Comunicato del Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti in riferimento alla lettera di Mons. Carlo Maria Viganò pubblicata sul blog del dott. Aldo Maria Valli in data 20 aprile 2020

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Comunicato

del Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

in riferimento alla lettera di Mons. Carlo Maria Viganò pubblicata sul blog del dott. Aldo Maria Valli in data 20 aprile 2020

In ordine a ciò che Mons. Carlo Maria Viganò esprime, sul blog del dott. Aldo Maria Valli, in data 20 aprile 2020[1] riporto i seguenti rilievi.

1) Nella sua lettera, Mons. Viganò scrive che “chi ha voluto aggiungere ulteriori precisazioni al primo comunicato [dell’Associazione Internazionale Esorcisti] ha completamente travisato le mie intenzioni, poiché né ho mai voluto coinvolgere i laici in una preghiera pubblica, né chiedere ai Vescovi e ai sacerdoti di esorcizzare degli ossessi, né tantomeno voler in qualche modo «esorcizzare» il Coronavirus.”

Ebbene, il nostro comunicato del 9 aprile 2020 iniziava con le seguenti parole: In queste ultime settimane sono giunte alla nostra Presidenza numerose richieste di chiarimento circa la possibilità di impiegare l’esorcismo di Leone XIII per far fronte alla grave tribolazione in cui oggi versa l’intera umanità”[2]. Con questa premessa facevamo riferimento a quanto avevamo già pubblicato pressoché un mese prima sul nostro blog nel comunicato del 13 marzo 2020: “Circa qualche proposta di preghiera di liberazione o addirittura di esorcismo contro il coronavirus – che in questi giorni è circolata sul web – esortiamo a stare molto attenti. Tali proposte, se da una parte sembrano attribuire direttamente la situazione presente ad un’azione straordinaria del demonio – da affrontare perciò con gli esorcismi – dall’altra lasciano intravedere come sottofondo una mentalità magica della realtà, spingendo le persone a risolvere le loro difficoltà ricercando le formule «più potenti ed efficaci»”[3].

Chi segue il nostro blog non ha avuto difficoltà a comprendere questa connessione, mentre Mons. Viganò e gli altri, che al pari di lui interpretano come nostro travisamento la sua iniziativa, sembrano ignorare quel primo comunicato dell’Associazione Internazionale Esorcisti del 13 marzo. E siccome il comunicato del 13 marzo non è bastato a far desistere diversi sacerdoti dall’idea di ricorrere all’esorcismo per far fronte alla pandemia da Covid-19, ricorrendo alla nostra Associazione per sapere se a tale scopo era possibile utilizzare anche l’esorcismo di Leone XIII, il 9 aprile, quando abbiamo letto dell’invito di Mons. Viganò a Vescovi e Sacerdoti di fare un esorcismo collettivo alle ore 15.00 del Sabato Santo 11 aprile 2020, pur avendo compreso che il fine dell’esorcismo proposto da Mons. Viganò non era il coronavirus e pur non condividendo tale iniziativa per i suoi aspetti incongruenti con la normativa ecclesiale e anche perché nel frattempo eravamo venuti a conoscenza che alcuni Fedeli Laici intendevano unirsi ai Vescovi e ai Sacerdoti nella recita esplicita dell’esorcismo di Leone XIII, abbiamo prodotto un ulteriore comunicato, affinché l’iniziativa di Mons. Viganò non gettasse ulteriore confusione circa l’utilizzo di questo sacramentale, dando in esso alcuni chiarimenti sulla sua natura, su chi ne è il ministro e precisando: “nelle grandi pestilenze che in passato hanno afflitto larghi strati della società, la Chiesa in genere non si è mai impegnata in azioni esorcistiche, ma, insieme alla carità fattiva nei confronti delle persone bisognose, ha sempre ritenuto necessaria la preghiera di riparazione dei peccati, l’impegno per la conversione personale e comunitaria, la manifestazione pubblica del pentimento, la richiesta di perdono a Dio, la supplica per la fine delle epidemie, le preci per i medici, gli ammalati e i moribondi e il suffragio per i defunti”[4].

2) Mons. Viganò, che conclude la sua lettera dicendosi certo che “Padre Francesco Bamonte vorrà quindi prendere atto dello sconcerto e della confusione provocata nei laici e nei chierici dal gesto avventato dell’Associazione, provvedendo con spirito di cristiana umiltà a scusarmi pubblicamente con loro, così come pubblicamente non ha esitato a disorientarli”, fonda le sue affermazioni su una lettera del 3 dicembre 1987 firmata da Mons. Josef Clemens, a quel tempo segretario particolare del Cardinale Ratzinger, in cui si afferma, per incarico dello stesso Cardinale, che “nulla osta da parte del Magistero della Chiesa affinché i fedeli recitino privatamente l’Esorcismo di Leone XIII a proprio beneficio spirituale”.

Faccio notare che la lettera dattilografata del 3 dicembre 1987 non è protocollata, non si può leggere a chi è indirizzata e, soprattutto, non si comprende a quale quesito esattamente voglia rispondere.

Senza entrare in discussioni circa il valore giuridico di un documento del genere, che per sé rappresenta una risposta privata ad una persona privata e che dal 1987 ad oggi non è mai apparso in alcuna pubblicazione ufficiale della Chiesa, rilevo ancora una volta che l’esorcismo di Leone XIII non è una pia oratio, bensì un sacramentale vero e proprio, la cui finalità è quella di contrastare, impedire o attenuare l’azione di satana e degli altri angeli apostati, o in generale, quando questa azione si manifesta come persecuzione alla Chiesa (universale o in una delle sue espressioni locali), o in particolare, quando l’azione del maligno prende di mira, in forma straordinaria, cose date in uso all’uomo (infestazione di luoghi, abitazioni, animali, ecc.). Questo sacramentale, poi, è costituito da preci, in cui ci si rivolge direttamente a Dio o a San Michele Arcangelo invocando il loro intervento, e da comandi e obiurgationes (riprensioni) con cui si apostrofa direttamente il demonio.

Tenendo presente questo, se la lettera del 3 dicembre 1987 è autentica, ritengo che il Cardinale Ratzinger abbia voluto semplicemente affermare che i Fedeli possono recitare privatamente l’esorcismo di Leone XIII a proprio beneficio spirituale allo stesso modo con cui, ad esempio, un Fedele, stando a casa sua, può leggere e pregare per proprio conto i testi della Santa Messa (letture, orazioni, prefazio, canone, ecc.) a vantaggio della sua vita di fede, ma non certo con l’intenzione di celebrare il Sacrificio Eucaristico.

Non ritengo, invece, plausibile che il Cardinale Ratzinger abbia voluto affermare che i Fedeli (Laici e anche Sacerdoti, visto che il termine “Fedele” senza altra specificazione comprende entrambi) sono autorizzati a proferire l’esorcismo di Leone XIII in quanto sacramentale, ossia secondo le finalità che la Chiesa gli assegna e che sopra ho richiamato. Nessun sacramentale, infatti, può essere proferito in forma “privata”, in quanto per sua natura esso è sempre “pubblico”, ossia fatto a nome della Chiesa e il sacramentale in questione, fino a dichiarazione contraria dell’Autorità competente, è espressamente riservato solo ai Vescovi e ai Sacerdoti che ne hanno ricevuto facoltà dai loro Vescovi.

Diversamente il Cardinale Ratzinger si sarebbe messo in contraddizione con ciò che chiaramente affermavano e affermano le rubriche relative all’esorcismo di Leone XIII e ciò che lui stesso ha dichiarato e disposto, come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, nella “Lettera agli Ordinari” del 29 settembre 1985[5].

3) Tornando poi alla lettera di Mons. Viganò, leggendo attentamente la richiesta che egli aveva fatto a tutti i Vescovi e Sacerdoti per lo scorso Sabato Santo di recitare l’esorcismo di Leone XIII alle 15.00 del pomeriggio, faccio notare che egli lo ha proposto non come pia oratio, ma come sacramentale, per di più potente.

Queste le sue parole: «Chiedo a tutti i Confratelli nell’Episcopato e ai Sacerdoti di unirsi nella preghiera dell’Esorcismo, consapevoli che questo potente sacramentale – soprattutto se recitato con tutti gli altri Pastori – aiuterà la Chiesa e il mondo nella lotta contro Satana». Ebbene, solo i Vescovi ordinari di luogo possono chiedere una cosa simile ai Sacerdoti della propria Diocesi e non un Vescovo privo di giurisdizione nei loro confronti.

4) Resto, poi, molto perplesso quando nei siti che propugnano un uso privato dell’esorcismo di Leone XIII da parte di Sacerdoti sprovvisti di autorizzazione del proprio Vescovo e addirittura di Fedeli Laici, si argomenta che si tratta di una preghiera “molto efficace” contro il demonio. Da dove trarrebbe questa efficacia? Dalle parole di cui è composta? Se sì, non sarebbe questo superstizione? O l’esorcismo di Leone XIII è un vero sacramentale e, come tale, trae la sua efficacia dell’essere fatto in nomine Ecclesiae (ex opere operantis Ecclesiae), come del resto avviene per ogni altra preghiera pubblica della Chiesa, oppure non lo è, e allora la sua efficacia dipende esclusivamente dall’ex opere operantis. In quest’ultimo caso, perché la recita di detto esorcismo sarebbe “molto efficace” e da preferirsi ad altre semplici preghiere di uso comune, come il Santo Rosario, pronunciate con l’intenzione di essere liberati dal male diabolico?

Concludendo, visto che i nostri chiarimenti e le nostre argomentazioni non erano stati da alcuni ritenuti soddisfacenti, adducendo argomentazioni e finanche “prove” in contrario[6], al fine di essere certi, come Associazione Internazionale Esorcisti, di aver offerto un insegnamento sicuro e conforme al vero pensiero della Chiesa, come anche per il bene dei Fedeli (Sacerdoti e Laici) che ricorrono al nostro ministero, avevo già in data 20 aprile 2020 inviato alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti una lettera nella quale, chiedevo a quel Dicastero una risposta d’autorità che risolva definitivamente la questione.

