima Comunione e non permisero che io fossi festeggiata da alcuno. Nonostante ciò, da quel momento cominciai a sentire nel mio cuore un amore sempre più grande per Gesù; e, sebbene continuassi a essere coinvolta nella realizzazione delle pratiche magiche, provavo un disagio crescente, ogni volta che le facevo. Mi sentivo, al contempo, attratta dalle attività parrocchiali e, all’età di 10 anni, mi resi disponibile per aiutare alla mensa dei poveri e al dispensario farmaceutico della parrocchia. Entrai anche a far parte del coro parrocchiale.

Il senso di disagio crescente, che sentivo nei confronti delle pratiche magiche, giunse a un punto tale che, all’età di 11 anni, rinunciai definitivamente ad esse. Nel mio cuore entrò in abbondanza la pace e la serenità, che scaturiscono dal sentirsi accolti, amati e perdonati da Dio. Contemporaneamente, però, in seguito al mio rifiuto di prestarmi ancora alle pratiche magiche e ai riti di stregoneria, si scatenò una fortissima reazione da parte dei miei familiari, che si manifestò in un continuo tentativo di farmi desistere dalla scelta fatta: mi parlavano sempre del demonio come di un “buon amico”, al quale si doveva obbedire; lui, in cambio, mi avrebbe fatto dono di tante cose, compresa la salute. Dovevo solo consegnargli continuamente la mia anima e servirlo fedelmente. Mi rifiutai decisamente e, insieme alle persecuzioni familiari, si aggiunse quasi subito una guerra aperta e tremenda nei miei confronti da parte del demonio, che di notte mi assaliva con vessazioni fisiche: cercava di soffocarmi, mi bloccava nel letto; oppure mi procurava un peso tremendo sul petto, tanto che mi sentivo schiacciare; mi appariva sotto forme mostruose e mi diceva che ero sua e non mi avrebbe mai lasciata; altre volte provocava forti rumori in casa per impedirmi di dormire. Reagivo con la preghiera e, dopo una lotta estenuante, finalmente desisteva. Potrei raccontare ancora tante altre cose che mi rendevano la vita assai difficile, però ritengo che non sia qui né il luogo né il momento adatto. È importante, però, sapere che nel frattempo ero diventata catechista dei piccoli e nel mio cuore cominciò a manifestarsi il desiderio di donarmi totalmente a Gesù nella Vita consacrata, in un Istituto religioso. Tale desiderio si realizzò all’età di 17 anni, quando entrai nell’Aspirandato di un Istituto religioso. Per la mia famiglia fu una vergogna, un disonore, un’onta che ancora oggi desiderano farmi pagare, operando rituali di maledizione contro di me. Questo gesto, infatti, fu considerato anche un sacrilegio, ed essi, nei loro riti, mi offrono continuamente a satana, chiedendogli tutto il male possibile nei miei confronti. Sono trascorsi 23 anni da allora: nel frattempo sono diventata Suora, consacrandomi per sempre a Gesù con la professione perpetua dei voti religiosi. Attualmente offro a Lui l’esperienza di continui malesseri fisici -che i medici non sanno diagnosticare- e di visite notturne del maligno, che prosegue a tormentarmi con le sue vessazioni. La preghiera e gli esorcismi della Chiesa mi sono però di grande aiuto in questa lotta.

Mi chiederete: che c’entrano queste cose con l’uso dell’esorcismo di Leone XIII?

Vi narro un fatto che, a mio parere, dimostra come non possiamo sfidare il demonio con iniziative personali o con armi che la Chiesa mette solo nelle mani dei Vescovi e di Sacerdoti che ne hanno ricevuto legittima facoltà dai propri Vescovi.

Nella casa di mia nonna si svolgevano messe nere e rituali in cui venivano sacrificati animali e profanate le Ostie consacrate che si procurava tramite dei bambini che le portavano via di nascosto al momento della distribuzione eucaristica e che ella ricompensava con denaro (a quest’ultima nefandezza della nonna io non mi sono mai voluta prestare, nonostante me lo avesse chiesto più volte). Un giorno alcuni di questi fatti che accadevano in casa di mia nonna arrivarono alle orecchie del nuovo parroco, giovane e inesperto. Senza preavviso, si presentò immediatamente in casa di mia nonna con un secchiello di acqua benedetta e l’aspersorio in mano. «Cosa fate in questa casa? Adesso ci penso io!», esclamò l’ingenuo sacerdote. Mia nonna lo lasciò entrare, gli permise di benedire e di fare tutte le sue preghiere. Alla fine, con un sorriso perfido, gli domandò come stavano i suoi parenti e gli raccomandò di salutarli. Il parroco era appena giunto in canonica, quando ricevette una telefonata: veniva informato che suo padre, recatosi in campagna, non era più tornato ed era introvabile. Trascorsero sei giorni di inutili ricerche, quando fu ritrovato morto. Sul terreno e sul suo corpo vi erano evidenti tracce di un rituale satanico. Eppure, in quel luogo, coloro che erano alla sua ricerca erano passati in precedenza diverse volte, ma non avevano notato nulla. Il giovane parroco, poco tempo dopo, cadde in una tremenda depressione e dovette essere rimosso dalla guida della parrocchia.

Vengo ora a me. Da anni sono sottoposta regolarmente ad esorcismi per essere aiutata nelle continue vessazioni del maligno, che sperimento nella mia carne e so quanto sono delicate e umilianti le cose che possono venire alla luce o accadere durante un esorcismo.

Immagino, anzitutto, i possibili traumi psicologici che ne conseguirebbero se l’esorcismo fosse qualcosa che ogni persona, senza aver ricevuto una preparazione adeguata e senza che sia stata verificata la sua capacità ad assumersi un tale compito, facesse senza un mandato espresso da parte della Chiesa.

Inoltre, temo, per la mia esperienza, che si aprirebbero delle porte, attraverso le quali queste persone sarebbero attaccate in maniera molto forte dal demonio, divenendo a loro volta sue vittime e bisognose anch’esse di esorcismi.

Spesso, infatti, giungono alle Comunità monastiche richieste di preghiere in favore di persone sottoposte a esorcismi da Sacerdoti autorizzati. Queste richieste danno molto fastidio ai demoni, i quali cercano di vendicarsi su quelle Comunità e non è raro che Dio, per i fini misteriosi della sua Provvidenza, a volte permetta delle loro azioni di disturbo. Ora, se questi “disturbi” si verificano quando si fanno semplici preghiere quotidiane nelle quali si affidano le persone tormentate dal maligno alla Madonna e si offrono per loro sacrifici giornalieri, mi chiedo che cosa potrebbe accadere se qualcuno, senza godere della protezione assicurata da un mandato ufficiale della Chiesa, cominciasse a fare esorcismi, anche senza rivolgersi direttamente al demonio, ma semplicemente invocando l’aiuto di Dio servendosi di quelle che nel rito degli esorcismi della Chiesa sono definite “formule deprecative!”.

Nel mandato ricevuto dal Sacerdote esorcista scorgo la figura materna della Chiesa, che non abbandona mai i suoi figli e vi vedo la cura e la preghiera di tutta la Chiesa: non del singolo che opera in maniera privata e autonoma, ma l’unità e la forza della comunione ecclesiale.

Affido alla Madonna queste poche righe, che spero possano servire al bene di tante anime, nel desiderio che questo bene possa in qualche modo ridondare anche per la salvezza dei miei famigliari, ai quali ho sempre perdonato e di cuore perdono. Con questa intenzione concludo con l’antica preghiera per mezzo della quale i primi cristiani chiedevano l’intervento della Madre celeste:

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,

Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche

di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo,

o Vergine gloriosa e benedetta.

 

 

A.I.E. ITALIA Segreteria – Come ricevere la comunione spirituale

Pace e bene.

            Stiamo attraversando un delicato tempo di sofferenza fisica e spirituale causata dall’epidemia che attanaglia l’umanità. Non poter essere insieme ad altri per non favorire il contagio, ci impedisce anche di poter ricevere i Sacramenti necessari alla nostra vita di cristiani. Essi infatti ci permettono di incontrare l’azione di Dio ed avere conforto spirituale.

           La Segreteria Italiana dell’Associazione Internazionale Esorcisti, per rispondere alla richiesta di poter incontrare il Signore Gesù, desidera offrire un piccolo aiuto ai fratelli e sorelle laici, rammentando loro la preghiera per la comunione spirituale assunta dalla tradizione della Chiesa e formulata da Sant’ Alfonso Maria de Liguori.

Possiamo ricevere Gesù spiritualmente nella comunione di desiderio, una volta veramente pentiti dei peccati (se si può dopo essersi confessati, altrimenti col deciso proposito di confessarsi appena possibile).

Sant’Alfonso spesso ricorreva alla comunione spirituale, al pari di tanti altri Santi come Tommaso d’Aquino, Francesco di Sales, Caterina da Siena, Josemaría Escrivá e Margherita Maria Alacoque. Secondo lo stesso San Tommaso, questa pratica, autorevolmente confermata dal Concilio di Trento, consiste in un desiderio ardente di ricevere Gesù sacramentato e in un abbraccio amoroso, come già fosse ricevuto. «Non posso ricevere la Santa Comunione così spesso come lo desidero – ripeteva Santa Teresa di Gesù Bambino – ma, Signore, tu non sei l’Onnipotente? Rimani in me, come nel tabernacolo, non allontanarti mai dalla tua piccola ostia».

In comunione con Gesù e uniti alla Chiesa preghiamo:

“Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento.

Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia.

Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,

vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.

(piccola pausa di silenzio e raccoglimento)

Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te;

non permettere che mi abbia mai a separare da te”. Amen.

Sant’ Alfonso Maria de Liguori

L’esorcista contro la t-shirt con satana di madonna: “Insulto blasfemo a ciò che hanno di più sacro migliaia di malati”

Pubblicato su «La Stampa» l’8 aprile 2020 [1].

Intervista di Giacomo Galeazzi a don Aldo Buonaiuto.

madonna maglietta satana

La cantante Madonna indossa una maglietta con il diavolo in croce al posto di Gesù mentre lancia una raccolta fondi per la pandemia. «Strumentalizza e offende la fede», stigmatizza don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Nell’appello della raccolta fondi per la pandemia, Madonna indossa nella settimana santa una maglia con Satana in croce al posto di Gesù, suscitando proteste nel mondo cattolico. “Un gesto offensivo e irridente compiuto a Pasqua e con migliaia di innocenti crocifissi dal coronavirus”, afferma l’esorcista don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Satana al posto di Gesù. Qual è il significato di questa provocazione di Madonna?

“Sono tentativi di strumentalizzare la fede per attirare l’attenzione mediatica. È la stessa cantante che si è fatta crocifiggere sul palco dello stadio Olimpico durante un concerto a Roma. Stamattina poi ha invocato Dio di proteggere l’Italia, mentre da Youtube rimbalza in tutto il mondo la sua immagine con la t-shirt blasfema. Ancora una volta questa signora offende e insulta il sentimento religioso di miliardi di cristiani e in più lo fa in un momento tragico nel quale l’unità e la condivisione dei valori devono avere un ruolo fondamentale nella resistenza all’emergenza sanitaria”.

A quale messaggio si riferisce?

“In una situazione difficilissima nella quale c’è bisogno di testimoni credibili proprio oggi il Papa ha richiamato la figura eroica di Enea per esortare l’umanità a prendere le proprie radici culturali e religiose per andare oltre la pandemia superando insieme l’emergenza. Tutto il contrario di quanto fanno coloro che strumentalizzano la fede per scandalizzare e umiliare il sentimento religioso individuale e collettivo, come è nell’etimologia stessa della parola “diavolo”, cioè il separatore, colui che provoca divisione”.

Perché ora ritiene più grave il gesto di Madonna?

“In questo momento sulla croce ci sono molte migliaia di ammalati a causa del coronavirus. È in atto una strage degli innocenti che fino all’ultimo respiro hanno accanto il volto luminoso e autentico di Gesù, rimasto accanto a loro mentre l’emergenza sanitaria tiene lontani i loro affetti più cari. Morire senza la vicinanza e il sostegno della propria famiglia è atroce. Sfregiare addirittura nella settimana santa il simbolo fondante del cristianesimo e del bimillenario umanesimo che ne è scaturito è tanto più deprecabile quando lo si fa ancora una volta per incassare un attimo di visibilità beffandosi di quanto c’è di più sacro nel cuore della gente”.

Nel videomessaggio, però, Madonna raccoglie fondi per la pandemia…

“Come ci insegna la sociologia della comunicazione, il mezzo è il messaggio. Se si promuovere una condivisibile campagna ma lo si fa calpestando l’altrui sensibilità religiosa si contraddice la finalità stessa dell’iniziativa. E ciò smaschera le reali intenzioni che hanno nell’animo coloro che fomentano in questo modo le divisioni. Al contrario sono la condivisione, l’amore e il rispetto le vere testimonianze di chi credibilmente può far sentire tutta la propria vicinanza alle persone più esposte a questa tremenda prova collettiva che stiamo vivendo nel mondo intero. Sono i più fragili ad essere crocefissi dalla pandemia e loro meritano la nostra attenzione non le solite velleità mediatiche di incalliti provocatori al servizio del dio denaro e dell’ossessiva bulimia di celebrità”.

[1] https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/04/08/news/coronavirus-l-esorcista-contro-la-t-shirt-con-satana-di-madonna-insulto-blasfemo-a-cio-che-hanno-di-piu-sacro-migliaia-di-malati-1.38694443

La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi

DEMONOLOGIA OGGI: 

FONDAMENTI TEOLOGICI E ASPETTI PRATICI  

Convegno Internazionale

 Blaj, Sede della Facoltà, Piața 1848, nr. 1

Venerdì 18 ottobre 2019

 

LA VERGINE MARIA E IL DIAVOLO NEGLI ESORCISMI

Relazione di padre Francesco Bamonte, esorcista nella diocesi di Roma e presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

 

Saluti

Porgo un caro e fraterno saluto agli organizzatori di questo Convegno sui fondamenti teologici e aspetti pratici di demonologia e li ringrazio di avermi invitato a offrirvi una relazione che, a motivo dei miei numerosi impegni di questi giorni, vi presenterò tramite questo collegamento via Skype.

Porgo un caro e fraterno saluto anche al Cardinale Lucian Muresan, al Vescovo Claudio Lucian Pop, ai relatori e a ciascuno di voi, che siete intervenuti a questo Convegno. Auspico che questo evento possa contribuire efficacemente a ripristinare un vero interesse per le tematiche proposte, la cui esclusione, dal programma degli studi teologici, ha provocato gravi ripercussioni anche sul piano pastorale.

Presentazione dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Come concordato con il professor Alberto Castaldini e il professor William Bleizzifer, prima di descrivere la mia esperienza mariana nel ministero degli esorcismi, vi presento l’Associazione Internazionale Esorcisti [A.I.E.] che è stata fondata a Roma il 30 giugno 1994 da don Gabriele Amorth in collaborazione con il Sacerdote esorcista francese padre René Chenessau. Configuratasi nella Chiesa come associazione di fatto sin dalla fondazione, dopo venti anni di cammino, il 13 giugno 2014, con Decreto della Congregazione per il Clero, l’Associazione Internazionale Esorcisti, ha ricevuto l’approvazione degli Statuti e il riconoscimento ufficiale da parte della Santa Sede come associazione privata internazionale di fedeli con personalità giuridica, a norma del can. 322 § 2 del Codice di Diritto Canonico.

Come riportato all’Art. 3 degli Statuti, gli obiettivi dell’Associazione Internazionale Esorcisti, sono:

  • 1 promuovere la prima formazione di base e la successiva formazione permanente degli esorcisti;
  • 2 favorire gli incontri tra gli esorcisti soprattutto a livello nazionale e internazionale, perché condividano le proprie esperienze e riflettano insieme sul ministero loro conferito;
  • 3 favorire l’inserimento del ministero dell’esorcista nella dimensione comunitaria e nella pastorale ordinaria della chiesa locale;
  • 4 promuovere la retta conoscenza di questo ministero nel popolo di Dio;
  • 5 promuovere studi sull’esorcismo nei suoi aspetti dogmatici, biblici, liturgici, storici, pastorali e spirituali;
  • 6 promuovere una collaborazione con persone esperte in medicina e psichiatria che siano competenti anche nelle realtà spirituali.

La formazione iniziale e permanente dei Sacerdoti esorcisti, viene realizzata dall’Associazione Internazionale Esorcisti, mediante:

  1. un «Corso fondamentale iniziale sul ministero dell’esorcismo»;
  2. un «Convegno» annuale (nazionale negli anni dispari e internazionale negli anni pari);
  3. un sussidio formativo quadrimestrale: “Quaderni AIE” che riporta approfondimenti, aggiornamenti, studi e articoli sul ministero degli esorcismi, nei suoi vari aspetti;
  4. una “Lettera Circolare” a cura del Presidente, trasmessa varie volte durante l’anno con informazioni e avvisi vari riguardanti la vita dell’Associazione;
  5. gli Atti dei Convegni annuali.

 

Circa la formazione iniziale per i nuovi Sacerdoti esorcisti e per i Sacerdoti candidati al ministero degli esorcismi, l’Associazione Internazionale Esorcisti organizza un Corso che ha lo scopo di:

  • offrire loro principi ben fondati e degli indirizzi sicuri di comportamento nell’esercizio del loro ministero preservandoli da errori di teoria e di prassi;
  • conseguire una capacità di discernimento accurato dei casi in esame;
  • imparare a soccorrere adeguatamente con il ministero dell’esorcistato, coloro che sono soggetti all’azione straordinaria del demonio e guidarli ad acquisire le disposizioni necessarie per conseguire la liberazione.

L’Associazione Internazionale Esorcisti ha concluso nell’aprile 2019 l’iter di preparazione di un importantissimo testo dal titolo «Linee Guida per il ministero dell’esorcismo». Data la vastità e la delicatezza della materia trattata, la redazione del testo ha richiesto molto tempo e parecchio lavoro.

Il Dicastero della Congregazione per il Clero, al quale avevamo sottoposto il testo, lo ha esaminato, avvalendosi anche dell’apporto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e della Congregazione per la Dottrina della Fede, sulla base delle rispettive competenze.

Le «Linee Guida» potranno contribuire alla formazione iniziale dei candidati al ministero di esorcista tutte le volte che i loro Ordinari riterranno bene servirsi della nostra Associazione per assicurare loro principi ben fondati e indirizzi sicuri di comportamento nell’attuazione di questo delicato e difficile servizio ecclesiale che non consiste solo nell’azione liturgica dell’esorcismo, ma anche nell’apprendere quei criteri di discernimento fondamentali, per capire se i disturbi, i fenomeni, i sintomi, le manifestazioni, i disagi e le sofferenze esposte da alcuni fedeli necessitano del ministero dell’esorcismo, sia per accompagnarli – qualora essi avessero effettivamente bisogno dell’intervento degli esorcismi – con i consigli necessari ad acquisire quelle disposizioni interiori necessarie per giungere alla liberazione.

L’Associazione Internazionale Esorcisti Durante organizza il «Convegno internazionale degli esorcisti» che si svolge ogni due anni in Italia, a Roma, negli anni pari. I sacerdoti esorcisti possono così approfondire la loro formazione personale ascoltando relatori di grande esperienza nel campo pastorale dell’esorcismo, condividere le proprie esperienze, chiedere consiglio ai più esperti fra di loro, scambiarsi notizie, stringere una più stretta fraternità sacerdotale nel loro specifico ministero e vivere momenti di preghiera in comune, tutto con il fine di aiutarsi e sostenersi l’un l’altro nel ministero esorcistico e per andare incontro in maniera adeguata ai fratelli e sorelle afflitti da una particolare azione del maligno.

Un aspetto rilevante che l’Associazione Internazionale Esorcisti si impegna a promuovere è il consolidamento e la crescita di un sano e doveroso rapporto di dipendenza dell’esorcista dal proprio Vescovo e dalla Gerarchia episcopale.

Nessun ministero, come quello dell’esorcistato, richiede di essere svolto nella piena comunione ecclesiale. Questa comunione si esprime soprattutto in un rapporto fiducioso e sereno con il proprio Vescovo diocesano.

Un altro ambito che l’Associazione Internazionale Esorcisti promuove è quello di favorire le condizioni necessarie affinché l’esorcista trovi nei propri confronti un Presbiterio solidale, amorevole e comprensivo, così che egli non si senta isolato e si possa realizzare una collaborazione fruttuosa tra lui e gli altri confratelli Sacerdoti della diocesi.

L’Associazione Internazionale Esorcisti ha tra i suoi scopi, secondo l’Art. 3 § 4, quello di promuovere la retta conoscenza del ministero dell’esorcismo nel popolo di Dio, curando un blog destinato sia ai comunicati ufficiali alla stampa sia a catechesi e articoli che -fra tante pubblicazioni dubbie e inattendibili presenti sull’argomento in internet- offrano ai fedeli cattolici riferimenti sicuri sui temi correlati al contenuto della Rivelazione e della dottrina della Chiesa riguardo il confronto tra la fede cristiana e il mistero del male nel mondo e nella vita dell’uomo. L’indirizzo è: aiepressoffice.com

Stiamo anche curando la realizzazione di un film-documentario che mostri il vero volto del ministero esorcistico, inteso e praticato nell’ambito della Chiesa Cattolica. Si tratta di un’opera che, contribuirà a restituire dignità al delicato e difficile servizio di esorcisti, fugando malintesi, preconcetti ed errori, che troppo spesso circolano su di esso perfino in campo ecclesiale, e, insieme, a mostrarne tutta la validità e necessità per il nostro tempo così tribolato.

Aprendo il link, https://www.sinesolecinema.com/portfolio-item/libera-nos/

oltre a una descrizione del progetto, si può anche prendere visione del Trailer ufficiale del film-documentario.

La mia esperienza mariana di esorcista

Secondo l’elenco del programma di questo Convegno che mi è stato inviato, dopo la mia relazione don Matteo De Meo parlerà dell’esorcismo nel rito latino e don William Bleizferr parlerà dell’esorcista e dell’esorcismo nella disciplina canonica della Chiesa. A me è stato chiesto di parlarvi invece di quel particolare e affascinante aspetto dell’esorcismo che è la presenza e l’intervento materno della Vergine Maria durante il ministero degli esorcismi.

La prima cosa che mi colpisce, nell’esercizio del ministero dell’esorcismo, è il confronto tra l’azione del demonio, da una parte e quella di Dio dall’altra. Il demonio è prepotente, la sua furia distruttiva lo rende appariscente e sembra assorbire tutta la nostra attenzione; l’azione di Dio, invece, è nascosta, silenziosa, risanante, ma è quella che, alla fine, se si persevera, risulta efficace e vigorosa, imponendosi in modo invincibile. Mi consola grandemente, all’interno di questa esperienza, toccare quasi con mano l’intervento e l’azione materna della Madonna, la sua incessante e quasi tangibile presenza e protezione, ulteriore prova dell’insanabile conflitto tra Lei e le forze avverse del male. Gli atteggiamenti  e le reazioni dei demoni attestano la verità delle parole che Dio rivolse a Satana: «Porrò inimicizia tra te e la Donna tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gen 3,15) e confermano la materna intercessione  della Vergine, che, con amorevole e speciale sollecitudine e con immensa tenerezza di Madre, interviene accanto ai suoi figli sofferenti, lottando per essi e con essi contro Satana[1].

Preservata da ogni macchia di peccato sin dal primo momento della sua esistenza, la Vergine Maria è stata, è e sarà sino alla fine dei tempi la prima alleata di Dio e dell’uomo contro Satana e il male, coinvolta come nessun’altra creatura umana e angelica in tale lotta. Il suo è un ruolo unico, singolare e speciale.

Questo ruolo emerge in tutta la sua portata proprio durante il ministero degli esorcismi quando i demoni, urlando, si rivolgono a Lei con odio indicibile e, senza osare chiamarla per nome, se non rarissime volte, la apostrofano con tono sprezzante, dicendo: «quella», oppure «lei» aggiungendo un cumulo di volgarità e d’ingiurie contro la sua persona. Ma la santità e lo splendore di Maria la pongono così in alto tra tutte le creature, umane e angeliche, che spesso i demoni sono costretti a elogiarla per la grandezza, la potenza e il fulgore divino che splende in Lei. Questi momenti sono straordinariamente toccanti, perché i demoni, trovandosi accecati da così tanto splendore, che per essi è dolorosissimo, sono obbligati a testimoniare la dignità straordinaria della Madre di Dio tra tutte le creature umane e angeliche, ad affermare tutta la verità su di Lei e ad ammettere la loro completa impotenza di fronte ai voleri di Colei che, Dio, onnipotente per natura, avendola proclamata Regina dell’universo, ha reso onnipotente per grazia. C’è allora un curioso alternarsi di espressioni sprezzanti e volgari e di catechesi e lodi, che loro malgrado, i demoni sono costretti a pronunciare sulla Vergine Maria, con grandissimo disgusto.

Naturalmente, questo non aggiunge nulla a quello che già sappiamo e crediamo; tuttavia, per noi è estremamente consolante ed edificante constatare, in maniera così evidente, la validità e la forza delle verità della nostra fede a proposito della Vergine Maria, della sua santità incommensurabile e dei dogmi che la riguardano e riconoscere come Ella vince i demoni non con la violenza, né con discorsi persuasivi, ma con la sua umiltà e santità, con il suo essere tutta di Dio, e quindi in netto e assoluto contrasto al loro essere e al loro agire malefico.