Considerando l’intervento fatto il 21 aprile 2020 da Mons. Viganò sul blog di Aldo Maria Valli che ha affermato di perdonarmi, ma sollecita in qualche modo le mie pubbliche scuse per lo sconcerto e la confusione che a suo dire abbiamo provocato nei Laici e nei Chierici con i nostri comunicati, la richiesta precedentemente fatta alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti si è rivelata quanto mai opportuna.

Certamente Mons. Viganò ha ragione nel dire che la nostra Associazione non ha alcuna autorità né disciplinare né dottrinale delegatale dalla Sede Apostolica, ma prima di lui lo abbiamo sempre ribadito noi. Basta leggere al riguardo ciò che dichiarano circa il loro valore le stesse Linee guida per il ministero dell’esorcismo alle pp. 10-11, lettera b e c[7].

Ma se è verissimo che non abbiamo, né possiamo avere, alcuna autorità magisteriale e disciplinare da esercitare in nomine Ecclesiae, non ci si può negare di avere una competenza dottrinale, frutto di studio e di esperienza, quantomeno al pari di quella che può essere riconosciuta a tante altre realtà ecclesiali. Ne sono prova i non pochi biblisti, teologi, liturgisti e canonisti che sono membri dell’Associazione Internazionale Esorcisti; i nostri Convegni, che vedono la partecipazione anche di Vescovi e di Cardinali; i corsi di formazione che ci sono richiesti da singoli Vescovi e da Conferenze Episcopali; le Linee guida per il ministero dell’esorcismo, passate al vaglio e giudicate positivamente dalle Congregazioni vaticane per la Dottrina della Fede, per il Culto Divino e per il Clero e che a breve saranno pubblicate in seconda edizione.

Con questo, spero di essere stato chiaro nella mia esposizione e di aver aggiornato in modo esauriente su questa seria questione.

Concludo questa lettera con la serenità che attingiamo dalla consapevolezza di non aver detto nulla di nostro, ma di esserci basati nelle nostre considerazioni su testi ufficiali della Chiesa, e con la fiducia che ci viene dall’aver fatto quello che in coscienza era nostro dovere compiere dal momento che la nostra Associazione ha tra i suoi fini statutari anche quello di promuovere  la  prima formazione  di base  e  la  successiva  formazione permanente degli esorcisti, nonché  la  retta  conoscenza  di questo  ministero  nel popolo  di Dio (cfr. Statuto AIE, Art. 3 par. 1 e 4).

L’Immacolata Madre di Dio custodisca tutti nel suo Cuore materno.

Roma, 23 aprile 2020

Padre Francesco Bamonte, icms

Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

[1] https://www.aldomariavalli.it/2020/04/20/lesorcismo-di-leone-xiii-il-nulla-osta-del-cardinale-ratzinger-e-una-lettera-di-monsignor-vigano/amp/

[2] https://aiepressoffice.com/it/2020/04/09/comunicato-dellassociazione-internazionale-esorcisti-circa-lutilizzo-dellesorcismo-di-leone-xiii/

[3] https://aiepressoffice.com/it/2020/03/13/corona-virus-comunicazione-della-presidenza-dellassociazione-internazionale-esorcisti-a-i-e/

[4] https://aiepressoffice.com/it/2020/04/09/comunicato-dellassociazione-internazionale-esorcisti-circa-lutilizzo-dellesorcismo-di-leone-xiii/

[5] https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19850924_exorcism_lt.html

[6] https://cooperatores-veritatis.org/2020/04/18/mons-vigano-e-don-morselli-avevano-ragione-lesorcismo-di-leone-xiii-si-puo-fare/

[7] «b) Le Linee Guida sono e restano un documento privato, destinato all’uso interno della nostra Associazione. Esse non costituiscono un’interpretazione autentica della disciplina della Chiesa in materia di esorcismi, essendo essa riservata alla sola Autorità ecclesiastica competente. Alle Linee Guida va attribuito soltanto un valore dottrinale, aperto a possibili correzioni, miglioramenti ed integrazioni. c) La terza, conseguenza di quanto sopra detto, è che le Linee Guida cedono di fronte a eventuali disposizioni con le quali singoli Vescovi o Conferenze Episcopali intendessero regolare l’esercizio del ministero degli esorcisti nell’ambito del territorio di loro competenza. Questo significa, concretamente, che l’esorcista membro della nostra Associazione dovrà attenersi a quelle disposizioni qualora si differenziassero dalle indicazioni delle Linee Guida». [Associazione Internazionale Esorcisti, Linee guida per il ministero degli esorcismi, Edizioni Messaggero Padova, 2019, pp. 10-11].

Chiarimenti sull’esorcismo di Leone XIII

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Comunicato dell’Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.)

Roma, 14 aprile 2020

 

In questi ultimi giorni la nostra Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.) è stata oggetto di diversi attacchi mediatici da parte di soggetti che, senza averne l’autorità, senza godere di alcuna competenza in materia e, soprattutto, senza avere l’onestà di chiederci dei chiarimenti o, quanto meno, di pubblicare per intero le nostre affermazioni, hanno mosso accuse, fatto illazioni, pronunciato offese e offerto giudizi inaccettabili sul piano dottrinale e disciplinare. Per questa ragione riteniamo opportuno porgere a tutti i Soci dell’A.I.E. e a quanti ne vorranno trarre profitto, i seguenti chiarimenti.

[A] Quando si parla di “esorcismo di Leone XIII” a cosa ci si può riferire?

Quando si parla di “esorcismo di Leone XIII” ci si può riferire:

  • sia al testo originale Exorcismus in satanam et angelos apostaticos iussu Leonis XIII P. M. editus, pubblicato in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), pp. 743-746;
  • sia al successivo adattamento operato dal Rituale Romano nelle diverse edizioni tipiche pubblicate nel corso del secolo XX. Nell’ultima di esse, pubblicata nel 1952 sotto il pontificato di Papa Pio XII e in uso comune fino al 1998, esso occupa il Caput III col titolo Exorcismus in satanam et angelos apostaticos;
  • sia all’ulteriore elaborazione operata nel nuovo Rituale del 1998, De exorcismis et supplicationibus quibusdam (DESQ), ove occupa l’Appendice I col titolo Supplicatio et exorcismus qui adhiberi possunt in peculiaribus adiunctis Ecclesiae.

[B] Qual è la natura dell’esorcismo di Leone XIII considerato in ognuna delle tre versioni suddette?

L’esorcismo di Leone XIII, in tutte e tre le versioni suddette appartiene al genere dei sacramentali, ossia a quei segni sacri mediante i quali, come si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1667, “in aliquam sacramentorum imitationem, effectus praesertim spirituales significantur et ex Ecclesiae impetratione obtinentur”[1]. Questa peculiare natura dell’esorcismo di Leone XIII la si evince soprattutto da ciò che per tutte e tre le sue versioni l’Autorità ecclesiastica afferma circa i suoi ministri legittimamente deputati ad usarlo (vedi più sotto paragrafo D).

[C] Qual è la finalità dell’esorcismo di Leone XIII?

La finalità dell’esorcismo di Leone XIII, che tra l’altro giustifica il suo legittimo impiego è la seguente:

  • in generale, contrastare, impedire o attenuare l’azione di satana e degli altri angeli apostati quando questa azione si manifesta come persecuzione alla Chiesa (universale o in una delle sue espressioni locali);
  • in particolare, quando l’azione del maligno prende di mira, in forma straordinaria, cose date in uso all’uomo (infestazione di luoghi, abitazioni, animali, ecc.).

[D] Chi è il ministro di questo sacramentale, ossia chi può lecitamente usarlo?

L’utilizzo di questo sacramentale è, fin dall’inizio, riservato ai singoli Vescovi e ai soli Sacerdoti che abbiano ricevuto il permesso di usarlo. Su questo non esistono dubia iuris (dubbi di diritto), essendo assai chiare le indicazioni date a riguardo dall’Autorità ecclesiastica.

  • In ordine all’Exorcismus in satanam et angelos apostaticos iussu Leonis XIII P. M. editus[2], pubblicato in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), pp. 743-746, anzitutto si ricava chiaramente dal testo che si tratta di qualcosa riservato a chi è insignito dell’Ordine sacro. Lo dimostrano le parole della prece “Hinc tuo confisi præsidio ac tutela, sacri ministerii nostri auctoritate, ad infestationes diabolicæ fraudis repellendas in nomine Iesu Christi Dei et Domini nostri fidentes et securi aggredimur”[3] e la formula liturgica Dominus vobiscum. Et cum spiritu tuo[4] impiegata nel responsorio che la segue. Inoltre, dalla nota Ex audientia Sanctissimi. Die 18 Maii 1890, posta a pag. 747 in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), a proposito delle indulgenze annesse all’impiego del sopraddetto esorcismo, si evince in modo incontestabile che esso è riservato esclusivamente ai Vescovi e ai Sacerdoti che legittimamente hanno ricevuto dai propri Ordinari l’autorità per proferirlo (Santissimus D.N. LEO divina providentia PP. XIII omnibus Reverendissimis Episcopis, nec non Sacerdotibus ab Ordinariis suis legitime ad id auctoritatem habentibus[5]).
  • In ordine all’Exorcismus in satanam et angelos apostaticos del Caput III del titolo dedicato agli esorcismi del Rituale Romano fino all’ultima edizione tipica del 1952, impiegata nella Chiesa latina fino al 1998, nella rubrica posta a sua premessa si legge: “Sequens exorcismus recitari potest ab Episcopis, nec non a Sacerdotibus, qui ab Ordinariis suis ad id auctoritatem habeant”[6].
  • Quanto alla Supplicatio et exorcismus qui adhiberi possunt in peculiaribus adiunctis Ecclesiae[7] dell’Appendice I del nuovo Rituale, la rubrica posta a sua premessa dice espressamente: “Si Episcopus dioecesanus, in peculiaribus rerum adiunctis, opportunum iudicat indicere adunationes fidelium ad orandum, sub ductu et moderamine sacerdotis …”[8].

Per le ragioni sopra esposte e salvo diverso giudizio dato dall’Autorità competente (che in merito a questa questione è la sola Sede Apostolica), è da ritenersi privo di legittimità fare uso dell’esorcismo di Leone XIII senza essere insigniti dell’Ordine sacro nel grado del presbiterato e senza godere del debito permesso dell’Ordinario.

[E] Gli esorcisti necessitano di un permesso da parte del loro Vescovo per usare questo esorcismo?

No, in quanto è per sé incluso nella licenza che viene loro conferita. Ciò lo si giustifica dal fatto che l’esorcismo di Leone XIII era incluso nel Titolo del Rituale Romano relativo agli esorcismi e continua ad esserlo nel nuovo Rituale De exorcismis et supplicationibus quibusdam (DESQ). Si tenga presente che nessun fine è raggiungibile senza i mezzi adeguati e che le finalità particolari di cui sopra al punto C, l’esorcista le consegue grazie all’impiego di questo esorcismo, al cui utilizzo viene perciò necessariamente deputato con il conferimento della licenza di esorcizzare.

[F] Esistono abusi nell’impiego di questo esorcismo?

Ne esistono parecchi. Tra questi il reiterato invito fatto ai laici di usarlo come “preghiera privata”[9].

In alcuni casi, poi, si ricorre addirittura ad una falsificazione dell’esorcismo di Leone XIII, introducendo una falsa rubrica (si fuerit clericus), assente nel testo originale, e dando quindi ad intendere che anche un laico lo può usare, essendogli sufficiente omettere le parti riservate ai chierici, come si può vedere dagli esempi sotto riportati.

Senza titolo-1

Senza titolo-2

Senza titolo-3

[G] Ma dal momento che Papa Leone XIII prescrisse al termine della S. Messa la recita della preghiera a San Michele, non aveva con questo già conferito ai laici la possibilità di recitare l’esorcismo da lui composto?

Assolutamente no, in quanto si tratta di atti totalmente differenti. Nel 1884 Papa Leone XIII decretò che le preghiere, che già dal 1859 il Beato Papa Pio IX aveva stabilito fossero recitate in Italia dopo la S. Messa a motivo degli attacchi a cui lo Stato Pontificio era sottoposto, venissero recitate da tutti i cattolici del mondo, sempre dopo la S. Messa, per difendere la Chiesa nella crisi apertasi dopo la caduta di Roma nel 1870 e l’aprirsi della “Questione Romana”. Dette preci, note come “Preci leonine”, comprendono tre Ave Maria, una Salve Regina seguita da un versetto e un responsorio, e una colletta che, dal 1886, chiede la conversione dei peccatori e “la libertà e l’esaltazione della santa Madre Chiesa”. Sempre nel 1886 da Papa Leone XIII fu introdotta la preghiera a San Michele e nel 1904 papa Pio X aggiunse “Cuore santissimo di Gesù. Abbi pietà di noi” da recitare tre volte facoltativamente. La preghiera a San Michele introdotta da Papa Leone XIII nel 1886 e che in tutta la Chiesa tutti hanno recitato fino al 1964 (quando con la riforma della liturgia romana le Preci leonine vennero eliminate), non è quindi da confondersi con l’esorcismo da lui composto, riservato ai Vescovi e ai Sacerdoti forniti di facoltà e pubblicato in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), pp. 743-746.

[H] Ci sono altre voci a proposito del ministro dell’esorcismo di Leone XIII in linea con quanto scritto sopra, specie su chi è il ministro di questo esorcismo?

Sì, tra questi si veda:

  • Ciò che esprime la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, nella pagina dedicata all’esorcismo http://www.usccb.org/prayer-and-worship/sacraments-and-sacramentals/sacramentals-blessings/exorcism.cfm alla domanda: When would the rites contained in the appendices be used, and by whom? risponde in ordine all’Appendice I: «The prayers of supplication and exorcism found in Appendix I (“A Supplication and Exorcism which May be Used in Particular Circumstances of the Church”) may be likened to the prayers that Pope Leo XIII appended to the previous rite of exorcism in 1890. The focus of these prayers is to address and remedy any demonic influence on places and things in particular, as well as to remedy attacks against the Church in a more general way. As in the case of a “major exorcism,” the ordinary minister of these prayers would be a priest appointed for this purpose or the bishop himself.» (Come nel caso dell’“esorcismo maggiore”, il ministro ordinario di queste preghiere dovrà essere un sacerdote nominato a questo scopo o lo stesso vescovo).
  • https://www.amicidomenicani.it/se-si-possa-recitare-privatamente-l-esorcismo-di-leone-xiii/

 

NOTA CONCLUSIVA

La proibizione per i fedeli cristiani dell’uso dell’esorcismo di Leone XIII, implicita nelle rubriche che lo accompagnano e ribadita dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nella Lettera agli Ordinari riguardante le norme sugli esorcismi del 29 settembre 1985, non li priva in alcun modo di un’arma di difesa di cui servirsi nella lotta contro il maligno perché sin dall’inizio il suddetto esorcismo fu pensato e pubblicato dalla Santa Sede come destinato esclusivamente al ministero dei Vescovi e dei Sacerdoti aventi facoltà di impiegarlo. Esso quindi non è mai stata un’“arma” protettiva utilizzabile dai fedeli cristiani che, tuttavia, come si legge nella suddetta Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede, sono sempre tenuti «a pregare affinché, come ci ha insegnato Gesù, siano liberati dal male (cf. Mt 6,13)», nella quale si rammenta inoltre ai Pastori il dovere di aiutarli in questa lotta «richiamando quanto la tradizione della Chiesa insegna circa la funzione che hanno propriamente i sacramenti e l’intercessione della B.V. Maria, degli angeli e dei santi circa la lotta spirituale dei cristiani contro gli spiriti maligni».

Ribadiamo che quanto sopra esposto sulla questione del cosiddetto esorcismo di Leone XIII costituisce un giudizio dottrinale, i cui elementi sono in sé così chiari da non permettere che si sollevi un dubium iuris (dubbio di diritto). Nel caso si persistesse a pensare il contrario di quanto qui è stato esposto, l’unica strada onesta per risolvere definitivamente il problema è rivolgersi alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Facciamo, infine, presente, sulla base della comune esperienza esorcistica, che l’uso illegittimo e improprio da parte di Sacerdoti e fedeli laici di ogni formula esorcistica riservata all’ambito liturgico, incluso l’esorcismo di Leone XIII, può avere conseguenze spirituali più o meno gravi, compreso il divenire causa occasionale di disturbi diabolici straordinari.

 

[1] “con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati soprattutto effetti spirituali e, per impetrazione della Chiesa, ottenuti” [la traduzione è nostra].

[2]     Esorcismo contro Satana e gli angeli apostati, pubblicato per ordine di Papa Leone XIII [la traduzione è nostra].

[3]     “Da ciò, contando sulla tua protezione e la tua tutela, per l’autorità del nostro sacro ministero, al fine di respingere gli assalti dell’inganno diabolico, nel nome del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, fiduciosi e sicuri muoviamo all’attacco” [la traduzione è nostra].

[4]       Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.

[5]       “Il Santissimo Signore Nostro LEONE, per divina provvidenza Papa XIII, a tutti i Reverendissimi Vescovi, e così pure ai Sacerdoti che, a questo fine, hanno legittimamente ricevuto dai loro Ordinari l’autorità…” [la traduzione è nostra].

[6]     “Il seguente esorcismo può essere recitato dai Vescovi, e così pure dai Sacerdoti che, a questo fine, abbiano ricevuto dai loro Ordinari l’autorità” [la traduzione è nostra].

[7]    Supplica ed esorcismo che possono essere usati in particolari circostanze della Chiesa [la traduzione è nostra].

[8]      “Se il Vescovo diocesano, in particolari circostanze giudica opportuno indire riunioni di fedeli per pregare sotto la guida e la direzione del sacerdote …” [la traduzione è nostra].

[9]     L’esorcismo privato è lecito a tutti e specialmente ai ministri della Chiesa. La sua efficacia non deriva dall’impetrazione della Chiesa, ma unicamente dal beneplacito di Dio, in considerazione delle promesse di Cristo e dei meriti di chi lo proferisce. È lecito usarlo quando il demonio tormenta con tentazioni o causa vessazioni. Non esistono formule “ufficiali” di esorcismo privato. Non rientra tra gli esorcismi privati la formula dell’esorcismo contro satana e gli angeli ribelli, estratta da quella pubblicata per ordine del sommo pontefice Leone XIII. Ai fedeli non è pertanto lecito usare tale formula «e molto meno è lecito ad essi usare il testo integrale di questo esorcismo» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera agli Ordinari riguardante le norme sugli esorcismi, 29 settembre 1985), in https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19850924_exorcism_it.html) .

Circa l’utilizzo dell’esorcismo di Leone XIII.

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Comunicato dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Roma, 9 aprile 2020

 

In queste ultime settimane sono giunte alla nostra Presidenza numerose richieste di chiarimento circa la possibilità di impiegare l’esorcismo di Leone XIII per far fronte alla grave tribolazione in cui oggi versa l’intera umanità.

Come Associazione Internazionale Esorcisti facciamo anzitutto notare che l’esorcismo di Leone XIII, sia nella versione originale [cfr. Exorcismus in satanam et angelos apostaticos iussu Leonis XIII P. M. editus, in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), pp. 743-746], sia nei successivi adattamenti operati dal Rituale Romano (cfr. Caput III dell’ultima edizione tipica del 1952) e dal nuovo Rituale del 1998, De exorcismis et supplicationibus quibusdam (cfr. Appendice I), è un vero e proprio sacramentale, la cui finalità è quella di contrastare, impedire o attenuare l’azione di satana e degli altri angeli apostati: o in generale, quando essa si manifesta come persecuzione alla Chiesa (universale o in una delle sue espressioni locali), o in particolare, quando essa prende di mira, in forma straordinaria, cose date in uso all’uomo (infestazione di luoghi, abitazioni, animali, ecc.).