Un giorno, durante un esorcismo il demonio disse urlando: «Io odio l’umiltà e odio tutti coloro che lo sono, Lei per prima! La sua umiltà mi umilia più che la potenza di Lui» (dicendo “Lui” si riferiva a Dio e dicendo “Lei” si riferiva alla Madonna). E aggiunse: «Lei non ha smesso un attimo di essere così stupidamente umile. Quanto non la sopporto! Quanto non la sopporto! Anche ora che è stata incoronata, che è la regina e ha intorno a sé angeli, arcangeli, serafini, è tra tutti sempre la più umile!».

Molti santi c’insegnano che la preghiera mariana è un’arma potente contro il demonio. Anche la nostra esperienza di esorcisti testimonia ad esempio che quando tra un esorcismo e l’altro preghiamo il Santo Rosario, il demonio inveisce violentemente persino contro la corona che abbiamo fra le mani, che definisce «catena maledetta, con la Croce in fondo» e io invece ripeto ogni volta la bella espressione del beato Bartolo Longo: «O catena dolce che ci unisci a Dio». Una volta, mentre il demonio -tramite la persona da lui posseduta- cercava di strapparmi dalle mani la corona del Rosario, esclamò con rabbia: “Chi si aggrappa a questa catena non si perderà mai”. Il demonio sa benissimo che il Rosario è una efficace pregheria che ci affida all’intercessione potente di Maria e ottiene la grazia che ci salva.

Un’altra volta, mentre stavo mettendo la corona del Rosario al collo di una persona posseduta, il demonio gridò, tentando di fermarmi: «Togli quelle rose: puzzano, puzzano quelle rose!». E io istintivamente ho detto: «Dove sono quelle rose?». E il demonio: «Le hai buttate sopra di lei! (si riferiva alla persona posseduta)». Quella persona, dopo l’esorcismo, mi ha riferito di non ricordare nulla di quello che le era accaduto, eccetto che, a un certo momento, si era sentita come avvolta da una corona di rose.

Un altro aspetto mariano che mi colpisce, durante gli esorcismi, negli atteggiamenti e nelle espressioni dei demoni, è il loro temere e odiare terribilmente l’offerta che facciamo di tutto noi stessi a Dio, per amore, in particolare se fatta in spirito di riparazione dei nostri peccati e dei peccati degli altri, porgendo previamente questa offerta nelle mani di Maria, affinché sia Lei stessa a presentarla a Dio. Ho sperimentato frequentemente la forza di tale offerta. Mi è capitato spesso, infatti, sia nel corso degli esorcismi, sia nel mio ministero sacerdotale, mentre ero a colloquio con la persona posseduta e le insegnavo come si vive l’offerta di sé a Dio, che il demonio, fino a quel momento nascosto, all’improvviso si manifestasse infuriato, poiché non sopportava che facessi tale catechesi. La stessa cosa accade quando, durante l’esorcismo, invito la persona – se è in grado di sentirmi – di offrire nel suo cuore a Dio, per le mani della Vergine, ciò che sta soffrendo: sempre, il demonio, a questo punto, s’infuria grandemente. Non sopporta questa offerta, che è per lui una grande sconfitta, perché quel male che lui ha fatto si trasforma in un bene per quella persona e per tante altre. Questa esperienza conferma dunque, con chiarezza, che tale offerta a Dio è un mezzo efficacissimo, non solo per sottrarre ai demoni i corpi da loro posseduti, ma anche – e soprattutto – per strappare ai loro artigli tante anime che vivono nel peccato.

Ho descritto diffusamente la mia esperienza personale sull’aspetto mariano degli esorcismi nel volume: “La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi” che ho pubblicato nel 2010 ed è stato successivamente tradotto in varie lingue tra cui il rumeno. Quindi rimando alla lettura di quel volume chi vorrà conoscere più ampiamente questa mia esperienza che in questa sede del Convegno, per motivi di tempo ho potuto descrivervi brevemente.

Con questo libro ho voluto unirmi al corteo delle anime di ogni tempo, innamorate della Vergine Maria, e spronare tutti a ricorrere con grande fiducia alla sua intercessione materna, in particolare mediante la conoscenza e l’esperienza dell’affidamento al suo Cuore Immacolato, al fine di cooperare con Lei, nella lotta che conduce con Cristo suo Figlio contro Satana e gli angeli ribelli, per il trionfo del Regno di Dio.

Ho inteso, inoltre, contribuire con questo testo a promuovere nei credenti una sempre più viva devozione mariana, animata dalla consapevolezza dell’inscindibile legame tra Cristo e la sua Madre Santissima nell’opera della Redenzione e ho cercato di favorire una esperienza personale sempre più viva della maternità della Madonna nei nostri confronti, incoraggiando ciascuno a rafforzare il proprio rapporto filiale verso di Lei chiedendo a Gesù di renderlo partecipe del suo stesso amore filiale per la Madre.

Auguro a tutti un buon proseguimento del Convegno. Dio vi benedica e la Vergine Maria vi custodisca sempre nel suo Cuore Materno.

[1] Ho riportato ampiamente la mia testimonianza su questo particolare e affascinante aspetto degli esorcismi in un volume, pubblicato con le Paoline Editoriali Libri, dal titolo: «La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi».

Chi giustifica la blasfemia aiuta il diavolo

da: IN TERRIS, 5 marzo 2020

Il capo mondiale degli esorcisti, padre Francesco Bamonte, mette in guardia dalle giustificazioni e dagli elogi di certi uomini di fede al video choc di Achile Lauro

di padre Francesco Bamonte

 

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In un momento critico per la nostra collettività è fondamentale poter contare su radici e valori granitici. Mentre la salute pubblica è messa a repentaglio da un virus ancora sconosciuto e quindi temibile, addolora dover registrare una grave legittimazione di condotte blasfeme e distruttive per l’identità religiosa e la dignità culturale di una bimillenaria civiltà cristiana come l’Italia.

All’Angelus, Papa Francesco ha messo in guardia dalla tentazione di dialogare con il male, chiarendo che l’argomento esclusivo del Vangelo è la Parola di Dio. Guai perciò a chi confonde l’opinione pubblica scandalizzando la sensibilità dei fedeli attraverso un inverecondo insulto a quanto esiste di più sacro. Proprio perché “Gesù non dialoga con il diavolo” va respinta fermamente “l’ebbrezza della tentazione”, come ha ribadito il Pontefice, quindi sconcerta e rattrista quando, addirittura tra coloro dai quali è doveroso attendersi parole di verità, si sparano pubblicamente elogi vergognosi per chi calpesta la dignità del credente.

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E c’è anche chi si permette malignamente di raffigurare in un video musicale la Vergine Maria come un’invasata discinta che sembra presiedere a condotte orgiastiche in un mucchio di corpi nudi e allucinati come in una messa nera. Ettore Petrolini, un secolo fa, fulminò ironicamente con una battuta uno scalmanato che tra il pubblico disturbava il suo avanspettacolo: “io non ce l’ho con te, ma con quello accanto a te che non ti butta di sotto”. Insomma il problema non è un improvvisato imitatore di rockstar sataniste e neppure il successo commerciale che incontra, bensì l’incredibile e scandaloso avallo ottenuto a sorpresa da chi istituzionalmente è tenuto a difendere e tramandare il “depositum fidei”.

Indossare il sacro abito (oggi persino deriso da chi dovrebbe farne la propria carta d’identità) comporta responsabilità sostanziali ma anche formali. Gesù condanna senza mezze misure chi suscita scandalo ai semplici, perciò non si riesce a capire come possa essere spacciata per “opera d’arte” una blasfema, volgare e gratuita offesa alla religione. Un vilipendio innanzitutto alla vera cultura e poi al senso religioso della vita che soprattutto in un momento collettivo così difficile rappresenta il collante morale della società. Non si adduca a pretesto la libertà di espressione artistica proprio nell’istante in cui si rade al suolo il significato più umano e personale della coscienza individuale e condivisa.

Viene da chiedersi quale sia la finalità di un’azione di sistematico elogio e di strumentale protezione nei confronti di un’operazione di marketing che ridicolizza, sporca e banalizza la caratura salvifica del sacrificio di un Figlio pianto da una Madre che da sola è rimasta ai piedi della Croce quando tutti gli altri erano scappati per viltà e ignavia. Ecco il punto: l’artista non è chi sfregia il sacro ma chi sa farlo emergere da un blocco di marmo fino a farne il proprio testamento spirituale divenuto l’emblema di un’umanità debitrice a Cristo del sacrificio da cui tutto è scaturito.

Il vero problema non sono i corpi nudi (ce ne sono ovunque nell’arte più sublime) bensì l’uso satanico di simboli religiosi per farsi notare, persino con l’ipocrisia di richiamare, fuori da ogni contesto plausibile, esempi altissimi di santità come quella del Poverello di Assisi. E non si venga a dire che giustificare ambiguamente, quando si è consacrata la propria vita al Signore, spudorate campagne autopromozionali, serva a redimere o ad avvicinare i giovani e i lontani.

Perché mai dovrebbe essere credibile chi svende quelli che dovrebbero essere i propri valori di riferimento? Un ex-baby detenuto al quale è stato chiesto il motivo dei propri crimini giovanili ha risposto: “Lo facevo per mancanza di adulti meritevoli di essere ascoltati”. Per questo nobilitare l’ignominia significa uccidere il sacro che è dentro ognuno di noi.

 

 

Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.) Note relative al testo: “A Children’s Book of Demons”, recentemente divulgato negli Stati Uniti.

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International Association of Exorcists

Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.)

Casella Postale 212

00120 Città del Vaticano SCV

  

Note relative al testo:

“A Children’s Book of Demons”,

recentemente divulgato negli Stati Uniti.

Roma, 11 dicembre 2019

“Kαὶ ἔθυσαν τοὺς υἱοὺς αὐτῶν καὶ τὰς θυγατέρας αὐτῶν τοῖς δαιμονίοις (Sacrificarono i propri figli e le proprie figlie ai demoni).” Sal 105,37 Versione LXX (cfr. Nuova Riveduta e Nuova Diodati Sal 106,37).

Al tempo odierno è palesemente in atto il tentativo di proporre alle nuove generazioni il satanismo come una normale alternativa agli altri culti, agli svariati percorsi iniziatici, alle diverse filosofie di vita. Si giunge persino ad affermare che se il culto al demonio si limita alla semplice celebrazione del demonio e chi lo pratica non commette dei reati, non c’è nulla di male. Questa affermazione denota mancanza di discernimento tra bene e male, perché il satanismo ha dei principi che affermano la sopraffazione della persona nella sua dignità e autonomia e quindi chi rende culto al demonio, prima o poi sarà certamente soggetto a un coinvolgimento interno che originerà un comportamento secondo principi lesivi e distruttivi della dignità umana.

Un ulteriore apporto dato al nefasto progetto di normalizzare il contatto con i demoni e presentare la pratica del satanismo come cosa buona e positiva, è la notizia giunta in questi giorni della pubblicazione, negli Stati Uniti, di un volume dal titolo “A Children’s Book of Demons”. Quel che, però, è ancor più tragico è che l’autore, Aaron Leighton, si rivolge apertamente a bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni, quindi a un pubblico particolarmente indifeso e condizionabile.

Nel volume “A Children’s Book of Demons” l’autore, interpellando i fanciulli, afferma: “Evocare i demoni non è mai stato così divertente.”. Questo è il riassunto che egli ne dà: “Non vuoi portare fuori la spazzatura stasera? Forse stai nuotando nei compiti? Forse quel grosso prepotente è un vero fastidio? Bene, prendi le tue matite colorate, e usando le abilità contenute nel disegno dei sigilli chiama alcuni demoni! Ma fai attenzione, anche se questi spiriti sono più sciocchi che spaventosi, sono sempre demoni”.

L’autore, senza alcun ritegno, presenta ai bambini l’evocazione dei demoni come qualche cosa di ordinario e di raccomandabile, invitandoli ad allearsi con loro, per trarne qualche vantaggio. In che modo insegna a evocare i demoni? Disegnando i sigilli demoniaci, cioè i simboli che li rappresentano. Vengono così riproposti ai bambini simboli molto simili a quelli riprodotti nei grimori, che nel mondo della magia sono dei manuali, nei quali vengono insegnate, con minuziosi dettagli, le procedure necessarie per contattare spiriti buoni o presunti tali e spiriti cattivi. Anche i satanisti si servono dei grimori, ovviamente rivolgendosi solo agli spiriti cattivi. Nel volume: “A Children’s Book of Demons”, l’autore, semplificando al massimo un grimorio, lo adatta ai bambini, lo trasforma cioè in un gioco divertente: i sigilli demoniaci fungono infatti da “numero di telefono”, per contattare gli spiriti del male.

Ma con i demoni non si scherza. Chi invita un bambino a evocare i demoni è come una persona che mettesse tra le mani di un fanciullo una bomba a mano, per giocare. Prima o poi il bambino tirerà via la spoletta e la bomba gli esploderà tra le mani.

Chi invita un bambino a evocare i demoni è come se gli dicesse che è possibile farsi aiutare da un criminale, per ottenere qualcosa.

Chi invita un bambino a evocare i demoni lo sta inducendo a perdere la sua identità, la sua personalità e ad essere distrutto moralmente, psicologicamente e spiritualmente.

Chi invita un bambino a evocare i demoni è già lui stesso un “alleato” dei demoni.

Chi invita un bambino a evocare i demoni lo sta ingannando e lo sta preparando ad essere un infelice, perché non li presenta quali essi sono realmente: angeli buoni, ma diventati volontariamente malvagi, nemici di Dio e dell’umanità; esseri pieni di odio verso ogni uomo, intenzionati a suggerirci ogni male e ogni perversità, con il solo fine di metterci l’uno contro l’altro e infine di separarci definitivamente da Dio e di condurci alla perdizione eterna, in una sofferenza senza fine. Sono presentati, invece, come esseri da poter facilmente evocare, con i quali è possibile allearsi, per ottenere qualche vantaggio.

“A Children’s Book of Demons” rappresenta, dunque, una ulteriore tappa di quell’oscuro progetto che, iniziato negli anni ‘70, si propone, partendo da un primo approccio generico all’esoterismo delle nuove generazioni, di scendere -gradino dopo gradino- sino alla esplicita proposta di rendere culto al demonio. Tale tenebrosa pratica viene presentata, alle nuove generazioni, come un atteggiamento buono e conveniente, sovvertendo totalmente il discernimento tra ciò che è bene e ciò che è male.

Si rifletta su ciò che Gesù afferma nel Vangelo riguardo agli scandali, e in particolare alle parole: «Chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare» (Mt 18,6).

Il Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Padre Francesco Bamonte, icms

SULLO SPETTACOLO TEATRALE L’ ESORCISTA

A cura del dott. Valter Cascioli

Medico Psichiatra e Psicoterapeuta

 

Lo spettacolo intitolato L’esorcista, vietato ai minori di anni 16, ha debuttato in Italia al Teatro Nuovo di Milano, è andato in scena a Roma, martedì 12 novembre 2019 al Teatro Olimpico, replicando per altre tre serate. È liberamente tratto dal celeberrimo film del regista statunitense William Friedkin, The Exorcist del 1973 e dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty, autore anche della sceneggiatura cinematografica.

L’adattamento teatrale dello spettacolo è dello statunitense John Pielmeier, la regia è del milanese Alberto Ferrari. I protagonisti sono gli attori Gianni Garko, nel ruolo di padre Merrin, Viola Graziosi, nel ruolo di Chris (la madre di Regan MacNail) e l’attrice Claudia Campolongo, nella parte di Regan, la ragazza dodicenne posseduta dal demonio.

Dopo aver fatto tappa a Roma, la stessa compagnia teatrale proseguirà il tour italiano a Verona e a Torino. Per la cronaca, questa stessa opera teatrale venne presentata, in prima mondiale, al Gil Gates Theater di Los Angeles nel 2012.

Lo spettacolo messo in scena a Roma vuole, a tutti i costi coinvolgere emotivamente lo spettatore, avvalendosi di un’esperienza immersiva multimediale, con luci intermittenti stroboscopiche, suoni bassi esaltati da potenti subwoofer, musica inquietante ed effetti speciali a iosa (lampi, tuoni, “levitazione” sul palco, ecc.), proiezioni e scenografia multipla (sul palcoscenico si assiste, simultaneamente, a scene diverse).

Il regista, Alberto Ferrari, in una sua dichiarazione programmatica, afferma testualmente: “quello che verrà realmente messo in scena sarà la natura umana… messa a nudo, indifesa e piena di tremori”. Così, analogamente, nella stessa presentazione dell’opera si enfatizza questo aspetto emblematico e tragicamente equivocato riguardo alla fede religiosa: “la prova di fede più agghiacciante ed estrema prende  vita  sul  palco,  trasformando  le

inquietanti battaglie del bene contro il male, della fede contro il dubbio e dell’ego contro l’ethos”.

 

Anche in quest’opera teatrale si è voluto cavalcare, in modo sensazionalistico e spettacolare, quell’immaginario collettivo, frutto di luoghi comuni e pregiudizi sul Ministero ecclesiale dell’Esorcismo, al quale si rifà la letteratura e la cinematografia che tratta l’argomento. Gli ingredienti base della ricetta sono, purtroppo, come sempre, la paura e l’horror, che in modo irriverente sembra investire la figura stessa del fantomatico sacerdote-psichiatra, chiamato a liberare la ragazza posseduta.

Padre Damien – il sacerdote nella duplice veste di esorcista e di psichiatra- viene, infatti, presentato come una figura anodina di  sacerdote in crisi – come un po’ tutti i personaggi – per quanto riguarda la sua fede e le convinzioni personali di fronte alle manifestazioni dell’attività demoniaca straordinaria (manifestazioni alle quali chi ha realizzato quest’opera teatrale sembra non credere affatto).

Come se non bastasse, il regista teatrale, rincalza la dose, affermando in maniera quasi apodittica, nel corso di una recente intervista: “i preti sono sempre in un momento delicato della loro fede, perché mantenerla a lungo e con convinzione è un esercizio molto faticoso”. Bontà sua. Al di là delle facili generalizzazioni e dei luoghi comuni, c’è da sperare che parli con cognizione di causa, almeno quando tratta di cose che conosce per esperienza diretta.

Ma torniamo a considerare l’opera teatrale. Ancora una volta la trama gioca sul tragico ed inquietante equivoco col quale l’autore sembra volutamente confondere la possessione diabolica – che non riconosce come tale – con la malattia mentale. Uno dei protagonisti recita, infatti, come da copione: “Gli unici veri demoni sono quelli nella nostra mente”.

Lo spettacolo, tra colpi di scena e nonsense, raggiunge il climax voluto dal suo autore quando in modo irriverente e blasfemo, l’attore che impersonifica l’esorcista, rivolgendosi provocatoriamente alla madre della posseduta, che lo implora in modo accorato di liberare la figlia, dice di tutta risposta: “Se Gesù avesse parlato di schizofrenia ai suoi tempi, forse l’avrebbero crocifisso con tre anni di anticipo”.

Al di là della pessima boutade, allo spettatore attento viene spontaneo chiedersi se l’autore del testo abbia mai letto i Vangeli e sia a conoscenza delle guarigioni e delle liberazioni operate da Gesù nei tre anni della sua vita pubblica. Oltretutto, dall’analisi del testo comprenderebbe, intelligenti pauca, che gli stessi atteggiamenti, i comportamenti e le parole di Cristo, sono diversi a seconda che si tratti di una malattia da guarire o di una persona posseduta. Ma tutto questo pare sfuggire ai nostri baldanzosi teatranti, che sembrano a loro agio nel mettere in scena una paradossale e tragica commedia degli errori ante litteram.

In conclusione, al di là delle trovate sceniche, usate per tenere desta l’attenzione dello spettatore e che giungono fino a violentarlo emotivamente, è l’incubo kafkiano a farla da padrone, rasentando la dimensione onirica di un incubo notturno. La trama e i dialoghi restano, comunque, particolarmente dissacratori e blasfemi nei confronti dei sacerdoti, della fede cristiana e della figura del Cristo: Gesù sarebbe morto sulla croce, a detta dello spirito che possiede Regan, unicamente per la sua gloria personale. Tale, dunque, la cifra caratteristica di quest’opera che, del resto, già conoscevamo dai tempi del film L’Esorcista. In ultimo, nella scena finale, si raggiunge l’apoteosi della dissacrazione, quando uno dei due sacerdoti decide di consegnarsi al demonio, in cambio della liberazione della ragazza posseduta. Incredibile dictu!

Va da sé che la realtà è tutt’altra cosa. Basta chiederlo ad un sacerdote esorcista, che spende la propria vita per amore del prossimo, esercitando un ministero di consolazione e di misericordia a favore dell’uomo colpito dal male. Basta domandarlo ad una delle tante persone che soffrono a causa dell’attività demoniaca straordinaria che, come ricorda papa Francesco, appartengono alle periferie esistenziali dell’umanità. Quelle stesse persone che la Conferenza Episcopale Italiana, nelle Premesse al rituale degli esorcismi chiama “i più poveri dei poveri”!

A noi il dovere di riconoscerle come tali, rispettarle, accoglierle, consolarle, accompagnandole verso la liberazione dal mysterium iniquitatis.

Halloween: vescovi Romania, “è l’anticamera dell’esoterismo e dell’occultismo e distrugge le nostre tradizioni”

Agenzia SIR della Conferenza Episcopale Italiana

Giovedì 30 ottobre 2019

 

“Questa festa è stata concertata per distruggere la solennità di Ognissanti”. Lo ha affermato mons. Virgil Bercea, vescovo greco-cattolico di Oradea, città nel nord della Romania prossima al confine con l’Ungheria, a proposito della festa di Halloween, veicolata dai modelli consumistici occidentali e diffusa anche in Romania, una nazione che conserva, soprattutto nelle zone rurali, le tradizioni religiose della ritualità agraria: nulla a che vedere con la celebrazione dell’orrido e del malefico di provenienza anglosassone.

“Da noi in passato, in tutta la Transilvania – prosegue il presule –, con l’arrivo dell’autunno si celebravano le feste del raccolto e i ragazzi si mascheravano girando la sera per i villaggi, ma con gioia, non certo con il gusto del macabro”.

Il vescovo lamenta che in questi trent’anni seguiti alla fine del regime comunista si sia verificata una profonda americanizzazione delle abitudini della popolazione e non ha dubbi:

“Si tratta di un grande affare economico. Nelle mie lettere pastorali ho richiamato la centralità della festa di Tutti i Santi. Nelle scuole non dovrebbero aderire a queste mode. A mio avviso, occorrerebbe uno sforzo pastorale congiunto dell’episcopato su questo tema”.

Il vescovo spiega inoltre che in alcune zone della Romania le Chiese di rito orientale osservano sempre più di frequente le pratiche di suffragio dei defunti per Ognissanti, tradizionalmente svolte l’8 novembre, festa dei tre Arcangeli.

“Questo avviene – conclude mons. Bercea – anche da parte degli ortodossi. Un elemento questo che speriamo favorisca finalmente la celebrazione congiunta della Pasqua”.

Quattro anni fa, il 30 ottobre 2015, le cronache romene furono segnate dalla tragedia del Club Colectiv, discoteca di Bucarest in cui morirono 64 persone in seguito allo scoppio di un incendio e al mancato funzionamento delle misure di sicurezza. La concomitanza dell’incidente con la ricorrenza di Halloween generò dubbi e interrogativi in seno agli ambienti ecclesiastici romeni e presso l’opinione pubblica. Ma già allora i vescovi cattolici romeni avevano preso una posizione netta contro il “fenomeno Halloween”, con precise raccomandazioni pastorali dirette a un corretto discernimento nei confronti di una pratica ritenuta l’anticamera all’ingresso in circoli occulti ed esoterici. E non per caso gli utenti romeni di Facebook, in questi giorni che precedono il 31 ottobre, sono regolarmente martellati dagli annunci pubblicitari di fattucchiere e cartomanti. Malgrado ciò, proprio in vista di Halloween, dall’Italia si organizzano viaggi in Transilvania (pure da circoli ricreativi di enti pubblici). Sul web si segnalano mete ben precise: il castello di Bran (che non ha niente a che vedere con Dracula), nei pressi della città di Brasov, dove trascorrere la notte del 31 ottobre o, sempre in Transilvania, la foresta di Hoia Baciu, alla periferia di Cluj-Napoca.

LE RADICI PAGANE ED ESOTERICHE DEL FENOMENO HALLOWEEN

Relazione di padre Francesco Bamonte, icms,

presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Roma, 31 ottobre 2019

 

Il mese di ottobre, da alcuni decenni è diventato un tempo di frenetica preparazione a un vero e proprio rito collettivo che prende il nome di halloween. All’avvicinarsi della notte tra il 31 ottobre il 1º novembre vetrine di negozi, bar, pasticcerie, ristoranti, vengono adornate con zucche, finte ragnatele, finti pipistrelli, scheletri e con raffigurazioni che richiamano alla morte in modo ironico e spaventoso. Gli asili, le aule delle scuole e i corridoi, dove vengono censurati simboli che richiamano la fede e la cultura cristiana, vengono in questi giorni addobbati con maschere mostruose che sono una vera e propria esaltazione del macabro e del mostruoso. Temi in classe o compiti a casa che hanno come argomento halloween, addirittura poesie e filastrocche orribili da imparare a memoria, come vedremo nella seconda parte di questa relazione.