In secondo luogo, come Associazione Internazionale Esorcisti, poniamo in rilievo che l’utilizzo di questo sacramentale è, fin dall’inizio, riservato ai singoli Vescovi e ai soli sacerdoti che abbiano ricevuto il permesso di usarlo.

Si evince, infatti, dalla nota Ex audientia Sanctissimi. Die 18 Maii 1890, posta a pag. 747 in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91), a proposito delle indulgenze annesse all’impiego del sopraddetto esorcismo, che esso è riservato esclusivamente ai Vescovi e ai sacerdoti che legittimamente hanno ricevuto dai propri Ordinari l’autorità per proferirlo (Santissimus D.N. LEO divina providentia PP. XIII omnibus Reverendissimis Episcopis, nec non Sacerdotibus ab Ordinariis suis legitime ad id auctoritatem habentibus …).

Non diversamente si esprimono le rubriche del Caput III del titolo dedicato agli esorcismi del Rituale Romano fino all’ultima edizione tipica del 1952, impiegata nella Chiesa latina fino al 1998, ove si legge: “Sequens exorcismus recitari potest ab Episcopis, nec non a Sacerdotibus, qui ab Ordinariis suis ad id auctoritatem habeant” (Il seguente esorcismo può essere recitato dai Vescovi, e così pure dai Sacerdoti che dai loro Ordinari ne abbiano l’autorizzazione).

Anche le rubriche dell’Appendice I del nuovo Rituale, Supplicatio et exorcismus qui adhiberi possunt in peculiaribus adiunctis Ecclesiae, rimandano al giudizio del Vescovo diocesano l’utilizzo, quantomeno pubblico, dell’esorcismo di cui ivi si tratta da parte di sacerdoti all’interno del territorio sottoposto alla sua giurisdizione.

Per le ragioni sopra esposte e salvo diverso giudizio dato dall’Autorità competente, riteniamo perciò che i sacerdoti, possano usare l’esorcismo di Leone XIII solo dietro autorizzazione dell’Ordinario del luogo.

Infine, ricordiamo ancora una volta che nelle grandi pestilenze che in passato hanno afflitto larghi strati della società, la Chiesa in genere non si è mai impegnata in azioni esorcistiche, ma, insieme alla carità fattiva nei confronti delle persone bisognose, ha sempre ritenuto necessaria la preghiera di riparazione dei peccati, l’impegno per la conversione personale e comunitaria, la manifestazione pubblica del pentimento, la richiesta di perdono a Dio, la supplica per la fine delle epidemie, le preci per i medici, gli ammalati e i moribondi e il suffragio per i defunti.

 

Riflessione e incoraggiamento su come affrontare spiritualmente la difficile e delicata situazione mondiale a seguito della diffusione del Covid-19, comunemente detto Coronavirus

ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ESORCISTI

Riflessione e incoraggiamento

su come affrontare spiritualmente la difficile e delicata situazione mondiale a seguito della diffusione del Covid-19, comunemente detto Coronavirus

 

Desideriamo offrire delle indicazioni affinché impostiamo in maniera corretta la nostra riflessione teologica e il nostro atteggiamento spirituale nei confronti del grave avvenimento della diffusione del Covid-19, comunemente detto Coronavirus, che sta affliggendo il mondo intero in questo momento.

Come ci insegna la sana teologia, tutte le volte che si ci si interroga sul perché una cosa succede (e quindi ci si interroga sulle sue cause), ogni discorso, per essere corretto, deve partire dalla Causa prima, cioè da Dio, il Quale le cose o le vuole in sé, agendo perché avvengano, oppure le vuole per accidens, cioè le permette. Non sempre è dato di cogliere le ragioni che giustificano l’agire provvidente di Dio (i cosiddetti “motivi di convenienza”); anzi, alla luce della Rivelazione e dell’esperienza possiamo affermare che la maggior parte di esse Dio le mantiene celate fino al giorno del Giudizio, bastandoci per ora la certezza di fede che la Provvidenza di Dio si estende da un confine all’altro con forza e governa con bontà eccellente ogni cosa (cfr. Sap 8,1), che di cinque passeri, che si vendono per due soldi, nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio (cfr. Lc 12,6); che anche i capelli del nostro capo sono tutti contati e che noi valiamo più di molti passeri (cfr. Lc, 12,7); che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio (cfr. Rm 8,28); e che Dio onnipotente, essendo supremamente buono, non permetterebbe mai che un qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se non fosse sufficientemente potente e buono da trarre dal male stesso il bene (cfr. Catechismo Chiesa Cattolica n. 311).

Dopo Dio, Causa prima, nell’interrogarsi sul perché una cosa succede, occorre prendere in considerazione le cause seconde, ossia le creature che Lui ha fatto, tra le quali va ricercata la causa efficiente, cioè quella che ha prodotto l’effetto sul quale stiamo indagando.

Sappiamo, per fede, che alcune volte dietro determinati avvenimenti c’è, come causa efficiente, Satana, il quale, comunque, si muove sempre e soltanto per permissione divina e, quando da Dio gli è concesso di agire, pur desiderando compiere il male, di fatto opera a suo dispetto il bene. Un esempio molto pregnante ci è offerto nella vicenda di Giobbe, le cui sventure hanno come causa efficiente Satana.

Che le sofferenze di Giobbe abbiano come causa immediata il Maligno, noi lo sappiamo solo per rivelazione, perché non è affatto evidente, all’osservatore esterno, che sia stato Satana a provocarle. Neanche allo stesso Giobbe questo era, per sé, evidente. Comunque che dietro l’immenso dolore di Giobbe ci fosse o non ci fosse come causa efficiente Satana, alla fine questo è irrilevante. E questo vale anche per noi, oggi, di fronte al Coronavirus.

In ordine al Coronavirus non abbiamo, infatti, una evidenza che il demonio ne sia la causa efficiente, o agendo sulle forze della natura per produrlo e per diffonderlo, o ispirando degli uomini a realizzarlo (qualora fosse vero, come alcuni sostengono, che esso sia stato prodotto in laboratorio e poi diffuso di proposito oppure sfuggito al controllo). In ogni caso, anche se un giorno dovessimo avere questa evidenza, essa sarebbe sempre di secondaria importanza, in quanto riguarderebbe solo la causa seconda del Coronavirus e non darebbe elementi sufficienti per rispondere ai perché relativi alla Causa prima. La domanda più importante infatti resterebbe: “Perché Dio lo ha permesso?”.

Se guardiamo a Giobbe, noi notiamo che egli non si interroga se uno spirito cattivo lo ha colpito e, se sì, perché lo abbia fatto. Questo a Giobbe non importa, mentre gli importa sapere perché Dio ha permesso tutto quel male nella sua vita. Tutto il dramma di Giobbe (la perdita dei beni, la morte dei figli, il mettersi contro di lui della moglie e dei suoi stessi amici e quella piaga che lo sconvolge nel corpo da cima a piedi) ruota attorno alla domanda: “Perché Dio ha permesso questo?”. Ed è soltanto quando, con il soccorso di Dio, Giobbe trova una risposta adeguata a questo interrogativo lancinante che il suo dramma si risolve: la sua giustizia è confermata, la sua fede diventa maggiore rispetto a quella che aveva prima e il suo amore per Dio e il suo abbandono in Lui diventano veramente totali.

Di conseguenza, scagliarsi sul demonio affermando, o anche solo ipotizzando, che sia lui la causa efficiente, immediata del Coronavirus, non centra l’obiettivo, anzi, sbaglia la mira, perché l’interrogativo più importante da porsi non è sulle cause seconde, ma sulla Causa prima: “Perché Dio lo ha voluto o lo ha permesso?”. A cui segue necessariamente l’altra domanda: “In questa situazione, cosa vuole Dio da me?”

E la risposta è quella che ci viene data dalla Chiesa in maniera, diremmo, autorevole, attraverso il recente Decreto della Penitenzieria Apostolica circa la concessione di speciali Indulgenze ai fedeli nell’attuale situazione di pandemia, ove siamo esortati a considerare con spirito di fede l’epidemia attualmente in corso, per viverla in chiave di conversione personale.

E non può che essere così. Gesù stesso (basta leggere i primi nove versetti di Lc 13), ci fa capire che di fronte a tutti i disastri causati da eventi naturali o dall’uomo, la cosa più importante da fare è convertirtici a Dio, tornare a Lui.

Tirare in ballo il diavolo in queste occasioni è sbagliare mira; è, soprattutto, mettersi e mettere in un atteggiamento spirituale molto pericoloso, perché provoca solo scoraggiamento e perdita di forze. Il diavolo esiste, certamente, ma è invisibile per natura e tende a nascondersi per scelta strategica. Abbiamo quindi a che fare con un nemico dal quale, umanamente parlando, non sappiamo difenderci, problema, tuttavia, risolto, se imparassimo a stare come bambini tra le braccia della Mamma, cioè della Madonna; come agnelli sulle spalle del Buon Pastore, cioè di Gesù; come figli, nel seno paterno di Dio. Quando stiamo lì, chi ci può toccare, chi ci può fare veramente del male? “Se il Signore è con noi, chi sarà contro di noi?” Non è forse vero che “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”?

La strategia vincente è, in tutti i casi, intendere il Coronavirus come un appello che il Signore ci sta facendo perché torniamo veramente a Lui con tutto il cuore, convertendoci alla vita buona del Vangelo. Quanti accoglieranno questo appello non riceveranno alcun danno da questo morbo, anche quelli che, per sua causa, dovessero morire. Del resto, è Gesù che lo dice: “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina sé stesso?” (cfr. Lc 9,25) “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (cfr. Mt 6,33).

Fissiamo dunque lo sguardo dove Dio vuole che in questo momento lo fissiamo e cioè su di Lui, sul volto di Gesù, sulla sua Croce, sul suo Vangelo.