I personaggi di halloween sono figure terrificanti di mostri, vampiri, dracula, fantasmi, licantropi, zombi, streghe, diavoli, pagliacci horror, teschi insanguinati, teste trapassate da pugnali o da asce e persino rappresentazioni raccapriccianti e oltremodo oltraggiose della dignità umana quali cadaveri deturpati o tagliati a pezzi.

Negozi di giocattoli, riviste per ragazzi, siti internet richiamano continuamente ad halloween con queste rappresentazioni e con questi simboli.

Bambini, adolescenti e adulti indossano maschere e costumi che richiamano a questi temi di orrore che nulla a che fare non solo con la festa di “Tutti i Santi” del 1° novembre e la Commemorazione dei Fedeli defunti il 2 novembre, ma neppure con la festa del carnevale caratterizzata dall’uso di costumi divertenti e colorati. Inoltre il nome carnevale è una contrazione di “carne−levare” (levare la carne, togliere la carne) che richiama a un momento giocoso e allegro trascorso prima del lungo periodo quaresimale di penitenza e di astensione dal mangiare la carne.

A differenza del carnevale, inoltre, halloween rende gli ambienti spettrali con decorazioni fatte di lampadari con simboli lugubri, tovaglie con teschi e raffigurazioni di ragnatele, alberi stregati, bare dalle quali escono esseri spaventosi, ecc.

Il tema delle maschere di halloween non è liberamente scelto come a carnevale, ma deve riprodurre qualcosa di macabro, che abbia a che fare con la morte in modo spaventoso e satirico.

L’inganno usato in un primo momento dalle grandi aziende e successivamente dai mass-media che a partire dagli anni 50 (come vedremo), ha favorito, sostenuto e diffuso in modo sempre più insistente il fenomeno halloween, è scherzare sulla paura, sugli spiriti, sulla violenza più disumana, sulla morte, sui demoni.

Come si può sorridere e festeggiare su tutto ciò? Ci troviamo davvero davanti a un fenomeno irrazionale che manifesta una drammatica perdita della capacità di discernimento tra il bene e il male. «Halloween -infatti- festeggia ciò che di più tragico si possa immaginare e cioè l’incombere sull’umanità delle forze del male che vogliono spegnere proprio quella luce che Cristo ha portato sulla terra»[1].

Come è stato possibile che la ricorrenza di Tutti i Santi in inglese chiamata “All Hallow(s)” e la sua vigilia “All Hallows’Even” (letteralmente “Vigilia di Tutti i Santi”) sia entrata in competizione con questa esaltazione insensata del macabro, dell’orrore e del demoniaco e abbia preso il nome di halloween? Il termine halloween è infatti la forma abbreviata dell’espressione “All Hallows’Even”.

A partire dal IV sec. d.C. era in uso nella Chiesa solo la Commemorazione dei Martiri, i cui primi riferimenti storici, rintracciati in Antiochia, danno come collocazione temporale la domenica successiva alla Pentecoste.

Sant’Efrem il Siro parla di questa festa, collocandola al 13 maggio.

La Commemorazione dei Martiri, nel 609, sotto il pontificato di Bonifacio IV divenne la festa di “Tutti i Santi” e fu fissata al 13 maggio (data in cui nel mondo pagano romano venivano festeggiati i Lemuria o i Parentalia, in onore dei defunti della famiglia).

Tre secoli dopo, nell’835, papa Gregorio IV decise di trasferire la festa di “Tutti i Santi” dal 13 maggio al 1° novembre e stabilì che fosse festa di precetto. Il motivo di tale decisione fu dovuto al fatto che tra il 31 ottobre e il 1° novembre in varie zone dell’Europa, soprattutto nel mondo anglosassone, era ancora molto viva la festa di Samahin (leggi: Soìn). Egli cercò in tal modo di soppiantare quella festa pagana.

Per comprendere il fenomeno di massa che ha preso il nome di halloween, bisogna pertanto conoscere meglio chi erano i Celti, perché la festa di Samahin era celebrata da quelle popolazioni di stirpe indoeuropea, chiamate appunto Celti, collocate inizialmente in una ristretta zona compresa tra l’alto Reno e le sorgenti del Danubio, pressappoco al confine tra le attuali Francia, Germania e Svizzera.

I primi segnali certi della loro presenza in Europa risalgono al V sec. a.C. e raggiunsero l’apice dell’espansione tra il IV e il III sec. a.C., periodo in cui si possono rilevare tracce della loro presenza in Irlanda, nella penisola anatolica (attuale Turchia), Spagna, Gran Bretagna Italia, Francia e in parte dell’Europa centrale.

I Celti erano divisi in grandi gruppi o clan ben distinti, ma che avevano molte cose in comune fra loro: l’essere inizialmente nomadi, avere una economia basata sulla pastorizia, sull’allevamento dei cavalli, e la divisione in precise classi sociali: guerrieri, nobili, contadini e druidi.

Questi ultimi, costituivano la casta più influente e potente. A loro erano riservati i compiti religiosi, giudiziari e culturali. Facevano rispettare le leggi e osservare le festività del calendario fondato su una visione religiosa caratterizzata essenzialmente dal politeismo naturalista per cui adoravano molte divinità legate alla natura e coltivavano la credenza della reincarnazione dopo la morte.

Il loro essere così divisi finì però per renderli strutturalmente deboli davanti alle pressioni esercitate da popolazioni ben più organizzate quali i Germani e i Romani, per cui furono facilmente soggiogati e poi assimilati, negli usi e costumi.

Solo nelle isole britanniche, in particolare in Irlanda, che non fu mai conquistata dall’impero romano, rimase traccia della loro religiosità, della loro cultura pagana e della loro lingua.

Le festività religiose erano legate al ciclo lunare e al ciclo solare.

Quelle legate al ciclo lunare si chiamavano: Imbolc, Beltane, Lughnasadh[2] e Samahin; quelle legate al ciclo solare si chiamavano: Yule, Ostara, Litha, Mabon. Come vedremo nella seconda parte di questa relazione, questo stesso calendario viene seguito puntualmente dall’antica stregoneria del mondo occidentale, dalla neostregoneria odierna che si è costituita addirittura in un movimento che prende il nome di Wicca e dai cultori di satana denominati anche satanisti.

Bisogna considerare che i Celti non seguivano il calendario solare, ma il calendario lunare diviso in 12 mesi composti da 28 giorni e da un 13º mese, che faceva coincidere il ciclo lunare con quello solare.

Le feste cominciavano al tramonto del giorno che le precedeva, in quanto il calendario celtico faceva iniziare il giorno successivo dal tramonto del sole e non come da noi dopo la mezzanotte.

Ci potremmo soffermare sul significato e sui riti di ognuna di queste feste, ma tratterò solo di quella che a noi interessa maggiormente per risalire alle radici del fenomeno halloween e comprenderlo: la festa di Samahin.

La parola Samhain significa fine estate, una festa che veniva celebrata tra fine ottobre e i primi di novembre.

I Celti non avevano l’autunno come nel nostro calendario, per cui il passaggio da ottobre a novembre era, da loro, considerato il passaggio dall’estate all’inverno e poiché in quel periodo dell’anno la luce solare va via via diminuendo, erano convinti che la divinità delle tenebre e della morte prevalesse sulla divinità della luce.

Durante la diminuzione delle ore di luce e l’aumento delle ore di buio, i Celti credevano inoltre che le porte tra il mondo dei vivi e quello dei morti si aprissero permettendo alle anime dei defunti di tornare sulla terra nei luoghi dove erano vissute, alcune anche con sembianze di animali.

Si aprivano però anche le porte agli spiriti maligni, per cui coloro che festeggiavano usavano indossare maschere e ricoprire il corpo con pelli di animali, credendo in tal modo di poter nascondere la propria identità agli spiriti maligni.

La festa aveva inizio tre giorni prima di Samhain e terminava tre giorni dopo, quindi le celebrazioni duravano una settimana.

La partecipazione alle celebrazioni era obbligatoria per tutto il popolo, dal re all’ultimo dei servi, pena una maledizione che si credeva conducesse alla pazzia e alla morte.

I festeggiamenti erano caratterizzati da riti in onore del dio delle tenebre e della morte e si concretizzavano in atti orgiastici con uso di alcolici e una sorte di possessione dei corpi dei festeggianti da parte di quelle che venivano considerate le anime vaganti. Molti trascorrevano le notti in stato di trance, privi della propria coscienza, alcuni però avevano il compito di rimanere estranei a questa sorta di possessione –  per garantire la sicurezza durante i riti –  limitandosi a partecipare dall’esterno senza lasciarsi possedere dalle anime vaganti.

Durante i momenti di possessione si svolgevano anche divinazioni, rituali magici e incantesimi. I sacerdoti druidi realizzavano anche speciali amuleti che la gente doveva porre fuori dalle abitazioni o indossare per proteggersi dagli influssi degli spiriti maligni.

Uno di questi amuleti era costituito da una lanterna che veniva ricavata svuotando una rapa, incidendo in essa la forma di un volto umano e ponendo al suo interno una candela accesa, realizzata con il grasso degli animali sacrificati.

Da questa usanza del mondo celtico deriverà, secoli dopo, per gli irlandesi immigrati in America, la sostituzione delle rape con le zucche, diffusissime sul suolo americano e molto più grandi e spaziose delle rape. La zucca, infatti, non esisteva in Europa. È un ortaggio che l’Europa ha importato dall’America.

Tornando alla descrizione dei giorni di festeggiamento di Samhain tra i Celti, nelle case si lasciava un posto a tavola apparecchiato per il defunto che, in quelle notti, si credeva avrebbe desinato con i propri cari.

In quelle stesse notti i sacerdoti druidi passavano di casa in casa e ognuno doveva consegnare loro qualcosa dei propri averi, altrimenti veniva maledetto.

Tutto quanto fin qui descritto, culminava con il propiziarsi una divinità della fertilità chiamata Crom Cruach, sacrificando non solo animali, ma anche esseri umani. Le parole Crom Cruach si presentano in varie forme e possono essere interpretate in vari modi. In lingua gaelica[3] Crom significa “curvo”, piegato”, mentre Cruach ha diversi significati: sanguinoso, massacro, ecatombe o mucchio. Quindi Crom Cruach potrebbe significare (pietra) curva e insanguinata, testa dell’ecatombe o testa del mucchio (di grano). In genere era coperta d’oro e d’argento e intorno ad essa venivano collocate circolarmente dodici piccole figure di bronzo o dodici pietre.

Le vittime sacrificali, in genere, erano criminali riconosciuti colpevoli oppure, se questi scarseggiavano, si rimpiazzavano con vittime innocenti o all’occorrenza i druidi sacrificavano i loro stessi colleghi, come dimostrano ritrovamenti di resti che hanno confermato queste orribili pratiche finalizzate alla propiziazione della divinità per ottenere in cambio l’aiuto per vincere le battaglie quando si andava in guerra, per ottenere abbondanza di latte e grano o la guarigione di un alto personaggio ammalato[4].

Si narra che San Patrizio, nella sua opera di evangelizzazione dell’Irlanda avvicinandosi a un idolo Crom Cruach, alzasse il bastone pastorale e immediatamente si manifestasse il demonio che abitava nell’idolo di pietra. San Patrizio gli ordinò di tornarsene all’inferno e subito l’idolo cadde faccia a terra mentre le dodici pietre che circondavano l’idolo affondarono nella terra.

Sotto la regia di un druido, poteva avere luogo anche il rito del paiolo, cioè di un pentolone chiamato Gundestrup sul quale gli addetti tagliavano la gola ai prigionieri. Secondo il modo in cui il sangue colava nel paiolo, i druidi traevano i loro presagi e le loro divinazioni.

Era molto diffusa nel mondo celtico anche la divinizzazione degli animali maschi dotati di corna, specialmente dei cervi. La sua rappresentazione prendeva il nome di Cernunno. Negli elementi archeologici giunti fino a noi lo troviamo scolpito anche sui grandi pentoloni di Gundestrup. Cernunno era considerato il dio della virilità, della fecondità, della caccia, della guerra, dell’abbondanza, degli animali, della natura selvaggia ed era particolarmente legato ai cicli della natura e anche della morte e dell’oltretomba.

Oltre a essere una festa principalmente religiosa che si svolgeva nelle modalità sin qui descritte, Samhain era anche un’importante occasione di incontro tra tutte le tribù per discutere su argomenti di interesse comune quali ad esempio, iniziare o non iniziare una guerra, organizzare matrimoni tra gruppi diversi, stilare contratti commerciali. Contemporaneamente si rimpinzavano con noci, carne di maiale, birra o bevande alcoliche.

Dopo aver conosciuto che cosa era e come si svolgeva la festa di Samhain, cerchiamo di capire come sia giunta ai nostri tempi riproposta sotto le mentite spoglie di festa innocente e divertente.

A seguito della scoperta dell’America i primi immigrati irlandesi vi giunsero nel 1621. Trovandosi davanti a un forte presenza di protestanti che li avevano preceduti, i quali avevano abolito molte delle ricorrenze cattoliche, la festa di “Tutti i Santi” per gli immigrati irlandesi si trasformò in una festa di paese, priva di ogni riferimento religioso cattolico, legandosi strettamente ai valori contadini del tempo e finendo per celebrare l’abbondanza dei raccolti.

Questo processo favorì tra gli irlandesi la ripresa dell’antico uso celtico della lanterna, cominciarono a utilizzare non più la rapa ma la zucca assai diffusa sul suolo americano e molto più grande della rapa.

Le diverse comunità irlandesi organizzavano nella festa di “Tutti i Santi” giochi ed eventi pubblici, durante i quali si raccontavano storie di fantasmi, si ballava e si cantava insieme.

Fino alla prima metà del XIX secolo, in America del nord, halloween conservò questa dimensione ludica e aggregativa.

La ritualità dei tempi odierni non era ancora celebrata.

A seguito di una grave carestia sopraggiunta nel 1845 che durò vari anni, dovuta alla distruzione dei raccolti di pomodori e di patate che era la coltivazione su cui allora si reggeva quasi completamente l’economia dell’Irlanda, vi fu intorno al 1850 un nuovo grande flusso migratorio di Irlandesi in America, e tra la fine del 1880 e inizio del 1900, il modo più comune per celebrare la festa di “Tutti i Santi” divenne quello di organizzare party.

«Privata o pubblica, questa festa era presentata come un innocuo momento di svago, anche se, con ingannevoli richiami a un mondo ultraterreno pauroso, la festa cominciò ad assumere una connotazione sempre più esoterica.

Tra le giovani donne in maniera subdola, apparentemente innocente, venne diffusa la credenza che in quella notte fosse possibile, attraverso strani incantesimi, conoscere il nome o l’aspetto del proprio futuro marito»[5].

Per la prima volta nel 1911, un giornale di Kingston (Ontario) pubblicò un articolo nel quale si parlava di alcuni bambini che, travestiti, avevano passeggiato per le vie della città.

A partire dagli anni 30 alcune aziende americane, cominciarono a produrre, su scala industriale, abiti e costumi per halloween, acquistati dai cittadini all’interno dei supermarket e dei negozi per bambini.

I personaggi più utilizzati erano (ma a tutt’oggi sono) vampiri, zombie, lupi mannari, fantasmi, scheletri e streghe.

«Negli anni tra il 1920 e il 1930, la festa divenne sempre più un intrattenimento per tutti; venivano organizzate parate cittadine e spettacoli nelle piazze.

Però mentre si svolgevano i festeggiamenti notturni, iniziarono a verificarsi atti vandalici e furti, che crearono allarme nell’intera comunità.

Per arginare questo fenomeno e far sì che halloween evolvesse in una festa rivolta soprattutto ai giovani passarono alcuni anni.

In seguito al forte incremento delle nascite, avvenuto negli anni 50, gli organizzatori fecero sì che i festeggiamenti si spostassero dalle piazze alle aule scolastiche e alle case private, perché anche i bambini potessero essere massicciamente coinvolti.

Proprio grazie a questa evoluzione della festività, si diffuse negli Stati Uniti l’usanza di mandare i bambini e i ragazzi di casa in casa coinvolgendo in tal modo tutte le famiglie e l’intera comunità alla festa, chiedendo semplicemente di regalare loro dolcetti o caramelle. Ai bambini fu insegnato che quando gli veniva aperta la porta avrebbero dovuto dire trick-or-treat.

Cosa significa trick-or-treat?  Tradotto letteralmente dall’inglese vuol dire “trucco o divertimento” e in italiano è espresso con i termini “dolcetto o scherzetto”: vi è nascosto il significato originario di “sacrificio o maledizione”,[6] che rievoca l’antico obbligo per i Celti di dover lasciare offerte ai sacerdoti druidi nelle notti di Samhain.

Lo “scherzetto”, per coloro che non volevano sacrificare niente dei propri averi, era appunto la maledizione. Alcuni fanno risalire l’espressione trick-or-treat a un’usanza del periodo medievale quando durante la notte di “Tutti i Santi”, i mendicanti, passavano di casa in casa chiedendo offerte. A chi faceva l’elemosina veniva fatta una promessa: “Pregherò per i tuoi defunti!”. Tuttavia l’indole ricattatoria dell’espressione usata: “dolcetto o scherzetto”, rende certo il legame con la prassi minacciosa dei sacerdoti druidi. Senza dubbio, quindi, per il mondo dell’occulto la reale domanda, da molti banalizzata o ignorata, è: “offerta o maledizione?”.

Questa mescolanza di folklore e credenze, religione e superstizione, negli anni è divenuta una delle principali festività statunitensi.

Nasce, così, la falsa “antica tradizione”, a marchio USA!

In realtà, stiamo parlando di una festa che nelle modalità in cui viene celebrata oggi, è abbastanza recente e che, nell’intenzione degli organizzatori, doveva divenire accattivante e coinvolgere il maggior numero di persone possibile.

Un’operazione “paganeggiante” perfettamente riuscita, grazie all’imponente impiego della pubblicità, dei mezzi di comunicazione di massa e alla spinta fornita dagli interessi finanziari di innumerevoli grandi aziende.

Proprio a causa dei crescenti interessi in ballo … i mass-media, ben preparati, sono stati attenti a presentarla come una ricorrenza laica, scevra da qualsiasi elemento religioso, ma non è così.

Il significato è religioso, ma di una religione pagana.

Se questo significato fosse conosciuto in modo chiaro –  essendo un’offerta di prodotti rivolta a bambini e adolescenti, veri protagonisti principali e consumatori finali – vi sarebbe il crollo degli introiti per molte multinazionali in quanto un genitore, se conoscesse tutti i riti sottaciuti, nascosti alla maggior parte della gente, difficilmente sarebbe disposto a regalare maschere orrifiche o mandare in giro di notte i propri figli.

Probabilmente si troverebbe ben poco da “festeggiare”, decretando la fine di questa illusoria celebrazione magico – commerciale»[7].

Ci chiediamo come sia stato possibile che, nel giro di quattro decenni, in un paese di tradizione cattolica come l’Italia, halloween abbia assunto le dimensioni e la popolarità attuali?

In Italia, come in molti altri paesi occidentali, halloween è stato proposto al vasto pubblico principalmente attraverso il cinema.

«Era il 1978 quando nelle sale cinematografiche fu proiettato il film “Halloween – La notte delle streghe”, diretto da John Carpenter.

La trama del film è di per sé paurosa e violenta, carica di una atmosfera cupa e angosciante, incentrata tutta sulla psiche malata di un serial killer, nella città di Haddonfiled, Illinois.

La scena iniziale si apre con una filastrocca che introduce alla macabra atmosfera di halloween:

Malocchio e gatti neri, malefici misteri

il grido di un bambino bruciato nel camino

nell’ occhio di una strega, il diavolo s’annega

e spunta fuori l’ombra: l’ombra della strega!

La vigilia d’Ognissanti han paura tutti quanti:

è la notte delle streghe!

(Chi non paga presto piange!).

Nelle strofe successive, un bambino di sei anni, Michael Myers, accoltella e uccide la sorella maggiore durante la notte di halloween.

Da allora, Michael viene internato in un ospedale psichiatrico sotto l’osservazione dello psicologo Samuel Loomis.

Trascorsi però 15 anni, di nuovo nella notte di halloween, Michael riesce a fuggire e ritorna nella sua città, dove in poco tempo uccide i tre amici di una baby-sitter di nome Laurie.

Quest’ultima, quarta vittima designata, riesce a sfuggirgli grazie al dottor Loomis che dopo aver inseguito e rintracciato il suo ex paziente, riesce a impedire l’assassinio della ragazza, sparando sul folle numerosi colpi di pistola, in direzione del cuore e della testa. Il serial killer, appena colpito a morte, cade dal balcone, ma quando il dottore si affaccia a guardare, il suo cadavere è scomparso.

Quel film ebbe un così grande successo per cui dal 1978 ad oggi ne sono stati prodotti una decina tra sequel e prequel.

Unica costante, comune a tutti, è la descrizione della violenza e del terrore che si scatenano durante la notte di halloween.

Attraverso quel film scellerato, la conoscenza di halloween si è diffusa in modo inarrestabile in tanti Paesi, compresa l’Italia.

Negli anni seguenti l’uscita del film, le grandi multinazionali dell’intrattenimento hanno pensato di spingere ulteriormente l’evento…

I media e le testate giornalistiche hanno evidenziato, in modo martellante, con settimane di anticipo, l’arrivo del fatidico 31 ottobre, notte in cui si è quasi obbligati dall’insistente pubblicità, a dover festeggiare halloween.

Banale dirlo, ma grazie a questa strategia di marketing,  anche in Italia, in pochi anni, halloween si è traformato – da evento misconosciuto qual era  – ad uno degli appuntamenti più noti e seguiti dal pubblico giovanile.

Come, come si sa, i ragazzi – per lo più per inesperienza –  troppo facilmente si lasciano abbindolare, molto facilmente, da ciò che è di moda senza chiedersi se, sotto l’apparenza ludica, non si nasconda, purtroppo, qualcosa di pericoloso»[8].

Il fenomeno mostruoso di halloween a confronto con la bellezza di Dio

Noi sappiamo che Gesù è Dio, ed essendo Dio è la Verità, la Bontà, la Bellezza e la sua Mamma lo riflette pienamente! Guardando la loro bellezza e innamorandosene, non si riesce, se non con una grande difficoltà, a guardare anche per un solo istante halloween.

Halloween di fatto non propone niente di vero, niente di buono e non mostra niente di bello. Di conseguenza non mi sento aiutato ad essere più vero, più buono e a percorrere un cammino di bellezza e questo mi preoccupa dal momento che mi è stato insegnato che è la Bellezza che salverà il mondo. Il papa San Paolo VI quando intervenne al Congresso Mariologico del 1975, affermò, ripetendo quello che altri avevano già detto prima di lui: “Solo la bellezza salverà il mondo”, quindi è vero anche il contrario e cioè che la bruttezza manda il mondo in perdizione anche perché il bello è uno con il buono e con il vero e l’uno si risolve nell’altro. Halloween “imprime quanto meno la bruttezza. E imprimendo nei bambini la bruttezza, il gusto dell’orrido, del mostruoso, del macabro, del demoniaco messo allo stesso livello del bello, li orienta in qualche modo al male. Orientare alla bruttezza vuol dire infatti orientare in direzione opposta a ciò che è buono e a ciò che è vero e quindi orientare in opposizione a Dio perché in definitiva Dio, Gesù Cristo sono l’unico vero, l’unico buono e l’unico bello.

In Paradiso, dove regna la sola bontà, tutto è bello. All’Inferno, dove si respira solo odio, tutto è brutto. I bambini hanno bisogno di bellezza, non di bruttezza, perché hanno bisogno di bontà, non di cattiveria. Ed è quella bellezza che porta a Dio che li aiuta a discernere tra ciò che è buono e ciò che invece è cattivo e porta al nemico di Dio.

Questa è la pericolosità di halloween che mette veramente in una condizione disumana. Pensare di potersi illudere con ciò che è brutto, orrido, macabro, demoniaco e quindi con ciò che è orientato al cattivo e al falso è da folli, soprattutto se questo poi lo si fa nei confronti dei bambini che sono gli esseri umani più malleabili, più vulnerabili, più fragili.

L’atteggiamento nei confronti della festa di halloween per analogia che vale quello che vale, può essere paragonato all’atteggiamento in occasione della festa del Natale. A Natale c’è una minoranza, sempre in diminuzione, che lo festeggia in rapporto a Gesù Cristo, nel desiderio, nella fede, nella memoria e nell’amore per Gesù e c’è una maggioranza, sempre in crescendo che lo festeggia invece nell’aspetto meramente consumistico che con il Natale non c’entrano proprio niente.

Analogamente halloween è caratterizzato da una minoranza in crescendo che lo festeggia intenzionalmente in rapporto a Satana e c’è una maggioranza che lo vive invece come momento di diversione, di evasione, di divertimento. Questi ultimi possono benissimo obiettare: «Ma a me queste cose di occultismo, di satanismo, ecc. non interessano, io non festeggio per questo, lo faccio solo per divertirmi, per me è un carnevale e stop». Nonostante le tante (per così dire) “buone intenzioni” professate, è comunque innegabile che halloween celebri di fatto l’orrido e il macabro, componenti caratteristiche e proprie del mondo oscuro del satanismo e della stregoneria.

Ora questo elemento è tutt’altro che trascurabile perché va a toccare uno dei punti fondamentali dell’essere e del vivere dell’uomo predisponendolo, senza che egli se ne renda conto, all’accoglienza di proposte negative, occulte, esoteriche, favorendo questo indirizzo culturale.

Riporto alcune considerazioni e alcuni esempi pratici che dovrebbero far molto riflettere chi continua, non solo a sostenere che halloween è un gioco innocente, ma persino accusa di oscurantismo chi ne mette in rilievo la forte valenza negativa.