Valgano anche per la presente situazione le parole messe da Guareschi sulla bocca di don Camillo nella predica fatta durante l’alluvione: “Le acque escono tumultuose dal letto del fiume e tutto travolgono: ma un giorno esse torneranno placate nel loro alveo e ritornerà a splendere il sole. E se, alla fine, voi avrete perso ogni cosa, sarete ancora ricchi se non avrete perso la fede in Dio. Ma chi avrà dubitato della bontà e della giustizia di Dio sarà povero e miserabile anche se avrà salvato ogni sua cosa”.

Cogliamo l’occasione per invitare a pregare in famiglia e singolarmente, tutti unanimi nell’implorare Gesù, affinché per intercessione di Maria Immacolata e di San Michele Arcangelo ci doni la luce e la forza della Fede e la Grazia della liberazione da ogni male.

 

Roma, 25 marzo 2020

Annunciazione del Signore

 

CORONA VIRUS. COMUNICAZIONE DELLA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ESORCISTI (A.I.E)

Roma, 13 marzo 2020

 COMUNICAZIONE DELLA PRESIDENZA

DELL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ESORCISTI (A.I.E)

 

In un momento di particolare prova ormai per il mondo intero, a causa del cosiddetto “coronavirus”, che tra le molte e dolorose conseguenze ha impedito in Italia anche la partecipazione alla Santa Messa – per cui i fedeli possono seguirla solo per radio o per la televisione – da più parti anche all’Associazione Internazionale Esorcisti è stato richiesto un intervento orientativo, per sollevare gli animi e offrire motivi di speranza.

In questa grave situazione, dovremmo tutti intensificare i momenti di lettura e di meditazione della Sacra Scrittura nelle nostre case, in particolare dei Vangeli; pregare quotidianamente – se possibile riunendo tutta la famiglia – la Liturgia delle Ore; fare la “Comunione spirituale”; pregare il Santo Rosario e la Coroncina della Divina Misericordia. Sarebbe opportuno anche consacrare le nostre famiglie all’Immacolata Madre di Dio, pregando la Madonna con quella che è la più antica preghiera mariana: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta», come anche meditare e offrire la Passione del Signore, attraverso il pio esercizio della Via Crucis, particolarmente adatto al tempo quaresimale.

Circa qualche proposta di preghiera di liberazione o addirittura di esorcismo contro il coronavirus – che in questi giorni è circolata sul web – esortiamo a stare molto attenti. Tali proposte, se da una parte sembrano attribuire direttamente la situazione presente ad un’azione straordinaria del demonio – da affrontare perciò con gli esorcismi – dall’altra lasciano intravedere come sottofondo una mentalità magica della realtà, spingendo le persone a risolvere le loro difficoltà ricercando le formule “più potenti ed efficaci”. Da parte nostra, siamo convinti che i gravi problemi dell’ora presente si possono risolvere innanzitutto volgendosi a Dio con il cuore, perché ci sostenga nel cammino di un’autentica conversione a Lui, cosa per la quale sono più che sufficienti i mezzi ordinari della Grazia, cui si aggiunge la responsabilità e l’impegno civile di tutti nel seguire le indicazioni igienico-sanitarie che ci sono state date dalle autorità preposte alla salvaguardia della salute dei cittadini.

Ricordiamo, inoltre, che in Italia l’Ufficio Liturgico della Conferenza Episcopale Italiana ha prodotto un sussidio: «Pregare e celebrare in tempo di epidemia». In esso, oltre a suggerire anche la preghiera della Liturgia delle Ore, usufruendo – se lo si ritiene opportuno – dell’App Liturgia delle Ore della CEI, scaricabile gratuitamente, si propongono testi con riflessioni e preghiere da vivere in famiglia, in comunione con tutta la Chiesa, non potendo i fedeli partecipare alla Celebrazione eucaristica.

Accogliamo, poi, con soddisfazione l’iniziativa della CEI -fissata per giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia- che ha promosso alle ore 21.00 di quella sera un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora. TV2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera in diretta.

Ci permettiamo, infine, di esortare a non dimenticare di pregare, soprattutto in questo periodo, anche per i nostri governanti, perché Dio li sostenga nel difficilissimo compito di prendere le decisioni migliori per il bene comune e perché abbiano il coraggio di chiedere umilmente e pubblicamente non solo l’appello alla responsabilità di ogni cittadino, ma anche l’aiuto di Dio nell’emergenza del momento presente. Fino ad oggi sembra che nessuno di loro abbia rivolto pubblicamente questa richiesta a Dio, richiesta che non è un’esclusiva dei Vescovi e dei Sacerdoti, ma anche di coloro che governano le nazioni. Preghiamo ancora per i medici, gli infermieri e i volontari, che con tanta generosità, sacrificio, fatica e rischio assistono i malati. Preghiamo per i nostri fratelli contagiati, perché trovino nella nostra e nella loro preghiera personale la forza per affrontare la malattia, valutando dove sia possibile con le dovute precauzioni, come ha indicato papa Francesco, l’eventualità di accostarli per offrire loro il conforto dei Sacramenti.  Preghiamo, infine, anche perché questo momento di prova sia, per tanti fratelli e sorelle lontani da Dio, tempo propizio di riscoperta di Cristo nella propria vita.

 

Il Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Padre Francesco Bamonte, icms

Il Vicepresidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Mons. Larry Hogan

Collaborazione dell’AIE con il GRIS e l’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in Roma

Collaborazione con il GRIS e l’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in Roma

Vi informiamo che a seguito di un incontro chiarificatore del presidente dell’AIE padre Francesco Bamonte con padre François M. Dermine, presidente del GRIS nazionale e del Segretario Giuseppe Ferrari, padre Bamonte ha deciso di ristabilire la collaborazione dell’AIE per il Corso annuale sul Ministero dell’esorcismo organizzato dal GRIS e dall’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in Roma. Alcuni Soci dell’AIE, previa consultazione di padre Bamonte con i responsabili del GRIS e dell’Istituto Sacerdos, potranno pertanto ricevere la richiesta di offrire a nome dell’AIE una relazione o una testimonianza, al suddetto Corso. La collaborazione tra l’AIE e il GRIS si potrà stabilire anche in occasione di altre iniziative dell’uno o dell’altro ente.

(Lettera Circolare n. 84 gennaio 2020)

CURSO SOBRE EL MINISTERIO DEL EXORCISMO – ESPAÑA 2019

NOTA DE PRENSA

Asociación Internacional de Exorcistas

CURSO SOBRE EL MINISTERIO DEL EXORCISMO – ESPAÑA 2019

Del 22 al 28 de septiembre de 2019, en Guardamar del Segura (Alicante), se ha desarrollado un Curso Fundamental sobre el Ministerio del Exorcismo, organizado por la Asociación Internacional de Exorcistas, trámite la comunicación de la Conferencia Episcopal Española informando a todos los Obispos.

En el Curso participaron sacerdotes venidos de diversas diócesis españolas y de América que desempeñan el Ministerio del Exorcismo o se preparan para realizarlo.

En un ambiente de fraternidad y oración, la finalidad del Curso ha sido proporcionar una adecuada formación católica en los aspectos doctrinales, litúrgicos y pastorales de este «delicado y necesario ministerio» (Papa Francisco, 17 de maro de 2017), siguiendo las orientaciones aprobadas por la Congregación para el Clero y revisadas por las Congregaciones para la Doctrina de la Fe y para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos.

Se iniciaron los trabajos confiando el Curso a la Virgen María y a San Miguel Arcángel. La Santa Misa inaugural fue presidida por Mons. Jesús Murgui, Obispo de Orihuela-Alicante, quien alentó a «mostrar el rostro materno de la Iglesia que sabe acoger y defender a sus hijos llevándolos al encuentro con Jesús».

La formación fue impartida por el P. Francesco Bamonte, presidente de la Asociación Internacional de Exorcistas, y dos sacerdotes exorcistas, el P. Piermario Burgo y el P. José María Moriano, además del mutuo compartir de experiencias entre los exorcistas presentes en el Curso.

En la situación actual de creciente difusión del esoterismo, ocultismo y satanismo, los sacerdotes exorcistas son llamados por el Papa Francisco «buenos samaritanos para aliviar y curar las heridas causadas por la obra del Maligno, el cual presente de diversas formas en la vida de tantas personas, les hace dramática y más fatigosa la existencia cotidiana» (20 de septiembre de 2018).

Los participantes agradecieron este Curso y manifestaron el ánimo y la sólida formación recibida para continuar su servicio, en plena comunión eclesial, llevando la alegría de la esperanza en Jesucristo que «se manifestó para deshacer las obras del diablo» (1 Jn 3,8) y traer la paz de su misericordia.

 

Asociación Internacional de Exorcistas

Secretaría de habla hispana

Oficina de Prensa: aie.segr.esp@gmail.com

 

Messaggio di S. Em. Gualtiero Bassetti Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

IL CARDINALE ARCIVESCOVO DI PERUGIA – CITTA DELLA PIEVE PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Il vostro annuale convegno è sicuramente un’altra  bella occasione per riflettere sul tema del male e del maligno che fa parte del credo cristiano. Tanti infatti sono i riferimenti biblici e della tradizione su questo tema, come voi ben sapete. Ne cito due.

Primo: la preghiera di Gesù. Si apre con le parole: “Padre nostro che sei nei cieli… ” E si chiude con l’invocazione: “ma liberaci dal male”  che può essere perfettamente tradotta con: “liberaci dal maligno”.  Dunque  la preghiera  cristiana  che riassume  tutto  il Vangelo  si apre con il Padre e si chiude con il maligno.    Il Signore ci insegna a chiedere ogni giorno questa liberazione perché il potere del maligno non ci domini.   Gli uomini sono chiamati a scegliere con molta attenzione chi segmre.

Secondo. Il magistero di Papa Francesco.