La stregoneria antica e la neostregoneria dei nostri tempi, che si è organizzata addirittura come movimento con il nome di Wicca, per le celebrazioni dei propri riti, segue le stesse date fondamentali che seguiva il mondo pagano celtico[9]. Tra di esse c’è appunto la ricorrenza di Samhain, nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, considerata la festa principale, quella che dà il via al calendario delle celebrazioni, al nuovo anno della magia. Inoltre questo stesso calendario è stato fatto proprio anche dai satanisti. Essi però aggiungono anche tutte le notti tra il sabato e la domenica –  per dissacrare la domenica considerata festa dei cristiani –, le vigilie di numerose feste e memorie cattoliche e le notti che precedono ogni festa, solennità o memoria in onore della Beata Vergine Maria. Sta di fatto comunque che anche per i cultori di satana, la principale festa nel calendario delle celebrazioni, quella che per loro è l’inizio dell’anno satanico, è halloween.

Bisogna poi tener ben presente che molte testimonianze attestano come la ricorrenza di halloween, incluso il periodo di tempo che la prepara, sia di fatto per alcuni giovani, un momento privilegiato di contatto con il mondo dell’occulto attraverso una massiccia propaganda mediatica, soprattutto in rete. Il rischio ulteriore è finire nel giro di realtà settarie o comunque legate al mondo dell’occultismo, con conseguenze anche gravi non solo sul piano spirituale, ma anche sul piano dell’integrità psicofisica.

Che halloween sia un mezzo attraverso il quale viene promossa la conoscenza e la pratica dell’esoterismo tra i piccoli, potremmo portare molti esempi.

Uno fra i tanti è quello che è accaduto lo scorso anno in varie scuole italiane nelle quali è stato proposto questo “gioco” nei giorni che hanno preceduto il 31 ottobre: «Disegnare (con pennarelli cancellabili) un cerchio sul pavimento; disegnare una stella a cinque punte nel cerchio; chiudere le finestre perché non vi sia luce e fare il girotondo con i propri compagni di classe. A chi gira la testa perde. Quando uno si ferma, prima di rigiocare deve ripetere in coro la filastrocca: Periculum in mora, periculum in mora”». Il cerchio con la stella a cinque punte, il gesto di girare intorno al cerchio tenendosi per mano, pronunciare determinate parole in una lingua sconosciuta (certamente il latino per i bambini delle scuole elementari è sconosciuto), sono tutti elementi tipici dei rituali della stregoneria. In particolare le parole: “Periculum in mora, periculum in mora” vogliono significare: “pericolo/danno da ritardo” come a dire: “C’è un danno, ci sia un male se non riprendiamo a fare il girotondo”. E da chi dovrebbe venire questo danno? Dalle “entità evocate”. I bambini sono quindi iniziati inconsapevolmente a un rito di stregoneria.

Mentre assistiamo – in varie nazioni di antica cristianità, tra cui l’Italia – al tentativo ricorrente di eliminare i Crocifissi dai luoghi pubblici e, in prossimità del Natale, addirittura al divieto di allestire nelle scuole il Presepe e di rappresentare il messaggio spirituale del Natale (o comunque alla proibizione di nominare il nome di Gesù durante le recite natalizie, quasi fosse una bestemmia), nelle medesime strutture scolastiche spesso si promuove o più precisamente si impone e si celebra halloween che, come abbiamo dimostrato, ha le sue radici in una religione pagana, con una componente altamente nefasta e funesta. Nella sua ritualità, infatti, erano introdotti non solo sacrifici di animali, ma anche di esseri umani.

Un altro esempio che vi porto è dei giorni scorsi. In una scuola di prima elementare, la maestra di italiano ha consegnato a tutti i bambini un foglio sul quale ha stampato una poesia. Ha invitato i bambini a incollare sul quaderno quel foglio e poi a imparare a memoria la poesia. La mamma di uno di quei bambini, che fa un cammino di fede, quando si è visto arrivare a casa suo figlio con quella poesia sul foglio incollato sul quaderno, ha deciso di non mandare il bambino a scuola il 31 ottobre, giorno in cui la maestra di italiano avrebbe chiesto ai bambini di declamare la poesia. Il testo è il seguente:

Filastrocca della paura

Nel bel mezzo della notte oscura

Ecco senti arrivare la paura.

Le ombre sulle pareti sono mostri orribili.

Sotto le coperte vedi figure terribili.

Alla porta del tuo cuore comincia a bussare.

Forza, chiudi gli occhi e lasciala andare.

Lasciati guidare dai pensieri vellutati.

Fatti cullare dai sogni zuccherati.

Inclina poi la testa di qua e di là.

Vedrai che la paura presto svanirà.

Passiamo a Foggia. Sentite che annuncio alcuni giorni fa è stato dato circa un nuovo spettacolo teatrale de “Il Teatro della Polvere”.

«Invitiamo voi, anime sensibili, coraggiose e vicine all’occulto a partecipare al nostro rituale (nella speranza che tutto vada per il meglio). Lo spettacolo va in scena il 31 ottobre e il 1° novembre ed è riservato a 15 spettatori alla volta. Tre repliche previste, con ingressi alle ore 20.00, 21.00 e 22.00. Così viene descritto dagli organizzatori: una presenza infesta il Teatro di via Nicola Parisi. Ha una storia da raccontare. In cerchio, dita contro dita, si cercherà di rievocare lo spirito per conoscere la sua storia. Quale terribile segreto nasconde? Ma le cose prendono un’altra piega e, insieme a lui, altre anime inquiete si manifesteranno, ognuno con la propria verità, per dare voce e corpo alla storia della protagonista di una antica leggenda foggiana.

“La seduta spiritica nasce da due desideri: il primo è d’interagire col pubblico e dar loro modo di modificare e partecipare direttamente alla storia; il secondo è quello di diffondere un po’ della nostra cultura popolare antica” spiega la regista Anna Laura d’Ecclesia. Una storia orrorifica inedita, ma con qualche traccia del passato, che possa lasciare nei cuori dei nostri spettatori un’impronta di quello che siamo e che siamo stati, e che, seppur morti, hanno ancora molto da dire, da rimpiangere e da sognare. I deboli di cuore e di spirito si tengano lontani, per la loro tranquillità: invitiamo solo anime forti e rispettose”, conclude. “Gli spiriti non vanno mai disturbati, bensì aiutati a trovare la pace. E il nostro pubblico li condurrà verso la luce, in un modo o nell’altro”. Gli spettacoli saranno riservati ai soli soci del Teatro della Polvere (per partecipare è necessario tesserarsi). Prenotazione obbligatoria».

Per i cultori del maligno è motivo di grandissimo compiacimento che le menti e i cuori di tanti bambini, adolescenti, giovani e di non pochi adulti, anche se per gioco e divertimento, nei giorni e nelle settimane di ottobre che precedono il 31 ottobre, siano messi in collegamento con questa religione pagana senza che ne siano consapevoli e che quindi siano messi in comunione nel medesimo tempo con l’irrisione beffarda che il nemico del genere umano ispira alle menti degli uomini nei confronti del momento più importante e decisivo dell’esistenza di un essere umano che è quello del suo trapasso.

Pochi sanno, inoltre, che i cultori di Satana, nei perversi riti da essi realizzati in suo onore, in tutto il mese di ottobre e nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, considerano donate a loro le “energie” di tutti coloro che, sia pure per gioco, stanno evocando il mondo delle tenebre. Per i seguaci del maligno è motivo di grande soddisfazione che tanti bambini, adolescenti, giovani e adulti, nel mese di ottobre e nella notte tra il 31 e il 1° novembre siano orientati non alla meravigliosa luce e bellezza di Dio, ma in qualche maniera al mondo del male. I seguaci del maligno sono convinti che in tal modo si rafforza il potere di satana nella società e in essi stessi.

Questo non vuol dire che quelli che festeggiano halloween avranno certamente tutti delle esperienze di particolare disturbo da parte del demonio, ma potrebbe renderli più vulnerabili nei confronti della sua attività straordinaria qualora fossero coinvolti in autentici rituali come sedute spiritiche o il “gioco” del girotondo intorno a un cerchio e una stella tracciati sul pavimento al buio e dicendo nel medesimo tempo determinate parole in latino come precedentemente descritto. Circa questi rischi, uno psicoterapeuta cattolico con il quale ho condiviso alcune considerazioni su halloween, mi ha scritto: «Grazie, carissimo padre Francesco, delle condivisioni, che personalmente vorrei portare nelle scuole (primarie e secondarie) dove, sicuramente, c’è più bisogno di sensibilizzare gli insegnanti/educatori e gli stessi genitori, i quali a volte sottovalutano tale fenomeno addirittura minimizzandolo. Sono convinto che ci dobbiamo spendere di più per contrastare questa pericolosissima deriva, che miete molte vittime, soprattutto tra i giovani. Io stesso come medico ho visto dei disturbi psichici, anche gravi, insorti dopo la partecipazione a festicciole, dove per superficialità (dabbenaggine!) e ignoranza si incorre in pratiche di divinazione, aprendo la strada all’attività demoniaca straordinaria. In alcuni casi particolari, avvenuti nelle scuole pubbliche durante l’orario di lezione (incredibile dictu) ho sollecitato i genitori a sporgere denuncia al Provveditorato».

Don Aldo Buonaiuto, animatore generale del Servizio Anti Sette dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, da anni schierato con decisione nel combattere il fenomeno halloween, in un articolo sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019 dal titolo: “Halloween attenzione alle zucche vuote”, ha dichiarato:

«… Per gli operatori delle tenebre non importa la consapevolezza di chi si presta a questa mascherata. Per loro, cosciente o no, chiunque partecipi direttamente o indirettamente alle celebrazioni di oscure presenze, minimizzate sotto mentite spoglie, corrisponde pur sempre a una vittoria del maligno al quale si rende onore pur senza (spesso) saperlo. …

Facciano attenzione i genitori a quale porta bussano i loro figli. E i mass media riflettano su quali messaggi diffondere prima di dover piangere vittime e feriti di rituali satanici e di giochi horror come quello giustamente sventato dalle forze dell’ordine alla periferia di Milano. … Nelle città da secoli si prega nei Santuari per la “buona morte”, al contrario halloween si fa gioco (con la scusa di esorcizzarlo) del senso sacro e del passaggio alla vita eterna.

E così è tutto un rimbalzare multi-mediatico di vampiri, zombi, pipistrelli, mostri e fantasmi, come se tra il mondo e l’aldilà esistessero e andassero omaggiate delle figure a loro modo metafisiche che, sotto sembianze di spiriti, turbano i sogni e la vita delle “persone perbene”. Insomma per duemila anni sono bastati i Santi e gli Angeli custodi, adesso c’è bisogno, per qualcuno ben informato, delle banalità volgari e diaboliche di una falsa ricorrenza creata e propagandata a uso e consumo del più squallido consumismo di riporto.

Quando si parla di crisi educativa, si immaginano edifici scolastici fatiscenti e abbandono delle aule. Eppure a forza di rendere liquido il pensiero corrente, si finisce per trasformare le nuove generazioni in spugne che assorbono tutto il veleno prodotto dagli adulti. La zucca va bene per cucinare il risotto, per favore in testa mettiamo le buone idee»[10].

In un altro articolo su halloween, pubblicato il 30 ottobre 2019 dall’Agenzia SIR della Conferenza Episcopale Italiana, don Paolo Morocutti, docente di psicologia generale e di teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore ed esorcista ha tra l’altro dichiarato: «Del resto, è tipicamente diabolico minimizzare, declassare e ridicolizzare un fenomeno additandolo come innocuo quando invece non lo è affatto. Tutto ciò richiama la comunità cristiana ad affrontare un serio allarme educativo, una vera e propria battaglia, e l’arma principale è l’evangelizzazione delle coscienze per ripristinare, soprattutto nei giovani, un umanesimo cristiano votato alla cultura del bello e del vero»[11].

Si consideri poi il fatto assai inquietante registrato in alcune zone del mondo dove all’avvicinarsi di halloween vengono costantemente segnalate misteriose scomparse nel nulla di bambini, segno evidente che vengono rapiti per essere poi sacrificati nei riti satanici della notte di halloween da parte di alcuni che vogliono imitare, replicare e continuare i sacrifici umani del mondo pagano celtico per ingraziarsi gli spiriti maligni nei propri affari. Attenzione: non sono solo satanisti a realizzare tali nefandi riti, ma anche persone che non sono direttamente coinvolte nel giro del satanismo. E tali infami ed efferati delitti sono “protetti”, per così dire, da grandissime misure precauzionali, tanto che la possibilità, per coloro che li mettono in atto, di essere colti in flagrante sono molto ridotte. Essi infatti si sentono salvaguardati dalla copertura scrupolosissima di persone situate in posizioni di altissima autorità e potere nella società. Questo è il motivo per cui tali atroci delitti, a differenza di quelli commessi dal satanismo improvvisato giovanile, non vengono mai scoperti e non giungono mai alla ribalta dei mass-media.

Senza dire poi delle gravidanze nascoste e preordinate in modo che il parto avvenga proprio quella notte. In alcune sette i bambini nel grembo materno, con il consenso della mamma da tempo preparata dai capi e da altri membri della setta, vengono tirati fuori con taglio cesareo e offerti al demonio durante il rito in suo onore.

In occasione di halloween sono inoltre sempre più segnalate manifestazioni volutamente e gravemente offensive nei confronti della fede cristiana, come ad esempio quel che è avvenuto in una grande discoteca di Roma dove è stato esibito per tutta la notte di halloween un fantoccio che rappresentava un sacerdote con clergyman e colletto bianco, appeso per i piedi, con la testa in giù. Su internet inoltre si possono acquistare – in prossimità della festa di halloween – vestiti di suora macchiati di sangue e corredati da crocifissi, stole, casule e abiti sacerdotali strappati, associati a maschere di volti di sacerdoti simili a quelli di zombi.

Lo scorso anno su un quotidiano laico, che è il più venduto in Italia, un sacerdote aveva scritto un lungo articolo nel quale attaccava in un modo virulento e ingiusto i sacerdoti che mettono in evidenza la valenza negativa della festa di halloween accusandoli di oscurantismo e addirittura di essere fomentatori della religione della paura. Alla luce di quanto abbiamo sin qui illustrato, la religione della paura non è certamente identificabile in chi mette in rilievo la valenza negativa di halloween, ma nell’esoterismo e in tante religioni pagane che oggi tornano in auge, mascherate –  come nel caso del fenomeno halloween – da una «malefica alleanza tra consumismo e fascinazione dell’occulto»[12].

Ebbene il giorno dopo la pubblicazione di quell’articolo si venne a sapere che nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre in una chiesa della stessa città dove risiedeva proprio quel sacerdote, era accaduto un fatto gravissimo, documentato con tanto di foto scattate durante la serata.

La Curia di quella città aveva affidato a un’associazione alcune chiese cosiddette museali, cioè chiese aperte al culto solo la domenica, e che negli altri giorni della settimana sono aperte a visite culturali. Quell’associazione aveva il compito di organizzare le visite.  Ebbene i responsabili di quell’associazione, senza ovviamente preavvisare né la Curia né il rettore di quella chiesa, organizzarono la festa di Halloween in una di quelle chiese. Le immagini che vi sto per mostrare sono eloquentissime, parlano da sole. Lo stesso quotidiano che aveva riportato l’articolo del sacerdote favorevole ad Halloween, non fece parola alcuna della dissacrazione e profanazione di quella chiesa e il sacerdote si guardò dal bene dal commentare nei giorni seguenti il fatto sui giornali.

Ci chiediamo davanti a queste manifestazioni della festa di halloween in cui si giunge a profanare e dissacrare una chiesa aperta al culto, chi sono i veri oscurantisti? Quelli che mettono in comunione i bambini e le nuove generazioni con la bellezza, la bontà e la verità di Dio che si contempla nei Santi oppure piuttosto coloro che insegnano loro, sotto forma di gioco, le oscure pratiche del rinascente mondo celtico pagano e del mondo dell’esoterismo e della stregoneria e giungono persino a farlo profanando le chiese cattoliche?

Chi sono i veri oscurantisti: coloro che preferiscono investire sulla bellezza del messaggio cristiano, degli eroi di Dio e fanno conoscere alle nuove generazioni i grandi benefattori dell’umanità che sono i Santi, la vita e le opere meravigliose da essi compiute, oppure coloro che addestrano le nuove generazioni alla cultura della morte, dissacrano i simboli della fede cristiana, esaltano le tenebre e il male?

Chi sono i veri oscurantisti? Quelli che invitano a ispirarsi agli esempi dei Santi, ad affidarsi alla loro fraterna e amorevolissima intercessione presso Dio, conducono i ragazzi e i giovani nei luoghi dove quei Santi sono vissuti o dove sono custoditi i loro resti mortali oppure coloro che offuscano le menti delle nuove generazioni con un grigio che fa sembrare tutto innocuo?

Il dovere dei genitori, degli educatori, dei mass media cristiani e di noi sacerdoti è quello di impegnarci intensamente nelle parrocchie e nelle scuole affinché emerga l’evidente componente anticristiana di questo fenomeno, senza il timore di essere etichettati come bigotti ma avendo sempre come bussola del proprio agire quotidiano il radicamento nella Verità. E nel medesimo tempo valorizzare la festa di Tutti i Santi, così come la luce è la bella alternativa al buio: rilanciare tra le nuove generazioni gli splendidi volti dei Santi invece delle orride maschere degli zombie.

E’ consolante e riempie il cuore di gioia il fatto che nella sera e nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre in alternativa ad halloween, sempre più parroci organizzino iniziative varie, quali veglie di preghiera nelle chiese, processioni dei Santi, rappresentazioni della vita dei Santi nelle sale parrocchiali, ore di adorazione del Santissimo Sacramento in riparazione e varie altre proposte orientate alla sensibilizzazione cristiana della celebrazione della festa di Tutti i Santi in particolare tra i bambini e i giovani, riparando e sostituendo l’aberrante esaltazione e celebrazione dell’occultismo e del demoniaco proposto da halloween.

La storiella di Jach o’lantern

L’usanza di tagliare una zucca a forma di faccia spaventevole lungo il tempo si è legata anche a una storiella, quella di Jack o’lantern, detto anche Jack il tirchio. Questi era un fabbro irlandese imbroglione che passava le giornate al pub a giocare a dadi, senza mai impegnarsi in qualcosa, nella vita, che fosse a fin di bene. Un giorno giunse persino a vendere l’anima al diavolo per pagare i suoi debiti di gioco.

Quando, tempo dopo, venne il diavolo a reclamare quanto gli spettava di diritto, Jack chiese al diavolo di poter bere un ultimo bicchiere, e poiché, come sempre, non aveva soldi, il diavolo accettò di trasformarsi in una moneta per permettergli di pagare. Jack, anziché ordinare da bere, ripose velocemente la moneta nel borsello, insieme ad una croce d’argento che impediva al demonio di ritrasformarsi. Fu con questo astuto trabocchetto che riuscì ad ingannarlo e costringerlo a scendere a patti. Ottenne di poter vivere per altri 10 anni. Sprecò, però, tutto il suo tempo nella solita dissoluta vita, e quando, trascorsi due lustri, il diavolo venne di nuovo, Jack gli chiese di salire per lui su un albero e raccogliergli un’ultima mela da mangiare prima di morire, poi lo bloccò sulla pianta incidendo una croce nella corteccia. Con questa ulteriore astuzia ottenne di essere lasciato in pace dal diavolo, che promise di rinunciare per sempre alla sua anima. Alla morte naturale, che inevitabilmente sopraggiunse, si presentò alle porte del paradiso, ma San Pietro non poté lasciarlo entrare, perché in tutta la vita non aveva mai fatto una sola cosa onesta o caritatevole. Venne, di conseguenza, spedito all’inferno, dove il diavolo, tenendo fede al patto con lui stipulato tempo addietro e risentito degli inganni subiti, non volle accettarlo dicendogli di tornarsene da dove era venuto.

Jack sarebbe stato costretto a vagare per sempre alla ricerca di un luogo che lo ospitasse per l’eternità, ma la strada era buia quindi chiese almeno una luce per vedere il proprio cammino Il diavolo gli gettò un tizzone ardente. Jack lo infilò in una rapa per farne una lanterna. Da allora egli vaga per il mondo con quella lanterna ricavata da una rapa.

Da tale storiella risale la tradizione di costruire lanterne ricavate inizialmente dalle rape successivamente sostituite da zucche. Come accennato in precedenza, dopo l’immigrazione negli anni seguenti al 1846 degli irlandesi in America a seguito della gravissima carestia del 1845-1846, essi cominciarono a usare zucche che sul suolo americano – oltre che più facile da reperire rispetto alle rape – sono anche più morbide e comode da intagliare.

La leggenda di Jack ò lantern si pensa sia nata a seguito dell’antica usanza sull’isola irlandese di porre sulla soglia delle case rape illuminate a mo’ di faccia orribile per non far avvicinare le anime erranti cattive e gli spiriti maligni.  Esse sarebbero quindi servite anche per incutere timore e cacciare via l’anima vagante di Jack o lantern che in quella notte si avvicinava alle case.

 

La commemorazione di Tutti i Defunti il 2 novembre

La commemorazione di “Tutti i Defunti” –  il giorno dopo la festa di “Tutti i Santi”  –   si impose da sé, quando il popolo di Dio, spontaneamente iniziò a ricordare i propri defunti il giorno seguente quello di “Tutti i Santi”.

L’istituzione ufficiale della Commemorazione dei Defunti è dovuta all’abate di Cluny, San Odilone, verso la fine del secolo X, dapprima nei monasteri francesi cluniacensi e in seguito in tutta l’Europa cattolica. Secondo lo storico Bérault Bercastel[13], il Santo fu spinto da una rivelazione:

«Ecco come la cosa è riferita dagli storici: mentre il santo abate governava il suo monastero in Francia, viveva un pio eremita in una piccola isola sulle coste della Sicilia. Un pellegrino francese che ritornava da Gerusalemme, da una tempesta fu gettato su quello scoglio. L’eremita che andò a visitarlo, gli domandò se conosceva l’abbazia di Cluny e l’abate Odilone. “Certamente, rispose il pellegrino, li conosco e mi glorio di conoscerli; ma voi, come li conoscete? E perché mi fate questa domanda?”. “Odo spesso, replicò il solitario, gli spiriti maligni lamentarsi delle pie persone che, con le loro preghiere ed elemosine, liberano le anime dalle pene che soffrono nell’altra vita; ma particolarmente si lamentano di Odilone, abate di Cluny, e dei suoi religiosi. Quando dunque sarete arrivato nella vostra patria, in nome di Dio vi prego a esortare quel santo abate e i suoi monaci a raddoppiare le loro buone opere in favore delle povere anime”.

Il pellegrino si recò all’abbazia di Cluny e fece la sua commissione. Perciò sant’Odilone ordinò che in tutti monasteri del suo istituto, ogni anno si facesse, il giorno dopo “Tutti i Santi”, la commemorazione di “Tutti i Fedeli Defunti”, sin dalla vigilia recitando i Vespri dei Defunti e l’indomani il Mattutino, suonando tutte le campane e celebrando per i Defunti una Messa solenne. Si conserva ancora il decreto che, nell’anno 998, fu fatto a Cluny, tanto per quel monastero quanto per tutti gli altri (monasteri) dipendenti»[14].

La missione assunta da Odilone nella Chiesa venne specificata da papa Benedetto VIII che, nella Bolla papale del 1° settembre 1016, così la descrive: «Servire Iddio, permettere di aderire a Dio, pregare, celebrare la Messa per i vivi e defunti, prender cura degli ospiti e dei poveri, fare l’elemosina»[15].

La festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, apparve per la prima volta, nell’Ordo Romanus[16] del XIV secolo; venne poi definitivamente rinominata: Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum (Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti) solo qualche secolo più tardi.

[1] “Halloween attenzione alle zucche vuote”, articolo di don Aldo Buonaiuto sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019.

[2] La festa di Imbolc che significa in grembo, riferito alla gravidanza delle pecore, si celebrava l’1 febbraio. Imbolc era una festa legata alle pecore da latte e all’allungamento della durata della luce del giorno e per indicare tale allungamento della luce era tradizione accendere lumini e candele. In quella festa veniva celebrata anche una dea chiamata Brigid. La festa di Beltane, il fuoco luminoso, associato alla divinità, Belenus, dio del sole e della guarigione, celebrava il momento della semina tra fine aprile e i primi di maggio. La festa del dio Lugh detto anche Lughnasadh o Lammas si celebrava tra fine luglio e i primi di agosto corrispondeva al momento del raccolto (leggi anche la nota n. 9).

[3] Lingue celtiche parlate nelle isole britanniche.

[4] Il 1° agosto 1984 a Lindow Moss, nella contea di Cheshire (pronuncia: Cesciair) venne ritrovato il corpo mummificato di un uomo. Gli studi scientifici hanno stabilito che quell’uomo era morto intorno al II secolo a.C. e che all’epoca della morte doveva avere tra i venticinque e i trent’anni. Di peso medio e dotato di una corporatura massiccia, sebbene priva della muscolatura accentuata tipica dei guerrieri, aveva le mani lisce, non callose, di chi apparteneva ad un’alta classe sociale. Se il corpo offriva vari indizi riguardo alla vita di quell’uomo, straordinaria fu la prova delle modalità della sua morte. Portava infatti evidenti i segni di un assassinio rituale. Sul suo corpo non vi erano tracce di lotta, e gli studiosi conclusero che era stato tramortito con due colpi in testa ed in seguito dissanguato con un’incisione alla carotide. Sino al momento della sua orribile morte, aveva goduto di perfetta salute. In base allo studio dei suoi resti si ritiene che sia un druido, quindi un membro della casta sacerdotale pagana dei Celti, la quale presiedeva alla vita spirituale, intellettuale e rituale del popolo, praticava sacrifici umani durante le cerimonie religiose. I resti di cibo rinvenuti nello stomaco di quell’uomo hanno con grande probabilità a che fare con tali cerimonie. Gli scienziati hanno infatti verificato che l’ultimo pasto di quell’uomo fu un pezzo carbonizzato di focaccia d’orzo, il cibo tradizionalmente consumato durante le feste celtiche in onore dell’avvento della primavera (Beltane). Secondo un’antica usanza celtica, a tutti i presenti veniva distribuita una porzione di una speciale focaccia d’orzo; una di queste porzioni era carbonizzata, e chi la riceveva era destinato ad essere sacrificato agli dei.

[5] Cfr. Aldo Buonaiuto, Halloween. Lo scherzetto del diavolo, Ed. Sempre, 2015, pag. 48.

[6] Qualche variante di traduzione per i termini Trick e Treat sono i seguenti: «Trick: inganno, stratagemma, trucchetto, raggiro, trappola, segreto». «Treat: piacere, delizia, offerta, trattamento, regalo, cura».

[7] Il lungo testo, riportato tra le virgolette, è desunto con alcuni liberi adattamenti dal volume: Aldo Buonaiuto, Halloween. Lo scherzetto del diavolo, Ed. Sempre, 2015, pag. 48-50».

[8] Il lungo testo, riportato tra le virgolette, circa il film “Halloween – La notte delle streghe”, è desunto con alcuni liberi adattamenti e alcuni tagli dal volume: Aldo Buonaiuto, Halloween. Lo scherzetto del diavolo, Ed. Sempre, 2015, pag. 52-55».

[9] Nella stregoneria antica e odierna si segue il calendario celtico. Le feste vengono però distinte in sabbat ed esbat. I sabbat sono dedicati al principio maschile della divinità e si svolgono in tempi diversi secondo la posizione del sole rispetto alla terra. Anche se legati alle fasi solari si svolgono di notte e raccontano la vita della dea e del dio secondo il seguente ordine: Samhain (notte tra il 31 ottobre e il primo novembre); Yule (notte tra il 20 e il 21 dicembre, solstizio d’inverno); Imbolc (notte tra l’1 e il 2 febbraio); Ostara (notte tra il 20 e il 21 marzo, solstizio di primavera); Beltane (notte tra il 30 aprile l’1 maggio); Litha (notte tra il 20 e il 21 giugno, solstizio d’estate;  altri preferiscono la notte tra il 23 e il 24 giugno detta anche notte di San Giovanni); Lughnasadh (notte tra il 31 luglio e il 1° agosto); Mabon (notte tra il 20 e il 21 settembre). I riti svolti nei solstizi sono considerati sabbat maggiori, gli altri minori. Gli esbat sono dedicati al principio femminile della divinità e si svolgono quando c’è la luna piena, ogni 28 giorni. Secondo le fasi lunari dell’anno possono essere quindi dodici o tredici. Viene festeggiata la dea di cui la luna è un simbolo. Il mese lunare è composto di 28 giorni, durante i quali la luna assume quattro fasi: luna nuova, luna crescente, luna piena, luna calante. Vi sono riti legati a ogni fase lunare, tuttavia si ritiene che nelle notti di luna piena l’“energia” emanata dalla luna sia maggiore ed in genere si svolgono i riti magici per ottenere cose considerate più urgenti o importanti.

[10] “Halloween attenzione alle zucche vuote”, articolo di don Aldo Buonaiuto sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019. Per leggere l’intero articolo vai sul link: https://www.interris.it/editoriale/halloween–attenzione-alla-zucche-vuote

[11] https://www.agensir.it/chiesa/2019/10/30/halloween-don-morocutti-esorcista-fenomeno-culturale-ambiguo-al-servizio-del-male/

[12] “Halloween attenzione alle zucche vuote”, articolo di don Aldo Buonaiuto sul quotidiano online InTerris di lunedì 28 ottobre 2019.

[13] Antoine-Henri Bérault Bercastel, nato a Briey (Meurthe-et Moselle) il 20 novembre 1722 e morto a Noyon (Oise) nel 1795, è un religioso, storico della chiesa e poeta francese.

[14] M. Abbè Berault-Bercastel, Histoire de l’Eglise, Toulouse, 1809, J.B. Broulhiet éditeur.

[15] L. Tomassetti et Collegii adlecti Romae virorum s. theologiae et ss. canonum peritorum, Bullarium Romanum (Tomi XXIV), Augustae Taurinorum: Seb. Franco, H. Fory et Henrico Dalmazzo editoribus: [poi] A. Vecco et sociis, 1857-1872.

[16] L’insieme dei vari riti e cerimonie papali della Chiesa Cattolica.

Halloween. Don Morocutti (esorcista): “Fenomeno culturale ambiguo al servizio del male”

da Agenzia SIR  (Fonte)

Intervista di Giovanna Pasqualin Traversa

Torna la notte delle zucche e delle streghe, ma l’esorcista don Paolo Morocutti mette in guardia dalla sua apparente innocuità: “È un inno al macabro legato ad un movimento esoterico e anticristiano”. Per i satanisti “è la notte con il più alto tasso di profanazione dell’Eucaristia”. Di qui il monito: “Ascoltate gli esorcisti”.

Come ogni anno, torna puntuale Halloween e mentre molti negozi si addobbano di zucche, nelle vetrine delle pasticcerie appaiono dolcetti a forma di zucca, piccole tombe, streghe e scheletrini dondolanti, mentre ristoranti e locali offrono cene e serate a tema. Solo un formidabile fenomeno commerciale – secondo Confesercenti sono oltre 17 milioni gli italiani coinvolti in un business che sfiora i 260 milioni di euro – o dietro la notte delle zucche e delle streghe si nasconde qualcos’altro? Lo abbiamo chiesto a don Paolo Morocutti, docente di psicologia generale e di teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore ed esorcista della diocesi suburbicaria di Palestrina, che premette: “Ogni modello culturale scaturisce da un dato antropologico concreto e trova applicazione nella vita degli individui determinando stili di vita e comportamento. Un modello culturale che inneggia alla morte e alla bruttezza non può che essere nocivo perché

l’animo umano è per sua natura votato alla bellezza”.

Ma questa vocazione al bello è esclusivamente prerogativa del pensiero cristiano?

No, fa parte da sempre del patrimonio del pensiero antropologico universale. Dalla cultura classica all’esistenzialismo di Jean-Paul Sartre fino al pensiero del filosofo ebreo Levinas – per citare alcuni grandi filosofi del ‘900 – troviamo sottinteso questo costitutivo bisogno di bellezza. E se il bello giova all’animo umano, ciò che è tenebroso lo distoglie dalla sua vocazione.

Halloween è un inno al macabro e alla dissacrazione del senso della vita.

Qual è l’errore che si compie nella comprensione di questo fenomeno?

Quello di contrapporre la realtà culturale a quella spirituale; ed è un errore gravissimo perché sono due rovesci della stessa medaglia. Per condurre la sua opera di seduttore delle coscienze, il maligno deve trovare uno spazio antropologico attraverso il quale agire sull’uomo e sui suoi comportamenti. Per lui la via migliore è agire sui modelli culturali, facendo sembrare buono ciò che non lo è e facendo sembrare cattivo ciò che in realtà è buono.

Il fenomeno “Halloween” non deve essere un pretesto per contrapporre cultura e fede, ma deve piuttosto aiutare a ripristinare il necessario dialogo fede-cultura per fare luce su ciò che è veramente utile allo sviluppo di un umanesimo integrale e combattere questa cultura malata. Occorre vigilare seriamente sui modelli culturali perché siano per l’uomo e non contro di lui.

don Paolo Morocutti

In concreto, dunque, che cosa fare?

Nello specifico, i cristiani e la Chiesa si devono mettere in serio ascolto soprattutto di coloro che sono chiamati dalla Chiesa stessa, con un mandato e una preparazione specifica, ad approfondire e interpretare questi fenomeni. Mi riferisco ai presbiteri esorcisti che hanno ricevuto dai propri vescovi questo mandato. L’Associazione internazionale esorcisti alla quale appartengo è più volte intervenuta in questi ultimi anni per spiegare che a questo fenomeno è legato un vero e proprio movimento esoterico e anticristiano.

Occorre ovviamente fare le opportune distinzioni. Un conto è l’adolescente che inconsapevolmente si presta ad un modello culturale sbagliato che veicola messaggi subliminali incompatibili con la fede cristiana; un conto sono le organizzazioni esoteriche o addirittura legate al culto di satana che in questi giorni operano ogni genere di blasfemia e profanazioni. Evidentemente in entrambi i casi si deve intervenire con decisione, ma è chiaro che si tratta di situazioni diverse, seppur collegate tra loro dal sottile filo che il maligno tesse instancabilmente per veicolare messaggi sbagliati e contrari alla fede cristiana.

Sembra che qualche parrocchia metta a disposizione i propri locali: che ne pensa?

Lo trovo irragionevole, incomprensibile e profondamente sbagliato. Si tratta di una festa che in realtà festa non è e non ha nessun messaggio neutrale o innocuo. La solennità di Tutti i Santi è stata quasi del tutto soppiantata da questa nuova festività del macabro e quello che è più triste è vedere come alcune delle nostre comunità cristiane si prestino a questo degrado culturale e spirituale. Come cristiani siamo chiamati ad annunciare il bello e il buono della vita che per noi si è fatta pienamente visibile in Gesù di Nazareth, non ad aprire le porte alla cultura e all’esaltazione del macabro e della morte.

Come comprendere se una cultura è al servizio del male?

Per poter emettere un giudizio positivo ed equilibrato su questo fenomeno occorre saperlo interpretare e per fare questo si devono ascoltare coloro che hanno gli strumenti per farlo. Ancora una volta vorrei tornare sull’importanza del ruolo pedagogico ed educativo degli esorcisti i quali sono concordi nel rilevare come questo fenomeno sia strettamente legato al mondo dell’occulto e dell’adorazione a satana. I dati forniti dal ministero dell’Interno sulla presenza di sette di ispirazione satanica nel nostro Paese sono impressionanti. Culmine poi di questo fenomeno legato al culto di satana è la profanazione delle specie eucaristiche che trova nella notte di Ognissanti un vero e proprio apice rituale. Ogni esorcista sa bene per esperienza che questa è la notte della profanazione.

Inoltre, non solo la notte di Ognissanti, ma l’intero periodo che la precede costituisce un tempo privilegiato nel quale molti giovani entrano in relazione con il mondo dell’occulto attraverso una massiccia propaganda mediatica, soprattutto in rete. Un “bombardamento” tale che non si è più in grado di discernere ciò che è solamente di cattivo gusto da ciò che può essere davvero pericoloso. Del resto, è tipicamente diabolico minimizzare, declassare e ridicolizzare un fenomeno additandolo come innocuo quando invece non lo è affatto. Tutto ciò richiama la comunità cristiana ad affrontare un serio allarme educativo, una vera e propria battaglia, e l’arma principale è l’evangelizzazione delle coscienze per ripristinare, soprattutto nei giovani, un umanesimo cristiano votato alla cultura del bello e del vero.

Halloween, attenzione alle zucche vuote

di don Aldo Bonaiuto

C’è la malefica alleanza tra consumismo e fascinazione dell’occulto dietro il fenomeno sempre più irrazionale e dilagante di halloween. Persino negli ambienti più insospettabili alligna la tentazione di legittimare una usanza pagana e contraria alle nostre radici storico-religiose con una sbrigativa equazione: “halloween uguale Ognissanti”. In realtà basta risalire alle sue origini celtiche per sgomberare il campo dagli equivoci: halloween non ha proprio nulla di cristiano, (anche se qualche finto sapiente equivoca, forse volutamente, persino l’etimologia confondendola con il reale significato), anzi la sua radice rimanda alle festività demoniache celebrate in varie parti del mondo da entità occulte che ne hanno fatto il loro “capodanno” blasfemo. Invece di accendere una candela come si fa nella festa dei Santi, halloween festeggia ciò che di più tragico si possa immaginare e cioè l’incombere sull’umanità delle forze del male che vogliono spegnere proprio quella luce che Cristo ha portato sulla terra.

Vetrine, finestre degli asili e delle scuole, sono ricolme in questi giorni di raffigurazioni fintamente innocue di cadaveri deturpati, pagliacci horror, persino teschi insanguinati, in una macabra esaltazione della civiltà di morte. Addirittura, forse per sembrare al passo con i tempi, arrivano via whatsapp gli inviti per festicciole in istituti, palestre, fast food nei quali si mette “scherzosamente” in preventivo che possano accadere imprevisti, fuoriprogramma, visite di entità sovrannaturali. Ma cosa ci è successo? Invece di valorizzare ciò che di meglio la nostra cultura, la nostra fede e anche la nostra storia dell’arte hanno prodotto in duemila anni al cospetto e su ispirazione della santità, ci siamo ridotti a scimmiottare una pessima versione del paganesimo che mescola fantasy, new age, satanismo, spiritismo e la più volgare ricerca di guadagno consumistico. Come dire, tutto va bene purché si riempiano i negozi di gadget, dolciumi e regali per una festa che tale non è. Altro che “dolcetto o scherzetto”, di fatto per il mondo dell’occulto la reale domanda, da molti banalizzata o ignorata, è: offerta o maledizione?

Per gli operatori delle tenebre non importa la consapevolezza di chi si presta a questa mascherata. Per loro, cosciente o no, chiunque partecipi direttamente o indirettamente alle celebrazioni di oscure presenze, minimizzate sotto mentite spoglie, corrisponde pur sempre a una vittoria del maligno al quale si rende onore pur senza (spesso) saperlo.

C’è poi una tentazione snobistica di derubricare tutto a innocente trasgressione. Si, va bene, qualche ragazzo tirerà uova o pietre contro la casa di un anziano, qualcun altro si vestirà in modo kitsch per scopiazzare i telefilm americani o al cinema proietteranno l’ennesimo film che si burlerà delle anime dei defunti. Ecco, è proprio questa sottovalutazione che fa il gioco delle forze del male.

Facciano attenzione i genitori a quale porta bussano i loro figli. E i mass media riflettano su quali messaggi diffondere prima di dover piangere vittime e feriti di rituali satanici e di giochi horror come quello giustamente sventato dalle forze dell’ordine alla periferia di Milano.

Nelle città da secoli si prega nei Santuari per la “buona morte”, al contrario halloween si fa gioco (con la scusa di esorcizzarlo) del senso sacro del passaggio alla vita eterna.

E così è tutto un rimbalzare multi-mediatico di vampiri, zombi, pipistrelli, mostri e fantasmi, come se tra il mondo e l’aldilà esistessero e andassero omaggiate delle figure a loro modo metafisiche che, sotto sembianze di spiriti, turbano i sogni e la vita delle “persone perbene”. Insomma per duemila anni sono bastati i Santi e gli Angeli custodi, adesso c’è bisogno, per qualcuno ben informato, delle banalità volgari e diaboliche di una falsa ricorrenza creata e propagandata a uso e consumo del più squallido consumismo di riporto.

Quando si parla di crisi educativa, si immaginano edifici scolastici fatiscenti e abbandono delle aule. Eppure a forza di rendere liquido il pensiero corrente, si finisce per trasformare le nuove generazioni in spugne che assorbono tutto il veleno prodotto dagli adulti. La zucca va bene per cucinare il risotto, per favore in testa mettiamo le buone idee.

Next Age: spiritualità del futuro?

Next Age: spiritualità del futuro?

di p. Paolo Carlin OFMCap

 

La next Age segna l’inizio di un’era post New Age. Nella relazione si cercherà di chiarire cosa sia il vasto mondo della New Age e le sue caratteristiche per poi guardare in particolare la next Age.

  1. Il contesto sociale e culturale odierno
  2. La spiritualità New Age e il suo messaggio
    1. Il nucleo della New Age
    2. La persona umana
    3. Dio e Cristo
    4. Il mondo
  3. La Next Age
  4. Le possibili porte aperte all’azione straordinaria del Diavolo
  5. Gesù Cristo ci offre l’acqua della vita

1.     Il contesto sociale e culturale odierno

Alcuni sono del parere che la religione cristiana sia patriarcale e autoritaria, che le istituzioni politiche siano incapaci di migliorare il mondo e che la medicina ufficiale (allopatica) non riesca a guarire efficacemente le persone. Il fatto che quelli che una volta erano elementi centrali nella società vengano ora percepiti come indegni di fiducia o privi di autentica autorità, ha creato un clima in cui le persone guardano dentro di sé, in se stesse, alla ricerca di senso e di forza. Si rivolgono anche a istituzioni alternative, nella speranza che possano soddisfare i loro bisogni più profondi. Il New Age è attraente soprattutto perché molto di quanto offre soddisfa aspirazioni, spesso non soddisfatte dalle istituzioni ufficiali.

Rinascimento e la Riforma hanno plasmato l’individuo occidentale moderno e le persone sentono sempre meno il bisogno di «far parte di» istituzioni e non sono inclini a sottoporsi a giudizi «ufficiali». Con il culto dell’uomo, la religione viene ricondotta alla sfera intima, ciò che prepara il terreno per una celebrazione della sacralità del sé. Per questo motivo il New Age influenza e cambia i valori di riferimento nella vita. Ciò si manifesta nel numero sempre più alto di persone che ritengono possibile mischiare cristianesimo e New Age, prendendo da ognuno quanto ritengono sia il meglio di entrambi. In alcune pratiche la New Age, Dio ha la funzione di promuovere lo sviluppo dell’individuo.

La libertà, l’autenticità, l’autonomia e altri valori simili sono considerati sacri dalla New Age che pretende di soddisfare le aspirazioni spirituali delle persone. Alcune versioni del New Age sfruttano le forze della natura e cercano di comunicare con un altro mondo per scoprire il destino degli individui, aiutandoli a sintonizzarsi sulla giusta frequenza energetica per trarre il meglio da sé e dalle circostanze.

La rivoluzione tecnologica nelle comunicazioni ha facilitato il diffondersi della New Age.

Il nome New Age, nuova era dell’Acquario, sembra essersi diffuso attraverso i Rosa Croce e la Massoneria, al tempo delle rivoluzioni francese e americana ma la realtà a cui si riferisce è una variante contemporanea dell’esoterismo occidentale. Quest’ultimo s’ispira ai gruppi gnostici che sorsero nei primi anni del cristianesimo e acquisì importanza in Europa nel periodo della Riforma. Si è sviluppato parallelamente alle visioni scientifiche del mondo e ha acquisito una giustificazione razionale nei secoli diciottesimo e diciannovesimo. Si è caratterizzato per il rifiuto progressivo di un Dio personale e per il concentrarsi su altre entità, che spesso fungono da intermediari fra Dio e l’uomo nel cristianesimo tradizionale, con adattamenti sempre più originali di questi ultimi e l’introduzione di altri. Fondamentalmente il terreno è stato preparato dallo sviluppo e dalla diffusione del relativismo e dall’antipatia o dall’indifferenza verso la fede cristiana.

L’esistenza ed il fervore del pensiero e della pratica New Age testimoniano le inestinguibili aspirazioni dello spirito umano verso la trascendenza e il senso religioso, che non è solo un fenomeno culturale contemporaneo, ma era già evidente nel mondo antico sia cristiano che pagano.

2.     La spiritualità New Age e il suo messaggio

I cristiani in molte società occidentali vengono in contatto con aspetti diversi del fenomeno New Age.

Il New Age essendo trasversale alle culture e presente in vari fenomeni quali la musica, il cinema, i seminari, i gruppi di studio, i ritiri, le terapie e molte altre attività ed eventi, è molto diffuso e informale, sebbene alcuni gruppi religiosi o para-religiosi incorporino consapevolmente elementi New Age. Secondo alcuni, questa corrente è stata una fonte di idee per varie sette religiose e parareligiose. Il New Age non è un movimento unico o uniforme, ma piuttosto una rete a maglie larghe di praticanti il cui approccio consiste nel pensare globalmente, ma agire localmente. Chi fa parte di questa rete non ne conosce necessariamente gli altri componenti e li incontra raramente, se non addirittura mai. Nel tentativo di evitare la confusione alcuni si riferiscono al New Age come a un « culto di ascoltatori » (audience cult),[1] una sfida deliberata alla cultura moderna. Si tratta di un struttura sincretica che incorpora molti elementi diversi, permettendo alle persone di condividere interessi o legami a gradi molto diversi e a vari livelli di impegno. Molte tendenze, pratiche e atteggiamenti che fanno in qualche maniera parte del New Age sono, di fatto, parte di una profonda reazione, facilmente identificabile, contro la cultura dominante.

La New Age non è una religione sebbene sia spesso una risposta a interrogativi e necessità di carattere religioso e il suo fascino si eserciti su persone che cercano di scoprire e riscoprire una dimensione spirituale nella propria vita. Nell’ambito della New Age alcuni fanno un’attenta distinzione fra « religione » e « spiritualità ». Nel New Age è fondamentale la convinzione che il tempo delle religioni particolari sia finito. Comunque, è abbastanza corretto porre il New Age nel contesto più ampio di religiosità esoterica, il cui fascino continua ad aumentare.

Questo testo pone un problema di fondo. È un tentativo di comprendere e valutare qualcosa che è fondamentalmente un’esaltazione della ricchezza e dell’esperienza umana.

Il termine New Age indica una svolta storica. Secondo alcuni astrologi, viviamo nell’Età dei Pesci, dominata dal cristianesimo, che verrà sostituita dalla Nuova Età dell’Acquario all’inizio del terzo millennio.14 L’Età dell’Acquario mantiene un posto importante nel movimento New Age per l’influenza della teosofia, dello spiritismo, dell’antroposofia e dei loro precedenti esoterici. Chi sottolinea il mutamento imminente nel mondo esprime spesso il desiderio di questo cambiamento, non tanto nel mondo stesso quanto nella nostra cultura e nel modo di rapportarsi al mondo. È un approccio affascinante perché le persone svolgono un ruolo attivo nel modificare la cultura e nel creare una nuova consapevolezza spirituale.

L’Età dell’Acquario è una visione, non una teoria. Quella del New Age è un’ampia tradizione che include molte idee. Vi si trovano visioni del futuro, moderate, ma piuttosto generalizzate, che prevedono una spiritualità planetaria accanto a religioni separate, ed analoghe istituzioni politiche planetarie a complemento di quelle locali, entità economiche globali più partecipative e democratiche, una maggiore enfasi sulla comunicazione e sull’educazione, un approccio misto alla salute che combini la medicina ufficiale con l’autoguarigione, una comprensione di sé più androgina e modi per integrare scienza, misticismo, tecnologia ed ecologia. Fra le tradizioni confluite nel New Age vi sono antiche pratiche occulte egiziane, la cabala, il primo gnosticismo cristiano, il sufismo, la sapienza dei druidi, il cristianesimo celtico, l’alchimia medievale, l’ermetismo rinascimentale, il buddismo zen, lo yoga, ecc…[2]

È impossibile conciliare quindi la prospettiva New Age e quella cristiana.

È evidente che scienza e tecnologia non sono riuscite a dare tutto ciò che un tempo sembravano promettere, così nella loro ricerca di significato e di liberazione le persone si sono rivolte alla spiritualità. Il New Age che conosciamo è nato dalla ricerca di qualcosa di più umano e più bello rispetto alla vita opprimente e alienante della società occidentale.

La New Age espose i temi principali nell’emblematica canzone « Aquarius ». L’idealismo degli anni ’60 e ’70 sopravvive ancora in alcuni ambienti, ma ora non sono coinvolti solo gli adolescenti. Sono svaniti i legami con l’ideologia politica di sinistra e le droghe psichedeliche non sono affatto importanti come una volta. Le tendenze « spirituali » e « mistiche », prima limitate alla controcultura, sono ora parte della cultura dominante e riguardano aspetti diversi della vita quali la medicina, la scienza, l’arte e la religione e la stessa concezione antropologica.

Uno degli elementi ricorrenti della « spiritualità » del New Age è il fascino esercitato da manifestazioni straordinarie e in particolare da entità paranormali. Le persone riconosciute come « medium » sostengono che un’altra entità prende il controllo della loro personalità durante il processo di « estasi » – fenomeno del New Age noto come « channeling » – durante il quale il « medium » può perdere il controllo del suo corpo e delle sue facoltà. Alcune persone che hanno assistito a questi eventi dichiarano che le manifestazioni sono davvero spirituali, ma non provengono da Dio, nonostante venga utilizzato quasi sempre un linguaggio d’amore e di luce. È probabilmente più corretto riferirsi ad esse come a forme di spiritismo piuttosto che di spiritualità in senso stretto. Altri amici e consiglieri del mondo dello spirito sono angeli ma « esistono molti livelli di guide, entità, energie e esseri in ogni angolo dell’universo. Sono tutti lì da cogliere e scegliere secondo i vostri meccanismi di attrazione/repulsione ».[3]

Queste entità spirituali sono spesso invocate per aiutare ad un rilassamento volto a esercitare un migliore controllo della propria vita e della propria carriera e ad agevolare il processo decisionale. La fusione con alcuni spiriti che insegnano attraverso persone particolari è un’altra esperienza del New Age, sostenuta da chi si definisce « mistico ». Alcuni spiriti della natura vengono descritti come energie potenti, esistenti nel mondo naturale e anche nei « piani interiori », ossia coloro ai quali si accede per mezzo di rituali, droghe e altre tecniche che inducono stati alterati di coscienza. È chiaro che nel New Age spesso non si riconosce alcuna autorità spirituale più elevata della propria esperienza personale interiore.