Nella  Gaudete  et  exultate,  enciclica  apostolica  sulla  chiamata  alla  santità  nel mondo contemporaneo, un testo magisteriale che vi invito a tener presente nella vostra riflessione, l’ultimo capitolo  porta questo titolo: “combattimento,  vigilanza  e discernimento”.  Il Papa specifica che la lotta del cristiano  è contro la mondanità  che “ci inganna,  ci intontisce e ci rende mediocri, senza impegno senza gioia”, ma è anche una lotta contro la fragilità e le proprie inclinazioni ed infine una lotta costante contro il diavolo che è il principe del male.  Gesù si rallegrava con i suoi discepoli che ritornavano dalla loro prima esperienza missionaria dicendo: “Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore”  (Lc 10,18).  La missione  della Chiesa è anche questa,  perché è stata la missione di Gesù. Il potere maligno del principe di questo mondo è presente anche oggi.

Precisa ancora Papa Francesco: “Non pensiamo dunque che sia un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea. Tale inganno ci porta ad abbassare la guardia”, e lui, leone ruggente, ne  approfitta  per  distruggere  la  nostra  vita,  le  nostre  famiglie  e  le  nostre  comunità  (GE  n. 161).  L’esperienza di Giuda e dell’apostolo Pietro insegnano.

Mi permetto di raccomandarvi di tener presenti le Premesse generali del Rito degli esorcismi: sono indicazioni  molto  preziose,  sono  una  sorta  di  linee  guida  che  il  vostro  presidente  richiamerà certamente, come leggo nel programma.

Mentre vi ringrazio di cuore per il vostro servizio alla Chiesa, oggi particolarmente  necessario, vi ringrazio per quello che state facendo e vi benedico con affetto sincero.

Perugia, 14 settembre 2019

Festa dell‘Esaltazione  della Santa Croce

Testo originale:

Saluto Card. Gualtiero Bassetti al Conv Naz AIE ITALIA 2019

 

Comunicato Stampa Convegno Nazionale esorcisti italiani 2019

Associazione  Internazionale Esorcisti (A.I.E.)

Ufficio Stampa

Email:  aie.pressoffice@gmail.com

 

Comunicato stampa

Oggetto: Convegno Nazionale Esorcisti Italiani dell’Associazione Internazionale Esorcisti 2019.

 

Dal 16 al 20 settembre 2019, si sono svolti i lavori del Convegno Nazionale degli Esorcisti italiani organizzato dalla Segreteria Italiana dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE) e ospitato presso le strutture della “Fraterna Domus” di Sacrofano (Roma).

Il Convegno ha visto la partecipazione di un folto numero di sacerdoti esorcisti iscritti all’AIE provenienti dalle Diocesi di tutta Italia e di alcuni giunti anche dall’estero. L’articolato programma degli interventi ha visto  la trattazione di temi dottrinali e aspetti pastorali, l’approfondimento del dato liturgico e di quello spirituale, la presentazione di testimonianze legate al ministero dell’esorcistato e l’analisi dei fenomeni sotto il profilo psichiatrico e psicologico allo scopo di tracciare un corretto discernimento fra i disturbi del comportamento e l’azione straordinaria del Maligno.

I lavori si sono aperti con l’affidamento del Convegno a Maria Santissima e a san Michele Arcangelo, seguita dalla presentazione da parte del presidente AIE, padre Francesco Bamonte, delle Linee guida per il ministero dell’esorcismo, recentemente redatte. Era presente alla sessione inaugurale Sua Eccellenza Rev.ma Monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che ha poi presieduto la celebrazione eucaristica, votiva allo Spirito Santo.

Il presidente della CEI, Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale Gualtiero Bassetti, ha fatto pervenire un messaggio di saluto ai partecipanti al Convegno, sottolineando l’importanza dell’evento quale significativa occasione per riflettere sull’insegnamento della sacra scrittura e del magistero della Chiesa sulla reale esistenza e attività del maligno come parte del credo cristiano. Il Cardinale Bassetti nel suo messaggio ha operato un duplice riferimento. Il primo contenuto nel vangelo, nella preghiera rivolta al Padre che Gesù ci ha insegnato e, in particolare, in quella invocazione conclusiva nella quale il Signore ci esorta a chiedere ogni giorno, nel Suo nome, la liberazione affinché il potere del diavolo non ci domini. Da qui il bisogno di un costante discernimento. Proprio la necessità di discernere, vigilare e combattere sul piano spirituale è al centro del rinvio al magistero di Papa Francesco, in particolare all’enciclica apostolica Gaudete et exultate, dove il Papa espressamente richiama la necessità di non credere che il diavolo sia “un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea” (GE n.161). Tale inganno, purtroppo ricorrente, porta infatti ad “abbassare la guardia” e ci espone, sul piano individuale, famigliare e comunitario, al progetto di distruzione del Nemico. La narrazione evangelica come la quotidianità del ministero esorcistico ce lo attestano con evidenza.

I lavori, con le dodici relazioni seguite da un attento e partecipato dibattito, si sono svolti in un clima di condivisione fraterna e di proficuo stimolo spirituale e intellettuale, a conferma della grande attualità pastorale delle problematiche affrontate, trattate alla luce della dottrina e della tradizione millenaria della Chiesa. Mai come oggi l’azione del demonio, nella sua azione, conferma quanto sia necessario il ministero dell’esorcismo a beneficio della salvezza del popolo di Dio che viene attaccato in modo straordinario dal demonio.

p. Paolo Carlin OFMCap

Associazione Internazionale Esorcisti

Ufficio Stampa

Comunicato Stampa dell’A.I.E. sulla dichiarazione di padre Arturo Sosa Abascal al meeting di Rimini

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Associazione Internazionale Esorcisti [A.I.E.]

Casella Postale 212, 00120 Città del Vaticano SCV

 

Roma, 22 agosto 2019

 

Comunicato Stampa dell’Associazione Internazionale Esorcisti

L’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE) con il presente comunicato fa seguito alle dichiarazioni rese dal Preposito generale della Compagnia di Gesù padre Arturo Sosa Abascal nel corso di un’intervista apparsa sul periodico online “Tempi.it” (Meeting. «Il diavolo esiste solo come realtà simbolica», 21 agosto 2019).

Una delle domande rivolte nell’intervista al religioso, invitato a Rimini al Meeting di Comunione e Liberazione per tenere un incontro sul tema “Imparare a guardare il mondo con gli occhi di Papa Francesco”, ha avuto per oggetto l’esistenza del diavolo.

Padre Sosa Abascal ha fra l’altro così dichiarato: “Esiste come il male personificato in diverse strutture ma non nelle persone, perché non è una persona, è una maniera di attuare il male. Non è una persona come lo è una persona umana. È una maniera del male di essere presente nella vita umana. Il bene e il male sono in lotta permanente nella coscienza umana, e abbiamo dei modi per indicarli. Riconosciamo Dio come buono, interamente buono. I simboli sono parte della realtà, e il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale”.

Di fronte a queste gravi e disorientanti affermazioni, peraltro già espresse in passato da padre Sosa Abascal al supplemento di El Mundo, è doverosa qualche puntualizzazione dottrinale alla luce del magistero, anche dell’attuale Pontefice.

Se è vero che nei confronti del magistero ordinario bisogna rapportarsi con “ossequio di intelletto e volontà”, bisogna considerare, infatti, che il magistero solenne espresso nel Concilio Lateranense IV su angeli e demoni implica una vincolante adesione di fede. La posizione di Abascal, pertanto, si pone all’infuori del magistero ordinario e straordinario-solenne.

L’esistenza reale del diavolo, quale soggetto personale che pensa e agisce e che ha fatto la scelta di ribellione a Dio, è una verità di fede che fa parte da sempre della dottrina cristiana. Tale verità viene ribadita da un documento della Congregazione della fede, pubblicato da «L’Osservatore Romano» il 26 giugno 1975. Il testo esamina in maniera circostanziata la dichiarazione del concilio Lateranense IV, di cui riconosce l’importanza teologica, in relazione anche al diavolo e ai demoni: «L’enunciato che li concerne si presenta come un’affermazione indiscussa della coscienza cristiana». Esso, infatti, è inserito nel simbolo di fede, che il concilio ha riproposto a tutta la Chiesa, e, pertanto, appartiene alla regola universale della fede. Del resto tale insegnamento corrisponde a tutta la tradizione dei Padri della Chiesa e dei Papi.

In precedenza Paolo VI, il 15 novembre 1972, durante l’udienza generale del mercoledì, affronta il tema in questione. Partendo dal male esistente nel mondo, egli dichiara che esso è «occasione ed effetto di un intervento in noi e nel nostro mondo di un agente oscuro e nemico, il demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa». Prosegue affermando decisamente la necessità di credere che il diavolo è un essere creato da Dio (che successivamente con libera scelta, ha radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno) e non come un principio assoluto indipendente o come semplice simbolo del male: «Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscere» la realtà del demonio. A sostegno di questa tesi sono riportate numerose citazioni bibliche, dopo le quali il Papa ribadisce che il diavolo «è il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza. Sappiamo così che questo essere oscuro e conturbante esiste davvero».

Papa Francesco, dopo la sua elezione al soglio pontificio (2013), in diverse circostanze ha ribadito con insistenza e fortemente la realtà del demonio. Nella sua Esortazione Apostolica Gaudete et exultate (19 marzo 2018) si è soffermato a lungo sulla tematica demoniaca, puntualizzando nel cap. 5 alcune brevi ma incisive delucidazioni. Il pontefice prende l’avvio dal fatto che la vita cristiana, nel suo cammino verso la santità, è un combattimento permanente (n.158), in cui occorre forza e coraggio per resistere alle tentazioni del diavolo. Ciò costituisce il dato concreto che non si può trascurare, anzi forma le condizioni per rafforzare la propria configurazione spirituale (n.159). Il Papa precisa che quando si parla della lotta contro il demonio, non si tratta di un contrasto con la mentalità mondana né con le inclinazioni personali verso il male, ma più puntualmente ci si riferisce a una lotta contro un essere reale, «che è il principe del male». Con questa espressione viene sottolineata la dimensione di soggetto o persona nella sua concretezza, cioè una entità sussistente reale, che si chiama ed è il Maligno. Gesù stesso lo ha sconfitto e se ne rallegra (Lc 10,18).