Fenomeni diversi come il giardino di Findhorn e il Feng Shui 23 illustrano in vario modo l’importanza di essere in sintonia con la natura e con il cosmo. Nel New Age non esiste distinzione fra bene e male. Le azioni umane sono il frutto sia dell’illuminazione sia dell’ignoranza. Quindi, non possiamo condannare nessuno e nessuno ha bisogno di perdono. Credere nell’esistenza del male può creare soltanto negatività e paura. La risposta alla negatività è l’amore. Tuttavia, non si tratta di tradurlo in azioni, ma di avere determinati atteggiamenti mentali. L’amore è energia, una vibrazione ad alta frequenza, e il segreto della felicità, della salute e del successo è essere in grado di trovare una sintonia, di trovare il proprio posto nella grande catena dell’essere. Gli insegnanti e le terapie del New Age pretendono di offrire la chiave cosicché le persone possano modulare il tono della propria vita e essere in armonia le une con le altre e con tutto ciò che le circonda.

La medicina ufficiale (allopatica) tende oggi a limitarsi alla cura di malattie particolari e isolate e non riesce a prestare attenzione al quadro più ampio della salute della persona.

La New Age offre le terapie alternative che sostengono di considerare la persona nella sua interezza e guariscono anziché curare. La salute olistica, come si sa, si concentra sull’importante ruolo che la mente svolge nella guarigione fisica. Si afferma che il legame fra aspetti spirituali e fisici della persona risiede nel sistema immunitario o nel sistema indiano dei chakra. Dal punto di vista New Age, la malattia e la sofferenza derivano dall’agire contro la natura. Quando si è in sintonia con la natura, ci si può aspettare una vita molto più sana e anche prosperità materiale. Secondo alcuni guaritori del New Age, in realtà non dovremmo neanche morire. Lo sviluppo del nostro potenziale umano ci metterà in contatto con la nostra divinità interiore e con quelle parti di noi stessi che sono state alienate o soppresse. Ciò si rivela soprattutto negli Stati Alterati di Coscienza (ASCs), spesso indotti da droghe o da varie tecniche di espansione della mente, in particolare in seno alla « psicologia transpersonale ». Lo sciamano è spesso considerato lo specialista degli stati alterati di coscienza, una persona che è in grado di mediare fra i regni transpersonali di spiriti o divinità e il mondo degli umani.

Esiste una straordinaria varietà di approcci che promuovono la salute olistica, alcuni derivanti da antiche tradizioni culturali, sia religiose sia esoteriche, altri legati a teorie psicologiche sviluppate a Esalen fra il 1960 e il 1970. Il New Age pubblicizza una vasta gamma di pratiche quali l’agopuntura, il biofeedback, la chiroterapia, la kinesiterapia, l’omeopatia, l’iridologia, il massaggio e vari tipi di «  bodywork » (ad esempio l’ergonomia, il metodo Feldenkrais, la riflessologia, il rolfing, il massaggio di polarità, il tocco terapeutico, ecc.), la meditazione e la visualizzazione, le terapie nutrizionali, la guarigione psichica, vari tipi di erboristeria, la cristalloterapia, la metalloterapia, la musicoterapia e la cromoterapia, le terapie legate alle corrispondenze mentre Jung relativizzò in maniera enfatica la causalità a favore di una visione esoterica del mondo basata sulle corrispondenze. alla reincarnazione e, infine, i programmi in dodici tappe e i gruppi di auto-aiuto. Il New Age ritiene che la fonte della guarigione sia dentro di noi e che possiamo raggiungerla entrando in contatto con la nostra energia interiore o energia cosmica.

Dal momento che la buona salute implica un prolungamento della vita, il New Age offre una formula orientale in termini occidentali. In origine la reincarnazione era parte del pensiero ciclico induista, basato sull’atman o nucleo divino della personalità (in seguito il concetto di jiva), che si muoveva da un corpo all’altro in un ciclo di sofferenza (samsara) determinato dalla legge del karma, legata al comportamento nelle vite passate. La speranza era riposta nella possibilità di nascere in una condizione migliore o infine nella liberazione dalla necessità di rinascere. Nella maggior parte delle tradizioni buddiste, invece, ciò che vaga da un corpo all’altro non è un’anima, ma un continuum di consapevolezza. La vita presente è prigioniera di un infinito processo cosmico che non risparmia neanche gli dei. In Occidente, dal tempo di Lessing, la reincarnazione è stata considerata molto più ottimisticamente come un processo di apprendimento e di progressiva realizzazione individuale. Lo spiritismo, la teosofia, l’antroposofia e il New Age considerano la reincarnazione una forma di partecipazione all’evoluzione cosmica. Questo approccio post-cristiano all’escatologia sembra rispondere a interrogativi di teodicea lasciati in sospeso ed elimina la nozione di Inferno. Quando l’anima si separa dal corpo, gli individui possono rivedere tutta la propria vita fin a quel punto, e una volta che l’anima si è unita al suo nuovo corpo vedono in anticipo qualcosa della fase successiva. Le persone hanno accesso alle loro vite precedenti attraverso i sogni e le tecniche di meditazione.26

Una delle preoccupazioni centrali del movimento New Age è la ricerca dell’ « integralità ». Esso incoraggia il superamento di tutte le forme di « dualismo », poiché tali divisioni sono un prodotto nocivo di un passato meno illuminato. Le divisioni che il New Age propone come necessarie da superare comprendono la distinzione reale fra Creatore e Creato, la reale distinzione fra uomo e natura, o spirito e materia, che sono tutte considerate forme di dualismo. Spesso si considerano queste tendenze dualistiche come radicate nella tradizione giudaico-cristiana della civiltà occidentale, mentre sarebbe più corretto collegarle al manicheismo. La rivoluzione scientifica e lo spirito del razionalismo moderno vengono criticati in particolare per la tendenza alla frammentazione, che tratta insiemi organici come meccanismi riducibili alle loro più piccole componenti e con esse spiegabili, e la tendenza a ridurre lo spirito alla materia, cosicché la realtà spirituale, inclusa l’anima, diviene semplicemente un « epifenomeno » contingente di processi essenzialmente materiali. In tutti questi ambiti, le alternative del New Age sono definite « olistiche ». L’olismo pervade tutto il movimento New Age, dalla sua preoccupazione per la salute olistica alla sua ricerca di coscienza unitiva, dalla sua consapevolezza ecologica all’idea di un « networking  » globale.

a.     Il nucleo della New Age

I principi fondamentali del pensiero New Age

Una religiosità cosmica, rituali e credi che molti ritenevano fossero stati soppiantati dal cristianesimo. In realtà, l’eterna questione filosofica dell’uno e dei molti assume una forma moderna e contemporanea nella tentazione di superare la divisione indebita, ma anche la reale differenza e distinzione, e la sua espressione più comune è l’olismo, un ingrediente essenziale del New.

Ad avere successo è stata la generalizzazione dell’ecologia come fascino della natura e risacralizzazione della Terra, della Madre Terra, o Gaia, l’agente esecutivo della Terra è tutta la razza umana. L‘armonia e la comprensione necessarie a una sua gestione responsabile sono sempre più pensate come un governo globale, con un inquadramento etico globale. Si crede che il calore della Madre Terra, la cui divinità pervade tutto il Creato, colmi il divario fra Creato e il Dio-Padre trascendente dell’Ebraismo e del Cristianesimo e elimini la prospettiva di essere giudicati da questo Essere.Cosicché è possibile un assorbimento dell’io umano nell’io divino.[4]

La matrice essenziale del pensiero New Age va ricercata nella tradizione esoterico-teosofica, ampiamente accettata dai circoli intellettuali europei nei secoli diciottesimo e diciannovesimo. È stata particolarmente presente nella massoneria, nello spiritismo, nell’occultismo e nella teosofia, che hanno in comune un certo tipo di cultura esoterica. In questa visione del mondo, gli universi visibili e invisibili sono collegati da una serie di corrispondenze, analogie e influenze fra il microcosmo e il macrocosmo, fra metalli e pianeti, fra pianeti e varie parti del corpo umano, fra cosmo visibile e regni invisibili della realtà. La natura è un essere vivente, attraversato da flussi di simpatia e antipatia, animato da una luce e da un fuoco segreti che gli esseri umani cercano di controllare. Le persone possono entrare in contatto con mondi superiori e inferiori mediante l’immaginazione (un organo dell’anima e dello spirito) oppure utilizzando mediatori (angeli, spiriti, demoni) o rituali.

Le persone possono essere iniziate ai misteri del cosmo, di Dio e del sé mediante un percorso spirituale di trasformazione. La vera meta è la gnosi, la forma più elevata di conoscenza, l’equivalente della salvezza. Essa implica una ricerca delle tradizioni più antiche e più elevate della filosofia (ciò che in maniera inappropriata viene denominato come philosophia perennis) e della religione (teologia primordiale) e una dottrina segreta (esoterica) che è la chiave di tutte le tradizioni « essoteriche » accessibili a chiunque. Gli insegnamenti esoterici vengono trasmessi da maestro a discepolo in un programma graduale di iniziazione.

Alcuni ritengono che l’esoterismo del XIX secolo sia totalmente secolarizzato. L’alchimia, l’astrologia e altri elementi di esoterismo tradizionale sono stati integrati da aspetti della cultura moderna, fra i quali la ricerca di leggi causali, l’evoluzionismo, la psicologia e lo studio delle religioni. Questo tipo di esoterismo ha assunto la sua forma più chiara nelle idee di Helena Blavatsky, una medium russa che nel 1875, a New York, fondò con Henry Olcott la Società Teosofica. La Società intendeva fondere elementi delle tradizioni orientale e occidentale in un tipo di spiritismo evoluzionistico e si prefisse tre scopi principali:

1).« Formare un nucleo della Fratellanza Universale dell’umanità, senza distinzione di razza, credo, casta o colore;

2) « Promuovere lo studio comparato di religione, filosofia e scienza;

3) « Indagare le leggi non ancora spiegate della natura e le forze latenti nell’uomo».

« Il significato di questi obiettivi… deve essere chiarito. Il primo obiettivo rifiuta implicitamente il « fanatismo irrazionale » e il « settarismo » del cristianesimo tradizionale così come lo percepiscono gli spiritisti e i teosofi… Tuttavia da questi obiettivi non appare subito chiaro che per « scienza » i teosofi intendevano scienze occulte e per filosofia la occulta philosophia, che le leggi di natura erano di natura occulta o psichica e che si aspettavano che la religione comparata rivelasse una « tradizione primordiale », modellata in maniera definitiva sulla philosophia perennis ermetista ».[5]

Un elemento molto importante degli scritti di Madame Blavatsky era l’emancipazione delle donne, che implicava un attacco al Dio « maschio » dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islam. Si auspicava un ritorno alla Dea-Madre dell’induismo e alla pratica delle virtù femminili. Queste idee furono portate avanti da Annie Besant, figura di punta del movimento femminista. Oggi, la « Wicca » e la « Spiritualità delle Donne » continuano a combattere contro il cristianesimo « patriarcale ».

Marilyn Ferguson ha dedicato un capitolo del suo The Aquarian Conspiracy, « La Cospirazione dell’Acquario », ai precursori dell’Età dell’Acquario, che hanno ordito le trame di una visione trasformatrice basata sull’espansione della coscienza e sull’esperienza dell’autotrascendenza. Fra gli altri menziona lo psicologo americano Wiliam James e lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung. James definì la religione esperienza, non dogma, e insegnò che gli esseri umani possono cambiare i propri atteggiamenti mentali in modo tale da poter divenire artefici del proprio destino. Jung sottolineò il carattere trascendente della coscienza e introdusse l’idea dell’inconscio collettivo, una specie di magazzino di simboli e memorie comuni a persone di varie epoche e culture. Secondo Wouter Hanegraaff, entrambi gli studiosi contribuirono a una « sacralizzazione della psicologia », che è divenuta un importante elemento del pensiero e della pratica New Age. Jung, infatti, « non solo conferì all’esoterismo un carattere psicologico, ma sacralizzò la psicologia, riempiendola di contenuti tipici della speculazione esoterica. Il risultato è un corpo di teorie che ha permesso alle persone di parlare di Dio intendendo in realtà la propria psiche e della propria psiche pensando di fatto al divino. Se la psiche è « mente », e anche Dio è « mente », allora mettere in discussione l’una significa mettere in discussione l’altro ».[6] Centrale nel suo pensiero è il culto del sole, dove Dio è l’energia vitale (libido) all’interno di una persona ».[7] Come disse egli stesso: « questo paragone non è un mero gioco di parole ».[8] Jung si riferisce a un « dio interiore », la divinità essenziale che riteneva fosse presente in ogni essere umano. Il cammino verso l’universo interiore passa per l’inconscio. L’armonia fra mondo interiore e mondo esteriore sta nell’inconscio collettivo. 

La psicologia transpersonale, fortemente influenzata dalle religioni orientali e da Jung, offriva un viaggio contemplativo in cui la scienza incontrava il misticismo. L’accento posto sulla corporeità, la ricerca di modi di espansione della coscienza e il coltivare i miti dell’inconscio collettivo erano tutti incoraggiamenti a ricercare un « dio all’interno di se stessi ». Per realizzare le proprie potenzialità, bisognava superare il proprio ego per divenire il dio che ognuno in fondo è. Per farlo bisognava scegliere la terapia adatta, la meditazione, esperienze parapsicologiche, l’uso di allucinogeni. Erano tutti modi per acquisire le « esperienze culmine », esperienze « mistiche » di fusione con Dio e con il cosmo.

Ciononostante, e malgrado l’immensa varietà in seno al New Age, si possono individuare alcuni punti comuni:

– Il cosmo è un tutto organico;

– È animato da un’Energia, che viene anche identificata come Anima o Spirito;

– Si crede molto nella mediazione di varie entità spirituali. Gli esseri umani sono capaci di ascendere a sfere superiori invisibili e di controllare la propria vita oltre la morte;

– Si sostiene l’esistenza di una « conoscenza perenne » che è antecedente e superiore a tutte le religioni e culture;

– Le persone seguono maestri illuminati…

b.    La persona umana

Il New Age crede nella perfettibilità della persona umana per mezzo di una vasta gamma di tecniche e terapie (in contrasto con la visione cristiana della cooperazione con la grazia divina). In generale concorda con Nietzsche, secondo il quale il cristianesimo ha impedito all’umanità autentica di manifestarsi pienamente. La perfezione, in questo contesto, significa raggiungere l’autorealizzazione, secondo un ordine di valori che noi stessi creiamo e che otteniamo con le nostre forze. Si può quindi parlare di un sé che si auto crea.

È utile distinguere fra esoterismo, ossia una ricerca di conoscenza, e magico, o occulto: quest’ultimo è uno strumento per ottenere potere. Alcuni gruppi sono sia esoterici sia occulti. Al centro dell’occultismo esiste una volontà di potere basata sul sogno di divenire divini. Le tecniche di espansione della mente intendono rivelare all’uomo il suo potere divino. Usando questo potere le persone preparano la via all’Età dell’Illuminazione. Questa esaltazione dell’umanità capovolge il giusto rapporto fra Creatore e creatura e una delle sue forme estreme è il satanismo. Satana diviene il simbolo della ribellione contro le convenzioni e le regole, un simbolo che spesso assume forme aggressive, egoistiche e violente.

Non sono solo i giovani a farne le spese. I temi fondamentali della cultura esoterica sono presenti anche nei campi della politica, dell’educazione e della legislazione.[9]

In quello che si può definire un tipico racconto New Age, gli uomini nascono con una scintilla divina, in un modo che ricorda l’antico gnosticismo. Questo li collega all’unità del Tutto. Sono considerati essenzialmente divini, sebbene partecipino alla divinità cosmica a diversi livelli di coscienza. Noi siamo co-creatori e creiamo la nostra realtà personale. Secondo una concezione che considera ogni individuo fonte creativa dell’universo, alcuni autori del New Age sostengono che scegliamo noi le circostanze della nostra vita (perfino la malattia e la morte). Tuttavia, per comprendere bene qual è il nostro posto nell’unità del cosmo dobbiamo compiere un viaggio. Il viaggio è la psicoterapia e la salvezza è il riconoscimento della coscienza universale. Il peccato non esiste. Esiste soltanto una conoscenza imperfetta. L’identità di ogni essere umano è diluita nell’essere universale e nel processo delle incarnazioni successive. Siamo soggetti a determinate influenze degli astri, ma possiamo aprirci alla divinità che vive dentro di noi, in una ricerca costante (mediante tecniche appropriate) di un’armonia sempre maggiore fra il sé e l’energia cosmica divina. Non è necessaria alcuna Rivelazione o Salvezza che provenga dal di fuori delle persone, ma soltanto il compimento dell’esperienza della salvezza che è dentro di noi (auto- salvezza), possibile mediante tecniche psico-fisiche che portano all’illuminazione definitiva.

Alcune fasi del percorso verso l’auto-redenzione sono preparatorie (meditazione, armonia fisica, liberazione di energie di auto- guarigione). Sono i punti di partenza di processi di spiritualizzazione, perfezione e illuminazione che aiutano le persone ad acquisire ulteriori autocontrollo e concentrazione psichica sulla « trasformazione » del sé individuale in « coscienza cosmica ». Il destino della persona umana è costituito da una serie di reincarnazioni dell’anima in diversi corpi. Non ci si riferisce a un ciclo di samsara, nel senso di purificazione come punizione, ma ad un’ascensione graduale verso lo sviluppo perfetto delle proprie potenzialità.

La psicologia è utilizzata per spiegare l’espansione della mente come esperienza « mistica ». Lo yoga, lo zen, la meditazione trascendentale e gli esercizi tantrici conducono all’autorealizzazione o illuminazione. Si crede che le « esperienze culmine » (rivivere la propria nascita, viaggiare fino ai confini della morte, il biofeedback, la danza e perfino gli stupefacenti, qualsiasi cosa che provochi uno stato alterato di coscienza), conducano all’unità e all’illuminazione.

Poiché c’è una sola Mente, alcune persone possono essere canali per raggiungere esseri superiori. Ogni parte di questo unico essere universale ha contatti con tutte le altre. L’approccio classico al New Age è la psicologia transpersonale, i cui concetti principali sono la Mente Universale, il Sé superiore, l’inconscio personale e collettivo e l’io individuale. Il Sé Superiore è la nostra identità reale, un ponte fra Dio, che è la mente divina, e l’umanità. Lo sviluppo spirituale è il contatto con il Sé Superiore che supera tutte le forme di dualismo fra soggetto e oggetto, vita e morte, psiche e soma, il sé e aspetti frammentari del sé. La nostra personalità limitata è come un’ombra o un sogno creato dal sé reale. Il Sé Superiore contiene i ricordi di precedenti (re-)incarnazioni.

c.      Dio e Cristo

Il New Age ha una preferenza marcata per le religioni orientali e precristiane, perché le considera incontaminate da distorsioni giudaico-cristiane. Quindi tributa grande rispetto agli antichi riti agresti e ai culti legati alla fertilità. « Gaia », la Madre Terra, viene proposta come alternativa a Dio Padre, la cui immagine viene collegata a una concezione patriarcale del dominio maschile sulla donna. Si parla di Dio, ma non di un Dio personale. Il Dio di cui parla il New Age non è né personale né trascendente. Non è né il libero Creatore né l’amorevole reggente dell’universo, ma un’« energia impersonale », immanente al mondo, con il quale costituisce una « unità cosmica »: « Tutto è uno ». Quest’unità è monistica, panteistica, o più precisamente, panenteistica. Dio è il « principio di vita », lo « spirito o anima del mondo », la somma totale della coscienza esistente nel mondo. In un certo senso, tutto è Dio. La presenza di Dio è più evidente negli aspetti spirituali della realtà, così ogni mente/spirito è, in un certo qual modo, Dio.

Quando uomini e donne la ricevono consciamente, « l’energia divina » è spesso descritta come « energia cristica ». Si parla anche di Cristo, ma non di Gesù di Nazaret. « Cristo » è un titolo conferito a qualcuno che ha raggiunto uno stato di coscienza nel quale percepisce la propria divinità e può quindi affermare di essere un « Maestro universale ». Gesù di Nazaret non era il Cristo, ma soltanto una delle figure storiche nelle quali questa natura « cristica » si è rivelata, come nel caso del Buddha e di altri. Ogni manifestazione storica del Cristo mostra chiaramente che tutti gli esseri umani sono celesti e divini e li conduce verso questa realizzazione.

Per il New Age il Cristo Cosmico è un modello che può ripetersi in molte persone, luoghi e tempi; è il portatore di un enorme mutamento di paradigmi; è, in definitiva, un potenziale dentro di noi.

Il New Age parla anche volentieri di una realtà che chiama “il Cristo” ma – seguendo tutta una tradizione esoterica e gnostica – ha cura di distinguere “il Cristo” da Gesù di Nazareth come personaggio storico. Gesù non era “il Cristo”, o almeno non lo era in modo diverso da Buddha o da chiunque sia in grado di entrare in contatto con la scintilla divina che porta dentro di sé. È questa scintilla, propriamente, che costituisce “il Cristo” come principio divino all’interno dell’uomo. Gesù di Nazareth – come Buddha e altri maestri – merita certamente rispetto perché è riuscito a entrare in contatto con il suo “Cristo” interiore in modo evidente e convincente per i suoi discepoli. Ma chiunque di noi può entrare in contatto con il “Cristo” che ciascuno porta – e quindi diventare “il Cristo” – attraverso gli stati alterati di coscienza e la molteplicità di tecniche che il New Age insegna.

Per la fede cristiana, Gesù Cristo non è un modello, ma una persona divina la cui figura umano-divina rivela il mistero dell’amore del Padre per ogni essere umano attraverso la storia (Gv. 3, 16). Egli vive in noi perché condivide con noi la sua vita, ma questo non è né imposto né automatico. Tutti gli uomini e tutte le donne sono invitati a partecipare alla sua vita, a vivere « in Cristo ».

Il livello più interiore e più personale (« psichico ») nel quale gli esseri umani « avvertono » questa « divina energia cosmica » è detto anche « Spirito Santo ».

Si ha una mistica cosmica basata sulla consapevolezza di un universo che si evolve con energie dinamiche. Quindi, l’energia cosmica, la vibrazione, la luce, Dio, l’amore, anche il Sé superiore, si riferiscono tutti alla stessa e unica realtà, la fonte primaria presente in ogni essere.

Questa spiritualità consta di due elementi distinti, uno metafisico e l’altro psicologico. La componente metafisica deriva dalle radici esoteriche e teosofiche del New Age e fondamentalmente è una nuova forma di gnosi. Si accede al divino svelando misteri nascosti grazie alla ricerca dell’individuo del « reale dietro ciò che è solo apparente, dell’origine al di là del tempo, del trascendente al di là di ciò che è mera fugacità, della tradizione primordiale oltre la tradizione semplicemente effimera, dell’altro al di là dell’io, della divinità cosmica al di là dell’individuo incarnato ». La spiritualità esoterica « è un’indagine dell’Essere al di là della separatezza degli esseri, una sorta di nostalgia dell’unità perduta ».[10]

« Qui si può vedere la matrice gnostica della spiritualità esoterica, che appare evidente quando i figli dell’Acquario cercano l’Unità Trascendente delle religioni. Delle religioni storiche tendono a cogliere soltanto il nucleo esoterico, di cui sostengono di essere i custodi. In un certo qual modo negano la storia e rifiutano l’idea che la spiritualità possa essere radicata nel tempo o in qualche istituzione. Gesù di Nazaret non è Dio, ma una delle numerose manifestazioni del Cristo universale e cosmico ».[11]

La componente psicologica di questo tipo di spiritualità scaturisce dall’incontro fra cultura esoterica e psicologia (cf. 2.32). Il New Age diviene quindi un’esperienza di trasformazione psico-spirituale personale, considerata analoga all’esperienza religiosa. Per alcuni questa trasformazione assume la forma di una profonda esperienza mistica, che segue una crisi personale o una lunga ricerca spirituale. Per altri scaturisce dalla pratica della meditazione o da qualche tipo di terapia o ancora da esperienze paranormali che alterano gli stati di coscienza e permettono di percepire l’unità della realtà.[12]

Per i cristiani la vita spirituale è un rapporto con Dio che gradualmente, attraverso la sua grazia, diviene più profondo e in questo processo illumina anche il nostro rapporto con il prossimo e con l’universo. Spiritualità, in termini New Age, significa sperimentare stati di coscienza dominati da un senso di armonia e fusione con il Tutto. Dunque la « mistica » non si riferisce all’incontro con un Dio trascendente nella pienezza dell’amore, ma all’esperienza scatenata dal rivolgersi a se stessi, da un senso esaltante di essere tutt’uno con l’universo, di lasciare affondare la propria individualità nel grande oceano dell’Essere.[13]

La via di purificazione della mistica New Age basa sulla consapevolezza del disagio o alienazione, da superare mediante quest’immersione nel Tutto. Per cambiare, bisogna utilizzare tecniche che portino all’esperienza dell’illuminazione. Quest’ultima trasforma la coscienza di una persona e la pone in contatto con la divinità, intesa come l’essenza più profonda della realtà.

Le tecniche e i metodi offerti da questo sistema religioso immanentista, che non concepisce Dio come persona, procedono « dal basso ». Costituiscono un’impresa essenzialmente umana da parte di una persona che cerca di ascendere alla divinità mediante le proprie forze. Spesso si tratta di « un’ascesa » a livello di coscienza verso quanto è inteso come una consapevolezza liberatrice del « dio interiore ». Non tutti hanno accesso a queste tecniche, i cui benefici sono ristretti a una « aristocrazia » spirituale privilegiata.

Invece, l’elemento essenziale della fede cristiana è la discesa di Dio fra le creature, in particolare le più umili, deboli e meno dotate secondo i valori del « mondo ». Esistono tecniche spirituali che è utile apprendere, ma Dio è in grado di superarle o di farne a meno. « Il modo cristiano di avvicinarsi a Dio non si fonda su alcuna tecnica nel senso stretto della parola. Ciò contraddirebbe lo spirito d’infanzia richiesto dal Vangelo.

Molta letteratura New Age è pervasa dalla convinzione che non esista alcun essere divino « là fuori » o veramente distinto dal resto della realtà ma un « dio interiore ». Il nostro problema, secondo il New Age, è l’incapacità di riconoscere la nostra divinità, un’incapacità che si può superare con l’aiuto di una guida e con l’uso di una serie di tecniche volte a schiudere il nostro potenziale (divino) nascosto. L’idea fondamentale è che « Dio » è profondamente all’interno di noi. Siamo Dei e scopriamo il nostro potere illimitato eliminando strati e strati di inautenticità.63 Più riconosciamo questo potenziale più esso si realizza e in questo senso il New Age ha una propria idea di theosis, del divenire divini, più precisamente, del riconoscere e accettare la nostra natura divina. Nella Prefazione al Libro V dell’opera Adversus Haereses Sant’Ireneo fa riferimento a « Gesù Cristo, che, attraverso il Suo amore trascendente, è divenuto ciò che siamo, così da portarci ad essere perfino ciò che è egli stesso ». Qui la theosis, la comprensione cristiana della divinizzazione, non avviene soltanto grazie ai nostri sforzi, ma con l’assistenza della grazia di Dio che opera in noi e attraverso di noi. Ciò presuppone necessariamente la consapevolezza basilare di essere incompleti e persino peccatori e in nessun modo l’esaltazione del sé. Inoltre, si presenta come un’introduzione alla vita della Trinità, un caso perfetto di distinzione al centro dell’unità: una sinergia piuttosto che una fusione. Tutto ciò è frutto di un incontro personale, un’offerta di un nuovo tipo di vita. La vita in Cristo non è qualcosa di così personale e privato da essere limitato all’ambito della coscienza né si tratta soltanto di un nuovo livello di consapevolezza. Implica la trasformazione della nostra anima e del nostro corpo mediante la partecipazione alla vita sacramentale della Chiesa.

d.    Il mondo

Importantissimo per gran parte del pensiero New Age è il passaggio dal modello meccanicistico della fisica classica a quello « olistico » della fisica moderna atomica e subatomica, basato sul concetto di materia costituita da onde o energie invece che da particelle. L’universo è un oceano di energia, che è un tutto unico o una rete di legami. L’energia che anima quest’organismo unico che è l’universo è « spirito ». Non esiste alterità fra Dio e il mondo. Il mondo stesso è divino e subisce un processo evolutivo che porta dalla materia inerte a una « coscienza più elevata e perfetta ». Il mondo non è stato creato. Esso è eterno e autosufficiente. Il futuro del mondo dipende da un dinamismo interiore necessariamente positivo e porta all’unità (divina) riconciliata di tutto quanto esiste. Dio e il mondo, anima e corpo, intelligenza (razionalità) ed emotività, cielo e terra, sono un’unica immensa vibrazione di energia.

Per alcuni, l’ipotesi Gaia è « una strana sintesi di individualismo e collettivismo.

Nell’universo è tutto correlato. Infatti ogni parte è in sé immagine della totalità. Il tutto è in ogni cosa. Nella « grande catena dell’essere », tutti gli esseri sono intimamente legati e formano un’unica famiglia con differenti gradi di evoluzione. Ogni persona umana è un ologramma, un’immagine dell’insieme della creazione, in cui tutto vibra sulla propria frequenza. Ogni essere umano è un neurone del sistema nervoso centrale della Terra e tutte le entità individuali sono in rapporto di complementarietà le une con le altre.

Infatti, esiste una complementarietà interiore o androginia in tutta la creazione.[14]

Uno dei temi ricorrenti negli scritti e nel pensiero New Age è quello del « nuovo paradigma » introdotto dalla scienza contemporanea.

Il New Age nei confronti del mondo agisce per lo più a livello dei sentimenti, degli istinti e delle emozioni.

Chi utilizza l’aromaterapia o ascolta musica New Age, per esempio, in genere è semplicemente interessato agli effetti che essi hanno sulla propria salute e il proprio benessere. Solo una minoranza approfondisce lo studio del New Age e cerca di capire il suo significato teorico (« mistico »).

3.     La Next Age

(http://www.treccani.it/enciclopedia/next-age_(Lessico-del-XXI-Secolo)/

Espressione emersa tra la fine del 20° e l’inizio del 21° sec., soprattutto in Europa, per indicare la consapevolezza – ampiamente diffusa – del passaggio a una fase ulteriore del fenomeno un tempo noto come New age. È certamente sbagliato sostenere che N. a. sia un’etichetta statunitense, dal momento che negli Stati Uniti questa espressione è pressoché ignota al grande pubblico e usata soprattutto in ambito musicale; coesiste del resto con altre assai più popolari, Next Stage (“nuovo stadio”), Next Edge (“nuova angolazione”) e con altri termini ancora. Il termine più utilizzato negli Stati Uniti per descrivere il concetto è invece ascension (con riferimento all’ascesa dell’individuo a uno stato superiore), che difficilmente si potrebbe diffondere in paesi cattolici, dove sarebbe confuso con la festa liturgica.

L’espressione N. a. si è affermata invece soprattutto nell’Europa continentale; anche in Italia – dove è più facilmente comprensibile e traducibile – ha avuto successo anzitutto fra gli stessi new ager. Può essere descritta come il passaggio del New age dalla terza alla prima persona singolare. Per il New age il pianeta Terra, nel suo insieme, entrerà – o è già entrato – in un evo di superiore consapevolezza, felicità, benessere. Sulla scorta delle delusioni procurate dalle mancate trasformazioni planetarie che il New age aveva annunciato per trent’anni, il N. a. ammette che forse per la Terra, o per la società nel suo insieme, non è in vista alcuna gioiosa transizione; le cose, anzi, potrebbero perfino peggiorare. Il singolo, invece, può entrare nel suo N. a. personale e raggiungere uno stato superiore di prosperità, salute, soddisfazione – anche sul piano sessuale, che nel N. a. è spesso in primo piano. La società può anche andare alla rovina, ma la singola persona che ha accesso a determinate tecniche entrerà comunque in una sua età dell’oro personalissima e privata. Come ha notato acutamente lo storico statunitense J. Gordon Melton, questo passaggio è accompagnato da dichiarazioni – da parte di alcuni portavoce importanti del New age (ma non di tutti) – secondo cui, in realtà, il New age non ha mai promesso una trasformazione sociale, globale o planetaria. Nel New age l’elemento importante sarebbe sempre stato la trasformazione individuale. Si tratta, in realtà, di un semplice escamotage: uno sguardo anche superficiale alla letteratura del New age negli anni Ottanta e, soprattutto, Settanta, mostra una forte attesa di un’imminente età dell’oro. Nell’abbandono della fase utopica e nel ripiegamento sull’individualismo – con accenti spesso narcisistici – il N. a. è effettivamente ‘nuovo’ e diverso dal New age. Il N. a., naturalmente, è meno nuovo se si guarda alle tecniche e alle idee di fondo, che rimangono in gran parte le stesse. È anche vero che il N. a. – o la fase individualistica del New age – è, a sua volta, garantito e convalidato dalla forma di spiritismo detta channeling, in particolare attraverso le entità chiamate Pleiadiani, che si sono manifestate tramite una pluralità di ‘canali’ i cui messaggi sono tipici della nuova fase, e il cui contenuto, tra l’altro, è diventato negli ultimi anni sempre meno ottimistico, in quanto ha denunciato un grande complotto delle entità rivali, Rettiliani, cui sarebbero collegati altri complotti storici, fra cui quello, su cui esiste una vasta e spesso delirante letteratura (v. letteratura complottista), degli Illuminati. Il N. a. rappresenta una corrente da sempre presente nel New age, ma minoritaria nel New age classico, precisamente per il suo carattere individualistico, che si prestava ad accuse di disinteresse egoistico nei confronti delle prospettive utopistiche, planetarie e globali un tempo prevalenti. D’altro canto, il N. a. ha poi radici ancora più antiche, fra l’altro nel cosiddetto pensiero positivo e nel movimento del self-help.

4.     Le possibili porte aperte all’azione straordinaria del Diavolo

Quando una persona si trova ad affrontare un periodo difficile della propria vita ed è quindi psicologicamente debole, ecco che puntualmente il male fa la propria mossa attraverso la new age. Dal nulla compare miracolosamente un “guru” oppure “l’energia divina” che nelle loro molteplici forme iniziano a tenderti la mano e a prometterti la pace e il conforto, quella che non trovi da anni e che la Chiesa non riesce a darti, perchè l’hai abbandonata da anni, probabilmente perchè le pulsioni del mondo ti hanno attratto verso altri lidi e la Messa annoiava a morte.

L’energia divina invece non ti annoia, perchè non ti chiede sacrifici. Con una certa somma puoi partecipare ad un seminario e in un weekend magari diventare anche “maestro”. Puoi guarire le persone con la semplice imposizione delle mani e fare del bene.

Meditare ti aiuta a connetterti al Sè Divino, quel Sè che è onnipotente, perchè l’uomo è Dio e tutti i poteri sono dentro di noi, basta solo tirarli fuori.

Basta accostarsi ad un “guru”, seguirlo e servirlo, fare quello che dice e provare devozione assoluta nei suoi confronti.

Il “guru” ti insegnerà a ripetere un mantra di cui non devi assolutamente conoscere il significato e ti inizierà ad una forma di meditazione mirata a risvegliare la Kundalini, il serpente sacro (eh si, sempre lui cari amici, vedrete come ritornerà sempre) il quale ti porterà al Samadhi, l’unione finale con il divino, l’illuminazione.

 

Le conseguenze della New Age

E’ chiaro che buona parte dei benefici di queste discipline sono solo il frutto della nostra mente e del compiacimento che si prova nel praticarle.

Ma è anche vero che ci sono degli aspetti reali che non dipendono dal praticante, arrivano dall’esterno e solo apparentemente sono sotto il controllo di quest’ultimo.

Mi riferisco al calore del pranoterapeuta, alla beatitudine della meditazione, alla pace apparente che si avverte durante la pratica di queste tecniche e delle coincidenze che avvengono quando si inizia ad aprire certi canali.

Gesù ha detto chiaramente:

Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. Lc 11, 15-26

Cosa significa questa frase?  Gesù l’ha pronunciata dopo aver scacciato un demone e voleva semplicemente dirci che tutto quello che non viene da lui è opera del male e il Male può anche travestirsi da angelo, ad una delle veggenti di Medjugorje è apparso addirittura travestito da Madonna, per cui possiamo immaginare quanto sia scaltro e ingannatore.

Gesù nei suoi insegnamenti non ha mai parlato di canalizzare energie o di meditare su serpenti per risvegliare le siddhi (i poteri straordinari che gli yogi si troverebbero a padroneggiare ad un certo livello della propria pratica).

Ci ha semplicemente detto di amarci come Lui ci ha amato e ci ha avvisato di stare alla larga dai falsi profeti:

«Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?  Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi.  Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni.  Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco.  Li riconoscerete dunque dai loro frutti.”Mt 7:15

1Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e molti sono coloro che entrano per essa. Quanto stretta è invece la porta e angusta la via che conduce alla vita! E pochi sono coloro che la trovano!”. Matteo 7:13-29

Queste discipline promettono la felicità con pochi sacrifici, tanti che le praticano asseriscono di aver abbandonato la Chiesa perchè noiosa e perchè i suoi insegnamenti non sarebbero al passo dei tempi.

In realtà si finisce per abbandonare la Chiesa perchè non abbiamo voglia di entrare per la porta stretta e il male finisce per sedurci con tutto il fascino e il mistero di queste pratiche orientaleggianti.

Il male si serve della New Age e di tutte le pratiche annesse per allontanarci con furbizia da Gesù e dal suo messaggio salvifico.

E lo fa abbagliandoci la vista, saziando il nostro ego e i nostri sensi fin quando saremo qui su questa terra e portandoci in maniera subdola ad odiare la Chiesa e tutti i suoi rappresentanti.

“Poi disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dall’avarizia, perché la vita di uno non consiste nell’abbondanza delle cose che possiede». Ed egli disse loro una parabola: «La tenuta di un uomo ricco diede un abbondante raccolto; ed egli ragionava fra sé dicendo: Che farò, perché non ho posto dove riporre i miei raccolti? E disse: “Questo farò, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, dove riporrò tutti i miei raccolti e i miei beni, poi dirò all’anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa stessa notte l’anima tua ti sarà ridomandata e di chi saranno le cose che tu hai preparato?”

Luca 12: 15-21

 

Tecniche e pratiche per ottenere l’illuminazione e il benessere

Le tecniche che stiamo analizzando possono essere distinte, in base a un primo criterio, tra quelle laiche e quelle religiose: le prime utilizzano il riferimento al concetto di energia, e si fondano sulla credenza di poter esercitare un controllo su di essa. Le seconde ritengono che tale energia sia di origine chiaramente spirituale, e si affidano a intermediari, cose o entità soprannaturali, per ottenere la guarigione. Entrambe sono tecniche corporee, nel senso che utilizzano questa “energia” canalizzandola attraverso il corpo del guaritore e/o dirigendola verso la persona da guarire, normalmente per un disturbo somatico.

Le prime, quelle laiche, pretendono di curare tramite una energia (non identificabile) presente nelle cose. Tra di esse possiamo ricordare i farmaci omeopatici, cristalli, pietre e minerali in genere, la cura attraverso i colori, i quali sono appunto costituiti di frequenze elettromagnetiche emesse da cose.

Alcune di esse, pur nella loro “laicità”, e cioè senza riferirsi allʼesistenza di entità soprannaturali, sostengono di curare tramite una energia che passerebbe, come un fluido, dalle mani o dal corpo del guaritore per andare a posarsi su punti precisi del corpo del sofferente, come lo shiatsu, la terapia craniosacrale, il Touch for Health, la pranoterapia, in parte il reiki (il quale è di derivazione religiosa, ma pare funzioni lo stesso anche se uno non ci crede).

Le seconde, tecniche fondate sullʼenergia spirituale, sostengono con molta più umiltà che il guaritore non è degno di canalizzare direttamente e controllare queste energie. Egli deve affidarsi al lavoro più specializzato di un tecnico sovrannaturale, di solito un subalterno nella gerarchia celeste, come un angelo, talvolta Gesù Cristo o la Madonna in persona.

Il guaritore, in questi casi, funge da tramite e intercede presso la divinità perché conceda graziosamente la sua benedizione e la grazia alla persona sofferente. Eʼ questo il caso della floriterapia (di ispirazione dichiaratamente cristiana nel caso di Bach, più genericamente spirituale per le altre floriterapie) che opera per il tramite di una energia divina racchiusa nei fiori; la cura con acque di luce o vibrazionali, dotate di potere terapeutico in quanto provenienti da luoghi sacri; quella caratterizzata da rituali di invocazione e devozione agli angeli custodi del theta Healing; la dieta alimentare di lunga vita serena attraverso le prescrizioni dietetiche ricavate dalla Bibbia, e, in genere, tutte le tecniche e i rituali di chiara impronta New age.

In questi casi, nel rispetto per le credenze altrui, non ci si può, in coscienza, qualificare come terapeuti, professionisti della salute, naturopati e tantomeno medici, quando si delega la guarigione a una sorta di divinità su cui non si ha altro potere se non quello di sottomettersi ad esso, ma si dovrebbe, per serietà e coerenza, qualificarsi come semplici credenti che si affidano a poteri soprannaturali che non conoscono e che non vogliono conoscere.

 

Alcuni strumenti di contatto energetico

Ci riferiamo precisamente a determinati oggetti che possono assumere vari nomi a seconda del creatore: convogliatore di energia, trasmutatore di energia, convertitore d’onda, riequilibratore energetico, vortex, accumulatore energetico, bio generatore e non ultimo il famoso braccialetto power balance.

Tutti questi oggetti possono cambiare nella forma, dal pendente al poster da appendere in camera, dalla stuoia ad un innocuo cilindretto da tenere accanto a se durante la meditazione ed anche durante il giorno se necessario.

Il concetto che li accomuna è però identico, tutti riportano una sorta di diagramma energetico (che ricorda i famosi Yantra o Mandala indo/buddhisti), tutti unici e tutti caricati con “formula segreta” dal creatore che ne detiene il progetto e che assicura guarigioni prodigiose, energia positiva e felicità.

Tali convogliatori sarebbero in grado infatti di convogliare l’energia dall’universo e concentrarla in prossimità del diagramma, in particolare sono osannati per la presunta capacità di pulire la casa ed anche i cibi e le bevande dalle energie negative.

IN SINTESI

Le aperture al Diavolo (condividere con l’assemblea)

  • Divinizzazione dell’uomo, centro della sua vita
  • L’uomo è creatore perché unito alla energia cosmica
  • Tecniche e pratiche per l’uso di energie e entità spirituali
  • Uso della medicina alternativa o sostitutiva
  • Rifiuto della relazione con Gesù visto come esempio di realizzazione di ogni uomo
  • Pensiero e mentalità umana divinizzati nell’individualismo a contatto con il cosmo
  • Dall’esoterismo iniziazione all’occultismo e al satanismo

 

5.     Gesù Cristo ci offre l’acqua della vita

L’unico fondamento della Chiesa è Gesù Cristo, il suo Signore. Egli è al centro di ogni atto cristiano e di ogni messaggio cristiano. Per questo la Chiesa ritorna continuamente all’incontro con il suo Signore. I Vangeli narrano di numerosi incontri con Lui. Tuttavia, un episodio che illustra eloquentemente quanto Egli ci offre è quello del suo incontro con la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe, narrato nel quarto capitolo del Vangelo di Giovanni. È un episodio che è stato descritto come « paradigma del nostro impegno con la verità ».86 L’esperienza dell’incontro con lo straniero che ci offre l’acqua della vita illustra in che modo i cristiani possono e devono impegnarsi nel dialogo con chiunque non conosca ancora Gesù.

Un elemento di grande fascino della narrazione di Giovanni è che la donna impiega del tempo perfino a capire che cosa intende Gesù per acqua « di vita », o acqua « viva » (versetto 11). Ciononostante, la donna è affascinata, non solo dallo straniero in sé, ma anche dal suo messaggio, e resta ad ascoltarlo. Dopo un primo stupore nel capire che Gesù sa molto su di lei (« Hai detto bene non ho marito; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero », versetti 17-18), è disposta a conoscere la verità su se stessa: « Signore, vedo che tu sei un profeta » (versetto 19). Comincia il dialogo sull’adorazione di Dio: « Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei » (versetto 22). Gesù tocca il suo cuore e così la dispone ad ascoltare ciò che Egli dice di Se stesso in quanto Messia. Le parole « Sono io, che ti parlo » (versetto 26) la preparano ad aprire il cuore alla vera adorazione in Spirito e all’auto-rivelazione di Gesù come l’Unto di Dio.

La donna « intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente » tutto su quell’uomo (versetto 28). L’effetto notevole che l’incontro con lo straniero ha sulla donna rende gli altri curiosi a tal punto che anche loro « uscirono allora dalla città e andarono da lui » (versetto 30). Ben presto accettano la verità sulla sua identità: « Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo » (versetto 42). Passano dal sentir parlare di Gesù al conoscerlo personalmente, poi a comprendere il significato universale della sua identità. Tutto ciò avviene perché la loro mente e il loro cuore sono ben disposti.

Il fatto che l’episodio si svolga presso un pozzo è significativo. Gesù offre alla donna una « sorgente … che zampilla per la vita eterna » (versetto 14). Il modo gentile che ha Gesù nel trattare la donna è un esempio di efficienza pastorale nell’aiutare l’altro ad essere sincero senza difficoltà, nell’impegnativo processo di auto- revisione (« Mi ha detto tutto quello che ho fatto », versetto 39). Questo approccio potrebbe essere molto fruttuoso verso le persone che possono essere state attirate dall’Acquario (colui che porta l’acqua), ma che ricercano ancora la verità in modo autentico. Bisognerebbe invitarle ad ascoltare Gesù che non ci offre solo qualcosa che soddisfa la nostra sete quotidiana, ma anche la profonda e nascosta sete spirituale dell’ « acqua viva ». È importante riconoscere la sincerità delle persone che ricercano la verità. Non si tratta di inganno o di auto-inganno. Come ben sa ogni buon educatore, è anche importante essere pazienti. Una persona che incontra la verità si trova subito rinvigorita da un senso completamente nuovo di liberazione riguardo ai fallimenti e ai timori del passato, e « chi desidera conoscere se stesso, come la donna presso il pozzo, trasmetterà agli altri il desiderio di conoscere la verità che renderà liberi anche loro ».87

L’invito a incontrare Gesù Cristo, il portatore dell’acqua di vita, avrà un impatto maggiore se proverrà da parte di qualcuno che è stato profondamente colpito e in modo evidente dal suo incontro con Gesù, perché non viene fatto solo da qualcuno che ha semplicemente sentito parlare di Lui, ma da qualcuno che può star certo che « questi è veramente il Salvatore del mondo » (versetto 42). Bisogna permettere alle persone di reagire a loro modo, seguendo il proprio ritmo e permettere a Dio di fare il resto.

6.     In sintesi

Formulazione del New Age di William BLOOM, in HEELAS, p. 225 e seg.:

– Tutta la vita, tutta l’esistenza, è manifestazione dello Spirito, l’Inconoscibile, di quella suprema coscienza chiamata con tanti diversi nomi in molte e differenti culture.

– Lo scopo e la dinamica di tutta l’esistenza è di manifestare appieno Amore, Saggezza, Illuminazione.

– Tutte le religioni sono espressione della stessa realtà interiore.

– Tutta la vita, così come la percepiamo con i cinque sensi umani o con gli strumenti scientifici, è soltanto il velo esterno della realtà causale, interiore e invisibile.

– Parimenti, gli esseri umani sono creature duplici con: 1) una personalità temporanea esteriore e 2) un essere interiore pluridimensionale (anima o sé superiore).

– La personalità esteriore è limitata e tende all’amore.

– Lo scopo dell’incarnazione dell’essere interiore è di condurre le vibrazioni della personalità esteriore ad una risonanza d’amore.

– Tutte le anime incarnate sono libere di scegliere il proprio cammino spirituale.

– I nostri maestri spirituali sono coloro la cui anima è libera dal bisogno di incarnarsi ed esprimono amore incondizionato, saggezza e illuminazione. Alcuni di questi grandi esseri sono ben noti e hanno ispirato le religioni del mondo. Altri invece non sono conosciuti e operano in maniera invisibile.

– Tutta la vita, nelle sue differenti forme e nei suoi diversi stati, è energia interdipendente e ciò include i nostri atti, sentimenti e pensieri. Collaboriamo con lo Spirito e con queste energie alla creazione della nostra realtà.

– Sebbene sostenuti dalla dinamica dell’amore cosmico, siamo tutti responsabili della nostra condizione, del nostro ambiente e di tutta la vita.

– Durante questo periodo di tempo, l’evoluzione del pianeta e dell’umanità è arrivata a un punto in cui viviamo un mutamento spirituale fondamentale nella nostra coscienza individuale e collettiva. Per questo motivo parliamo di New Age. Questa nuova coscienza è il risultato dell’incarnazione sempre più positiva di quelle che alcuni definiscono energie d’amore cosmico. Questa nuova coscienza si manifesta con una comprensione istintiva della sacralità di tutta l’esistenza e, in particolare, della sua interdipendenza.

– Questa nuova coscienza e questa nuova comprensione dell’interdipendenza dinamica di tutta la vita indicano lo sviluppo di una cultura planetaria completamente nuova.

HEELAS cita (p. 226) la « formulazione complementare » di Jeremy TARCHER

  1. Il mondo, inclusa la razza umana, è espressione di una natura divina superiore e più completa.
  2. Nascosto in ogni essere umano vi è un Sé Superiore divino che è la manifestazione della natura divina superiore e più completa.
  3. Questa natura superiore può essere risvegliata e può divenire il centro della vita quotidiana dell’individuo.
  4. Questo risveglio è la ragione dell’esistenza di ogni vita individuale.

David SPANGLER è citato in « Actualité des religions » nº 8, settembre 1999, p. 43, sulle caratteristiche della visione del New Age, che è:

– Olistica (globalizzante, perché esiste una sola realtà-energia).

– Ecologica (La Terra, Gaia, è la nostra madre; ognuno di noi è un neurone del sistema nervoso centrale della Terra).

-Androgina (l’arcobaleno e lo Yin/Yang sono entrambi simboli del New Age e riguardano la complementarità dei contrari, in particolare maschile e femminile).

– Mistica (riscontra il sacro in tutte le cose, anche quelle più ordinarie).