Il Papa spiega che ai tempi di Gesù si poteva intendere una malattia, quale l’epilessia, come un’azione demoniaca, tuttavia bisogna riconoscere che Gesù ha compiuto molteplici liberazioni di ossessi. L’azione diabolica conferma la reale esistenza del diavolo e la sua costante presenza, fin dall’inizio della creazione, come risulta dalle prime pagine delle Scritture, in riferimento al racconto genesiaco della seduzione del serpente verso la prima coppia umana, Adamo ed Eva. Quindi non si può sostenere che «il demonio non esiste o non agisce». Il pontefice dice che Gesù stesso, quando ha insegnato ai discepoli la preghiera del Padrenostro, ha posto come ultima richiesta di essere liberati dal male: «L’espressione che lì si utilizza non si riferisce al male in astratto», ma propriamente e concretamente si indica il Maligno, che è un essere personale, il tentatore.

Il Papa fa un accenno agli errori che si diffondono attorno alla figura di Satana (n.161): «Non pensiamo dunque che sia un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea. Tale inganno ci porta ad abbassare la guardia, a trascurarci e a rimanere più esposti». L’affermazione è chiara e non ammette dubbi o discussioni sull’esistenza reale di Satana. Rientra nella dottrina della Chiesa che va accettata e creduta. Se si nega tale verità, prosegue il papa, si cade facilmente sotto le grinfie del diavolo, che «come leone ruggente va in giro cercando chi divorare» (1 Pt 5,8).

Quindi la Chiesa fondandosi sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione Apostolica ufficialmente insegna che il demonio è una creatura e un essere personale, e mette in guardia da coloro che, come il padre Sosa lo ritengono solo un simbolo.

Come Associazione Internazionale Esorcisti, ci piace terminare riportando quanto affermato dalla Conferenza Episcopale Italiana al n. 5 della Presentazione della versione italiana nuovo Rito degli Esorcismi, promulgato dalla Santa Sede il 22 novembre 1998 (De exorcismis et supplicationibus quibusdam):

«Il discepolo di Cristo, alla luce del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa, crede che il Maligno e i demoni esistono e agiscono nella storia personale e comunitaria degli uomini. Il Vangelo, infatti, descrive l’opera di Gesù come una lotta contro Satana (cf. Mc 1, 23-28; 32-34; 39; 3, 22-30 e passim). Anche la vita dei suoi discepoli comporta una battaglia che “non è contro creature fatte di carne e di sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male (Ef 6, 12)».

Infine, oltre a prendere atto della chiara posizione di Papa Francesco espressa nei saluti inviati ai partecipanti ai Convegni Internazionali degli Esorcisti, per approfondire la conoscenza dell’insegnamento della Sacra Scrittura e del Magistero della Chiesa circa la reale esistenza e attività del mondo demoniaco, consigliamo la lettura delle seguenti relazioni riportate nel blog dell’Associazione Internazionale Esorcisti: aiepressoffice.com

  1. L’insegnamento sul diavolo nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC)

Relazione del Vescovo Mons. Raffaello Martinello.

  1. L’azione straordinaria di Satana nel mondo: aspetti teologici e magisteriali

Relazione del Vescovo Mons. Giovanni Rinaldi.

  1. L’esorcismo nella Pastorale ordinaria della Chiesa

Relazione del Cardinale Salvatore De Giorgi.

  1. L’origine del male nell’universo creato buono da Dio

Studio a cura dell’Associazione Internazionale Esorcista.

  1. San Martino Di Tours, Vescovo esorcista

Articolo a cura dell’Associazione Internazionale Esorcista.

 

 

S. Remo 2019 Comunicato stampa della Segreteria Italiana A.I.E.

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Associazione Internazionale Esorcisti A.I.E.

 

Associazione Internazionale Esorcisti

Comunicato Stampa della Segreteria italiana

Roma, 12 febbraio 2019

Che un palco come quello di Sanremo si trasformasse in un attimo, anche solo per pochi secondi, in un inquietante “pulpito” è cosa davvero degna del più esperto “prestigiatore”.

Fra “forme e luci”, in un gioco affascinante di “onde armoniche”, il pubblico assiste sereno e divertito al succedersi delle performance musicali. Improvvisamente, dal “golfo mistico posteriore” del palcoscenico, compare uno sfondo a scacchi dalle facciate rosse, nere e verdi dando inizio alla performance della bravissima Virginia Raffaele. Divertentissimo il suo sketch comico parodiando la canzone classica “Mamma” di Beniamino Gigli. Ma è solo un attimo, pochi secondi e quel palco, con quel gioco “armonico di luci e di colori diventa un “pulpito” da cui per ben 5 volte viene invocato il nome di Satana.

La Raffaele, imitando il testo della nota canzone come se fosse ascoltata da un vecchio disco che gira su un grammofono rotto, interrompe il testo e dopo alcune sillabe incomprensibili, senza nessuna sequenza logica delle stesse interruzioni, pronuncia distintamente e per ben 5 volte il nome di Satana. E facendo un macabro giro su se stessa, si ferma assumendo una inquietante posizione del corpo.

Perché tutto questo?

Il pubblico, e tra questi sicuramente molti fedeli cristiani, ha il diritto sapere.

La Segreteria italiana dell’Associazione Internazionale Esorcisti esprime grande rammarico in merito alla puntata sanremese nella quale il richiamo esplicito a Satana, attraverso gesti e parole, evidenzia l’immagine svilita di un intrattenimento grossolano, che scherza con il dolore delle vittime.

L’articolo di Don Aldo Buonaiuto della Comunità Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, il quale coordina il servizio nazionale Antisette e nella veste di esorcista, ribadisce proprio il concetto del disprezzo per la sofferenza. Il sacerdote fa, infatti, appello all’attrice Raffaele, al quale come Associazione ci uniamo, “perché chiarisca e spieghi il senso di questa sua esibizione apparentemente banale”.

Il messaggio inneggiante al demonio, minaccia reale del mondo moderno, mina il cuore della cristianità e le coscienze dei più giovani già intimidite dalle violenze esplicite presentate dai mass media e dalle nuove piattaforme interattive. L’esaltazione della figura distruttiva per antonomasia, rischia di amplificare le nuove forme di devianza sociale infondendo una profonda insicurezza rispetto ai valori tipici dell’Occidente.

Non si può essere spettatori ignari dell’esaltazione del male, o meglio di colui che ne è il rappresentante per eccellenza, il demonio, Satana. La modalità dell’evento sembra presupporre una subdola tecnica subliminale e manipolatoria. Far arrivare dei messaggi con un contenuto oggettivamente negativo a spettatori indifesi e ignari di quanto sta per essere fatto e detto è da deplorare in assoluto.

Pertanto, chiediamo come cristiani a Virginia Raffaele, ma ancor più, a coloro che hanno collaborato per la scenografia relativa alla performance di chiarire a tutti e in forma pubblica le ragioni di quanto detto e fatto.

Crediamo che non si possa con tanta superficialità usare nomi e “simboli” appartenenti alla cultura della morte e della menzogna senza che tutto ciò favorisca il loro diffondersi nella nostra società.

AIE Convegno Internazionale 24-29 settembre 2018. Comunicato stampa

Comunicato Stampa

“Convegno Internazionale dell’Associazione Internazionale Esorcisti A.I.E.”