– Planetaria (le persone devono essere sia radicate nella propria cultura sia aperte all’universale, capaci di promuovere l’amore, la compassione, la pace e persino lo stabilimento di un governo mondiale).

7.     Glossario

Androginia: non è ermafroditismo, ossia la contemporanea presenza delle caratteristiche fisiche di entrambi i sessi, ma la consapevolezza della presenza in ogni individuo di elementi maschili e femminili. È uno stato equilibrato di armonia interiore fra animus e anima. Nel New Age questo stato è il prodotto di una nuova consapevolezza di questo doppio modo di essere e di esistere, caratteristico di ogni uomo e di ogni donna. Più si diffonderà, più contribuirà alla trasformazione dei rapporti interpersonali.

Antroposofia: dottrina teosofica diffusa in origine dal croato Rudolf Steiner (1861-1925), che abbandonò la Società Teosofica dopo averne diretto il ramo tedesco dal 1902 al 1913. È una dottrina esoterica che intende iniziare le persone a una « conoscenza oggettiva » nella sfera spirituale-divina. Steiner credeva che ciò lo avrebbe aiutato a esplorare le leggi dell’evoluzione del cosmo e dell’umanità. Ogni essere fisico possiede un essere spirituale corrispondente. E la vita terrena è influenzata da energie astrali e da essenze spirituali. Si afferma che la Akasha Chronicle (Cronaca di Akasha) sia una «  memoria cosmica » accessibile agli iniziati.95

Channeling: i medium psichici sostengono di agire come canali di informazioni provenienti da altri esseri, generalmente entità disincarnate che vivono a un livello superiore. Ciò collega esseri diversi quali maestri ascesi, angeli, divinità, entità collettive, spiriti della natura e il Sé Superiore.

Coscienza planetaria: la visione del mondo sviluppatasi negli anni’80 promuove la fedeltà alla comunità umana piuttosto che alle nazioni, alle tribù o a gruppi sociali istituzionali. Si può considerare l’erede dei movimenti del primi anni del XX secolo che promuovevano un governo mondiale. La coscienza dell’unità dell’umanità ben si adatta all’ipotesi Gaia.

Cristalli: si pensa che vibrino a determinate frequenze. Quindi sono utili alla trasformazione di sé. Vengono utilizzati in varie terapie e nella meditazione, nella visualizzazione, nei « viaggi astrali » oppure come amuleti. Guardandoli dal di fuori, non hanno un potere intrinseco, ma sono semplicemente belli.

Cristo: per il New Age la figura storica di Gesù altro non è che l’incarnazione di un’idea o di un’energia o ancora di un insieme di vibrazioni. Per Alice Bailey, è necessario un grande giorno di supplica, in cui tutti i credenti creino una concentrazione tale di energia spirituale da dar luogo a una nuova incarnazione, che riveli in che modo ci si può salvare… Per molte persone, Gesù non è altro che un maestro spirituale che, come Buddha, Mosè e Maometto, è stato pervaso dal Cristo cosmico. Il Cristo cosmico è anche noto come energia cristica alla base di ogni essere e di tutto l’essere. Gli individui devono essere iniziati gradualmente alla consapevolezza di questa caratteristica cristica che tutti possiedono. Cristo, per il New Age, rappresenta lo stato più elevato di perfezione del sé.96

Enneagramma: (dal greco ennéa = nove + gramma = segno) il nome si riferisce a un diagramma composto da un cerchio con nove punti sulla sua circonferenza, collegati all’interno del cerchio da un triangolo e da una figura a sei angoli. In origine fu utilizzato a scopo divinatorio, ma è divenuto famoso come simbolo di un sistema di classificazione delle personalità che consta di nove tipi standard di carattere. È diventato celebre dopo la pubblicazione del libro di Helen Palmer The Enneagram.97 L’autrice riconosce di essere debitrice del pensatore esoterico russo G.I Gurdjieff, dello psicologo cileno Claudio Naranjo e dell’autore Oscar Ichazo, fondatore di Arica. L’origine dell’Enneagramma resta avvolta nel mistero, ma alcuni sostengono che derivi dal misticismo Sufi.

Ermetismo: insieme di pratiche religiose e speculazioni filosofiche legate agli scritti del Corpus Hermeticum e ai testi alessandrini attribuiti al mitico Ermete Trismegisto. Quando si diffusero per la prima volta durante il Rinascimento, si pensò che potessero rivelare le dottrine precristiane, ma studi successivi ne fissarono l’origine al primo secolo dell’era cristiana.98 L’ermetismo alessandrino è la fonte maggiore dell’esoterismo moderno, con il quale ha in comune l’eclettismo, il rifiuto del dualismo ontologico, l’affermazione del carattere positivo e simbolico dell’universo, l’idea della caduta e della successiva ripresa dell’umanità. La speculazione ermetica ha rafforzato il credo in un’antica tradizione fondamentale o philosophia perennis comune a tutte le tradizioni religiose. Le forme alte e cerimoniali del magico si svilupparono proprio a partire dall’ermetismo rinascimentale.

Esoterismo: (dal greco esotéros = interiore), si riferisce in genere a un antico e nascosto corpo di conoscenza accessibile solo a gruppi di iniziati, che si definiscono custodi delle verità nascoste alla maggior parte dell’umanità. Il processo di iniziazione porta gli individui da una conoscenza della realtà meramente esteriore e superficiale a una verità interiore e, contemporaneamente, risveglia la loro coscienza a un livello più profondo. Le persone sono invitate a intraprendere questo « viaggio interiore » per scoprire la « scintilla divina » dentro di sé. La salvezza, in questo contesto, coincide con una scoperta del sé.

Espansione della coscienza: se il cosmo è la catena ininterrotta dell’essere, tutti i livelli di esistenza, minerale, vegetale, animale, umano, cosmico e divino, sono interdipendenti. Gli esseri umani divengono consapevoli del loro posto in questa visione olistica di realtà globale espandendo la propria coscienza ben al di là dei suoi limiti normali. Il New Age offre una grandissima varietà di tecniche per aiutare le persone a raggiungere un livello superiore di percezione della realtà, un modo per superare la separazione fra soggetti e oggetti nel processo conoscitivo, sfociando in una fusione totale di ciò che la consapevolezza normale e inferiore considera realtà separate e distinte.

Età dell’Acquario: ogni età astrologica di circa 2.146 anni prende il nome da uno dei segni dello zodiaco, ma i « grandi giorni » procedono a ritroso, così l’attuale Età dei Pesci sta per finire e sta per subentrare l’Età dell’Acquario. Ogni età ha le proprie energie cosmiche. L’energia dei Pesci ha creato un’era di guerre e conflitti, ma quella dell’Acquario sarà un’era di armonia, pace e unità. Da questo punto di vista, il New Age accetta l’inevitabilità storica. Secondo alcuni l’Età dell’Ariete è stata l’era della religione ebraica, l’Età dei Pesci è quella del cristianesimo e l’Età dell’Acquario sarà quella di una religione universale.

Evoluzione: nel New Age c’è molto di più dell’evoluzione degli esseri viventi a forme superiori di vita. Il modello fisico è proiettato nell’ambito psichico cosicché una forza immanente negli esseri umani li spingerà a forme di vita spirituale superiore. Gli esseri umani non hanno il pieno controllo di questa forza, ma le loro buone o cattive azioni possono accelerare o ritardare il loro progresso. Tutta la creazione, inclusa l’umanità, si muove inesorabilmente verso la fusione con il divino. La reincarnazione occupa ovviamente un posto molto importante in questa visione di progressiva evoluzione spirituale che comincia con la nascita e continua dopo la morte.99

Feng-shui: è una forma di geomanzia, e precisamente un metodo cinese occulto di decifrazione della presenza nascosta di correnti positive o negative negli edifici e in altri luoghi sulla base della conoscenza delle forze terrestri e atmosferiche. « Proprio come il corpo umano o il cosmo, i vari siti sono attraversati da influssi il cui corretto bilanciamento è la fonte della salute e della vita ».100

Gnosi: in generale è una forma di conoscenza non intellettuale, ma visionaria o mistica, pensata per essere rivelata e capace di unire

l’essere umano al mistero divino. Nei primi secoli del cristianesimo, i Padri della Chiesa combatterono lo gnosticismo in quanto si opponeva alla fede. Alcuni scorgono la rinascita delle idee gnostiche in grande parte del pensiero del New Age e alcuni autori ad esso legati citano lo gnosticismo primitivo. Tuttavia, la grande enfasi posta dal New Age sul monismo e anche sul panteismo o panenteismo incoraggia l’uso del termine neo-gnosticismo per distinguere la gnosi del New Age dall’antico gnosticismo.

Grande Fratellanza Bianca: Madame Blavatsky sosteneva di essere in contatto con i mahatma o maestri, esseri elevati che insieme costituiscono la Grande Fratellanza Bianca. Li considerò guide dell’evoluzione della razza umana e dell’opera della Società Teosofica.

Iniziazione: nell’etnologia religiosa è il viaggio cognitivo e/o esperienziale durante il quale l’individuo è ammesso, o da solo o come membro di un gruppo, per mezzo di particolari rituali, a far parte di una comunità religiosa, di una società segreta (ad esempio la Massoneria) o di un’associazione di tipo misterico (magica, esoterica-occulta, teosofica, ecc.).

Karma: (dalla radice sanscrita Kri = azione, fatto), nozione chiave dell’Induismo, del Giainismo e del Buddismo, ma dal significato mutevole. Nell’antico periodo vedico indicava l’azione rituale, in particolare il sacrificio, per mezzo del quale una persona accedeva alla felicità o alla beatitudine dell’aldilà. Quando il Giainismo e il Buddismo fecero la loro apparizione (circa sei secoli prima di Cristo) il Karma perse il suo significato salvifico: la via della liberazione era la conoscenza dell’Atman o « sé ». Nella dottrina del samsara, il Karma divenne il ciclo incessante della nascita e della morte umane (Induismo) o della rinascita (Buddismo).101 Nel New Age, la « legge del Karma » viene spesso considerata come l’equivalente morale dell’evoluzione cosmica. Il Karma non ha dunque più nulla a che fare con il male o la sofferenza, che sono illusioni da sperimentare come parte di un « gioco cosmico », ma è la legge universale di causa ed effetto e fa parte della tendenza dell’universo interdipendente a muoversi verso un equilibrio morale.102

Misticismo: Il misticismo del New Age si rivolge al sé piuttosto che entrare in comunione con Dio che è « totalmente altro ». È fusione con l’universo, un annullamento definitivo dell’individuo nell’unità del tutto. L’esperienza del Sé è l’esperienza del divino, così si guarda dentro se stessi alla scoperta di saggezza, creatività e potere autentici.

Monismo: dottrina metafisica secondo la quale le differenze fra gli esseri sono illusorie. Esiste un unico essere universale di cui fa parte ogni cosa e ogni persona. Dato che il monismo del New Age include l’idea che la realtà sia fondamentalmente spirituale, si tratta di una forma contemporanea di panteismo (a volte anche un esplicito rifiuto del materialismo, in particolare del Marxismo). La sua pretesa di risolvere tutto il dualismo non lascia spazio a un Dio trascendente e quindi ogni cosa è Dio. Un problema ulteriore per il cristianesimo sorge quando si solleva la questione dell’origine del male. C.G. Jung vide il male come « zona d’ombra » di Dio, che, invece, per il teismo classico è solo bontà.

Movimento del Potenziale Umano: dalla sua nascita (Esalen, California, anni ’60) questo movimento ha sviluppato una rete di gruppi promotori della liberazione di un’innata capacità creativa umana mediante l’auto-realizzazione. Per banalissimi motivi economici un numero sempre più alto di società utilizza nei programmi di formazione di gestione aziendale varie tecniche di trasformazione personale. Tecnologie Transpersonali, il Movimento per la Consapevolezza Spirituale Interiore, lo Sviluppo Organizzativo e la Trasformazione Organizzativa sono tutti presentati come non religiosi, ma in realtà i dipendenti delle società possono ritrovarsi sottomessi a una « spiritualità » aliena, in una situazione che solleva problemi relativi alla libertà personale. Sono chiari i legami fra spiritualità orientale e psicoterapia, mentre la psicologia junghiana e il Movimento del Potenziale Umano hanno esercitato una notevole influenza sullo sciamanesimo e su forme « ricostruite » di paganesimo come il Druidismo e la Wicca. In generale, la « crescita personale » si può intendere come la forma assunta dalla « salvezza religiosa » nel movimento del New Age: la liberazione dalla sofferenza e dalla debolezza umane sarà possibile grazie allo sviluppo del potenziale umano, frutto di un contatto sempre maggiore con la nostra divinità interiore.103

Musica New Age: è un’industria molto florida. Questa musica viene molto spesso confezionata come strumento per raggiungere l’armonia con se stessi o con il mondo, e una parte di essa è « celtica » o druidica. Alcuni compositori del New Age sostengono che la loro musica edifichi ponti fra il conscio e l’inconscio, ma probabilmente ciò accade quando, oltre alle melodie, vi è la ripetizione ritmica e meditativa di frasi chiave. Al pari di altri elementi del fenomeno del New Age, parte di questa musica ha lo scopo di inserire ancor di più le persone nel Movimento, ma per lo più è solo una questione commerciale o artistica.

Neopaganesimo: titolo spesso rifiutato da coloro a cui viene attribuito, si riferisce a una corrente che scorre parallela al New Age e che con esso interagisce. Sulla grande onda della reazione alle religioni tradizionali, in particolare all’eredità giudaico-cristiana dell’Occidente, molti hanno rivisitato antiche religioni indigene, tradizionali e pagane. Qualunque cosa preceda nel tempo il cristianesimo è giudicata più autenticamente vicina allo spirito del Paese o della nazione, una forma incontaminata di religione naturale in contatto con le forze della natura, spesso matriarcale, magica o sciamanica. L’umanità sarà più sana se tornerà al ciclo naturale delle feste (agresti) e a una generale affermazione della vita. Alcune religioni « neopagane » sono recenti ricostruzioni il cui rapporto autentico con le forme originali è discutibile, soprattutto quando sono dominate da elementi ideologici moderni come l’ecologia, il femminismo o, in alcuni casi, miti di purezza razziale.104

New Thought: movimento religioso fondato nel XIX secolo negli Stati Uniti d’America. Ebbe origine dall’idealismo di cui fu una forma molto diffusa. Dio è totalmente buono e il male è soltanto un’illusione. La realtà fondamentale è la mente. Poiché ognuno causa

con la propria mente gli eventi nella propria vita, occorre che si assuma la responsabilità definitiva di ogni aspetto della propria condizione.

Occultismo: la conoscenza occulta (nascosta) delle forze nascoste della mente e della natura, che sono alla base dei credi e delle pratiche legate a una presunta « filosofia perenne » segreta derivata dalla magia e dall’alchimia greche antiche, da una parte, e dal misticismo ebraico dall’altro. Questi elementi sono tenuti nascosti da un codice segreto imposto agli iniziati riuniti in gruppi o società a guardia di questa conoscenza e di queste tecniche. Nel XIX secolo, lo Spiritismo e la Società Teosofica introdussero forme nuove di occultismo che a loro volta hanno influenzato varie correnti del New Age.

Olismo: concetto chiave nel « nuovo paradigma », che sostiene di offrire una cornice teorica che racchiude l’intera visione del mondo dell’uomo moderno. In contrasto con l’esperienza di una sempre maggiore frammentazione nella scienza e nella vita quotidiana, l’« integrità » (wholeness) è presentata come concetto metodologico e ontologico centrale. L’umanità è presente nell’universo come parte di un singolo organismo vivente, una rete armoniosa di rapporti dinamici. La distinzione classica fra soggetto e oggetto per la quale Cartesio e Newton vengono criticati, è sfidata da vari scienziati che offrono un ponte fra la scienza e la religione. L’umanità fa parte di una rete universale (ecosistema, famiglia) di natura e mondo, e deve cercare di essere in armonia con ogni elemento di questa autorità quasi trascendente. Quando si comprende qual è il proprio ruolo nella natura, nel cosmo che è anche divino, allora si comprende che « integrità » e « santità » sono un’unica cosa. L’articolazione più chiara del concetto di olismo è l’ipotesi « Gaia ».105

Panteismo: (dal greco pan = tutto e theos = Dio) il credo nel fatto che tutto sia Dio o, a volte, che tutto sia in Dio e che Dio sia in tutto (panenteismo). Ogni elemento dell’universo è divino e la divinità è ugualmente presente in tutte le cose. Questa visione non lascia spazio a Dio quale essere distinto così come lo intende il teismo classico.

Parapsicologia: si occupa di cose quali percezione extrasensoriale, telepatia, telecinesi, guarigione psichica e comunicazione con gli spiriti per mezzo di medium o del channeling. Nonostante le feroci critiche degli scienziati, la parapsicologia si è rafforzata sempre più e si adatta molto bene all’idea, diffusa in alcuni ambienti del New Age, che gli esseri umani abbiano straordinarie abilità psichiche, ma spesso non sviluppate.

Pensiero positivo: convinzione che gli individui abbiano la facoltà di cambiare fisicamente la realtà o le circostanze esterne modificando il proprio atteggiamento mentale, pensando in termini positivi e costruttivi. A volte, si tratta di divenire consapevoli di credenze mantenute a livello inconscio che determinano la nostra situazione di vita. I pensatori positivi si aspettano dal loro atteggiamento buona salute e pienezza, spesso prosperità e perfino l’immortalità.

Psicologia del Profondo: scuola di psicologia fondata da C.G. Jung, già allievo di Freud.

Jung riconobbe che la religione e le questioni spirituali erano importanti per la salute e l’integrità della persona. L’interpretazione dei sogni e l’analisi degli archetipi sono stati gli elementi chiave del suo metodo. Gli archetipi sono forme appartenenti alla struttura ereditata della psiche umana. Essi appaiono in motivi ricorrenti o immagini nei sogni, nelle fantasie, nel mito e nelle favole.

Rebirthing: nei primi anni ’70, Leonard Orr descrisse il « rebirthing » come processo mediante il quale una persona può identificare e isolare aree della sua coscienza irrisolte e fonte di problemi attuali.

Reincarnazione: nel New Age è legata al concetto di evoluzione ascendente fino a diventare divini. Al contrario delle religioni indiane o di quelle da esse derivate, il New Age vede la reincarnazione come progressione dell’anima individuale verso uno stato più perfetto. Ciò che si reincarna è immateriale o spirituale, più precisamente è la coscienza, quella scintilla di energia presente nell’individuo che partecipa all’energia cosmica o « cristica ». La morte non è altro che un passaggio dell’anima da un corpo a un altro.

Rosa Croce: Sono gruppi occulti occidentali che si occupano di alchimia, astrologia, teosofia e interpretazione cabalistica delle Scritture. L’Associazione Rosicruciana (Rosicrucian Fellowship) contribuì al ritorno dell’astrologia nel XX secolo e l’Antico e Mistico Ordine Rosae Crucis (AMORC) godette con successo della fama di riuscire a materializzare immagini mentali di salute, ricchezza e felicità.

Sciamanesimo: pratiche e credi legati alla comunicazione con gli spiriti della natura e con quelli dei morti mediante la possessione rituale (da parte degli spiriti) di uno sciamano che funge da medium. Ha avuto successo nei circoli del New Age perché sottolinea l’armonia con le forze della natura. Ha un ruolo anche l’immagine romantica di religioni indigene e della loro intimità con la Terra e con la natura.

Spiritismo: anche se si è sempre tentato di contattare gli spiriti dei defunti, lo spiritismo del XIX secolo è una delle correnti che confluiscono nel New Age. Si sviluppò sulla base delle idee di Swedenborg e di Mesmer e divenne un nuovo tipo di religione. Madame Blavatsky era una medium, e così lo spiritismo ebbe una grande influenza sulla Società Teosofica, sebbene si sottolineasse il contatto con entità di un lontano passato piuttosto che con persone morte da poco tempo. Allan Kardec contribuì molto alla diffusione dello spiritismo nelle religioni afro-brasiliane. Anche in alcuni Nuovi Movimenti Religiosi giapponesi esistono componenti spiritiche.

Teosofia: antico termine, che in origine indica un tipo di misticismo. È stato legato allo gnosticismo greco e al neoplatonismo, a Meister Eckhart, a Nicola di Cusa e a Jakob Boehme. A porre nuova enfasi su questo termine fu la Società Teosofica, fondata da Helena Petrovna Blavatsky e altri nel 1875. Il misticismo teosofico tende a essere monistico, sottolineando l’unità essenziale degli elementi spirituali e materiali dell’universo. Ricerca anche le forze nascoste che permettono l’interazione fra materia e spirito, in modo che finalmente si incontrino la mente divina e la mente umana. La teosofia offre una redenzione mistica o illuminazione.

Trascendentalismo: movimento del XIX secolo di scrittori e pensatori del New England, che condividevano un insieme idealistico di credenze nell’unità essenziale della creazione, nella bontà innata della persona umana e nella superiorità dell’intuizione sulla logica e sull’esperienza per la rivelazione delle verità più profonde. La sua figura di spicco è Ralph Waldo Emerson, che si allontanò dal cristianesimo ortodosso, conobbe l’Unitarismo e infine approdò a un nuovo misticismo che integrava idee tratte dall’induismo e idee americane popolari quali l’individualismo, la responsabilità personale e il bisogno di avere successo nella vita.

Wicca: forma contratta del termine inglese « witchcraft » (stregoneria), denominante il ritorno neo-pagano di alcuni elementi di magia rituale. Fu utilizzato per la prima volta in Inghilterra nel 1939 da Gerald Gardner, che lo trasse da alcuni testi accademici, secondo i quali la stregoneria europea medievale era un’antica religione naturale perseguitata dai cristiani. Chiamata « the Craft », negli anni ’60 si è rapidamente diffusa negli Stati Uniti, dove è stata collegata con la « spiritualità delle donne ».

8.     bibliografia

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[1] Cf. Rodney Stark and William Sims Bainbridge, The Future of Religion

[2] Alla fine del 1977, Marilyn Ferguson inviò un questionario a 210 « persone impegnate nella trasformazione sociale », che chiamò « Aquarian Conspirators » (Cospiratori dell’Acquario). Il seguente passaggio ci sembra piuttosto interessante: « Quando fu chiesto agli interpellati il nome di individui le cui idee avevano esercitato su di loro una qualche influenza, sia attraverso un contatto personale sia mediante i loro scritti, i più citati furono, in ordine di frequenza, Pierre Teilhard de Chardin, C.G. Jung, Abraham Maslow, Carl Rogers, Aldous Huxley, Roberto Assagioli e J. Krishnamurti. Altri personaggi citati spesso erano: Paul Tillich, Hermann Hesse, Alfred North Whitehead, Martin Buber, Ruth Benedict, Margaret Mead, Gregory Bateson, Tarthang Tulku, Alan Watts, Sri Aurobindo, Swami Muktananda, D.T. Suzuki, Thomas Merton, Willis Harman, Kenneth Boulding, Elise Boulding, Erich Fromm, Marshall McLuhan, Buckminster Fuller, Frederic Spiegelberg, Alfred Korzybski, Heinz von Foerster, John Lilly, Werner Erhard, Oscar Ichazo, Maharishi Mahesh Yogi, Joseph Chilton Pearce, Karl Pribram, Gardner Murphy, and Albert Einstein »: The Aquarian Conspiracy. Personal and Social Transformation in Our Time, Los Angeles (Tarcher) 1980, p. 50 (nota 1) e p. 434.

[3] Cf. Chris Griscom, Ecstasy is a New Frequency: Teachings of the Light Institute, New York (Simon & Schuster) 1987, p. 82.

[4] Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della meditazione cristiana (Orationis Formas), Città del Vaticano (Editrice Vaticana) 1989, 14. Cf. Gaudium et Spes, 19; Fides et Ratio, 22.

[5] W.J. Hanegraaff, op. cit., p. 448 e seg. Gli obiettivi sono citati dalla versione definitiva (1896) mentre le prime versioni sottolineavano l’irrazionalità del « fanatismo » e l’urgenza di promuovere un’educazione non settaria. Hanegraaff cita la descrizione che J. Gordon Melton fa della religione del New Age come radicata nella tradizione « occulta-metafisica » (ibid., p. 455).

[6] W.J. Hanegraaff, op. cit., p. 513.

[7] Cf. W.J. Hanegraaff, op. cit., p. 501 e seg.

[8] Carl Gustav Jung, Wandlungen und Symbole der Libido, citato in Hanegraaff, op. cit., p. 503.

[9] Su questo punto cf. Michel Schooyans, L’Evangile face au désordre mondial, con una prefazione del Cardinale Joseph Ratzinger, Parigi (Fayard) 1997. Testo citato dall’edizione italiana Nuovo disordine mondiale, Cinisello Balsano (San Paolo) 2000.

[10] Jean Vernette, « L’avventura spirituale dei figli dell’Acquario », in Religioni e Sette nel Mondo 1996/2, p. 42 e seg.

[11] Jean Vernette, loc. cit.

[12] Cf. J. Gordon Melton, New Age Encyclopedia, Detroit (Gale Research) 1990, pp. xiii-xiv.

[13] Cf. il documento pubblicato dalla Commissione per la Cultura della Conferenza Episcopale Argentina: Frente a una Nueva Era. Desafío a la pastoral en el horizonte de la Nueva Evangelización, 1993.

[14] Cf. la sezione dedicata alle idee di David Spangler in Actualité des Religions n. 8, settembre 1999, p. 43.