24 – 29 settembre 2018

Si è svolto a Roma, presso la casa di accoglienza “Fraterna Domus” di Sacrofano, il Convegno Internazionale dell’Associazione Internazionale Esorcisti (Aie) che si tiene a cadenza biennale ed è organizzato dal suo presidente, padre Francesco Bamonte coadiuvato dai Consiglieri dell’Associazione. L’evento, tenutosi da lunedì 24 a sabato 29 settembre, si è aperto con il messaggio di Papa Francesco – a firma del Cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin – che ha impartito la Sua benedizione apostolica. Nella missiva, indirizzata a padre Bamonte, il Santo Padre ha auspicato che il “significativo evento possa costituire un valido aiuto per quanti cercano, come buoni samaritani, di alleviare e guarire le ferite causate dall’opera del maligno, il quale, presente in diverse forme nella vita di tante persone, rende drammatica e più faticosa l’esistenza quotidiana”. È stata una sei giorni particolarmente significativa, un’occasione per riflettere sull’importanza e sull’attualità del ministero dell’esorcismo nella Chiesa. Ampio spazio è stato dedicato alla preghiera quotidiana che ha accompagnato lo svolgimento del Convegno. La Santa Messa di apertura è stata presieduta dal Cardinale Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero il quale durante la celebrazione ha implorato l’aiuto di Dio sull’importante e delicato ministero degli esorcisti e la luce e la guida dello Spirito Santo sui lavori del Convegno stesso. L’autorevolezza dei relatori e la qualità dei loro interventi hanno fatto sì che quest’appuntamento si sia contraddistinto come momento di confronto e di formazione per i convegnisti arrivati da tutti i continenti del pianeta.  Il tema della prima relazione, tenuta dal professore Luigi Santopaolo della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia Meridionale, è stato: “Nel mio nome scacceranno i demòni” (Mc 16,17). Orientamenti esegetici nella demonologia neotestamentaria”. Nella giornata di martedì 25 settembre, invece, padre Francesco Bamonte – Presidente dell’Aie – ha presentato alla platea i “Criteri di discernimento offerti ai Pastori d’anime per capire se una persona deve essere sottoposta alla valutazione di un sacerdote esorcista”, un argomento su cui si è ritornati in più occasioni durante il Convegno. Nello stesso giorno sono state presentate le testimonianze su due casi di possessione diabolica particolarmente significativi. Monsignor Rubens Miraglia Zani, ha concluso i lavori della giornata con una lezione divisa in due parti in cui sono stati analizzati i riti magici afro-brasiliani. Al centro della relazione di padre Piermario Burgo, che ha aperto la seconda giornata di lavori, il tema dell’esorcismo diagnostico. In questo quadro si è collocato anche l’intervento del dottor Hector Ezcurra, psichiatra ausiliare esorcista che ha fornito ai presenti la sua testimonianza. Nel terzo giorno del Convegno il sacerdote messicano don Rogelio Alcántara ha, invece, analizzato le problematiche teologiche e pastorali delle “preghiere di guarigione dell’albero genealogico” e fornito un contributo sui “criteri teologici e pastorali per un regolamento diocesano del ministero dell’esorcismo”. Al termine di ogni intervento, i partecipanti hanno avuto la possibilità di formulare delle domande ai relatori stabilendo, così, un confronto diretto con alcuni tra gli esperti internazionali più accreditati nell’ambito di discussione. Nella giornata di giovedì 27 settembre, particolarmente rilevante è stata la testimonianza di monsignor Giacomo Cirulli, Vescovo della Diocesi di Teano Calvi che ha raccontato come continua a svolgere il suo ministero da esorcista anche dopo aver ricevuto la consacrazione episcopale. Padre Francesco Bamonte e i membri del Consiglio hanno poi elencato quelle che sono le attività in corso di svolgimento ed i progetti futuri che l’Associazione ha intenzione di portare avanti. Nella penultima giornata dei lavori Padre Benoît Domergue ha affrontato uno dei temi di più stretta attualità, soffermandosi sulla connessione esistente tra un certo tipo di musica e il satanismo. Un pericolo su cui la Chiesa ha da tempo messo in allerta la società di oggi.  L’ultimo giorno del Convegno si è aperto con la relazione di don Aldo Buonaiuto – coordinatore del servizio antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Benzi e direttore del quotidiano online “In Terris” –  dal titolo “L’adorazione di satana nelle sette e la soggezione diabolica”. Un fenomeno che vede il sacerdote impegnato da anni in prima persona nel recuperare le vittime delle sette occulte. I lavori del Convegno si sono conclusi dall’intervento del Cardinale Angelo De Donatis, Vicario del Santo Padre per la Diocesi di Roma, e del Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e Presidente della Cei. Il Cardinale De Donatis nel presiedere la Sinassi Eucaristica, ha espresso la particolare vicinanza del Papa al ministero degli esorcisti, trasmettendo ai convegnisti il saluto del Sommo Pontefice, e ha insieme offerto, con la sua consueta e amabile umanità, una stimolante e incoraggiante riflessione sul ministero esorcistico ricordando ai convegnisti la necessità di far “trasparire la sicurezza di chi ha trovato il tesoro nel campo e la perla di grande valore; dovere essere persone nelle quali agisce la forza serena e prudente della carità di Cristo, è questa infatti che mette in fuga il maligno”. Il Vicario di Roma ha sottolineato inoltre la delicata responsabilità che ricade sui sacerdoti esorcisti a cui è richiesta “una speciale prudenza” perché “non di rado (…) i fedeli sono portati a ritenere che il male che li affligge sia senz’altro opera della potenza misteriosa del male e non piuttosto il frutto avvelenato di una vita bisognosa di vera conversione al Vangelo”. Per questo, ha ricordato il Cardinale De Donatis, è importante “fare ricorso a un discernimento attento prima di ricorrere all’esorcismo”. “La vostra accoglienza e la delicatezza con la quale saprete curare i cuori spezzati – ha concluso il Cardinale – sono la Buona Notizia che continua a risuonare nel mondo e la sua forza risanante”.

La relazione del Cardinale Gualtiero Bassetti, la prima di un Presidente della Cei ad un Convegno dell’Aie, ha di fatto chiuso la fruttuosa sei giorni di incontri. L’Arcivescovo della Diocesi di Perugia-Città della Pieve ha riservato parole di vicinanza per i sacerdoti chiamati a svolgere un ministero così delicato: facendo ricorso ad una metafora utilizzata da Giorgio La Pira per i giovani, il porporato ha paragonato gli esorcisti alle rondini chiamati a portare la primavera laddove domina l’inverno. Per il Cardinale Bassetti, questo speciale ministero rappresenta efficacemente l’esempio di “Chiesa in uscita” tanto caro a Papa Francesco perché “annunciatori di primavera” nell’inverno delle “periferie esistenziali”. Al centro dell’intervento del Presidente della Cei c’è stato il monito a non dimenticare che la carità costituisce l’elemento indispensabile per ogni esorcista perché “rende autenticamente forti contro gli spiriti del male”. Il Cardinale Bassetti ha posto l’accento sull’importanza di una buona formazione per svolgere adeguatamente questo ministero e poter, dunque, “discernere la reale azione straordinaria del maligno da ciò che è invece frutto di cause naturali e, congiuntamente, accompagnare i fratelli che ne sono vittima verso l’autentica liberazione”. Il Presidente della Cei ha fatto accenno al “ruolo non indifferente” della fede “nella liberazione dall’azione straordinaria del maligno”: solo “una fede ricca di contenuti veri e non una fede strampalata” può essere efficace, perché “una fede strampalata non può che generare prassi bizzarre, sconclusionate e anche dannose”.

Il Cardinale Bassetti che ha arricchito la sua relazione con simpatici e significativi ricordi della sua lunga esperienza pastorale ha concluso il suo intervento citando Papa Francesco che in una sua omelia ha affermato che “la vita cristiana” è un combattimento permanente” nel quale “si richiedono forza e coraggio per resistere”. Un combattimento però che vale la pena intraprendere “perché ci permette di fare festa ogni volta che il Signore vince nella nostra vita” e “Gesù stesso festeggia le nostre vittorie”.

Il Cardinale ha infine contribuito ad accrescere la gioia di tutti i convegnisti, quando prima di ripartire per la diocesi di Perugia ha voluto impartire loro la benedizione non solo a nome suo, ma anche a nome di tutti i Vescovi della Conferenza Episcopale Italiana da lui presieduta.

Con questo comunicato stampa l’Associazione Internazionale Esorcisti intende anche esprimere la sua gratitudine a quanti, con l’offerta della loro preghiera e dei loro sacrifici, hanno contribuito al felice svolgimento del Convegno Internazionale, in vista di un migliore servizio reso dagli esorcisti ai fratelli e alle sorelle bisognosi del loro ministero di consolazione e di liberazione.

Roma, 1 ottobre 2018                                          Associazione Internazionale Esorcisti

                                                                                 Ufficio stampa

Il Cuore Immacolato di Maria trionferà

È stato pubblicato in questi giorni al seguente indirizzo

https://gloria.tv/article/3aVCiYUYYAFACN2QHHnGANJ8k

un articolo che cita in nota il libro di Padre Francesco Bamonte “La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi”, pubblicato otto anni fa. L’articolo è abilmente redatto, lasciando al lettore l’impressione che quanto si riferisce a padre Bamonte, che all’epoca della pubblicazione del suddetto libro non era ancora stato eletto alla presidenza dell’Associazione Internazionale Esorcisti, sia il frutto di un’intervista rilasciata al presente in qualità di Presidente di detta Associazione. Mentre si precisa che padre Bamonte non è mai stato interpellato da chi ha scritto l’articolo, né gli è stata chiesta alcuna autorizzazione per citare le parole riportate nel suo libro: “La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi”, con la presente nota si intende biasimare l’uso strumentale e di parte della frase riportata, che, per come è stata citata nell’articolo, senza le  necessarie,  puntuali e importantissime premesse teologiche che padre Bamonte espone nel suo libro riguardo il valore che può essere attribuito alle affermazioni del demonio durante gli esorcismi, può essere fraintesa e assumere significati devianti. Ben a ragione Papa Francesco ha scritto:

“L’efficacia delle fake news è dovuta in primo luogo alla loro natura mimetica, cioè alla capacità di apparire plausibili. In secondo luogo, queste notizie, false ma verosimili, sono capziose, nel senso che sono abili a catturare l’attenzione dei destinatari, facendo leva su stereotipi e pregiudizi diffusi all’interno di un tessuto sociale, sfruttando emozioni facili e immediate da suscitare, quali l’ansia, il disprezzo, la rabbia e la frustrazione. La loro diffusione può contare su un uso manipolatorio dei social network e delle logiche che ne garantiscono il funzionamento: in questo modo i contenuti, pur privi di fondamento, guadagnano una tale visibilità che persino le smentite autorevoli difficilmente riescono ad arginarne i danni.”

(Messaggio del Santo Padre Papa Francesco per la 52a giornata mondiale delle comunicazioni sociali)

 

Comunicato Stampa sul sacerdote don Michele Barone mai stato esorcista 14-02-2018

COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE ESORCISTI
A seguito del programma televisivo “Le Iene” andato in onda sul canale “Italia Uno” la sera del 14 febbraio 2018, la Presidenza della nostra Associazione è stata oggetto di numerose richieste di chiarimenti sulla vicenda mostrata e sul sacerdote, don Michele Barone, che se ne è reso protagonista. Precisiamo che il sacerdote in questione non è mai stato istituito esorcista da alcun Ordinario (Vescovo diocesano) a norma del can. 1172 del Codice di Diritto Canonico né ad alcun titolo è mai stato membro dell’Associazione Internazionale Esorcisti.
Ribadiamo altresì che l’Associazione Internazionale Esorcisti esorta vivamente i sacerdoti esorcisti ad attenersi rigorosamente alle norme e alla prassi che la Chiesa indica nei Praenotanda del Rito degli Esorcismi, riprovando e prendendo decisamente le distanze da tutto ciò che da esse si discosta.
Invitiamo infine tutti i fedeli che ritenessero di dover ricorrere al ministero di un esorcista di non affidarsi ciecamente ad alcun sacerdote, senza avere prima la certezza che è stato legittimamente deputato dal proprio Vescovo a questo ministero. Tale certezza è facilmente raggiungibile se ci si informa direttamente presso la Curia Diocesana.

È possibile visionare il Comunicato Stampa della Diocesi e del Vescovo comparsi nella trasmissione presso i link

http://www.diocesiaversa.it/comunicato-sospensione-di-don-michele-barone-dal-ministero-sacerdotale/

Roma 20/02/2018